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Il trend del Mini-me: mamma, vestiamoci uguali!

Come avevamo già visto nelle sfilate del Pitti Bimbo di Gennaio, i bambini sono sempre più adulti. Che la colpa sia poi dei genitori (sempre più bambini o sempre più desiderosi di reinventarsi attraverso le loro creaturine) o meno, poco importa. Qui high bun, strass, tulle e pelllicce non sembrano intimorire le sempre meno timide “little girls”, che di questo passo arriveranno ad aprire un blog a 8 o 9 anni ed appena scopriranno lo shopping online sarà la fine del nostro portafogli (inventeranno una credit card anche per i minori?).Schermata 2014-04-08 alle 12.36.00

Le aziende moda, del resto, ci marciano a piene mani: le collezioni per bambini sono sempre più accattivanti di quelle per adulti, vuoi perché le dimensioni “in scala” necessitano di una serie di accorgimenti e dettagli che rendono i capi “bimbo/a” più lavorati e particolari dei nostri, vuoi perché spendere per un trench di Burberry originale per noi non ci penseremmo proprio, ma per loro probabilmente faremmo il colpo di testa, e se non lo facciamo noi ci sono sempre i nonni o chi per loro! 😀

Al di là della capsule Mini-me di Armani e delle linee Burberry Junior, Mark Jacobs Little e via dicendo (c’è persino un brand americano che fa scarpe con tacco per bimbi da 0 a 3 mesi, scoprite come :D)  ci sono tanti piccoli escamotage per vestirci in modo simile ai nostri pargoli e la cosa non è solo “femminile”: Asimplehug  pensa a collezioni mens+kids inspired, dove nella stessa confezione è possibile trovare lo stesso capo in scala, oppure il marchio spagnolo Kerala che produce capi per tutta la famiglia, accessori inclusi. Nel fitto sottobosco di marchi che hanno iniziato a vendere non solo 0-12 ma 0-50, (e a prescindere dal fatto che io stessa spesso e volentieri mi vesto da H&M Bambino) ho trovato qualche pezzo simpatico per corredare un outfit mamma (o papà) e figlia. Eccovi alcune idee per la primavera/estate!

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Gli outfit e le ispirazioni sono prese dai seguenti shop online:

1. H&M Kids + H&M Ladies

2. H&M Collezione Me and you

3. Petit Bateau Donna + Bimba

4. H&M Collezione Me and you

5. Stradivarius, Zara Baby, Desigual, Kiabi

6. Archimede Swimsuit Papillon Collection for girl & dad

[ Del marchio belga Archimede vi segnalo, oltre alla possibilità di abbinare gli outfit da spiaggia dei vostri piccoli con i costumi del papà, la trovata ingegnosa dell’inserire un salvagente nel costumino: niente più braccioli o salvagenti esterni! ]

Per le mamme che invece cercano ispirazione fra telefono e social media, vi consiglio di non perdere questi originali hashtag su Instagram legati al trend del mini-me:

a) #fashionbymayhem Mayhem e la sua mamma Angie hanno dato vita ad una vera e propria “moda” che consiste nel rifare gli outfit più scenografici indossati dalle VIP e nei principali catwalk utilizando semplicemente “CARTA”. FashionbyMayhem024_ProjectRunway_season1

I vestiti durano qualche minuto:  a detta di mamma Angie, la piccola Mayhem ci gioca fino a che non li straccia – ottima idea per i compleanni al posto di giocare a “gira la moda”! Potete seguire il loro account ufficiale qui .

b) Il #babysuiting e il #babymugging sono le ultime trovate virali della annoiate mamme d’oltralpe: se vi sentite ispirate partecipate alla catena di Sant’Antonio in forma di “hashtag” e vestite i vostri piccoli con gli abiti da lavoro del papà! BabySuiting-830x565

E voi moms, cosa ne pensate della moda del mini-me? Avete già vestito qualche volta i vostri piccoli in coordinato con mamma e papà? 

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“E mo’ che ti regalo?”: 14 idee più o meno probabili dai best seller 2013 di Amazon

Prima di Argentina ricorrenze, compleanni e feste comandate erano un’occasione come un’altra per bere qualche drink di troppo e giustificare il mal di testa del mattino. Ma poi diventi mamma, e mentre i drink di troppo scivolano remoti nella memoria (il mal di testa del mattino resta lo stesso viste le notti insonni, ndr) entri nel circuito mamme vero e proprio, e per mamme intendo donne-informate-dei-fatti: le ricorrenze si moltiplicano (battesimo, compleanno, festa di Natale..) e con esse la ricerca dell’oggetto originale, del gadget che non ti aspetti, che magari è anche meno utile di una torta-pannolino ma vuoi mettere con la soddisfazione dell'”Oh-oooooh” di chi lo riceve? (E chi lo riceve, almeno fino ai tre anni, più che il bambino è la mamma del bambino, la quale sorriderà probabilmente davanti all’ennesima tutina, ma poi penserà alla partita di abiti che ha appena ricevuto da cognate, amiche, conoscenti e sotto sotto dirà “ok, ma questo non mi serviva, tra due mesi devo sostituirlo!”). È sempre più difficile accontentare mamme e bambini per cui il mio consiglio è “shockare” o “deliziare” (a meno che non vi si chieda espressamente: “vorrei/mio figlio vorrebbe tanto il prodotto tal dei tali, sai se vuoi comprarmelo tu evito di pensarci da me”).

Questi che porto alla vostra attenzione sono alcuni tra i gadget per bambini e infanti più venduti nel 2013 su Amazon, per cui qualcosa di buono devono avercelo avuto. Il gusto è prevalentemente americano, ma vediamo un po’ cosa potrebbe trovare una sua versione “spaghetti” e cosa invece è così palesemente lontano dalle nostre idee-regalo da farci dire immantinenti “lo voglio!! non so a cosa mi serva ma lo voglio!!” (ehm, quest’ultima sono io…)

Per riassumere quanto andrete a vedere, possiamo dire che il regalo “di tendenza” ruota intorno a due poli fondamentali. Il polo “natural”, che continua a farla da maggiore con tutta le serie di oggetti vintage, il ritorno al passato nei materiali e nelle forme, l’attenzione al biologico e al riciclo. Di contro quella che si va sempre più affermando, che ci piaccia o no, ovvero la tendenza al regalo high tech, da peluches che a momenti ti portano il piccolo al nido fino a misteriose palline comandate via iPhone. Oltre al mezzo, si modifica anche il fine: ovvero il regalo che inizia a “tirare” è sempre più quello con un fine intrinseco educativo, mentre la componente “emozionale” sarà sempre meno una caratteristica dell’oggetto “regalo” e sempre più dettata dalla fruizione dello stesso (realtà aumentata, contenuti digitali e on-demand, robotica, renderanno innovativo ed eccitante anche il più classico ‘giro-giro-tondo’).

Alla prossima Moms, e che la festa cominci!

kids gift

1. CLOCclocktimeK TIMEImparare l’orario non è mai stato così facile! Per bimbi dai 3 anni in su, questo gioco retrò sul tempo che fa tanto british insegna a posizionare le lancette su dei quadranti “muti” secondo le ore segnate da alcune sveglie digitali raffigurate in diverse card. Il gioco può anche diventare una sfida tra piccoli, specie in caso di sovraffollamento bambini come in compleanni e feste di Natale!

ecodough

 

 2. ORGANIC DIDOH Se proprio deve ingoiare il Didoh, che sia organico! Con questa plastilina ecofriendly e al 100% naturale non avrete più paura delle ingestioni dell’ultimo minuto. Bello anche il pack e disponibile persino in versione gluten-free! E viva il bio!

 

tatoos3. WEGALLERY – TATTOO TEMPORANEI Mi piace moltissimo quest’azienda per la capacità di aver sviluppato graficamente da favola un concetto molto semplice. I Wee sono dei disegni di animali e forme, che contengono pattern ripetuti e semplici in bianco e nero in modo da essere decodificati da bimbi anche di pochissimi mesi. Amo le loro raffigurazioni e non per niente le loro card si vendono anche al MOMA. Tra le diverse proposte ho trovato questi simpatici tattoo ecofriendly , applicabili e rimovibili con del semplice baby oil. Utili in caso di giochi di ruolo per feste e compleanni, cenoni e occasioni familiari che da noi comprendono tavolate anche di 20 persone!

soundbox4. SONAGLINI ECOFRIENDLY E COLORATI Una tradizione per il regalo dell’ultimo minuto a nuovi nati e infanti sono i classici  “plasticoni-sonaglio” in varie forme e colori. Questi che segnalo, in legno e materiali naturali, oltre ad essere esteticamente più belli di quelli standard hanno una trasparenza che permette ai piccoli di guardare il mondo attraverso diversi colori. Un primo passo verso i filtri di instagram, per intenderci.

wooden breakfast5. BREAKFAST SET IN LEGNO I vostri pargoli possiedono già una mini-cucina? Aggiungetegli un complemento stiloso come questo fantastico set da colazione interamente in legno, completo persino di macchina espresso. I loro giochi di ruolo non saranno mai così cool!

 

 

skater6. SKATER IN CASA Paura di mandarlo in strada o semplicemente assenza di spazi “verdi” e a misura di bambino nel posto in cui vivete (vedi Milano)? Niente panico: quest’accrocchio tecnologico riesce a simulare esattamente tutti i movimenti di una tavola da skate, comprese giravolte, salti, discese e dislivelli. Il tutto senza far muovere i vostri figli dalla loro camera!

 

microbi giganti7. MICROBI GIGANTI Nel mondo dei peluche troviamo un trionfo del brutto. No bamboline delicate ed orsetti dalla faccia compunta, la moda di oggi sono i mostri, più brutti sono e più i vostri piccoli li ameranno. Tra alieni, bestiole e animali della giungla inesistenti ho incontrato persino i batteri! Questi sono arrivati anche in Italia e personalmente ne ho presi già due (gli stessi che ho preso accompagnando mia figlia al nido: influenza e raffreddore).  Ogni peluche ricalca esattamente la forma del batterio che rappresenta e viene corredato di informazioni dettagliate sulla sua controparte reale. [Ecco come il filone “educativo” sta pian piano espandendosi anche su oggetti dal valore puramente affettivo, come i peluche -fino ad ora l’oggetto emozionale per eccellenza].

luce palle8-9. LUCI “AMICHE” Di luci giocattolo ce n’è un’infinità ed è spesso uno dei regali più utilizzati. Vi segnalo però due simpatiche alternative: una che si trasforma in un gioco, in quanto i bulbi sono vere e proprie palle luminose e staccabili dalla base, che non si riscaldano nè si rompono, adatte per giochi notturni ma soprattutto per i più timorosi del buio – le palle/bulbi sono temporizzate e si spengono dopo 30 minuti dalla “buonanotte!” L’altra proposta è una copia oversize delle autentiche gelatine a forma di orsetto. Utilità discutibile ma come non amarla, la mangerei!

markermaker

10. MARKER MAKER “Mamma, ho scambiato di nuovo i pennarelli con la compagna di banco!” Non più con questo geniale kit permette di personalizzare i propri colori creandoli da zero a seconda della tonalità che si vuole ottenere. Gioco altamente istruttivo, utile per la scuola ma soprattutto creativo e dall’alto potenziale di personalizzazione. Qui vedete meglio come funziona.

tubetoys

11. TUBE TOYS A metà tra i giochi educativi, lo stile retrò e l’ecofriendly, questi fantastici “tubi di cartone” sono capaci di trasformarsi in autentici modellini dei più comuni mezzi di trasporto, dalle macchine ai camion. Chic e amici dell’ambiente, da collezionare uno per uno!

 

magiball12. SPHERO ROBOTIC BALL Questa banale palla di gomma in realtà è un intelligentissimo robot, che viene telecomandato via smartphone o tablet. Scaricando alcune app, è possibile utilizzarla in diverse occasioni di gioco e svago, come vedete dal video: a seconda di quello che le si richiede, la “sphero” si comporterà da segnaposto, segnapunti, cursore, mouse o control remoto, pallina del cane, topolino a molla, automobile radiocomandata, boccia e così via. E va anche in acqua!  [Questo è il mio regalo di natale per una coppia di amici geek, ma anche per noi: non voglio perdermi la faccia di Argentina quando le mostrerò che la mamma sposta le palline con la forza del pensiero – e del telefono- !].

chalktrail13. CHALKTRAIL Artisti in famiglia? Fate del vostro bimbo il nuovo Picasso con Chalktrail, un accessorio contenente gessi colorati che, attaccato alla ruota posteriore della bicicletta, permette vere e proprie opere d’arte su strada grazie alla scia prodotta dal rilascio graduale del colore sull’asfalto. Sicuramente meglio il marciapiede che le pareti di casa!!

 

mem14. MYMMS Idea ottima per compleanni, battesimi e feste natalizie, particolarmente la befana: M&M’s personalizzati per tutti! Questo sito personalizza l’amatissimo cioccolatino con logo, scritte o disegni adattandole per le diverse occasioni. Addio confetti alla mandorla!

 

 

Tutti i prodotti citati sono disponibili per l’acquisto online su Amazon, che in questa sede non sempre ho linkato per rimandarvi alla “casa madre”.

E voi? Cosa regalerete per Natale ai vostri piccoli? Parliamone! 

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Premaman e non solo: ecco il capo che vi libererà dalle taglie!

Finalmente posso raccontarvi anch’io un’esperienza reale accadutami durante un viaggio a Roma un paio di settimane fa – uno di quei viaggi da “padreconlavaligia” di cui bene ha parlato il Duca qui, e che sempre più spesso capitano anche alle mamme -. Un’esperienza che è stata un incontro, uno spunto, e un appunto sul quaderno: ”la gente deve sapere!” (sic). Cosa c’entri questa esperienza con un articolo che parlerà di moda, e di moda premaman, ve lo spiego dopo. Dobbiamo fare un passo indietro.

Ricordo ancora la sensazione, immensa quanto all’atto pratico anche scomoda, del mio corpo che raddoppiava mese per mese, fino a raggiungere (nella mia testa) la dimensione dei leoni marini, proprio quelli che avevo visto così da vicino laggiù, quando ignoravo di avere una vita in pancia. Non ero un leone marino, ma i miei bei 20 chili li ho messi su, e per me che vivo nella patria del jeans supersupersuperskinny con ballerina non si può certo dire che sia stato facile trovare capi che mi contenessero bene. Col risultato che ho sfondato e sformato tutte le mie canotte S, oppure uscivo con improbabili palandrane taglia L che facevano presupporre un plurigemellare.

Ed eccoci all’esperienza, che più che di moda in sé parla di donne, genio e imprenditorialità. A Roma, non saprei dire neanche come, mi ritrovo ad un certo punto a casa di un caro amico a discorrere di varie amenità con Barbara, architetto, fondatrice insieme a Francesca di un concetto di abito che ancora non avevo mai sentito. Gli architetti fanno abiti? Di più, li progettano. Con tanto di brevetto d’invenzione. Il brevetto di Barbara e Francesca, che mi ha sinceramente emozionato e per cui da quel momento faccio il tifo, è un capo progettato con una missione ben precisa: sdoganare il corpo dalle taglie. Un capo senza taglia? Sì, un capo senza taglia, che si indossa dalla 34 alla 48, o nel caso che citavo prima, dal secondo al nono mese. Lo stesso CAPO!

Immaginate di sovrapporre due cerchi di tessuto dalla diversa consistenza, direi quasi complementare. Uno più strutturato e volumetrico, cucito insieme ad una striscia di tessuto morbidissima in seta elastica. Adesso, ritagliate con la mente un buco al centro dei due tessuti, in cui possiate infilarvici. Ed ecco a voi la RUOTA.

La Ruota nasce dall’esigenza di vestire donne diverse con personalità diverse, e si affida al totale utilizzo creativo di chi la indossa. Non ci sono modi precostituiti per indossarla o taglie in cui entrare: la Ruota segue il tuo corpo in tutte le tue esigenze (e trasformazioni, aggiungerei). Inutile dire che l’ho subito associata al premaman (mentre segnavo nel promemoria: ne voglio 5 per la seconda gravidanza) ma in realtà è un capo che oltre a essere per chiunque, alte-basse-magre-grasse-, è anche per tutte le occasioni. Basta differenziare i materiali e il modello rimane lo stesso. (E’ già in fase di ideazione persino la ruota da sposa!).

Ma come funziona questa fantasticheria? Barbara tornava giusto da un evento a Barcellona con la campionatura in valigia e a quel punto era d’obbligo provare: infilate la testa e le due braccia nel cerchio “magico” e inventate voi! Ecco le combinazioni che ho sperimentato io in dieci minuti: attenzione non ci sono spille, non ci sono cinture, la Ruota ha due asole ed è progettata per chiudersi naturalmente da sé!

Naturalmente quando poi Barbara ha lasciato me e la mia amica Irene sole a giocare (sì, a giocare!!) con i suoi tessuti non eravamo mica così brave! Ma con i tutorial/etichetta e per delle esperte in chiusure impossibili e di fortuna come noi mamme, diventa tutto molto semplice. Ovviamente voglio subito la mini Ruota per Argentina così per due anni sono a posto!!

Intorno alla Ruota sono nati nel frattempo prodotti complementari come giacche, cappotti per l’inverno, borse, e persino una linea da uomo con cravatte che cambiano e gilet che si allung/accorciano. Ovviamente il loro concetto di capo è che non esiste diritto e rovescio: ogni modello è indossabile da entrambi i lati e da entrambi dev’essere esteticamente bello da vedere.  Vi segnalo i più utili per le premamme e per le mamme in genere:

BIGBAG E’ una borsa che si modifica in diverse posizioni. Oltre ad essere fatta in materiale morbidissimo, può essere usata come monospalla o legata in modo da scaricare il peso su entrambe le spalle (di fianco la vedete indossata): ottima quando uno dei due avambracci è occupato a sostenere il peso dei nostri “leggerissimi” infanti ma anche per chi, come me, ogni volta che si piega a raccogliere calzine e scarpine abbandonate in strada dalla furfante, rovescia tutto il contenuto della propria sacca!!!

CAPPOTTO PER L’INVERNO Anche il cappotto naturalmente si modifica seguendovi. In lana cotta, con cuciture a taglio vivo che permettono di accorciare il capo secondo la lunghezza desiderata, ha una fascia in vita che consente diverse combinazioni di chiusure.

Per aiutarci nella scelta del modello riguardo a capi che hanno maniche ed altre componenti in cui sorge il problema “taglia” vero e proprio (giacche, pantaloni, tubini, magliette…) le ragazze propongono due tipi di donna, Audrey e Anita: due figure di donna diverse con esigenze diverse, per cui avremo in sostanza lo stesso capo riprodotto in due versioni, una che restituisce una vestibilità più avvolgente e l’altra più morbida e blanda. A pranzo volete essere la comoda Anita e alla sera un’Audrey ben fasciata dove serve? Scegliete i vostri modelli e trasformatevi a piacimento!

Non vi racconterò altro sul brand Santarella (anche il nome è geniale..) , per esempio non dirò delle monete dei viaggi, dei santini e dei cornetti napoletani, feticci con cui le due fondatrici personalizzano ogni modello e che rendono il capo ancora più esclusivo, così come ci sarebbe da raccontare che il brand ha già fatto innamorare persone di teatro, musica e cinema – persino Woody Allen! – perché non c’è il tempo né lo spazio, ma vi rimando alla loro pagina Facebook dove potete constatare che non ho inventato nulla e vedere altre donnine con la ruota! Al momento la collezione è acquistabile solo durante gli eventi che le ragazze organizzano in giro per l’Italia, perché un prodotto così se non lo vedi non ci credi che esiste!

Audrey & Anita

Ed è per questo che io volevo dirvelo in anteprima, e dirvi che in mezzo al ciarpame che è diventato il nostro Paese, qualche gioiellino imprenditoriale e tutto in rosa ancora da scoprire c’è eccome, il che fa ben sperare… che la ruota giri per tutte! Alla prossima MOM, e viva le Anita e le Audrey che sono in ognuna di noi!

– Ringrazio Barbara e Francesca per le bellissime foto che corredano questo post e la mia socia Irene per il composit delle mie combinazioni! –

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Bimbinfiera Milano: mamma bio dalla pappa al pannolino

Non ero mai stata ad una fiera di settore bambino e adesso capisco perché: non riesci a vedere assolutamente nulla!!

Mettici che pioveva, mettici che Novegro, il parco espositivo in cui si è tenuta la manifestazione, è praticamente irraggiungibile per mamme come me che pur non dichiarandosi “eco-chic” hanno scelto di non contribuire all’inquinamento atmosferico e quindi di NON comprare l’automobile, mettici che portare un bambino in un posto del genere è a rischio meningite/polmonite, la prima per la temperatura calda dell’interno e per il numero di persone (e bacilli presenti), la seconda perché dopo 4 ore lì dentro rituffarti nella brezza autunnale milanese che fa già Gennaio inoltrato è davvero a prova di anticorpi!

L’impressione che ne ho ricavato è quella di essere una mamma assolutamente “gnurant” : ogni volta che mi avvicinavo ad uno stand mamme ipercompetenti mettevano in difficoltà persino il personale con domande puntualissime e comparative di prodotto che neanche su Ciao.it (ho ascoltato persone recitare a memoria le dimensioni dei passeggini e il loro rapporto peso volume in etti!!!). Avevo poco tempo a disposizione per cui, una volta appurato che i padiglioni dei grandi marchi erano   inavvicinabili, tra la presenza di VIPS (oltre a Benedetta Parodi con figli al seguito c’era anche la famosa Tata Francesca di SOS Tata), le conferenze sull’allattamento tenute da “La Leche League” , le pance al nono mese che cercavi di evitare come vasi di porcellana cinesi, ho braccato una di queste tuttologhe e le ho chiesto: “Tu che sei all’ennesima edizione e che non te ne perdi una, sapresti cosa c’è di nuovo ma veramente NUOVO oltre le tettarelle in silicone e i trio da 900 euro? Sono stata quindi indirizzata al padiglione B, che manco a farlo apposta era dedicato completamente al Bio, ed è questa la novità (novità???) dell’edizione 2013 di Bimbinfiera a Milano.

Io ero felice come una pasqua, in quanto essendo celiaca per natura e temendo l’ereditarietà della cosa per la mia pupa, non esito a comprare quantità industriali di farine alternative, dalla manitoba ai semi di carrube..ma tra i grandi del settore quanto a pappe e omogeneizzati ho scoperto che Hipp quest’anno non è in fiera. Per evitare di allungare il mio brodo, ho deciso di racchiudere in un moodboard gli elementi indispensabili della mamma bio 2013, con qualche riga di spiegazione sulle cose che mi sono sembrate più carine o quantomeno nuove. Et voilà!

BIOMAMMA DEF

A. Pannolini Lavabili 

Il luogo comune di mamma Bio è quello dei pannolini lavabili, in tutte le salse: ciripà rinnovati, mutande contenitive dalle fantasie più svariate (persino leopardati e con strass!) , dimostrazione e un mini-corso gratuito  sull`uso e sui vantaggi del loro utilizzo a cura di Popolini (per le mamme, gadget e anche un buono sconto in omaggio). Quasi tutti i marchi permettono di noleggiare dei kit di prova (gratuito con un solo pannolino oppure in blocchi da 5 a 12 con prezzi variabili intorno al centinaio d’euro). Tra tutti segnalo Pupulito che offre un servizio di noleggio pannolini incluso lavaggio! La cosa a quanto pare funziona così: sottoscrivi il contratto, scegli il kit che fa per te e loro ti portano la fornitura a casa e due volte a settimana passano a ritirare i pannolini sporchi per lavarli in negozio con prodotti Bio e macchine elettriche a energia pulita.

I miei dubbi sono due:

1. ti tieni i pannolini sporchi a casa per 15 giorni? Io muoio prima…

2. useranno anche i veicoli elettrici per il noleggio e carico/scarico? Perchè se poi arrivano con veicolo normale a benzina il concetto di impatto zero è abbastanza borderline.

B. Fascia Mei Tai (tra fascia e marsupio)

Su questo sarete molto più esperti voi, ma la fascia è un accessorio che non dovrebbe mancare mai per le mamme “eco-chic”. A metà tra fascia e marsupio la Mei Tai si sta diffondendo rapidamente perché più consistente di una fascia ma più morbida del marsupio. Ovviamente in puro cotone anallergico. Nello specifico ho visto queste qui.

C. Cuscino allattamento in puro cotone

I cuscini dell’allattamento che ho sempre sottovalutato sono invece una gran comodità, ma per le mamme bio il cotone deve essere organico 100%. Quest’azienda , oltre a fabbricare cuscini per allattamento, aveva anche altri prodotti in cotone tra cui una splendida amaca da culla che si può usare anche come riduttore del lettino..ovviamente l’ho ordinata subito per una mia amica “pregnant”.

D. Calchi bimbo e calchi pancia  

Un’idea regalo molto in voga: il calco in gesso del piedino o manina del vostro bimbo li renderà sicuramente delle piccole Hollywood stars! Discutibile ma comunque molto alternativo e sicuramente più nuovo, il calco della pancia al 9 mese, personalizzabile come lo si vuole. Se in versione “bianca” può sembrare una protesi, una volta decorato e sistemato il calco pancia può avere davvero un bell’effetto (ed è ottimo per chi – come me – poi si lamenta di aver preso chili in gravidanza: con quest’aggeggio sotto gli occhi vi sentirete già una modella dal secondo giorno di puerperio!)

E. Coppetta mestruale o assorbenti lavabili

Questa devo ammettere che non la conoscevo. Un’ampolla in materiali 100% biodegradibili che, usata come un tampone, raccoglie il nostro flusso mensile e può essere riutilizzata per 10 anni (a detta di chi la vendeva). Ho i miei dubbi che regga al capoparto, ma per quello ci sono sempre gli assorbenti lavabili in puro cotone (in suede o bamboo).

F. Alce nero linea baby 

Alce Nero la conoscevo e l’avevo già consumata: quest’anno ha inaugurato una linea completa per bambini. Ho assaggiato (e vi consiglio di provarli) i biscotti di farro, sono una valida alternativa al biscotto col glutine che in ogni caso è sempre bene inserire più tardi possibile e in quantità ridotte (anche se la crosta del pane di Matera per Argentina è irrinunciabile – ndr -).

G. Hand Sanitizer

Lo stand di Green Gray Organics (che produce una gamma infinita di prodotti dal vestiario alla pappa -anche per celiaci-)  mi ha convinto più di altri per i prodotti dell’igiene. Tra tutti questo gel bio per la pulizia mani, simil Amuchina ma molto meno appiccicoso e praticamente inodore rispetto a quest’ultima.

H. Crayon Rocks

Spopola il ritorno alla tradizione, con i giochini a batteria solare, in legno oppure morbidosi in tessuto e lana – soprattuto a forma di cibo -. Tra tutti sono spuntati anche questi pastelli di cera naturale a forma di sassolino, molto belli da vedere e un’idea regalo per famiglie che non possiedono muri bianchi (la vena artistica dei nostri pargoli predilige la tecnica del graffito soprattutto in tenerissima età).

I. Mocassino Svedese

Sull’abbigliamento – ahimé – ho ben poco da segnalare se non che il Bio non è più sinonimo di fricchettone (ovvero:  non è detto che ci siano per forza i colori dell’arcobaleno, è piuttosto una questione di materiale e provenienza, ma entrambe le cose si pagano, e di solito non poco) né sinonimo di praticità (conservate un assorbente lavabile in ufficio nella borsetta e aspettate la reazione dei colleghi della serie “è scoppiata la fogna?”) ma semmai BIO è sinonimo di CHIC, che sia radical o senza. Tra queste presunte “chiccherie” ho notato più di un bimbo con i suddetti Mocassini Svedesi. Sarà che poi l’associazione con IKEA è forte e fra un po’ vedremo dei GRUMBEL o SVISKAS prodotti dall’azienda stessa (sempre che già non lo faccia), ma questa calza stivaletto si sta piano piano affermando come il complemento must, specie per i bimbi che non adorano le scarpe (il 99,9%).

L. Baby Legs (scaldamuscoli o manicotti)

Questi li ho comprati perché li trovo utilissimi: non sono altro che scaldamuscoli (o manicotti) per bambini, in taglia unica ed elasticizzati. Un’ottima alternativa alla calzamaglia sotto i pantaloni, cosa che rende il cambio di pannolino più lungo e disagevole soprattutto se si è fuori casa. Tengono caldo, sono comodi, “organici” ed evitano di caricare la zona delicata di due/tre strati di tessuti diversi. Ottimi per bimbe che non sopportano la guaina della calzamaglia, ed anche per i bimbi costretti ad indossare un capo prettamente femminile quando sono ancora troppo piccoli per protestare.

Per concludere, il BIO  del 2013 è ben lontano dall’eco-compatibilità ed è diventato progressivamente sinonimo di CHIC, con prodotti che, se pure fatti con fibre e materiali naturali, hanno tecnologie avanzatissime e non sono spesso un salvatempo (e neanche un salvaportafoglio). Diciamo che più che l’attenzione per la natura a me sembra che la vera natura che si tuteli sia questo bisogno di “radicality” e di “lavaggio sociale” che se acquisti un capo devi per forza sapere e dire in giro che stai donando la metà dei tuoi soldi per ricostruire alberi.. che verranno abbattuti per produrre i flyer e le brochure della prossima fiera! Se volete fare le mamme biologiche, e per biologico io intendo “a costo zero” riciclando davvero quanto si ha in casa, rivolgetevi a naturopate, nonne (santissime!)  oppure a esperte di Patchamama (basta cercare in Sudamerica) : io per mia fortuna ho conosciuto una mamma “organica” da Buenos Aires, che oltre a produrre espadrillas di corda per la sua bimba (in tantissimi colori e modelli!) mi ha risolto il problema del borotalco che arrossava la pelle di Argentina con un “io uso la maizena: ha la stessa consistenza del borotalco ma non contiene profumi e sostanze. E’ amido di mais e lo usi anche per tante altre cose, incluso cucinare. Risparmi spazio e soldi, e costa un terzo di qualsiasi “polvere assorbente”.

In fiera ho passato due ore del mio tempo, dopodiché la mia piccola non ha retto e io mi sono ricordata quanto fosse noioso accompagnare mia madre in posti che sembrano fatti per i bambini, ma che in realtà sono centri di ritrovo dove mamme e papà si sentono obbligati ad andare almeno due volte l’anno per sentirsi “aggiornati in materia”:  gli dovesse sfuggire l’ultimo modello di umidificatore da camera portatile in una città – Milano – in cui l’umido di certo non manca!

E voi? Cosa ne pensate delle fiere di settore e del BIO incalzante? Quali sono i vostri tricks per essere “naturalmamme” o “mammeacostozero”?

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