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Il trend del Mini-me: mamma, vestiamoci uguali!

Come avevamo già visto nelle sfilate del Pitti Bimbo di Gennaio, i bambini sono sempre più adulti. Che la colpa sia poi dei genitori (sempre più bambini o sempre più desiderosi di reinventarsi attraverso le loro creaturine) o meno, poco importa. Qui high bun, strass, tulle e pelllicce non sembrano intimorire le sempre meno timide “little girls”, che di questo passo arriveranno ad aprire un blog a 8 o 9 anni ed appena scopriranno lo shopping online sarà la fine del nostro portafogli (inventeranno una credit card anche per i minori?).Schermata 2014-04-08 alle 12.36.00

Le aziende moda, del resto, ci marciano a piene mani: le collezioni per bambini sono sempre più accattivanti di quelle per adulti, vuoi perché le dimensioni “in scala” necessitano di una serie di accorgimenti e dettagli che rendono i capi “bimbo/a” più lavorati e particolari dei nostri, vuoi perché spendere per un trench di Burberry originale per noi non ci penseremmo proprio, ma per loro probabilmente faremmo il colpo di testa, e se non lo facciamo noi ci sono sempre i nonni o chi per loro! 😀

Al di là della capsule Mini-me di Armani e delle linee Burberry Junior, Mark Jacobs Little e via dicendo (c’è persino un brand americano che fa scarpe con tacco per bimbi da 0 a 3 mesi, scoprite come :D)  ci sono tanti piccoli escamotage per vestirci in modo simile ai nostri pargoli e la cosa non è solo “femminile”: Asimplehug  pensa a collezioni mens+kids inspired, dove nella stessa confezione è possibile trovare lo stesso capo in scala, oppure il marchio spagnolo Kerala che produce capi per tutta la famiglia, accessori inclusi. Nel fitto sottobosco di marchi che hanno iniziato a vendere non solo 0-12 ma 0-50, (e a prescindere dal fatto che io stessa spesso e volentieri mi vesto da H&M Bambino) ho trovato qualche pezzo simpatico per corredare un outfit mamma (o papà) e figlia. Eccovi alcune idee per la primavera/estate!

Schermata 2014-04-08 alle 11.05.01

Gli outfit e le ispirazioni sono prese dai seguenti shop online:

1. H&M Kids + H&M Ladies

2. H&M Collezione Me and you

3. Petit Bateau Donna + Bimba

4. H&M Collezione Me and you

5. Stradivarius, Zara Baby, Desigual, Kiabi

6. Archimede Swimsuit Papillon Collection for girl & dad

[ Del marchio belga Archimede vi segnalo, oltre alla possibilità di abbinare gli outfit da spiaggia dei vostri piccoli con i costumi del papà, la trovata ingegnosa dell’inserire un salvagente nel costumino: niente più braccioli o salvagenti esterni! ]

Per le mamme che invece cercano ispirazione fra telefono e social media, vi consiglio di non perdere questi originali hashtag su Instagram legati al trend del mini-me:

a) #fashionbymayhem Mayhem e la sua mamma Angie hanno dato vita ad una vera e propria “moda” che consiste nel rifare gli outfit più scenografici indossati dalle VIP e nei principali catwalk utilizando semplicemente “CARTA”. FashionbyMayhem024_ProjectRunway_season1

I vestiti durano qualche minuto:  a detta di mamma Angie, la piccola Mayhem ci gioca fino a che non li straccia – ottima idea per i compleanni al posto di giocare a “gira la moda”! Potete seguire il loro account ufficiale qui .

b) Il #babysuiting e il #babymugging sono le ultime trovate virali della annoiate mamme d’oltralpe: se vi sentite ispirate partecipate alla catena di Sant’Antonio in forma di “hashtag” e vestite i vostri piccoli con gli abiti da lavoro del papà! BabySuiting-830x565

E voi moms, cosa ne pensate della moda del mini-me? Avete già vestito qualche volta i vostri piccoli in coordinato con mamma e papà? 

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Una chioma perfetta

Ieri mi è successa una cosa stranissima che mi ha fatto pensare e sorridere …

sai quando vai in giro e vedi queste mamme belle belle con i capelli sempre sistemati della serie che tu pensi, ma è parrucchiera o il marito è parrucchiere e prima di svegliare i bambini si fona i capelli … ma comunque riesce a tenerli abbassati anche dopo aver affrontato la colazione dei piccoli … come fa????

e allora tu immagini che la loro colazione la mattina sia cosi

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mentre tu urli muovetevi e spicciatevi eddai che è tardiiiiiiiiiiiiiii …. e i tuoi capelli si alzano per forza!!!!!

allora ieri ho passato una notte da incubo: prima di cominciare la mia mistica nottata ho fatto doccia e capelli fonati al naturale (come al solito) ma non mi sentivo bene quindi ho velocizzato il tutto anche perché avevo il nano piccolo da docciare e da aiutare la grande con i capelli … vabbè …

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stavo male e ho passato la notte di capa nel wc grazie al virus che mi è stato gentilmente offerto dai bambini… con i capelli belli puliti puliti li ho dovuti legare con una coda bassa e sotto un “tipo tuppo” … la mia nottata è andata avanti così tra letto e nei ritagli tra una poppata e l’altra di corsa nel bagno …

La mattina dopo non avevo nemmeno la forza di respirare … ma dopo una sana (nel vero senso della parola) colazione ho ripreso un po’ di forze e verso fine mattinata mi sono guardata allo specchio … Oh My God! o.O avevo dei capelli fantastici … una piega invidiabile, ero bianca come la morte ma sembravo uscita da una di quelle pubblicità anni 60 in cui la mamma bellissima, curatissima, con il caschetto lungo e le punte in su. Certo io davo ancora un po’ sul verdastro ma i capelli erano proprio così, vaporosi e con le punte un po’ in su … tipo questa ….

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si si ero tipo lei anche il colore era quello … tranne il sorriso …
Mi sono guardata e ho sorriso al pensiero che dall’esterno qualcuno avrebbe pensato che magari mi ero alzata ed ero andata al parrucchiere … senza sapere che ero reduce da una nottata da incubo!!!!

Ora quando vedrò queste mamme belle belle con i capelli sempre sistemati penserò che alcune di loro sono parrucchiere o mogli di parrucchieri e che altre magari hanno passato una notte da incubo e che un elastico è bastato per una messa in piego lampo!!!!!

W LE MOM … imperfette!!!!!!

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da mamma a … MOM

Buongiorno questo articolo è tutto dedicato alle mie amiche MOM!!!

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… quando ero solo una mamma, ero sì molto felice di esserlo ma anche molto insicura, perché noi mamme siamo così … siamo un pochettino “tragiche”.
Quando ero solo una mamma e trovavo tipo un brufolino sul visino di mia figlia i miei occhi cadevano sempre lì, la mia ragione mi diceva “mammamarisa è un brufolino!!”
ma l’occhio cadeva lì … 1-2-3 gg e allora la mia ragione “non ti azzardare a chiamare la pediatra per un brufolino!!!!” … ma il cuore di mamma non ce la faceva e allora via su internet …
ricerca: brufolino visino bambina … e Google rispondeva … signora solo mamma è solo un brufolino!!!!!!
ma al cuore di mamma non bastava allora …
ricerca 2: porro con pus alla fine e Google rispondeva … signora solo mamma è solo un brufolino ma potrebbe essere causato da alimentazione o batterio ….
BATTERIOOOOOOOOOOOOOOOOO …
ricerca 3: porro grosso con pus che puzza a causa batterio ….
“oddio che ha mia figlia”
e da là Google rispondeva dal semplice brufolino a una malattia rarissima al sistema circolatorio o al sistema centrale … e cacchio mia figlia ha tutti i sintomiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!! devo andare dalla pediatra!!!!!!!!!!!!!
e la pediatra mi dice … signora solo mamma è solo un brufolino … ed è quasi scomparso, le ha fatto mangiato delle fragole?
No! … anzi sì un pezzo piccolissimo come ho fatto a non ricordarmeneeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!
da quando sono passata da mamma a MOM è tutto più facile!!!!!!
Questo insieme eterogeneo di persone che sono accomunate dal fatto che sono mamme (o papà) nasce come gruppo facebook, questo, che è una cosa tipica di questo tempo, le nostre nonne crescevano i figli per strada

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e se proprio pioveva avevano comunque le porte aperte o la chiave inserita, le nostre mamme ci hanno cresciuto insieme ai vicini, ai cugini … sempre con contatto diretto con le altre mamme
… noi, noi non li conosciamo i ns. vicini, prendiamo i bambini e li portiamo al nido e di lì li riprendiamo e li portiamo in palestra o al corso di inglese, o di chitarra a 18 mesi sanno 3 lingue e suonano 4 strumenti musicali … ma non abbiamo il tempo del contatto fisico. Però questo contatto umano ci manca, ci manca tanto ecco perché MOM ha unito il contatto diretto con le altre mamme e il fatto di averlo sempre a portata di mano … sul cell!!!!
e così se sei nella piena crisi dei 2 anni … noi MOM li chiamiamo i “terribili TWO” … e scrivi su fb “mamme aiuto!!!” ed eccole tutte decine, centinaia di mamme che ti sostengono e il “peso del problema” si alleggerisce all’istante!

mom

Le MOM prese singolarmente, con i figli, a casa, sono mamme normali un pochettino “tragiche” come tutte le altre, ma quando diventano MOM sono belle bellissime!!!
Le MOM sanno di cosa ha bisogno una mamma e allora ecco frasi come, “tranquilla, sei una brava mamma!”, “non preoccuparti mio figlio fa la stessa cosa!”, “ti sono vicina!”, “hai la mia solidarietà”. Le MOM ti confortano, non ti dicono “hai sbagliato a fare questo”, o “sei pazza perché hai fatto così”, no perché le MOM sono innanzitutto mamme e quindi insicure. Certo ci sono scambi di opinione discussioni anche accese, ma anche questo è positivo perché il confronto è sempre positivo, nei limiti dell’educazione.
Le mie amiche MOM sanno tutto, hanno avuto esperienza in qualsiasi campo, e sono sempre presenti a qualsiasi ora del giorno e della notte una una è connessa!!!! Io le ringrazio perché da quando sono passata da mamma a MOM sono più sicura di me, meno tragica e più forte!
Le MOM sono la mia valvola di sfogo, sono la mia enciclopedia pediatrica, mi hanno insegnato tantissimo e mi stanno insegnando tantissimo e io le voglio tanto tanto bene!

Quando ho scritto questo articolo non mi sono resa conto che sarebbe stato pubblicato proprio il giorno della festa delle donne, sono contenta di aver pensato a noi mamme e donne speciali!
Buona festa delle donne oggi e per tutto l’anno!

mm

W LE MOM!!!!

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La gravidanza è un periodo magggico

Mi ritrovo, con terrore e sgomento, a pensare ad una nuova gravidanza.

L’idea di lasciare mia figlia sola per scelta mi uccide e non mi farebbe morire serena tra tanti tanti anni. Quindi metto da parte l’angoscia e ci penso.

Ci sono donne che dichiarano senza timore che i 9 mesi (diciamo anche 10) in cui sono state incinte è stato il periodo più BELLO della loro vita. ho sentito qualcuna dire qualcosa come “non sono mai stata così in forma come quando ero incinta: pelle stupenda, capelli brillanti, energia a 1000, uno stato di grazia mai raggiunto prima”.

Ecco.. la mia prima gravidanza non è stata così. è stata pesante come un macigno, come un pesckone, come un chiummo. Cioè a dirla tutta non tutta la gravidanza è stata così. i primi 4 mesi non mi sono nemmeno accorta di essere incinta. Zero nausee, zero malesseri, zero kili di troppo, soliti vestiti, solito lavoro, solita me. Appena entrata nel 5° mese e perciò già dichiarato al mondo “la gravidanza è una passeggiata!” TAC! Ecco che tutto cambia.

Ricordo che la prima volta che ho pensato di morire eravamo in treno da Roma per Ferrandina e qualcosa mi bloccava il respiro, Non riuscivo a finire di inspirare perché l’ossigeno si fermava a metà, come se ci fosse qualcosa ad occludermi la fine del polmone (non so se rendo l’idea). Contestualmente un dolore pazzo ai reni. In piedi non era cosa, sdraiarmi in treno con tutti i posti occupati non era cosa (e comunque ci ho provato calpestando il mio dirimpettaio). Sono riuscita ad arrivare a MT accartocciata nel mio sedile dicendo solo ahia. Appena entrata in casa (Carmine la ricorda ancora come una scena memorabile) ho vomitato in corridoio, sul muro di fronte la porta d’ingresso. – Ah, che periodo magggico!

Il resto dei giorni da quel 9 dicembre fino al 2 maggio sono trascorsi così.  Riuscivo ad essere normale per 3 ore: diciamo dalle 9 alle 12. Poi dovevo sdraiarmi perché i dolori alla schiena e il respiro spezzato mi piegavano in due. In tutto questo credevo che almeno in quelle 3 ore al giorno in cui uscivo per prendere aria, procacciarmi del cibo, pulire la casa, fare le lavatrici, stendere e andare da Paoluccio a straforcarmi di focaccia salata e dolce, almeno potevo esibire una pelle stupenda come dicevano le altre donne gravide. Invece per la prima volta in 33 anni ero piena di brufoli! Perdevo capelli a ciocche, le gengive erano così gonfie che solo se avvicinavo lo spazzolino alla bocca, già sanguinavano profusamente. I peli alle gambe mi crescevano alla velocità della luce e tutto quello che mangiavo, fosse anche solo un bicchier d’acqua, la notte mi dava un bruciore di stomaco tale da farmi dormire a 90°, cioè seduta. Ah, scusate! Dimenticavo i crampi! Infiniti e ripetuti alle gambe, nelle chiappe, everywhere.

Ai dottori che incontravo sulla mia strada (fossero anche ortopedici o oculisti) chiedevo in continuazione: “ma tornerò ad essere normale dopo il parto?”. E quelli mi guardavano male.

Il giorno in cui sono entrata in travaglio è stata per me una liberazione grande. È stata dura farla uscire, ma 9 ore non sono niente in confronto a 9 mesi. Appena lei ha pianto e ha respirato a pieni polmoni per la prima volta, ho respirato anch’io con lei pensando che l’aria si sarebbe fermata di nuovo a metà strada. Invece è arrivata fino in fondo, mi ha riempito i polmoni e la pancia dandomi una sensazione di benessere UNICA. In quel momento ho realizzato che era davvero finita, che ero tornata ad essere normale.

 

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Premaman e non solo: ecco il capo che vi libererà dalle taglie!

Finalmente posso raccontarvi anch’io un’esperienza reale accadutami durante un viaggio a Roma un paio di settimane fa – uno di quei viaggi da “padreconlavaligia” di cui bene ha parlato il Duca qui, e che sempre più spesso capitano anche alle mamme -. Un’esperienza che è stata un incontro, uno spunto, e un appunto sul quaderno: ”la gente deve sapere!” (sic). Cosa c’entri questa esperienza con un articolo che parlerà di moda, e di moda premaman, ve lo spiego dopo. Dobbiamo fare un passo indietro.

Ricordo ancora la sensazione, immensa quanto all’atto pratico anche scomoda, del mio corpo che raddoppiava mese per mese, fino a raggiungere (nella mia testa) la dimensione dei leoni marini, proprio quelli che avevo visto così da vicino laggiù, quando ignoravo di avere una vita in pancia. Non ero un leone marino, ma i miei bei 20 chili li ho messi su, e per me che vivo nella patria del jeans supersupersuperskinny con ballerina non si può certo dire che sia stato facile trovare capi che mi contenessero bene. Col risultato che ho sfondato e sformato tutte le mie canotte S, oppure uscivo con improbabili palandrane taglia L che facevano presupporre un plurigemellare.

Ed eccoci all’esperienza, che più che di moda in sé parla di donne, genio e imprenditorialità. A Roma, non saprei dire neanche come, mi ritrovo ad un certo punto a casa di un caro amico a discorrere di varie amenità con Barbara, architetto, fondatrice insieme a Francesca di un concetto di abito che ancora non avevo mai sentito. Gli architetti fanno abiti? Di più, li progettano. Con tanto di brevetto d’invenzione. Il brevetto di Barbara e Francesca, che mi ha sinceramente emozionato e per cui da quel momento faccio il tifo, è un capo progettato con una missione ben precisa: sdoganare il corpo dalle taglie. Un capo senza taglia? Sì, un capo senza taglia, che si indossa dalla 34 alla 48, o nel caso che citavo prima, dal secondo al nono mese. Lo stesso CAPO!

Immaginate di sovrapporre due cerchi di tessuto dalla diversa consistenza, direi quasi complementare. Uno più strutturato e volumetrico, cucito insieme ad una striscia di tessuto morbidissima in seta elastica. Adesso, ritagliate con la mente un buco al centro dei due tessuti, in cui possiate infilarvici. Ed ecco a voi la RUOTA.

La Ruota nasce dall’esigenza di vestire donne diverse con personalità diverse, e si affida al totale utilizzo creativo di chi la indossa. Non ci sono modi precostituiti per indossarla o taglie in cui entrare: la Ruota segue il tuo corpo in tutte le tue esigenze (e trasformazioni, aggiungerei). Inutile dire che l’ho subito associata al premaman (mentre segnavo nel promemoria: ne voglio 5 per la seconda gravidanza) ma in realtà è un capo che oltre a essere per chiunque, alte-basse-magre-grasse-, è anche per tutte le occasioni. Basta differenziare i materiali e il modello rimane lo stesso. (E’ già in fase di ideazione persino la ruota da sposa!).

Ma come funziona questa fantasticheria? Barbara tornava giusto da un evento a Barcellona con la campionatura in valigia e a quel punto era d’obbligo provare: infilate la testa e le due braccia nel cerchio “magico” e inventate voi! Ecco le combinazioni che ho sperimentato io in dieci minuti: attenzione non ci sono spille, non ci sono cinture, la Ruota ha due asole ed è progettata per chiudersi naturalmente da sé!

Naturalmente quando poi Barbara ha lasciato me e la mia amica Irene sole a giocare (sì, a giocare!!) con i suoi tessuti non eravamo mica così brave! Ma con i tutorial/etichetta e per delle esperte in chiusure impossibili e di fortuna come noi mamme, diventa tutto molto semplice. Ovviamente voglio subito la mini Ruota per Argentina così per due anni sono a posto!!

Intorno alla Ruota sono nati nel frattempo prodotti complementari come giacche, cappotti per l’inverno, borse, e persino una linea da uomo con cravatte che cambiano e gilet che si allung/accorciano. Ovviamente il loro concetto di capo è che non esiste diritto e rovescio: ogni modello è indossabile da entrambi i lati e da entrambi dev’essere esteticamente bello da vedere.  Vi segnalo i più utili per le premamme e per le mamme in genere:

BIGBAG E’ una borsa che si modifica in diverse posizioni. Oltre ad essere fatta in materiale morbidissimo, può essere usata come monospalla o legata in modo da scaricare il peso su entrambe le spalle (di fianco la vedete indossata): ottima quando uno dei due avambracci è occupato a sostenere il peso dei nostri “leggerissimi” infanti ma anche per chi, come me, ogni volta che si piega a raccogliere calzine e scarpine abbandonate in strada dalla furfante, rovescia tutto il contenuto della propria sacca!!!

CAPPOTTO PER L’INVERNO Anche il cappotto naturalmente si modifica seguendovi. In lana cotta, con cuciture a taglio vivo che permettono di accorciare il capo secondo la lunghezza desiderata, ha una fascia in vita che consente diverse combinazioni di chiusure.

Per aiutarci nella scelta del modello riguardo a capi che hanno maniche ed altre componenti in cui sorge il problema “taglia” vero e proprio (giacche, pantaloni, tubini, magliette…) le ragazze propongono due tipi di donna, Audrey e Anita: due figure di donna diverse con esigenze diverse, per cui avremo in sostanza lo stesso capo riprodotto in due versioni, una che restituisce una vestibilità più avvolgente e l’altra più morbida e blanda. A pranzo volete essere la comoda Anita e alla sera un’Audrey ben fasciata dove serve? Scegliete i vostri modelli e trasformatevi a piacimento!

Non vi racconterò altro sul brand Santarella (anche il nome è geniale..) , per esempio non dirò delle monete dei viaggi, dei santini e dei cornetti napoletani, feticci con cui le due fondatrici personalizzano ogni modello e che rendono il capo ancora più esclusivo, così come ci sarebbe da raccontare che il brand ha già fatto innamorare persone di teatro, musica e cinema – persino Woody Allen! – perché non c’è il tempo né lo spazio, ma vi rimando alla loro pagina Facebook dove potete constatare che non ho inventato nulla e vedere altre donnine con la ruota! Al momento la collezione è acquistabile solo durante gli eventi che le ragazze organizzano in giro per l’Italia, perché un prodotto così se non lo vedi non ci credi che esiste!

Audrey & Anita

Ed è per questo che io volevo dirvelo in anteprima, e dirvi che in mezzo al ciarpame che è diventato il nostro Paese, qualche gioiellino imprenditoriale e tutto in rosa ancora da scoprire c’è eccome, il che fa ben sperare… che la ruota giri per tutte! Alla prossima MOM, e viva le Anita e le Audrey che sono in ognuna di noi!

– Ringrazio Barbara e Francesca per le bellissime foto che corredano questo post e la mia socia Irene per il composit delle mie combinazioni! –

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Question time!

“Così piccola già fidanzata? Lo sai che le storie che iniziano così presto poi non durano nel tempo? Ah! Lui è più piccolo di te? Lo sai che i ragazzi maturano più tardi delle ragazze, se sono più piccoli poi…

Quindi non vivete nella stessa città? Sarà impossibile restare insieme, la lontananza mette a dura prova anche i rapporti più solidi, non ce la farete.

Quindi te ne vai in Cina? Ma che vai a fare? Chir ven’n ddò e tu te na ggì ddà! (trad. quelli vengono qua e tu te ne devi andare là). Lo sai che i cinesi puzzano, sputano, mangiano i cani, uccidono i bambini, non usano la carta igienica, lavorano 24h al giorno ecc. ecc.

Ah, quindi sei tornata? Ma che sei andata a fare là? E che ci hai guadagnato? Hai fatto tutto il giro del mondo per trovarti un lavoro a Matera…mah!

E perché non vi sposate ora che avete un lavoro? Che state aspettando?  Ancora per caso fate un figlio prima di sposarvi, mai sia!

COSAAAA? Sei incinta??? Quindi mo vi sposate? Fatelo prima che si veda la pancia dai, senò sta male.

COSAAAA? Non vi volete sposare per ora? Ma sentite a me…sposatevi! Fatelo per la bambina, per la vostra famiglia, per la società, per la religione, per non sovvertire l’ordine naturale delle cose.

Comunque dalla forma della pancia è maschio sicuro. Poi mi darai ragione. Ah! È femmina??? Strano…hai una pancia strana… troppo piccola, ma la bambina cresce? C’ha spazio là dentro??

E dove partorirai? A Materaaaa? Morirai, vedrai! Nooooo! Non dirmi che non vuoi fare l’epidurale! Morirai, vedrai!

Ma cosa dici queste sciocchezze che partorirai prima del tempo!! la pancia è altissima tu manco tra un mese partorirai, addirittura ti senti che partorirai domani! Ma smettila là!

Ah! Quindi è nata il giorno dopo che ci siamo parlate.. a 36+6… strano però!.. la pancia era alta, non sembrava proprio che stavi per partorire.

La bambina è nata prematura, chissà se ce la farai ad allattare. Senti a me, passa al latte artificiale senza che ti stai a sbattere…

Ma perché insisti ad allattare al seno? Guarda come soffri, guarda le ragadi, guarda quante notti in bianco, guarda che estate torrida. La bambina sta sempre attaccata, forse non si sazia, forse il tuo latte non è buono, forse ce n’hai poco, forse non dorme perché ha fame, anzi: sicuramente ha fame. Dalle l’aggiunta send a tua sorella. O almeno dalle l’acqua, la camomilla, la tisana, qualcos’altro oltre la tetta.

E un fratellino quando glielo regalate a questa bambina? Siete già in ritardo… dai dai dai!

Oh, ancora per caso fate un fratellino prima di sposarvi!! Va bene uno, ma due no, eh! Non sta bene!”

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Avete letto il sunto (molto sunto) di una storia vera…. la mia!

Ma so che è anche un po’ la vostra.  😉

 

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