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Giovedì Santo: i sepolcri

downloadVoglio spiegare, a chi non lo sapesse ancora, come si fanno i cosiddetti sepolcri del Giovedì Santo, e per chi invece lo sa già, risulta un rinfrescamento di memoria.

 

Mi rendo conto che postarvi quest’articolo oggi può risultare inutile. Allora mettetela così: può essere una pratica che se iniziata adesso darà una spiegazione ed un senso ai vostri bimbi se ve ne chiederanno conto guardando i sepolcri in visita nelle chiese, oppure è un rimando alla Quaresima del prossimo anno, perché non vi trovi impreparati.

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Cosa sono.

Innanzitutto un breve cenno al significato (per rispondere a quei bimbi cervelloni che vogliono sapere tutto). Il termine “Sepolcro” è utilizzato nella tradizione e nel linguaggio popolare per chiamare gli altari della reposizione (il luogo in cui, nella liturgia cattolica, viene riposta e conservata l’Eucaristia al termine della messa vespertina del Giovedì Santo): soprattutto nei centri dell’Italia meridionale, dove con il termine “andare a fare i sepolcri” si intende proprio il visitare, a partire dal pomeriggio, il sepolcro di Cristo addobbato. L’usanza, non certificata dalla dottrina, è che ogni fedele visiti da cinque (quante sono le piaghe di Cristo) a sette (quanti sono i dolori della Madonna) di questi allestimenti in varie chiese vicine, compiendo il cosiddetto giro “delle sette chiese” o “sepolcri”. In molte regioni di Italia, sempre soprattutto al Sud, questi altari vengono addobbati con piattini e ciotole con germogli di grano o legumi

 

Cosa occorre.

Piattino di plastica (in alternativa vassoio di alluminio, ciotola…), ovatta, semi di grano o legumi, acqua, carta crespa, forbici, fiori di prato.

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Come procedere.

I germogli crescono della misura “giusta” (10 cm d altezza) in circa 20/25 giorni ma è usanza iniziare la pratica con il principio della Quaresima.

Occorre rivestire il fondo del supporto scelto (piattino o altro) di ovatta dello spessore di circa 2 cm, quindi vanno cosparsi i semi avendo cura che siano ben distanziati. Per mia esperienza ho scelto le lenticchie perché attecchisce in condizioni tremende, come bambini che la toccano o che la annaffiano a dismisura e purtroppo i miei hanno abbondato con i semini ignorando la regola della distanza (ma d’altronde non si dice che le regole sono fatte per essere infrante?). Quindi ho dato il via libera a loro di svuotarvi sopra un bicchiere di acqua (il quantitativo dipende dalle dimensioni del vostro “sepolcro”, il concetto è che l’ovatta dev’essere sufficientemente bagnata, tanto da appiattirsi, ovviamente l’acqua dev’essere contenuta in essa e non fuoriuscire). A questo punto tutto quello che occorre fare è osservare le piantine che si trasformano giorno dopo giorno avendo cura che il nostro terreno speciale sia sempre umido.

download (2)La tradizione vuole che questi germogli debbano essere chiari, di un colore giallino, quasi simile a quello del grano, dal quale si trae la farina e quindi l’ostia che simboleggia il corpo di Cristo. Per far si che questa condizione avvenga, occorre riporre il sepolcro una volta preparato in un luogo buio (un ripostiglio ad esempio).

 

Come presentarli.

Vanno riposti come detto il Giovedì Santo ed in quest’occasione è consuetudine abbellire il sepolcro in varie forme. Una maniera molto semplice richiede che il vassoio sia adornato di carta crespa (o ancora piu’ semplicemente avvolgervi un nastro di raso come in foto), da tagliare della misura del perimetro del vassoio e finire con l’inserimento tra i germogli, di fiori raccolti nei campi o nelle aiuole.

download (1)Sembra un’attività di poco conto e sicuramente è una tradizione molto bella che in pochi centri d’Italia sarà rimasta (a Matera sicuramente sì) ma è un’attività che piace e dà soddisfazione ai bambini perché si prendono cura delle piantine e quando le vedono crescere, sono soddisfatti che il loro impegno di tenerle al buio e averle dato acqua, abbia portato a questa nascita. Ci racconteranno che era solo un semino, adesso è una bella piantina e il merito è loro e della natura.

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