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Quando l’associazione MOM è stata contattata per affrontare insieme il tema dello sblocca Italia e capire come e in che misura potevamo dare il nostro contributo, non abbiamo esitato a lungo a farci coinvolgere in questa “battaglia”.

Quello che ci ha maggiormente preoccupato è stato ovviamente l’articolo 38 di questa (ormai – ahinoi) legge che tocca la nostra Regione e il nostro mare in modo talmente invasivo da non poter restare indifferenti – eppure di indifferenza ce n’è ancora tantissima  in giro…

Quindi ieri abbiamo voluto dare il nostro segnale, seppur piccolo, e far sentire la nostra voce, seppur piccola.

Ho imparato da quando ero una scout a lasciare il mondo migliore di come l’ho trovato. In pratica se arrivo in un posto, quando vado via mi piace che sia più pulito, più bello, più accogliente di quando sono arrivata. La regola è semplice e si applica nelle piccole come nelle grandi situazioni.

Il ragionamento che ho fatto quindi da mamma e da persona che semplicemente si interessa alle cose è: questa nuova legge contribuirà a lasciare a mia figlia e a tutte le nuove generazioni una terra migliore, più fertile, più pulita, più verde e sostenibile di quella che io ho trovato? E un mare più ricco di pesci, più cristallino, meno inquinato? La risposta a tutte le domande è sempre NO. (e chi dice SI è molto probabile che semplicemente non si è informato bene).

La politica non c’entra, il simbolo politico di chi aveva organizzato la manifestazione era per noi totalmente irrilevante perché accanto a noi c’erano tante associazioni libere di esprimere il proprio pensiero e manifestare alla propria maniera. Quello che mi ha molto dato da pensare è stata la gente che a Scanzano ieri riempiva il mercato mentre noi ci radunavamo e ci guardava come se la cosa non la riguardasse. Io mi chiedo come può non interessarti  ciò che accade a 10 metri da te? Come puoi pensare che “tanto a me non mi succederà niente” se in Basilicata è record di crescita di malattie tumorali (soprattutto infantili)? Come puoi fidarti di un politico qualsiasi che ha detto “state tranquilli, è solo allarmismo infondato” senza essere andato a verificare personalmente? Io la risposta come sempre non ce l’ho, ma di domande ne ho tante.

Presto si organizzerà qualche altra manifestazione o evento o non so che nella nostra città. Mi piacerebbe che il nostro gruppo, che conta ormai 1543 membri, partecipasse non dico tutto, ma almeno in parte (la metà pure basterebbe!) per dare una scossa forte a chi pensa che siamo solo delle babbione tutte casa e bimbi-bimby e  che l’unica cosa che ci interessa è che prenda canale 43, senò-come-faccio-a-fare-i-servizi.

meh, buona settimana a tutti!

piccola nota:

L’associazione MOM ha indubbiamente suscitato parecchio interesse e la nostra portavoce ha dovuto rispondere alle domande di parecchi giornalisti. Ad ogni microfono stava lei!

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Costruiamo un aquilone

L’idea di questo post nasce da un’iniziativa che da alcuni anni il CEA di Matera organizza nel Parco della Murgia Materana: la festa degli aquiloni.

E’ una giornata dedicata alla conoscenza delle opportunità e delle risorse del Parco, che, per il 12° anno consecutivo propone una grande varietà di attività ludico-ricreative che potete approfondire qui, insieme alle notizie logistiche dell’evento.

Quest’anno l’Associazione MOM partecipa attivamente all’evento presenziando una nursery room presso Masseria Radogna e invitandovi ad aggregarvi ad un momento di pic nic libero ed autogestito.

La giornata, prevista inizialmente per Domenica 5 Ottobre, ha subito uno slittamento a causa del maltempo. Si svolgerà Domenica 19 Ottobre 2014 dalle 9:00 alle 18:00 presso CEA “M. Tommaselli” – Jazzo Gattini – Murgia Timone (Parco della Murgia Materana).

Detto questo veniamo al post! Quello che vi propongo è uno dei tantissimi modi per fabbricarvi autonomamente un aquilone, un modo formativo per introdurre i nostri piccoli a questa giornata e prenderne piena consapevolezza e gestione.

COSA OCCORRE

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– Una squadretta
– Nastro adesivo
– Spago
– Forbici
– Due bacchette
– Carta crespa
– Una busta di plastica

COME SI FA
Ho adoperato un sacchetto di plastica, confezione regalo di una borsa di una nota marca, voi potete usare qualcosa del genere oppure una busta della spesa un po’ più doppia, o carta tipo le confezioni delle uova di Pasqua. Altra variabile sul materiale sono le bacchette: io ho riutilizzato le bacchette di due bandierine, si possono ugualmente utilizzare bastoncini da spiedino, da zucchero filato, quelli dei palloncini…

Ho tagliato un rettangolo di carta lungo quanto un bastoncino e largo i 3/4 di esso (un po’ di matematica!). Ho ripiegato la parte superiore del rettangolo come in figura,

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e con l’aiuto di una squadra ho piegato e poi tagliato anche la parte inferiore in maniera tale da ricavare un rombo

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Al centro del rombo ho praticato un taglietto che servirà per far passare il filo che trainerà il nostro aquilone

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A questo punto ho unito i due bastoncini (dopo averne tagliato uno della lunghezza inferiore del mio rombo) con lo spago

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e ho fissato i bastoncini alla carta con il nastro adesivo sulle quattro estremità, rifinendo con le forbici lo scotch in esccesso

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Ho formato un cappietto con lo spago e l’ho fatto passare nel taglio centrale precedentemente praticato, in maniera tale che “abbracciati” i due bastoncini, il cappio va fatto poi ritornare dentro il taglietto per farci passare dentro il gomitolo di spago. Quest’operazione fisserà in maniera salda l’intera struttura dell’aquilone.

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Per finire ho decorato il mio aquilone in maniera semplice (che più semplice non si può) con delle strisce di carta crespa

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Si possono anche realizzare delle catenelle di carta crespa ed ulteriormente decorare l’aquilone con tempere varie (ad esempio con le impronte delle mani dei nostri piccoli).

Buon vento a tutti!

 

 

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Un’avventura… appena “fuori porta”

Un pomeriggio ho deciso di portare i bambini in un posto di cui alcuni conoscenti mi avevano parlato bene. Non è molto lontano e in un paio d’ore siamo andati e tornati, è appena fuori città e i bimbi sono stati felicissimi di tutto quello che abbiamo fatto insieme cogliendo gli spunti che la natura ci ha offerto. Questo è il mio resoconto, lo rimetto a voi perché vi sia da stimolo a inventarvi 1001 giochi con i vostri figli all’insegna della natura al 100% e della semplicità, lontano dai rumori elettronici e lo smog ed anche per (ri)scoprire e valorizzare la nostra città.

Si tratta dell’Area pic nic della Diga di San Giuliano, nei diretti pressi dell’Oasi del WWF (per informazioni sull’oasi visitate il loro sito qui)

Per raggiungerla occorre uscire da Matera in direzione Potenza e percorrere la S.S. 7 fino al Km 560 (proseguite dritto superato il bivio per Metaponto e prendete l’uscita seguente, direzione Diga di San Giuliano). Seguendo le indicazioni si raggiunge il Centro Visite dopo circa 1200 mt, l’area libera pic nic è poco prima, sulla sinistra.

Si presenta così:

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Un viale che, mi fa subito pensare, essere perfetto per portarvi le biciclette, e la nostra avventura (senza biciclette) comincia da qui.

Ci siamo soffermati ad osservare le piante intorno, in particolare quelle più strane

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e a fare libere scoperte, come una piuma di uccello

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o la tana di una volpe (sarà una volpe? E lo sapevate che le volpi realizzano due fori alle loro tane perché uno serve

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da ingresso e uno da uscita? E questa ne aveva due, di qui il pensiero si tratti di una volpe, ma non sono un’esperta e poi questa è altra storia, sto divagando!).

Cammina, cammina, abbiamo raggiunto l’area pic nic che fiancheggia la diga

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E qui abbiamo fatto diverse attività: raccolto pigne IMG-20140902-WA0020, Osservato i tronchi tagliati IMG-20140902-WA0011, saltatoci su IMG-20140902-WA0023, giocato a nascondino IMG-20140902-WA0013 e fatto capricci IMG-20140902-WA0008

Esaurita la perlustrazione dell’area pic nic ci siamo inoltrati nel sentiero naturalistico

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denso di spunti di osservazione e pieno d’imprevisti. Tanto per cominciare abbiamo dovuto superare il primo di una serie di ponticelli

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Poi ho dovuto spiegare ai bimbi che il sentiero naturalistico va seguito guardando e cercando gli alberi segnati con un qualche simbolo: questi avevano due pennellate, una bianca e una rossa

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I bimbi sono stati bravissimi a cercarli e a seguire tutto il percorso, e nel tragitto non sono mancate le scoperte: ragnatele (IMG-20140902-WA0004 piante mai viste IMG-20140902-WA0018 il cielo tra le foglie (un po’ di poesia non guasta) IMG-20140902-WA0026, alberi spezzati e rami che somigliavano ad animali 10649746_10152209788781292_613934486428677365_n fino a raggiungere il punto panoramico….

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che spettacolo!

Tornati indietro seguendo il percorso a ritroso, ci siamo avvicinati un po’ di più alle rive della diga e non potevamo non fare l’attività principe che questo luogo magico chiunque ispira: il lancio dei sassi!

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La nostra avventura è terminata qui. Avete visto quante cose abbiamo fatto? Io sono stata benissimo, i sorrisi dei bimbi hanno parlato da soli, così ci siamo ritirati verso la macchina….carichi di piume d’uccello!

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Giovedì Santo: i sepolcri

downloadVoglio spiegare, a chi non lo sapesse ancora, come si fanno i cosiddetti sepolcri del Giovedì Santo, e per chi invece lo sa già, risulta un rinfrescamento di memoria.

 

Mi rendo conto che postarvi quest’articolo oggi può risultare inutile. Allora mettetela così: può essere una pratica che se iniziata adesso darà una spiegazione ed un senso ai vostri bimbi se ve ne chiederanno conto guardando i sepolcri in visita nelle chiese, oppure è un rimando alla Quaresima del prossimo anno, perché non vi trovi impreparati.

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Cosa sono.

Innanzitutto un breve cenno al significato (per rispondere a quei bimbi cervelloni che vogliono sapere tutto). Il termine “Sepolcro” è utilizzato nella tradizione e nel linguaggio popolare per chiamare gli altari della reposizione (il luogo in cui, nella liturgia cattolica, viene riposta e conservata l’Eucaristia al termine della messa vespertina del Giovedì Santo): soprattutto nei centri dell’Italia meridionale, dove con il termine “andare a fare i sepolcri” si intende proprio il visitare, a partire dal pomeriggio, il sepolcro di Cristo addobbato. L’usanza, non certificata dalla dottrina, è che ogni fedele visiti da cinque (quante sono le piaghe di Cristo) a sette (quanti sono i dolori della Madonna) di questi allestimenti in varie chiese vicine, compiendo il cosiddetto giro “delle sette chiese” o “sepolcri”. In molte regioni di Italia, sempre soprattutto al Sud, questi altari vengono addobbati con piattini e ciotole con germogli di grano o legumi

 

Cosa occorre.

Piattino di plastica (in alternativa vassoio di alluminio, ciotola…), ovatta, semi di grano o legumi, acqua, carta crespa, forbici, fiori di prato.

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Come procedere.

I germogli crescono della misura “giusta” (10 cm d altezza) in circa 20/25 giorni ma è usanza iniziare la pratica con il principio della Quaresima.

Occorre rivestire il fondo del supporto scelto (piattino o altro) di ovatta dello spessore di circa 2 cm, quindi vanno cosparsi i semi avendo cura che siano ben distanziati. Per mia esperienza ho scelto le lenticchie perché attecchisce in condizioni tremende, come bambini che la toccano o che la annaffiano a dismisura e purtroppo i miei hanno abbondato con i semini ignorando la regola della distanza (ma d’altronde non si dice che le regole sono fatte per essere infrante?). Quindi ho dato il via libera a loro di svuotarvi sopra un bicchiere di acqua (il quantitativo dipende dalle dimensioni del vostro “sepolcro”, il concetto è che l’ovatta dev’essere sufficientemente bagnata, tanto da appiattirsi, ovviamente l’acqua dev’essere contenuta in essa e non fuoriuscire). A questo punto tutto quello che occorre fare è osservare le piantine che si trasformano giorno dopo giorno avendo cura che il nostro terreno speciale sia sempre umido.

download (2)La tradizione vuole che questi germogli debbano essere chiari, di un colore giallino, quasi simile a quello del grano, dal quale si trae la farina e quindi l’ostia che simboleggia il corpo di Cristo. Per far si che questa condizione avvenga, occorre riporre il sepolcro una volta preparato in un luogo buio (un ripostiglio ad esempio).

 

Come presentarli.

Vanno riposti come detto il Giovedì Santo ed in quest’occasione è consuetudine abbellire il sepolcro in varie forme. Una maniera molto semplice richiede che il vassoio sia adornato di carta crespa (o ancora piu’ semplicemente avvolgervi un nastro di raso come in foto), da tagliare della misura del perimetro del vassoio e finire con l’inserimento tra i germogli, di fiori raccolti nei campi o nelle aiuole.

download (1)Sembra un’attività di poco conto e sicuramente è una tradizione molto bella che in pochi centri d’Italia sarà rimasta (a Matera sicuramente sì) ma è un’attività che piace e dà soddisfazione ai bambini perché si prendono cura delle piantine e quando le vedono crescere, sono soddisfatti che il loro impegno di tenerle al buio e averle dato acqua, abbia portato a questa nascita. Ci racconteranno che era solo un semino, adesso è una bella piantina e il merito è loro e della natura.

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Passeggiamo!

Qualche giorno fa, di pomeriggio, un pomeriggio autunnale, fresco da stare bene, con una bella luce (Nota di servizio: questa passeggiata è stata fatta i primi di ottobre), ho detto ai miei figli: passeggiamo!  

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Avevo proprio l’intenzione non di camminare e basta, ma di metterci un impegno in più: quello di stimolare la curiosità dei miei figli e l’osservazione di quello che li circonda.

Noi abitiamo moooolto in periferia, intorno a noi solo case con giardini e un parco condominiale, dunque già appena usciti dal cancello di casa abbiamo fatto il nostro primo incontro, con una padroncina che giocava a lanciare un legnetto al suo cane e i miei “cuccioli” ne sono rimasti incantati. Qui silenzio, perché la scena riempiva troppo le loro freschissime menti. Poi ho detto “avanti bimbi, lasciamo che questa signora continui a giocare con il suo cane, salutiamoli e iniziamo la passeggiata”. E mentre camminiamo la mia bambina più grande mi fa “guarda, la luna!”, non potevo chiedere di meglio (alle 18, spesso nel cielo terso è possibile vedere la luna bianca, lo sappiamo tutti, no?): chiedo a cosa somiglia, di che colore è, cosa vi sembra? Io ho detto “a me sembra un sorriso” (era una mezza luna) e mia figlia “no mamma, è una banana”: meno poetico ma sicuramente d’effetto!

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Cammina cammina, incrociamo un autobus che qualche tempo fa abbiamo preso insieme e quindi ho sollecitato i loro ricordi (non prima di avergli chiesto di che colore è?): “vi ricordate quando lo abbiamo preso? Abbiamo comprato il biglietto….” E loro pronti a rispondere.

Sempre in tema di veicoli, abbiamo sentito in lontananza lo strombazzare di una moto e quindi ho detto “Ascoltate! Cos’è? … E come fa?”

Intanto ci dirigiamo verso il parco ma prima di raggiungerlo vedo una comitiva di ragazzi e chiedo ai miei figli “vedete quei ragazzi? Ma quanti sono?” e li abbiamo contati. Al parco si sono fiondati su un’altalena, quella su cui ci si può andare in 4, due di fronte ad altri due (spero di essermi spiegata) e lì mi hanno stupito quando hanno cominciato ad immaginare di essere su un pullman e la grande ha chiesto al piccolo di mostrarle il biglietto!

Per distoglierli dall’altalena e per proseguire la nostra passeggiata che doveva volgere al termine (ci attendevano il bagnetto e la cena a casa!) ho proposto di raccogliere delle foglie secce, che poi avremmo potuto portare a casa per farci qualche lavoretto, non prima di avergli spiegato del perché le foglie cadono! E con il naso all’in giù Chiara ha fatto una scoperta sconvolgente: ha trovato (ha detto lei!) un’impronta di dinosauro!!! (vedi foto)

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A questo punto era davvero troppo, una passeggiata molto intensa, dovevamo tornare a casa e nel rientro hanno camminato in equilibrio sul bordo del marciapiede, osservato un grillo e inseguito un gatto.

Dopo cena hanno voluto disegnare, il disegno rappresentava una moto e per finire hanno giocato a fare il cane che raccoglie il bastone, lanciato dalla grande al piccolo.

Questo racconto per sottolineare come durante una passeggiata è possibile fare tantissime cose istruttive: innanzitutto del moto, ascoltare suoni e rumori, osservare la natura, correre, immaginare, scoprire, imparare, e soprattutto divertirsi alla grande!

Insomma, credevo di fare una semplice passeggiata, e invece ci siamo ritrovati a fare un safari avventuroso alla Indiana Jones!

Ecco, giusto qualche spunto in più per voi 😉

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