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Pure io voglio fare il mercatino!

Il brivido della vendita ci attraversa tutti prima o poi. Anzi, più prima che poi, perché ai bambini è sempre piaciuto improvvisare un mercatino, ovunque. Sulla spiaggia, al parco, sul marciapiede sotto casa.

Sabato scorso ho incoraggiato i miei bambini a farlo sfruttando l’occasione del mercatino dell’usato dell’associazione MOM, iniziativa che ha avuto una programmazione spot ma che mira a strutturarsi in maniera più metodica.

Abbiamo cominciato dal giorno prima: ho dato loro una scatola e ho detto loro che potevano riempirla dei giochi che volevano vendere, la stessa scatola, una volta svuotata e richiusa, avrebbe funzionato da bancarella. Hanno anche ritagliato le etichette e attaccato i prezzi agli oggetti in vendita. Entusiasmo a mille!

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Per non parlare delle iniziative di altri bambini. Questi ad esempio hanno venduto braccialetti realizzati in loco con tale successo che ora anche i miei figli hanno imparato a farli e comprerò loro tutto il kit.

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Intanto….le mamme hanno pensato ai loro affari. Io ad esempio sono andata via con n. 3 pantaloni, n. 3 felpe, n. 1 cardigan a fronte di una spesa di 30 euro.Immagine   IMG-20150928-WA0010

Per conoscere i prossimi appuntamenti potete consultare il gruppo fb di MOM o proseguire con le vendite on line del gruppo mercatino al seguente link.

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5 cose che.

5 cose che mi piacciono di Milano:

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1. i parchi – alla fine il luogo comune di Milano senza verde lo smentiamo col fatto che, per esempio, esclusa la villa io Argentina a Matera non so dove portarla. forse i posti non li vedo io, o forse la città è cambiata negli anni e io sono rimasta a quando ero piccola e ignoro i nostri spazi destinati ai bimbi. Milano ha oltre 54 parchi, aree verdi manco le conto perchè non è tanto il verde, è che ci sono scivoli fra un po’ anche nell’aiuola. Un sacco di soldi vanno via su trenini e giostrine correlati (altro che lo scivolo) ma in parchi come Sempione o Montanelli c’è veramente da passarci le giornate. 

2. i locali – ammetto che non ci vado mai, ma sapere di vivere in un posto dove il “cemmaffà staseeer” non esiste mi conforta non poco. quando hai un po’ di tempo (e qualche soldo) la città offre di tutto, e anche di più: naturalmente, come diceva Ennio Morricone “è importante i soldi”.

3. la spesa al supermercato
Col cambio casa il superstore dell’Esselunga mi ha svoltato la vita. spesa automatica, che vuol dire che dopo che hai fatto la spesa (senza incontrare vicini, nonni, parenti di cugini di zii che ti chiedono come staaaaaai, e ccheffaaai, tua madre? tuo padre? ah, Madò mi dispiace) non devi neanche salutare la cassiera. poggi il cestello e la cassiera sei tu! passi i prodotti, sacchetto taaaaac!, ritiri lo scontrino taaac, passi il codice a barre dello scontrino davanti all’uscita taaac il cancelletto si apre e Argentina dice “magia”!
Se poi hai le varie fidaty card manco quello: segni i prodotti sul telecomando (che recita: mausica montemauro, ndr), passi il telecomando con su il conto della spesa direttamente  ad un monitor, il quale rileva che tutto sia ok e ti dà lo scontrino. curioso: in questo caso la “busta” te la prendi dalla cassiera, che ti interpellerà nel milanese appropriato con “vuole dire un saccheeeeeetto?”

4 – le unghie dai cinesi.
sull’argomento vi rimando qui dove mi potrete trovare nella tipologia numero 5.
http://ilmilaneseimbruttito.com/2014/12/19/limbruttita-dalle-estetiste-cinesi-ovvero-richiamo-irresistibile-manicure-15e/

5 – il sole
io penso che il sole lo apprezzi quando vivi in una città che te lo fa desiderare. quando c’è il sole a Milano, come oggi, le fashion blogger escono in infradito perché sono normcore, la gente è più serena,  i palazzi di vetro di Gae Aulenti brillano, la linea 4 avanza e quando vai a ritirare Argentina ti chiede subito: “andiamo al parcoshioooochi?” (vedi punto 1).

5 cose che mi mancano di Matera 

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1.  la mia famiglia

2. le relazioni 

3. i Sassi 

4. andare con la macchina fino “dentro al supermercato” (per intenderci)

5. dormire il pomeriggio (senza sentirsi in colpa).

l’accento non l’ho elencato perché anche se vivo qui dal 2003, quello è sempre con me.
#iosonodimaté

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