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Routine di bellezza di una quasi mamma!

Mi ritengo una tipa abbastanza precisa quando si parla di routine di bellezza. Fin dall’adolescenza sono sempre stata attenta alla pelle e quando ho cominciato ad usare il make up (anche se pochissimo) ero attenta a struccarmi ogni sera, ad idratare la pelle quotidianamente, a cercare prodotti delicati e a non espormi al sole in maniera sconsiderata. Ormai sul mercato c’è di tutto e si sente qualunque cosa anche su prodotti che eravamo abituati ad usare tranquillamente…adesso sono tossici, banditi, cattivi…(per esempio io adoro il profumo che ha la linea Johnson & Johnson, la crema detergente, il talco…la saponetta…ma in pratica è veleno!!!). Quindi cerco sempre alternative naturali o almeno che siano delicate, essendo anche tendenzialmente allergica, perciò in gravidanza ho ampliato la mia ricerca, scoprendo dei prodotti niente male che mi permetto di consigliare, anzi se avete dritte sappiate che i vostri commenti sono i benvenuti! Io ho sicuramente assodato che in questo momento la cosa importante è l’idratazione! Che, se Dio vuole, eviterà smagliature e altre brutte sorpese!

Babysan skincare MOM

1. L’Olio Lavante  Avène è un toccasana per la pelle molto secca e io appena l’ho scoperto non ci ho più rinunciato! Non ha sapone ne profumo, non fa schiuma e lascia la pelle idratata già sotto la doccia.

2. Sanoflore Maman Bio Olio da Massaggio ha un buon odore ed è ottimo per i massaggi che ti rilissano la schiena. Senza parabeni, tonifica e ammorbidisce, ma a me piace soprattutto per il suo profumo di buono!

3. Trovo invece l’Olio Biologico Elasticizzante I Provenzali Bio perfetto per tutto! E’ davvero versatile e penso che la cosa migliore in un periodo delicato come la gravidanza sia usare un prodotto così. Previene le smagliature, migliora l’elasticità , contrasta i radicali liberi e ripristina la resistenza naturale della pelle. Insomma è un “must have” nel beauty della mamma!

4. Della Linea Mamma Helan ho provato vari prodotti ma con il detergente intimo mi sono trovata benissimo. E’ delicatissimo e indicato proprio in questo periodo, pre e post parto!

5. Sempre Helan il Gommage Corpo Extrafine. Molto importante (in teoria sempre) ma in gravidanza ancora di più, per permettere alla pelle di essere più recettiva ai trattamenti successivi (ovvero la profonda idratazione). Questo è delicato ed efficace con un buon profumo!

L’ultimo prodotto che mi ha svoltato la routine in gravidanza e che continuerò ad usare per il resto della vita è il Sapone di Latte d’Asina che uso per lavarmi il viso e che consiglio caldamente a tutte! Aveva proprio ragione Cleopatra!!!

E voi avete dei feticci nei vostri beuty case?! Quali sono i prodotti di cui non potete fare a meno e che consigliereste?!

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La valigia per l’ospedale

E’ giunto il momento…il countdown è iniziato e l’ansia pure, ma quella è normale credo! A dire il vero la valigia è aperta da circa un mese, ma era “work in progress” e stava lì a languire con le poche cose che ero riuscita ad assemblare, attenendomi alla lista dell’ospedale, quella che danno anche al corso di preparazione al parto. Il corso l’ho trovato utile, la lista pure…ma ho sbirciato anche un pò sul web e o fatto tesoro dei consigli di cognata e amiche che ci sono passate prima…ma non troppo come le madri, anche se pure loro hanno cosette interessanti da tramandare, nonostante il tempo che è passato e le cose siano un tantino cambiate! Ho trovato utilissimo, per esempio, dividere ciò che potevo nelle buste Ikea (vedi 3. 4. e 6.) sia per agevolare chi mi darà una mano durante la degenza e sia per un fattore di praticità e igiene.

Valigia ospedale-BabysanHo seguito alla lettera la lista e in più i consigli al corso:

 3 camicie da notte con i bottoni (2.)
 2 canotte comode per allattare (10.)
 3 paia di calzini di cotone (11.)
 Una vestaglia (12.)
 3 slip monouso (3.)
 Pantofole (8.)
 Asciugamani (9.)
 Occorrente per l’igiene personale (5.)
 Assorbenti post parto (4.)
Ho aggiunto uno scaldacuore (1.) un sacchetto dove ho inserito il primo cambio pulito dopo il parto (6.) e le buste per lo sporco (7.)

Valigia ospedale-BabychanOvviamente insieme alle mie cose, nella valigia ci saranno anche le cosucce della bimba, divise anche queste in vari sacchetti e nella borsa delle prime ore (1.) che contiene:

 Un cambio (3. – Body, calzini, tutina, camicina della fortuna)
 Lenzuolini sopra e sotto (2.)
 Una copertina (5.)
 Accappatoio, quadrato di garza e pettine (4.)
 Il resto rimarrà tutto in valigia:
 Altri 2 cambi: body, tutine e vestitini (6.)
 Altri 3 quadrati di garza e un asciugamano di lino (7.)
 Calzini, calzamaglie e camicine (8.)
Manca ancora un telo di spugna che serve sempre nella borsa delle prime ore e in più ho aggiunto un ciripà (9.) e cappellino e scarpine (10.) per il rientro a casa.

Le ultime cose da portare, come i documenti vari, la cartellina con tutto ciò che riguarda la gravidanza, il carica batteria del cellulare, l’acqua e del cibo per affrontare il travaglio sono tutte cose che ho scritto su una lista che attaccherò sulla porta di casa, così da non scordare nulla!

E voi avete trovato utile la lista e i consigli del corso in merito?! Come avete affrontato quel momento, se ci siete già passate?!

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Maternity style

L’inizio di un post, soprattutto se è il primo che scrivi, è sempre un pò difficile, e quindi ho pensato di rompere il ghiaccio ringraziando subito tutte le MOM che mi hanno permesso di far parte di questo progetto! Detto questo vado al dunque parlando dell’argomento in questione, su cui sono diventata ferratissima, unendo alla mia passione per la moda, le necessità della gravidanza e del corpo che cambia in questo delicato periodo. Attenzione però…ho detto delicato ma non intendo dire che siamo ammalate o soffriamo di qualche strana patologia! Perciò è giusto che prima di tutto ci si senta a proprio agio e comode, senza però vivere per nove mesi in tuta e magari trascusandosi vistosamente. In questi moodboard ho inserito dei pezzi che a mio parere, non possono mancare nel guardaroba premaman, e che altro non sono se non la variante “panciuta” dei must have che tutte noi dovremmo avere.

MOM-maternity-styleQuattro esempi di vestiti (alleati preziosi in questo periodo) che non possono mancare e che se si ha fortuna, se ne possiede già qualcuno che si può tranquillamente adattare! Il celebre LBD (little black dress) che non deve MAI mancare, magari in questo caso può essere lungo fino al ginocchio o anche più lungo e ovviamente di tessuti morbidi ed elastici (scordiamoci per un pò il tubino!) Un vestito a righe (ma anche più di uno come nel mio caso…e che poi mi salva sempre) perchè le righe fanno sempre tanto parisienne e vestire alla marinara è sempre chic! Non tralasciamo i colori, che almeno in inverno rallegrano un pò le grigie giornate, ma senza esagerare, scongiurando così l’effetto Desigual…che in questi mesi non è proprio indicato!!! Si rischierebbe di sembrare una matriosca…ma quella più grande! E per finire un pò di pizzo che non fa mai male e che se salta fuori una festa, un evento, o qualsiasi cosa che richieda un outfit un pò più formale, noi siamo pronte e ci sentiamo pure un pò sexy, visto che questo periodo gli ormoni fanno su e giù e  ci sentiamo spesso inadatte.

MOM-maternity-trend1I capi spalla nel periodo della maternità sono un dilemma, ma per chi come me ha passato l’autunno e l’inverno con il pancione, può anche fare a meno di comprare cappotti o piumini premaman, che di solito sono orridi, costosi e inutili…visto che poi vanno buttati o regalati. Sempre che non abbiate intenzione di fare molti figli…ma tanti però!!! Almeno riuscireste a sfruttarli! Io sono riuscita ad adattare qualcosa che avevo, come l’intramontabile trench (altro pezzo must have) che fortunatamente non era sfiancato, ma ultimamente si vedono in giro dei trench carinissimi, senza cintura e con tagli svasati, anche con maniche a 3/4 che sono portabilissimi prima, dopo e durante! Il parka (tornato di gran moda) è un altro ever green e anche questo adattabile durante il periodo panciuto. Se ben imbottito e di tessuto tecnico può tranquillamente sostituire il piumino (scongiurando anche qui uno spiacevole effetto omino dei marshmallow!!!) Il cappottino a uovo, un pò anni ’60 è una buona alternativa quando si vuole sembrare a modino ( se ne avevate già uno ottimo, altrimenti compratelo comunque perchè è un pezzo intamontabile e vi potete anche divertire con i colori!) E ultimo ma tra i miei preferiti il paltò un pò da marinaio e anche qui siamo sui pezzi forti del guardaroba di una donna!

* Tutti i capi sopra sono della linea Asos Maternity e Asos

MOM-maternity-trend2Per ultimo una carrellata di pezzi utilissimi e che consiglio caldamente per sentirsi comode e anche belle! 1 – Una bella borsa capiente con manici e tracolla…ma occhio a non riempirla troppo! Questa ricorda un pò la Motorcycle ma è di ZARA. 2 – Jeans premaman con elastici in vita ASOS. 3 – Gonna tubino premaman nera…sempre verde!!! ASOS. 4 – Bauletto bicolore un pò bon ton TOPSHOP. 5 – Fascia elastica che da sostegno e si può usare anche sopra i jeans che già possedete, per tenerli su e continuare a usarli! ASOS. 6 – Maglia stile baseball ASOS. 7 – Cappello a falda larga tipo borsalino TOPSHOP. 8 – Gonna lunga nera con fascia comoda in vita ASOS. 9 – Mariniere premaman intramontabile!!! ASOS. 10 – Camicia a pois ASOS

L’importante in ogni caso è sempre sentirsi a proprio agio, anche perchè durante la gravidanza tutti ci dicono che siamo più belle!!! E soprattutto non è necessario spendere un capitale; se si hanno i pezzi giusti si possono fare grandi cose! E voi che ne pensate?! Avete consiglie e dritte interessanti sul vostro look premaman?

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Premaman e non solo: ecco il capo che vi libererà dalle taglie!

Finalmente posso raccontarvi anch’io un’esperienza reale accadutami durante un viaggio a Roma un paio di settimane fa – uno di quei viaggi da “padreconlavaligia” di cui bene ha parlato il Duca qui, e che sempre più spesso capitano anche alle mamme -. Un’esperienza che è stata un incontro, uno spunto, e un appunto sul quaderno: ”la gente deve sapere!” (sic). Cosa c’entri questa esperienza con un articolo che parlerà di moda, e di moda premaman, ve lo spiego dopo. Dobbiamo fare un passo indietro.

Ricordo ancora la sensazione, immensa quanto all’atto pratico anche scomoda, del mio corpo che raddoppiava mese per mese, fino a raggiungere (nella mia testa) la dimensione dei leoni marini, proprio quelli che avevo visto così da vicino laggiù, quando ignoravo di avere una vita in pancia. Non ero un leone marino, ma i miei bei 20 chili li ho messi su, e per me che vivo nella patria del jeans supersupersuperskinny con ballerina non si può certo dire che sia stato facile trovare capi che mi contenessero bene. Col risultato che ho sfondato e sformato tutte le mie canotte S, oppure uscivo con improbabili palandrane taglia L che facevano presupporre un plurigemellare.

Ed eccoci all’esperienza, che più che di moda in sé parla di donne, genio e imprenditorialità. A Roma, non saprei dire neanche come, mi ritrovo ad un certo punto a casa di un caro amico a discorrere di varie amenità con Barbara, architetto, fondatrice insieme a Francesca di un concetto di abito che ancora non avevo mai sentito. Gli architetti fanno abiti? Di più, li progettano. Con tanto di brevetto d’invenzione. Il brevetto di Barbara e Francesca, che mi ha sinceramente emozionato e per cui da quel momento faccio il tifo, è un capo progettato con una missione ben precisa: sdoganare il corpo dalle taglie. Un capo senza taglia? Sì, un capo senza taglia, che si indossa dalla 34 alla 48, o nel caso che citavo prima, dal secondo al nono mese. Lo stesso CAPO!

Immaginate di sovrapporre due cerchi di tessuto dalla diversa consistenza, direi quasi complementare. Uno più strutturato e volumetrico, cucito insieme ad una striscia di tessuto morbidissima in seta elastica. Adesso, ritagliate con la mente un buco al centro dei due tessuti, in cui possiate infilarvici. Ed ecco a voi la RUOTA.

La Ruota nasce dall’esigenza di vestire donne diverse con personalità diverse, e si affida al totale utilizzo creativo di chi la indossa. Non ci sono modi precostituiti per indossarla o taglie in cui entrare: la Ruota segue il tuo corpo in tutte le tue esigenze (e trasformazioni, aggiungerei). Inutile dire che l’ho subito associata al premaman (mentre segnavo nel promemoria: ne voglio 5 per la seconda gravidanza) ma in realtà è un capo che oltre a essere per chiunque, alte-basse-magre-grasse-, è anche per tutte le occasioni. Basta differenziare i materiali e il modello rimane lo stesso. (E’ già in fase di ideazione persino la ruota da sposa!).

Ma come funziona questa fantasticheria? Barbara tornava giusto da un evento a Barcellona con la campionatura in valigia e a quel punto era d’obbligo provare: infilate la testa e le due braccia nel cerchio “magico” e inventate voi! Ecco le combinazioni che ho sperimentato io in dieci minuti: attenzione non ci sono spille, non ci sono cinture, la Ruota ha due asole ed è progettata per chiudersi naturalmente da sé!

Naturalmente quando poi Barbara ha lasciato me e la mia amica Irene sole a giocare (sì, a giocare!!) con i suoi tessuti non eravamo mica così brave! Ma con i tutorial/etichetta e per delle esperte in chiusure impossibili e di fortuna come noi mamme, diventa tutto molto semplice. Ovviamente voglio subito la mini Ruota per Argentina così per due anni sono a posto!!

Intorno alla Ruota sono nati nel frattempo prodotti complementari come giacche, cappotti per l’inverno, borse, e persino una linea da uomo con cravatte che cambiano e gilet che si allung/accorciano. Ovviamente il loro concetto di capo è che non esiste diritto e rovescio: ogni modello è indossabile da entrambi i lati e da entrambi dev’essere esteticamente bello da vedere.  Vi segnalo i più utili per le premamme e per le mamme in genere:

BIGBAG E’ una borsa che si modifica in diverse posizioni. Oltre ad essere fatta in materiale morbidissimo, può essere usata come monospalla o legata in modo da scaricare il peso su entrambe le spalle (di fianco la vedete indossata): ottima quando uno dei due avambracci è occupato a sostenere il peso dei nostri “leggerissimi” infanti ma anche per chi, come me, ogni volta che si piega a raccogliere calzine e scarpine abbandonate in strada dalla furfante, rovescia tutto il contenuto della propria sacca!!!

CAPPOTTO PER L’INVERNO Anche il cappotto naturalmente si modifica seguendovi. In lana cotta, con cuciture a taglio vivo che permettono di accorciare il capo secondo la lunghezza desiderata, ha una fascia in vita che consente diverse combinazioni di chiusure.

Per aiutarci nella scelta del modello riguardo a capi che hanno maniche ed altre componenti in cui sorge il problema “taglia” vero e proprio (giacche, pantaloni, tubini, magliette…) le ragazze propongono due tipi di donna, Audrey e Anita: due figure di donna diverse con esigenze diverse, per cui avremo in sostanza lo stesso capo riprodotto in due versioni, una che restituisce una vestibilità più avvolgente e l’altra più morbida e blanda. A pranzo volete essere la comoda Anita e alla sera un’Audrey ben fasciata dove serve? Scegliete i vostri modelli e trasformatevi a piacimento!

Non vi racconterò altro sul brand Santarella (anche il nome è geniale..) , per esempio non dirò delle monete dei viaggi, dei santini e dei cornetti napoletani, feticci con cui le due fondatrici personalizzano ogni modello e che rendono il capo ancora più esclusivo, così come ci sarebbe da raccontare che il brand ha già fatto innamorare persone di teatro, musica e cinema – persino Woody Allen! – perché non c’è il tempo né lo spazio, ma vi rimando alla loro pagina Facebook dove potete constatare che non ho inventato nulla e vedere altre donnine con la ruota! Al momento la collezione è acquistabile solo durante gli eventi che le ragazze organizzano in giro per l’Italia, perché un prodotto così se non lo vedi non ci credi che esiste!

Audrey & Anita

Ed è per questo che io volevo dirvelo in anteprima, e dirvi che in mezzo al ciarpame che è diventato il nostro Paese, qualche gioiellino imprenditoriale e tutto in rosa ancora da scoprire c’è eccome, il che fa ben sperare… che la ruota giri per tutte! Alla prossima MOM, e viva le Anita e le Audrey che sono in ognuna di noi!

– Ringrazio Barbara e Francesca per le bellissime foto che corredano questo post e la mia socia Irene per il composit delle mie combinazioni! –

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Bimbinfiera Milano: mamma bio dalla pappa al pannolino

Non ero mai stata ad una fiera di settore bambino e adesso capisco perché: non riesci a vedere assolutamente nulla!!

Mettici che pioveva, mettici che Novegro, il parco espositivo in cui si è tenuta la manifestazione, è praticamente irraggiungibile per mamme come me che pur non dichiarandosi “eco-chic” hanno scelto di non contribuire all’inquinamento atmosferico e quindi di NON comprare l’automobile, mettici che portare un bambino in un posto del genere è a rischio meningite/polmonite, la prima per la temperatura calda dell’interno e per il numero di persone (e bacilli presenti), la seconda perché dopo 4 ore lì dentro rituffarti nella brezza autunnale milanese che fa già Gennaio inoltrato è davvero a prova di anticorpi!

L’impressione che ne ho ricavato è quella di essere una mamma assolutamente “gnurant” : ogni volta che mi avvicinavo ad uno stand mamme ipercompetenti mettevano in difficoltà persino il personale con domande puntualissime e comparative di prodotto che neanche su Ciao.it (ho ascoltato persone recitare a memoria le dimensioni dei passeggini e il loro rapporto peso volume in etti!!!). Avevo poco tempo a disposizione per cui, una volta appurato che i padiglioni dei grandi marchi erano   inavvicinabili, tra la presenza di VIPS (oltre a Benedetta Parodi con figli al seguito c’era anche la famosa Tata Francesca di SOS Tata), le conferenze sull’allattamento tenute da “La Leche League” , le pance al nono mese che cercavi di evitare come vasi di porcellana cinesi, ho braccato una di queste tuttologhe e le ho chiesto: “Tu che sei all’ennesima edizione e che non te ne perdi una, sapresti cosa c’è di nuovo ma veramente NUOVO oltre le tettarelle in silicone e i trio da 900 euro? Sono stata quindi indirizzata al padiglione B, che manco a farlo apposta era dedicato completamente al Bio, ed è questa la novità (novità???) dell’edizione 2013 di Bimbinfiera a Milano.

Io ero felice come una pasqua, in quanto essendo celiaca per natura e temendo l’ereditarietà della cosa per la mia pupa, non esito a comprare quantità industriali di farine alternative, dalla manitoba ai semi di carrube..ma tra i grandi del settore quanto a pappe e omogeneizzati ho scoperto che Hipp quest’anno non è in fiera. Per evitare di allungare il mio brodo, ho deciso di racchiudere in un moodboard gli elementi indispensabili della mamma bio 2013, con qualche riga di spiegazione sulle cose che mi sono sembrate più carine o quantomeno nuove. Et voilà!

BIOMAMMA DEF

A. Pannolini Lavabili 

Il luogo comune di mamma Bio è quello dei pannolini lavabili, in tutte le salse: ciripà rinnovati, mutande contenitive dalle fantasie più svariate (persino leopardati e con strass!) , dimostrazione e un mini-corso gratuito  sull`uso e sui vantaggi del loro utilizzo a cura di Popolini (per le mamme, gadget e anche un buono sconto in omaggio). Quasi tutti i marchi permettono di noleggiare dei kit di prova (gratuito con un solo pannolino oppure in blocchi da 5 a 12 con prezzi variabili intorno al centinaio d’euro). Tra tutti segnalo Pupulito che offre un servizio di noleggio pannolini incluso lavaggio! La cosa a quanto pare funziona così: sottoscrivi il contratto, scegli il kit che fa per te e loro ti portano la fornitura a casa e due volte a settimana passano a ritirare i pannolini sporchi per lavarli in negozio con prodotti Bio e macchine elettriche a energia pulita.

I miei dubbi sono due:

1. ti tieni i pannolini sporchi a casa per 15 giorni? Io muoio prima…

2. useranno anche i veicoli elettrici per il noleggio e carico/scarico? Perchè se poi arrivano con veicolo normale a benzina il concetto di impatto zero è abbastanza borderline.

B. Fascia Mei Tai (tra fascia e marsupio)

Su questo sarete molto più esperti voi, ma la fascia è un accessorio che non dovrebbe mancare mai per le mamme “eco-chic”. A metà tra fascia e marsupio la Mei Tai si sta diffondendo rapidamente perché più consistente di una fascia ma più morbida del marsupio. Ovviamente in puro cotone anallergico. Nello specifico ho visto queste qui.

C. Cuscino allattamento in puro cotone

I cuscini dell’allattamento che ho sempre sottovalutato sono invece una gran comodità, ma per le mamme bio il cotone deve essere organico 100%. Quest’azienda , oltre a fabbricare cuscini per allattamento, aveva anche altri prodotti in cotone tra cui una splendida amaca da culla che si può usare anche come riduttore del lettino..ovviamente l’ho ordinata subito per una mia amica “pregnant”.

D. Calchi bimbo e calchi pancia  

Un’idea regalo molto in voga: il calco in gesso del piedino o manina del vostro bimbo li renderà sicuramente delle piccole Hollywood stars! Discutibile ma comunque molto alternativo e sicuramente più nuovo, il calco della pancia al 9 mese, personalizzabile come lo si vuole. Se in versione “bianca” può sembrare una protesi, una volta decorato e sistemato il calco pancia può avere davvero un bell’effetto (ed è ottimo per chi – come me – poi si lamenta di aver preso chili in gravidanza: con quest’aggeggio sotto gli occhi vi sentirete già una modella dal secondo giorno di puerperio!)

E. Coppetta mestruale o assorbenti lavabili

Questa devo ammettere che non la conoscevo. Un’ampolla in materiali 100% biodegradibili che, usata come un tampone, raccoglie il nostro flusso mensile e può essere riutilizzata per 10 anni (a detta di chi la vendeva). Ho i miei dubbi che regga al capoparto, ma per quello ci sono sempre gli assorbenti lavabili in puro cotone (in suede o bamboo).

F. Alce nero linea baby 

Alce Nero la conoscevo e l’avevo già consumata: quest’anno ha inaugurato una linea completa per bambini. Ho assaggiato (e vi consiglio di provarli) i biscotti di farro, sono una valida alternativa al biscotto col glutine che in ogni caso è sempre bene inserire più tardi possibile e in quantità ridotte (anche se la crosta del pane di Matera per Argentina è irrinunciabile – ndr -).

G. Hand Sanitizer

Lo stand di Green Gray Organics (che produce una gamma infinita di prodotti dal vestiario alla pappa -anche per celiaci-)  mi ha convinto più di altri per i prodotti dell’igiene. Tra tutti questo gel bio per la pulizia mani, simil Amuchina ma molto meno appiccicoso e praticamente inodore rispetto a quest’ultima.

H. Crayon Rocks

Spopola il ritorno alla tradizione, con i giochini a batteria solare, in legno oppure morbidosi in tessuto e lana – soprattuto a forma di cibo -. Tra tutti sono spuntati anche questi pastelli di cera naturale a forma di sassolino, molto belli da vedere e un’idea regalo per famiglie che non possiedono muri bianchi (la vena artistica dei nostri pargoli predilige la tecnica del graffito soprattutto in tenerissima età).

I. Mocassino Svedese

Sull’abbigliamento – ahimé – ho ben poco da segnalare se non che il Bio non è più sinonimo di fricchettone (ovvero:  non è detto che ci siano per forza i colori dell’arcobaleno, è piuttosto una questione di materiale e provenienza, ma entrambe le cose si pagano, e di solito non poco) né sinonimo di praticità (conservate un assorbente lavabile in ufficio nella borsetta e aspettate la reazione dei colleghi della serie “è scoppiata la fogna?”) ma semmai BIO è sinonimo di CHIC, che sia radical o senza. Tra queste presunte “chiccherie” ho notato più di un bimbo con i suddetti Mocassini Svedesi. Sarà che poi l’associazione con IKEA è forte e fra un po’ vedremo dei GRUMBEL o SVISKAS prodotti dall’azienda stessa (sempre che già non lo faccia), ma questa calza stivaletto si sta piano piano affermando come il complemento must, specie per i bimbi che non adorano le scarpe (il 99,9%).

L. Baby Legs (scaldamuscoli o manicotti)

Questi li ho comprati perché li trovo utilissimi: non sono altro che scaldamuscoli (o manicotti) per bambini, in taglia unica ed elasticizzati. Un’ottima alternativa alla calzamaglia sotto i pantaloni, cosa che rende il cambio di pannolino più lungo e disagevole soprattutto se si è fuori casa. Tengono caldo, sono comodi, “organici” ed evitano di caricare la zona delicata di due/tre strati di tessuti diversi. Ottimi per bimbe che non sopportano la guaina della calzamaglia, ed anche per i bimbi costretti ad indossare un capo prettamente femminile quando sono ancora troppo piccoli per protestare.

Per concludere, il BIO  del 2013 è ben lontano dall’eco-compatibilità ed è diventato progressivamente sinonimo di CHIC, con prodotti che, se pure fatti con fibre e materiali naturali, hanno tecnologie avanzatissime e non sono spesso un salvatempo (e neanche un salvaportafoglio). Diciamo che più che l’attenzione per la natura a me sembra che la vera natura che si tuteli sia questo bisogno di “radicality” e di “lavaggio sociale” che se acquisti un capo devi per forza sapere e dire in giro che stai donando la metà dei tuoi soldi per ricostruire alberi.. che verranno abbattuti per produrre i flyer e le brochure della prossima fiera! Se volete fare le mamme biologiche, e per biologico io intendo “a costo zero” riciclando davvero quanto si ha in casa, rivolgetevi a naturopate, nonne (santissime!)  oppure a esperte di Patchamama (basta cercare in Sudamerica) : io per mia fortuna ho conosciuto una mamma “organica” da Buenos Aires, che oltre a produrre espadrillas di corda per la sua bimba (in tantissimi colori e modelli!) mi ha risolto il problema del borotalco che arrossava la pelle di Argentina con un “io uso la maizena: ha la stessa consistenza del borotalco ma non contiene profumi e sostanze. E’ amido di mais e lo usi anche per tante altre cose, incluso cucinare. Risparmi spazio e soldi, e costa un terzo di qualsiasi “polvere assorbente”.

In fiera ho passato due ore del mio tempo, dopodiché la mia piccola non ha retto e io mi sono ricordata quanto fosse noioso accompagnare mia madre in posti che sembrano fatti per i bambini, ma che in realtà sono centri di ritrovo dove mamme e papà si sentono obbligati ad andare almeno due volte l’anno per sentirsi “aggiornati in materia”:  gli dovesse sfuggire l’ultimo modello di umidificatore da camera portatile in una città – Milano – in cui l’umido di certo non manca!

E voi? Cosa ne pensate delle fiere di settore e del BIO incalzante? Quali sono i vostri tricks per essere “naturalmamme” o “mammeacostozero”?

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