Archivio tag: parto

Il mio Avvento è diventato Natale

 

di Ilenia Amati

 

Il mio Avvento quest’anno ha un sapore diverso, forse per la prima volta ne comprendo il vero significato. Avvento.. Attesa.. attesa di un mistero grande.

Il mio “attendere” comincia senza saperlo alla fine di un gennaio freddo. Freddo non solo per via della neve; da due mesi avevo perso un bambino a sole sei settimane di gestazione, eravamo in attesa del ricovero di mia mamma per un intervento.. insomma…una attesa inattesa.

Alla vigilia del mio compleanno, l’11 di febbraio, comincio a non sentirmi bene. Forte nausea e senso di vomito. Questo malessere non mi lascia nemmeno per un minuto. Penso dapprima mi abbia fatto male qualcosa, poi che mi sia beccata un virus gastrointestinale.. d’altronde si sa: lavorando con i bimbi è facile che ciò avvenga. Passano i giorni: il malessere non passa. Non mi sfiora neppure l’idea che qualcuno dentro di me comincia farsi sentire e che voglia farmi gli auguri di compleanno. Dopo due settimane ancora, sotto consiglio del mio medico di famiglia, con diffidenza e distrazione faccio un test. Era sera. Lo lascio sul lavandino e vado a fare delle telefonate di lavoro. Torno e……sul test c’era la magica scritta “incinta 3+”. Urlo a mio marito che ignaro di tutto mi raggiunge di corsa. Lacrime, abbracci, paura.

Quello è stato l’inizio del mio attendere. Del nostro attendere. Aspettavamo un bambino. Si ad aspettarlo non ero solo io ma insieme. Eravamo ubriachi di emozioni miste a incredulità.

La prima visita: ansia. Ansia che solo una madre può comprendere. Cuore a mille. Pressione alta. Tremolio alla voce che era stata sempre ferma, decisa. E lì, in quello schermo, una piccola nocciolina meravigliosa: Tu!

Da quel momento, il dottore, il migliore che potesse capitarmi, e che ti ha fatto venire al mondo, comincia a raccontarmi di te. Mi racconta di quanto c’è in quei “miseri” 3 millimetri, mi dice cosa succede dentro di me, me lo fa vedere. Quei tre millimetri presto diventano centimetri e grammi. Il dottore continua a farmi conoscere come sei, mi fa contare addirittura le dita dei piedini e delle manine. Ancora oggi mi commuove il ricordo di quel momento quando, con soddisfazione, dico essere dieci. Sento il tuo cuore. Suono forte che mi ha accompagnata ad ogni visita, fino a qualche minuto prima della tua nascita. Vedo i tuoi occhietti, il profilo del tuo naso e quella bocca meravigliosa: è proprio identica a quella del tuo papà. La manina in viso. Scopriamo essere un maschietto. Dentro di me lo sapevo già.

La pancia cresce, i tuoi movimenti da ali di farfalla diventano più netti: piccoli calcetti che percepisco solo io. Che meraviglia! I movimenti piano piano diventano palesi a tutti. Ti piace la musica: balli. E ti piace quando ti racconto le cose. Mi fai compagnia durante il giorno e durante la notte. Vieni a lavoro con me e non ti stanchi mai. Sei paziente. Nove mesi volano.

Arriva il momento del parto: la cosa più bella della mia vita. Un momento magico che ricorderò per sempre. Accolgo il dolore del travaglio. Ho dolore ma non sto “male”. Incasso i colpi delle contrazioni con fermezza. Finalmente vederti venire al mondo. Ero lucida e invasa da una sensazione bellissima: eri li. Con un braccino alzato in segno di vittoria. Volevi me. Volevi risentire il mio cuore. L’abbraccio. Un momento in cui il mondo si è fermato. Silenzio. C’eravamo solo io e te. Incrocio lo sguardo del tuo papà: che meraviglia che avevamo fatto!

Alle 19,45 del 16 ottobre la mia vita è cambiata: è nato un bambino.  È nata una mamma, è nato un papà. Ma sono nati anche dei nonni e degli zii. Gli equilibri, da quel preciso momento cambiano, diventano perfetti. Nell’arco di poco sono passata dall’essere solo figlia al diventare mamma, si, perché madre lo si diventa già nel momento in cui si comincia a desiderare un figlio. Il mio Avvento è diventato Natale!

Oggi sono trascorsi 50 giorni circa. I 50 giorni più belli della mia vita. Ho iniziato a conservare le tue prime tutine, quelle che hai messo appena nato e che ti erano larghe. Ho già nostalgia di questo tempo passato troppo in fretta. Spero di non dimenticare mai quegli istanti, quando ti muovevi a scatti o quando osservavi il vuoto; oppure ora, quando mi guardi con la bocca a U come l’angioletto della Thun, quando mi aliti aprendo la bocca. Quando mi sei in braccio a koala e posizioni la tua testa esattamente sotto il mio collo facendomi rendere conto che quello spazio sembra fatto apposta per te. Non voglio dimenticarmi il tuo “profumo di bambino”, le manine che afferrano il mio dito, il tuo affidarti completamente a me. Non voglio dimenticarmi di quando pesavi tre chili e quattrocento grammi e sembrava quasi mi potessi sfuggire dalle mani. Non voglio dimenticare il tuo sguardo il tuo primo giorno di vita. Non voglio dimenticare la difficoltà di metterti il body i primi giorni o la paura di tagliarti le unghiette. Non voglio dimenticare l’amore che vedo intorno.

Ed ora che cominci a regalarmi sorrisi, vorrei custodirli uno per uno, perché sono sicura figlio mio, che i bambini salvano i sentimenti. E tu mi hai salvata. Anzi, hai salvato tutti coloro che ruotano attorno a te. È Natale. Sei stato il mio Avvento e sei il mio Natale. La mia nascita. Saranno giorni speciali. Sei il mio regalo per sempre. E, come dice il tuo papà.. ora siamo infinito.

Con tutto l’amore del mondo, buon Natale, tesoro mio!

2,045 Visite totali, 7 visite odierne

è maschio. sicuro al 100% (prrrrr)

Mi ricordo che ero ad un funerale con il mio micropancino e una signora mi fermò. “Sai già se è maschio o femmina?” “No, signora, non ancora”. “Allora te lo dico io: è maschio al 100%. Non ci conosciamo e ti sembrerà strano, ma quando mi incontrerai per strada, fermami e dimmi: avevi ragione!”. “ ok, signora, vedremo”. E nacque Bianca (e la signora non l’ho mai più incontrata!).

Il giorno del parto una mia zia guardò la luna e dichiarò che il mio prossimo figlio sarebbe stato senz’altro un maschio: “è inutile pure che vai a fare l’ecografia, quando sarà, sarà maschio!”.

sesso-nascituro

Così stavolta, forte di questa profezia di ben 3 anni prima, aspettavo Giulio con una certa convinzione e con un tale malessere che mi faceva credere che “se sto così male è maschio sicuro”.

Stavolta, più dell’altra volta, ognuno ha detto la sua. Il toto – sesso è stato scatenatissimo, i bookmakers impazziti. E pensare che ci sono solo 2 possibilità! Ma nello schieramento “è maschio, è femmina”, il livello di convinzione raggiunto è stato quasi accademico-scientifico.

“Guarda, io non ho mai sbagliato in queste cose: a te è sicuramente un maschio, basta guardarti d’altronde”.

“Guarda, stai talmente male che non può che essere un maschio rompipalle”.

“Guarda, la luna calante (o crescente? Boh!) il giorno del concepimento vuol dire solo maschio (che poi che ne sapevano loro del giorno del concepimento???).

“Guarda, è inutile che pensi a nomi da femmina, sta arrivando Giulio”.

“Guarda, quella tizia ha la data presunta del parto uguale e identica alla tua e a lei hanno detto che è maschio. Sarà maschio anche a te”. E bla bla bla bla bla.

Niente da fare wagliù, è femmina.

Lune, stelle, previsioni, veggenza, pendoli, affascini e magie non ci hanno preso manco stavolta e il piccolo Giulio dovrà cercarsi un’altra mamma per venire al mondo.

A noi ora non resta  che iniziare a litigare per il nome, aspettare con ansia l’arrivo di febbraio e ovviamente incrociare le dita affinché tutto vada bene.

1,466 Visite totali, nessuna visita odierna

La valigia per l’ospedale

E’ giunto il momento…il countdown è iniziato e l’ansia pure, ma quella è normale credo! A dire il vero la valigia è aperta da circa un mese, ma era “work in progress” e stava lì a languire con le poche cose che ero riuscita ad assemblare, attenendomi alla lista dell’ospedale, quella che danno anche al corso di preparazione al parto. Il corso l’ho trovato utile, la lista pure…ma ho sbirciato anche un pò sul web e o fatto tesoro dei consigli di cognata e amiche che ci sono passate prima…ma non troppo come le madri, anche se pure loro hanno cosette interessanti da tramandare, nonostante il tempo che è passato e le cose siano un tantino cambiate! Ho trovato utilissimo, per esempio, dividere ciò che potevo nelle buste Ikea (vedi 3. 4. e 6.) sia per agevolare chi mi darà una mano durante la degenza e sia per un fattore di praticità e igiene.

Valigia ospedale-BabysanHo seguito alla lettera la lista e in più i consigli al corso:

 3 camicie da notte con i bottoni (2.)
 2 canotte comode per allattare (10.)
 3 paia di calzini di cotone (11.)
 Una vestaglia (12.)
 3 slip monouso (3.)
 Pantofole (8.)
 Asciugamani (9.)
 Occorrente per l’igiene personale (5.)
 Assorbenti post parto (4.)
Ho aggiunto uno scaldacuore (1.) un sacchetto dove ho inserito il primo cambio pulito dopo il parto (6.) e le buste per lo sporco (7.)

Valigia ospedale-BabychanOvviamente insieme alle mie cose, nella valigia ci saranno anche le cosucce della bimba, divise anche queste in vari sacchetti e nella borsa delle prime ore (1.) che contiene:

 Un cambio (3. – Body, calzini, tutina, camicina della fortuna)
 Lenzuolini sopra e sotto (2.)
 Una copertina (5.)
 Accappatoio, quadrato di garza e pettine (4.)
 Il resto rimarrà tutto in valigia:
 Altri 2 cambi: body, tutine e vestitini (6.)
 Altri 3 quadrati di garza e un asciugamano di lino (7.)
 Calzini, calzamaglie e camicine (8.)
Manca ancora un telo di spugna che serve sempre nella borsa delle prime ore e in più ho aggiunto un ciripà (9.) e cappellino e scarpine (10.) per il rientro a casa.

Le ultime cose da portare, come i documenti vari, la cartellina con tutto ciò che riguarda la gravidanza, il carica batteria del cellulare, l’acqua e del cibo per affrontare il travaglio sono tutte cose che ho scritto su una lista che attaccherò sulla porta di casa, così da non scordare nulla!

E voi avete trovato utile la lista e i consigli del corso in merito?! Come avete affrontato quel momento, se ci siete già passate?!

20,700 Visite totali, 1 visite odierne

Diventare mamma in 5 App

Vi dirò che lo shock del primo figlio è stato doppio: non solo la notizia mi è arrivata a una settimana dall’apertura ufficiale della mia società, ma non avevo nessuna idea di cosa fare né un vero medico (tutto quello che so della mia dottoressa è che si chiama Marcella e riceve il martedì). Mi sono quindi rivolta al consultorio milanese numero vattelappesca, dove mi hanno accolto con un utero di vetro: strumento con cui l’ostetrica cercava di spiegarmi cosa/come/perchè fosse successo, e il metodo migliore pareva essere quello di “ravanare” con una bic all’interno della struttura parlando di “impianti” ed “embrioni”. L’emozione è durata un paio di settimane, il tempo di iniziare ad asfaltare ogni angolo di Milano con i miei succhi gastrici, diciamo così. Allora è subentrata la paura “morirò soffocata dalle mie nausee? moriremo entrambe? se facciamo l’amore abortirò? se bevo caffè mi diventa schizofrenico (chiaramente il primo figlio è sempre maschio)? Come faccio a lavorare se ho terribilmente sonno?”. Non conoscendo il gruppo delle MOMS all’epoca – che ne sanno una più del diavolo – il mio istinto mi ha suggerito di consultare il re dell’autodiagnosi, Google!

Il primo articolo l’ho letto da neofita subito dopo il test, recitava qualcosa come morti uterine associate al fumo di sigaretta: il tempo di spegnere la Camel con un brivido e passare dalle 15 sigarette giornaliere consumate nella polverosa Ruta 40 alle meno zero, con la decisione di non leggere mai più nulla che potesse influenzarmi negativamente sulla cosa. E’ a quel punto che il mio fidanzato mi ha proposto di scaricare alcune app: più pratiche più di un post-it, mi avrebbero evitato di curiosare nei forum sbagliati dove l’80% dei commenti era superansiogeno (una mi aveva addirittura detto che se portavo i tacchi facilitavo l’aborto!!!).

Ecco quindi 5 utili applicazioni che possono aiutare una futura mamma dalla prima settimana fino almeno allo svezzamento!

1. WOMAN PREGNANCY CALENDAR Sono sfuggita all’incubo “rotellina” grazie a un calendario aggiornabile in diversi modi (nella versione pro ci sono anche gli appuntamenti dal medico, i movimenti del bambino etc), che segue il passo passo delle settimane di gravidanza. Io dentro ci segnavo sempre il peso, i centimetri della vita, guardavo la crescita fetale e mi rendevo conto dei giorni che mancavano al parto. E’ possibile segnare anche stati d’animo e note per ogni giorno, come appetito, nausea, voglie etc, tutte info utili che è bene commentare all’ostetrica del caso durante le visite di controllo.

1. Pregnancy Calendar

2. NOMI PER BAMBINI Il caro fidanzato, per sviarmi dalla follia dei probabili Cassandra, Cloe, Zoe, etc ha scaricato un’app di nomi, che sfogliava nel tragitto in ufficio. Nomi per bambini è gratuita ed è molto semplice, permette di cercare nomi nella lingua selezionata tra tutte quelle esistenti (c’è persino Azerbaijan!!) e compararli per lunghezza o per altre caratteristiche. Tra tutti era saltato fuori “Nina” che abbiamo adorato, ma che poi si è naturalmente evoluto in Argentina – non presente in nessun’app! 😀 . Un nome che fino ad ora mi ha dato grandi soddisfazioni (vedremo come va alle elementari!).

2 Nomi Bambini

3. CONTRACTION TIMER Le contrazioni, una gestione non facile. Per evitare di contare dentro di me pensando che quei secondi non sarebbero passati più, ho preferito cantarmi in testa dei ritornelli di canzoni che durassero esattamente quei 20-60 di difficoltà. La misurazione l’ho invece affidata a Contraction Timer, app grazie alla quale ho sfruttato il papà per massaggiarmi i reni più che per guardare l’orologio o per fare il coach americano “10—9—8—-”! Bastava cliccare all’avvio della contrazione e alla fine, per capire la durata e lo storico e in ultimo per comprendere quando è il momento di andare in ospedale!  (come vedete dallo screenshot se la vostra faccia non bastasse a convincere l’uomo a “prendere la valigia”…mostrategli lo storico e schizzerete in ospedale! )

3. Contraction Timer

4. EASY BABY BREAST FEED Non convinta che il mio seno producesse latte a sufficienza, ignorando per scelta la doppia pesata e allattando su richiesta (cosa che poi è diventata su proposta, della serie Pianto=tetta) ho passato le prime due settimane post partum in totale panico da neofita, recuperando alla meglio con riviste, telefonate ad altre mamme e due appuntamenti a La Leche League. Per tenere sotto controllo il tutto ho scoperto Breastfeed della Easy Baby, una vera e propria agenda per la mamma che allatta: attivavo con un clic l’avvio della poppata, indicando il seno che avevo dato per evitare di ridarle lo stesso ogni volta (e chi si ricordava se era la destra o la sinistra?) e così mi facevo due conti sulla durata e sull’assunzione. Nella stessa app c’è anche un piccolo diario del bebé, dove si può segnare pipì, pupù ed eventuali medicine (tra Dietrevit Forte, Vitamina K etc e le ore di sonno perse non ce l’avrei fatta), il peso e l’altezza per vederne la proiezione in relazione a quanto si è allattato e persino una sezione svezzamento per tenere traccia degli ingredienti che man mano il bimbo sperimenta. Davvero ottima!

4. Breast Feed

5. LIFESUM  Per tornare in forma dopo il parto ci ho messo esattamente 10 mesi!! Quindi – almeno per quel che mi riguarda- non credete a chi vi dice che dopo tornate subito in forma! Anzi, io in allattamento sono ulteriormente ingrassata… A un certo punto ho scaricato quest’app per controllare quante calorie stessi assumendo – sbracavo che era un piacere! – Lifesum è un’app facile da usare e fantastica: si setta l’obiettivo da raggiungere (es -10 kg) e il tempo (es. 60 gg) e poi lui calcola automaticamente le calorie che devi assumere giornalmente. Per tenerne traccia, basta fotografare il codice a barre del prodotto che state per mangiare (sì lo scannerizza tipo supermercato) e i grammi e lui vi dirà quanto state ingerendo, splittato anche per proteine, carboidrati e grassi (anche le ricette home-made: voi inserite la ricetta e lui calcola  le calorie della porzione!).  Se pensate che è sempre bene non sapere quante calorie si assumono vi dico che non è vero: a volte io avevo ancora calorie disponibili rispetto all’obiettivo di dimagrimento che mi ero posta, per cui via al biscottino after-dinner! Per completare il tutto ho fatto un mese di Wii e ho buttato giù l’ultima ciccetta. 8 chili in meno in quaranta giorni. Assolutamente da provare!

5 Lifesum

Nel tempo ho poi scaricato Diventare Genitori, un’app che misura quante ne sanno lui e lei rispetto a 20 tematiche (gravidanza, parto, capricci, nanna, pappa e altri) e che permette di consultare uno psicologo su questioni più approfondite per ottenere consigli e spunti, e poi per i menù di Argentina guardo spesso Mellin App 1000 giorni, che genera in funzione dellle specifiche del bimbo un programma personalizzato di svezzamento con ricette giornaliere (ovviamente non compro più omogeneizzati ma almeno riesco a regolarmi per quando darle la carne, il pesce, le uova e anche variare i menu).  E voi? Quali altre app conoscete per la gravidanza? Le avete usate o le usereste? Aggiorniamoci!

 

(Nota fuori post:  per onorare questo articolo.. due settimane fa, il mio caro Iphone è stato buttato irrimediabilmente nel wc!!)

5,244 Visite totali, nessuna visita odierna

365 giorni fa nascevi tu…

di Anna Lorè

Mamma mia che ansia! Quando nasce? A che settimana stai? Aaaaaaah!

Poi, finalmente, è arrivato il giorno giusto. Anzi, la notte, esattamente come avevo immaginato.

Io: “Amor, ho di nuovo quei dolori . Però stasera sono più forti e hanno una cadenza di 20 minuti”.

Mio marito: “Che facciamo? Andiamo?”

Io: “Nooooo. Aspettiamo un altro po’, magari vanno via come le altre volte.”

Intanto: cena con amici, giretto in macchina e torniamo a casa.

Una ogni 10 minuti.

Mio marito: “Andiamoooooo?”

Io: “No aspè! Mi devo rilassare… E poi al corso pre-parto hanno detto che è inutile andare prima altrimenti ti rimandano a casa.”

Faccio doccia, shampoo, manicure, controllo valigia. Una ogni 7 minuti (e tenete presente che dovevamo raggiungere Bari).

Terminato il rito\relax mi metto a letto: una ogni 5 minuti.

Io: “Beh, credo sia il caso di andare..”

Mio marito: “Alleluia” !

Il tragitto Matera-Bari non è mai stato così lungo! Avvisiamo i nostri genitori, i FUTURI NONNI, che si sono letteralmente catapultati in ospedale avvisando a loro volta tutti gli altri parenti fino alla 7° generazione. Avranno fatto un’altra strada visto che sono arrivati subitissimo mentre per me quella stessa strada non finiva mai..

Arrivati a destinazione, mi visitano, mi assegnano la camera e iniziamo il monitoraggio. TUTUTUTU TUTUTUTU, eri un galoppo impazzito!

Finalmente alle 17:08 del 14 gennaio 2013, dopo spinte, manovre, ancora spinte e poi la decisione di fare un taglio cesareo perché ti eri incastrato, SEI NATO!

Ho sentito il pianto più bello della mia vita, ti ho visto che eri ancora per metà dentro di me… un batuffolo dalla pelle scura e i capelli neri. Poi sono crollata, mentre venivo ricucita e tu preparato per conoscere il tuo papà sfinito dall’attesa, mi sono addormentata.

Gli hai stretto il dito per non so quanto tempo e lo guardavi con quegli immensi occhi scuri che hai.

Il post-cesareo non lo racconto, non è stato facile ma mi basta guardarti, proprio come adesso che sto scrivendo e tu sei appisolato tra le mie braccia.

365 giorni fa nascevi tu.. Sono stati giorni di pianti, urla, colichette, improvvisi (e continui) risvegli notturni, pannolini, poppate ogni 2h (se andava bene), ragadi, paracapezzoli, tisane al finocchio, bilanci pediatrici, reflusso, reflusso e ancora reflusso e quindi bavette, bavette e ancora bavette! 365 giorni di docce lampo, pieghe inesistenti, rare uscite, pranzi e cene a turni, pappine sputacchiate qua e la, raffreddori, tosse e…

… e soprattutto 365 giorni di primi sorrisini che ora sono vere e proprie risate, abbracci, bacetti, bagnetti, docce con papà, coccole a volontà, allattamento finalmente senza paracapezzolo, la tua dolcissima vocina che pronuncia per la prima volta “mamma” e poi “papà”, giochi, canzoncine e ninne nanne inventate al momento, interi momenti passati a scoprire le tue manine, la prima volta che ti sei alzato in piedi, gioia infinita, amore elevato all’ennesima potenza.

365 giorni di te, di noi!

Buon 1° compleanno Daniele!!!

Mamma e papà.

N.d.r.: Buon compleanno, Daniele, anche dalle MOM!!!

Foto di Skley

3,676 Visite totali, 2 visite odierne

Mamme, mucche alla riscossa

di Margherita Ninni

Oggi voglio raccontarvi la mia esperienza da mamma-mucca! Quasi 8 anni continuativi di onorato allattamento al seno!

Ho iniziato con Luigi 8 anni fa…primo figlio, entusiasmo alle stelle!!!!!!!

Dopo un taglio cesareo fatto quasi inconsapevolmente, e consigliatomi da una ginecologa che, forse quel giorno, non aveva voglia di seguire una quasi neo mamma in un travaglio che non si sa come sarebbe stato (ma questa è un’altra storia)…mi ritrovo tra le braccia in un caldo pomeriggio d’estate un bimbo stupendissimo con gli occhioni verdi che magicamente si attacca al mio seno e smette di piangere!!!!!!!!!!

Un’emozione bellissima…non ci sono parole…!

Solo che il latte non “scendeva”…dicono che con il cesareo scenda qualche giorno dopo…quindi mi danno questa “aggiunta” da dare al piccolo!

Rientro a casa…poco latte, tanta stanchezza, tutti intorno che sanno sempre più di te…! I primi mesi passano così…tra latte di mamma e 3 o 4 biberon al giorno! Poi un bel giorno il mio bambino rifiuta categoricamente il biberon….finalmente mi ero ripresa e avevo latte in quantità….! Ho allattato Luigi per 27 mesi ! ho anche cercato di smettere…dopo l’anno…mettevo sul seno la polvere del caffè, olio, aceto, sale (un’insalata praticamente ) , ma Luigi imperterrito puliva con la manina e beveva…una volta gli chiesi cosa volesse per merenda…e lui mi ha risposto: “mamma voglio un po’ di tetta al sale!

Nei 27 mesi ho avuto anche 3 volte la mastite, febbre a 40 e dolori allucinanti…ma allattavo lo stesso…ci sono antibiotici compatibili con l’allattamento! Si è staccato lui da solo alla fine, senza traumi…da un giorno all’altro così all’improvviso non l’ha più voluto…

Con Cosimo stessa esperienza, un frugoletto biondo che si accucciava su di me con una dolcezza infinita…21 mesi di allattamento senza aggiunte stavolta…un paio di episodi di mastite, solo che, poverino, a lui ho DOVUTO toglierlo…perché quando aveva 18 mesi ho scoperto di aspettare la mia cucciola! Vorrei sfatare un altro falso mito: in gravidanza si può assolutamente allattare! Naturalmente tutto dipende da noi, da come ci sentiamo e se ce la facciamo..io i primi 3 mesi l’ho fatto…poi Cosimo si adagiava comodamente sulla mia pancia…voleva bere solo in quella posizione…allora per tutelare la piccolina dentro di me, ahimè, ho dovuto togliere il latte a lui…

L’ho fatto gradualmente, senza troppi traumi e devo dire che tutto sommato è andata bene!

Poi c’è Francesca che ha portato una sferzata di rosa nella nostra famiglia tinta d’azzurro!..30 lunghi mesi di tetta no-stop! Le puericultrici in ospedale volevano darmi dei consigli, ma dopo avermi vista all’opera sono uscite dalla mia stanza con un’espressione tra l’incredulo e il soddisfatto!

Quasi nessun intoppo con lei; solo che arrivata ad un certo punto ho voluto toglierlo…ho ripreso a lavorare e lei sarebbe andata a scuola dopo qualche mese…un po di autonomia ci voleva!

Tanto gli attacchi di mammite acuta continuano sempre…per nostra fortuna!

Ah , un ultimo consiglio: mangiate di tutto, e solo se vi accorgete che è qualcosa che mangiate gli fa male, allora eliminatela (momentaneamente, finchè non inizia lo svezzamento) dalla vostra dieta! E soprattutto, mamme mucche, non fumate!

E questo è solo un piccolo promemoria sulle posizioni per allattare:

1,961 Visite totali, nessuna visita odierna