Archivio tag: mamme

“L’orto in diretta”

Il 21 Aprile le MOM, mamme materane all’opera, hanno festeggiato 5 anni di vita!

Nato da un’idea di Tina Festa, il gruppo Facebook oggi è diventato un punto di riferimento fondamentale per le mamme, i papà, le nonne, le zie 2.0 della città, tanto da vantare 2637 iscritti e da aver reclutato anche un “moderatore” di commenti (non per gli haters eh, lì non ce ne sono!)

“Che dicono le MOM dell’autosvezzamento?” ho sentito dire l’altro giorno al parco da una signora. Per non parlare delle mamme senza facebook che su whatsapp chiedono alle altre mamme iscritte a Facebook di chiedere alle MOM cosa ne pensano di quella o di quell’altra saletta per festeggiare i compleanni.

Insomma, per farla breve: a Matera il gruppo di problem solving più trasversale di tuttI – spazia dalla medicina all’intrattenimento, dalle vendite immobiliari alle ricette, da Tripadvisor a Mumadvisor, da ricerca babysitter a consulenza cinematografica – è senz’altro quello MOM.

Tre anni fa il gruppo ha deciso di fare un balzo in avanti diventando Associazione. Le adesioni non si sono fatte attendere e ad oggi il tesseramento è arrivato circa a quota 200 con numerose attività cittadine che dedicano sconti speciali alle mamme e ai papà tesserati.

Come Associazione, le MOM hanno partecipato due anni fa ad un bando molto ambizioso: “Basilicata Fiorita” promosso dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019 nell’ambito della sezione Gardentopia del dossier di candidatura, aggiudicandosi nientepocodimenoche… il 1° posto!

Gli obiettivi del progetto erano (e restano)  quelli di rendere la città più bella e più vivibile attraverso il recupero di un’area abbandonata. Il sogno delle MOM in particolare era quello di realizzare un orto urbano nel parchetto di via della Quercia, zona Lanera, in cui i bambini potessero imparare a coltivare la terra, riappropriarsi del contatto con essa e a rendersi conto che la lattuga e i pomodori che mangiano nell’ insalata non crescono nel supermercato.

Ad aiutarle nella realizzazione del progetto è stata l’organizzazione no profit “Linariarete” con l’architetto Michela Pasquali.

Il processo che ha portato quel progetto sulla carta a diventare il bellissimo “giardino dei MOMenti” che è oggi, non è stato breve e nemmeno semplice, ma i risultati sono oggettivamente straordinari, grazie anche ai doni ricevuti da altre Associazioni e artisti locali.

Un parco a misura di bambini dove poter “zappare”, piantare, seminare, correre, giocare, fare picnic, stare all’ombra o al sole; un luogo dove imparare ad attendere, a progettare, ad osservare e a sperimentare nuove emozioni che possano renderli più forti, più liberi, più calmi.

Sì perché per i bambini l’esperienza dell’orto è un grande dono di serenità e di gioco. (Non è un caso che in molte scuole europee questa è un’esperienza che fa parte della didattica).

foto di Chiara Sacco

Nel quinto anniversario del suo compleanno, cioè 2 giorni fa, l’Associazione ha ricevuto un gradito regalo: la troupe de “Linea Verde” di Rai1 ha deciso di girare parte della puntata del 21 maggio proprio nel Giardino dei MOMenti in compagnia di Paolo Verri, Presidente della Fondazione Matera-Basilicata 2019 e di Laura Giannatelli, Presidentessa Mom.

foto di Chiara Sacco

Io c’ero e mi sento di dire due cose:

1 – faceva un freddo, ma un freddo che manco a gennaio! Nonostante ciò gli operatori Rai hanno crudelmente chiesto ai presenti (bambini compresi) di fare finta che fosse estate e di togliersi le giacche durante le riprese, senza mostrare segni di cedimento davanti al vento della Siberia che soffiava forte. (io la giacca non l’ho tolta eheheh).

2 – è stato davvero molto emozionante realizzare che le idee più semplici generano enormi conseguenze. Il Giardino dei MOMenti ne è un esempio. Ora, proprio come un bambino, l’orto ha costante bisogno di cure e di lavoro; la sua terra deve essere seminata, irrigata, protetta e questo dobbiamo farlo tutti insieme perché quell’angolo di città strappato al degrado è un regalo che l’Associazione ha fatto alla città tutta.

Le MOM hanno capito che essere Capitale della Cultura vuol dire anche questo.  E lo aveva capito molto tempo fa anche Cicerone, che dichiarava: “se accanto alla biblioteca avrai l’orto, allora non ti mancherà nulla”.

721 Visite totali, 1 visite odierne

Happy mother’s day!

Da due mesi sono diventata mamma. Non per la seconda volta. Ma di nuovo. Come se fosse la prima volta.

La magia di me stessa che dà alla luce una vita nuova si è ripetuta rendendomi felice come l’altra volta, più dell’altra volta.

Ho messo al mondo una bambina così docile e bella che mi chiedo ogni giorno se siamo stati bravi abbastanza per meritarcela. Non un urlo, non una notte in bianco, non un rigurgito fuori posto, non uno schiamazzo che faccia brontolare i vicini. Lei sta al posto suo. Anzi, se capisce che non è aria fa di più: si mette a dormire finché è necessario.

La sensazione di questa bambina perfetta nelle mie mani imperfette è destabilizzante e inebriante insieme. Mi guarda fisso negli occhi, mi stringe forte con quelle dita minuscole e mi accarezza piano. Ed io, quando incontro i suoi occhi, so chi sono. Lei mi rende ogni istante all’altezza del ruolo che ha scelto per me, mi da le risposte, mi restituisce la forza che perdo nelle giornate forsennate passate a non fare nulla se non occuparmi di lei (ma soprattutto dell’altra).

In questo idillio infatti c’è la primogenita, la sorella maggiore, la mia life coach. Stanotte, tanto per non cambiare mai le insane abitudini, alle 2:09 mi ha urlato dall’altra stanza: “mammaaaaa, vieniiiii”. E io, nel mio primo sonno, quello pesante assai, stavo sognando cose bellissime e posti esotici. Il crudo ritorno alla realtà mi ha fatto iastimare tantissimo. Sono andata di là “Bianca, che c’è??”. “Mamma, voglio stare un po’ vicino a te, sentire il tuo odore”. SBAM. Pugno sul cuore. Come faccio ad essere arrabbiata? Come faccio a trascurarla certe volte? Come faccio ad essere la mamma che ero quando non ero una e trina? E lei mi vorrà sempre bene  così? O ad un certo punto risentirà del fatto che amo anche un’altra?

Mi sono stesa nel suo letto e lei mi ha abbracciato, mi ha  toccato gli occhi e mi ha detto :  “grazie che sei venuta, lo so che Giulia vuole la tetta, ma tanto lei è brava, ora dorme”.

E ho realizzato che l’essenza del mio essere madre è esattamente questa. I passi che faccio nottetempo tra una figlia e l’altra, tra un richiamo e un altro, tra un amore e un altro stando attenta a non disturbare il papà che, quando la mattina si sveglia, mi dice “Beh, è andata bene stanotte, nessuna delle due si  è svegliata”! (si, vabbè, ciaone!)

Auguri a tutte, super mamme!

1,066 Visite totali, 6 visite odierne

femmine contro maschi

 

Metti una cena tipica a casa mia e questa sarà la proporzione standard:                      testosterone 4 – estrogeni 1.

“Sapete che tra qualche giorno esce al cinema 50 sfumature di grigio? Non ho letto il libro ma quasi quasi il film andrei a vederlo.”
4 maschi in coro: “MA CE STA MAL !!! Piuttosto wagliò ma chi c’hai ancora come attaccante? Perché ti sei venduto quel  difensore? E cur studc perché non si è comprato quel centravanti?”
E via per 2 ore a parlare di fantacalcio e a pronunciare tutti i nomi dei calciatori vivi, morti, pensionati, in fin di vita e mai esistiti. Pur di parlare di calcio anzi secondo me inventavano nomi, sti maledetti!
Non paghi della pallitudine mortale che mi stavano propinando, ci si è messo anche il #6nazioni di rugby ad allietarci la cena. In diretta Galles- Inghilterra e una serie infinita di commenti incomprensibili (touche, mischia, meta, bla bla bla).

Ovviamente a me spettava il posto di spalle alla tv. Mi sono girata un attimo solo per vedere cosa li entusiasmasse così tanto e sempre ovviamente io non ho visto nulla tranne un gran figo (Leigh Halfpenny  n.d.r.) e un tizio con la testa squartata con il sangue che gli copriva la faccia.

Ho dovuto faticare per mandare giù il mio (secondo) panino homemade alla chitemmurt.

Meno male (1) che c’era babyb, in quanto femmina, a tenermi compagnia. (Peccato che dopo 4 nanosecondi seduta al tavolo è fuggita sul divano a vedersi i cartoni su IUTUBB).

Meno male (2) che c’era la birra.

998 Visite totali, 1 visite odierne

Girls just want to have fun

L’altro giorno, in preda ad una crisi di claustrofobia casalinga che è solo la metà di quella che c’ho oggi (e sono ancora le 9!), a prima mattina ho preso il mio smartphone e, come la più figa delle single milanesi, ho organizzato una serata per sole donne che prevedeva un programma serratissimo di attività ludico-alcolico-ricreative per mamme normalmente stipate in casa h24 (che però si sono rotte le balle di esserlo) mentre vedono i mariti uscire a prendere birre con chiunque a qualunque ora del giorno e della notte “tanto tu c’hai sonno e stai qua”.

Il programma di quella sera  prevedeva che i su citati padri restassero finalmente in casa a fare i baby sitter e noi ce ne andassimo  in giro a sbariare fino a notte fonda. Il gruppo whatsapp pullulava di entusiasmo “SIIIII, FACCIAMOLO DAIIIII. BASTA CON QUESTA VITA DA SCHIAVE, STASERA SI ESCEEEEE, GIRL POWER, MASCHI BABYSITTERRRR!” e altri slogan femministi scemi di questo tipo.

La giornata, trascorsa in attesa febbrile della sera, si è così articolata: studio per il mio esame all’alba, doccia della figlia con lavaggio capelli (una specie di scannamento del maiale con lei che tutta insaponata tenta di fuggire scivolandomi dalle mani e rischiando inconsapevolmente la morte 10 volte in 10 minuti – e con LUI che mentre tutto ciò avviene legge il giornale perché “la rassegna stampa della mattina è importante…”), ancora studio, pulizia casa, pranzo dai miei, riposino mancato del pomeriggio, bambina vogliosa di giocare, studio qua e là, aperitivo con i parenti di mio marito. Non sono manco arrivata alle 19 per rendermi conto che il mio entusiasmo della mattina stava morendo come al solito sotto una coltre di stanchezza accumulata quel giorno e sommata a tutti gli altri. Timidamente sul gruppo whatsapp ho lanciato alle amiche il messaggio della mia sopravvenuta stanchezza e questa mia (prevedibile) defaillance ha provocato due reazioni. Quella dei maschi che hanno cominciato a deridermi: “AUAUAUAU E IL GIRL POWER? E BASTA CON LA VITA DA SCHIAVE?” Ahahahah per svariati commenti. E poi c’è stata la reazione delle femmine: “anch’io sono stanca, anch’io non esco che figlio A c’ha la tosse, io sono uscita già di pomeriggio non vorrei che figlia B sentisse la mia mancanza, cioè è lei a mancarmi” e via dicendo. Oltre al fatto che i messaggi della mattina e quelli della sera sembravano mandati da donne diverse o da donne affette da sdoppiamento della personalità, quello che ho dovuto fronteggiare dopo è stato mio marito che a quel punto voleva costringermi ad uscire: “MO ESCI! NON FA NIENTE CHE SEI STANCA!” ma a me non m’azzecca. C’ho sonno, non mi reggo in piedi. “ESCI, VEDI CHE POI BIRRA FACENDO TI PASSA”. Madonna mia ma non mi va e così fino a che per chiudere la discussione mi sono infilata il pigiama e mi sono schiaffata nel letto per far addormentare baby convinta che tanto di lì a breve sarei riuscita ad organizzare comunque qualcosa con le mie amiche femmine.

Sono passate settimane, anzi è cambiato l’anno nel frattempo (auguri eh!), e io sto ancora qua, stipata in casa, a dosare medicine con siringhe e misurini, a spalmare creme, a soffiarmi il naso e a soffiarlo a lei senza riuscire a vederne la fine.

Avrei dovuto ascoltare gli ordini di mio marito ed uscire quella sera che un’altra chissà quando arriverà.

1,009 Visite totali, 2 visite odierne

Il cambio è la costante

Mudanças-2

Ci sono quelle famiglie che quando si formano hanno già pianificato tutto: data del matrimonio, prima ovulazione utile, più o meno l’età dei figli in successione e sicuramente tutti i mobili da inserire in lista nozze. Ci sono poi quelle famiglie come la nostra le cui vicissitudini si riassumono in questa frase di Albert Einstein: “Vivere è come pedalare in bicicletta: per mantenerti in equilibrio, devi muoverti costantemente.”
Ho sempre pensato che la stasi e l’accumulo di energie negative sono condizionate spesso dal posto in cui viviamo (oltre che dalle persone), quindi non potendo cambiare città a piacimento per via delle scelte della vita, da quando è nata Argentina ho cercato, insieme a Simone, di cambiare il micromondo in cui viviamo: cambiare i mobili, rifare interamente alcune stanze, buttare giù dei muri, rialzarli un anno dopo, persino cambiare ufficio, o mezzo di trasporto per andare a lavoro.
A un certo punto abbiamo cambiato così tanto tutto che ci rimaneva solo una cosa da fare: cambiare casa (il lavoro meglio tenerselo di ‘sti tempi..).
-Comprare una casa? Sei impazzito.
-No, parlo di affitto.
-Affittttooooohhh? Torniamo studenti? E poi, ce lo possiamo permettere?

Nel 2013 dicevo di no, ma il destino ha molta più fantasia di noi, e per dimostrarmi che avevo torto ci ha fatto duplicare le entrate sì da non avere scuse. E allora inizia con la ricerca, gli appuntamenti, le immobiliari che ti chiamano all’ora di cena e ti tengono due ore per nulla (un momento…avevamo chiesto attico con terrazzo non piano terra con giardino!). Poi, un giorno di Novembre in cui dici “ok, dai, ci pensiamo l’estate prossima e prenotiamo il Natale in Sardegna”.. ti arriva la telefonata di un conoscente che “al piano di sotto si libera un appartamento con terrazzo dal 27 dicembre, non volevate quello?”
Guardi la casa, te ne innamori, pensi che l’affitto più alto giustifica le mancate spese delle agenzie che puoi finalmente silurare con un “cancellatemi dal database, grazie”, e ti ritrovi già nuovo. La scelta del nido? Anche quella dettata dall’Universo, o dalla legge di Murphy a cui ho smesso di credere. Dopo aver visto 6 diverse scuole dalla retta mensile di oltre 700 euro per una giornata completa (aka uscita alle 16,30), mi si rompe lo schermo dell’iphone proprio davanti a un cancello. Alzo lo sguardo e “Nido xy, promozione ultimo posto retta scontata del 50%” (sì, il vaff** etc l’ho tirato lo stesso, ma dopo aver letto il cartello sono entrata al nido e in meno di 15 minuti Argentina era iscritta alla cifra di mezzo rene al posto di due).
Del trasloco neanche parlarne, con la piccola sempre più perplessa dalla chiusura degli scatoloni, il pensiero che la stessimo per abbandonare, le millemila polpettine dell’ikea con la paura che si strozzi come quella notizia che circolava tempo fa, i pianti, la stanchezza, la polvere, la scelta dei mobili, le litigate sui mobili, le riappacificazioni che implicano l’acquisto dei mobili che hai scelto tu. Tutto da fare prima del primo giorno lavorativo, naturalmente, quindi in circa 5 giorni, e con auto a noleggio, quindi il prima possibile e senza nemmeno un graffio.
Adesso finalmente siamo qui, con Simone che posiziona la televisione, ancora senza comodini e cassettiera e con il terrazzo che….per due settimane è invaso da operai perché va rifatto. La me di anni fa direbbe “E vabbè, te pareva, appena arriviamo non possiamo usare l’unico angolo della casa che ha motivato la scelta, che sfiga”. La mia nuova me dice “Che fortuna, ce lo rifà il condominio! Potremmo scegliere il pavimento nuovo? Come dice? Sì? Ma è perfetto!”
Per questo, quando Argentina mi ha chiesto, giustamente imbronciata, “Ma dov’è casa mia, mamma?” Io le ho risposto “Casa tua è ovunque tu possa essere con mamma e papà, perché a noi di sicuro non ci potrai mai cambiare”.

E ci hai già cambiato, immensamente.

Life is like riding a bicycle quote

Buon Cambio a tutti, MoMs e PoMs! Com’è iniziato il vostro 2015? 

1,086 Visite totali, 1 visite odierne

Cose utili e cose “meno utili” che ti consigliano di comprare con l’arrivo di un bebè!

Quando arriva un bebè e arriva la gioia di essere genitori, mamme e papà, una nuova famiglia e tutte le emozioni che questo stato comporta, arrivano anche un sacco di altre cose tra cui oggetti che possono semplificare di molto la vita con il nascituro, ma anche tante cavolate che ci consigliano di comprare o che ci regalano e propinano nelle varie liste nascita e simili. Ovviamente in questo post vi parlo della mia umile esperienza, il che vuol dire che ognuno è diverso e quindi fa come gli pare e come ritiene più opportuno, soprattutto se si tratta di comodità. Io personalmente ho trovato e trovo facile semplificarmi la vita il più possibile; sono di base una persona estremamente organizzata e pragmatica e quindi anche in questo caso, con la mia bimba, ho cercato sempre la via più naturale e easy possibile.

Perciò al momento di scegliere degli eventuali doni per una lista nascita ho pensato alla praticità, prima che alla figagine o alle cose di moda. E mi sono trovata benissimo, fortunatamente ben cosigliata dalla propietaria del negozio….e dal mio istinto.

Una cosa che ho trovato molto utile (anche se so che non tutti la pensano come me!) è il cuscino per l’allattamento. Una sorta di poggiatesta ma più grande e di un materiale che si adatta alla forme che tu gli dai. Uno potrebbe anche dire: “ma se ti metti un paio di cuscini sotto il braccio stai comoda uguale!” E invece io non ci sono mai riuscita e questo oggettino mi ha semplificato tutto il periodo dell’allattamento a richiesta, in cui la mia schiena era a pezzi, oltre che continuare a fare il suo lavoro anche adesso che è cominciato lo svezzamento, e ad essere molto usato dal papà qundo si sdraia sul divano…appunto come poggiatesta. Oggetto che trovo indispensabile (e qui posso aprire un dibattito su quanto sia utile e ben fatto a differenza dei classici marsupi) è la fascia porta bebè…che ce ne sono a pacchi in commercio perciò alla fine la marca è indifferente, ma è una svolta decisiva, visto che oltre a far ben al bambino per la questione del contatto con la mamma, il calore, l’odore ecc, fa bene anche per la postura delle anche e per la nostra shiena. E volete mettere la comodità di avere le mani libere?! Un oggetto di cui non posso fare a meno…e un pò un tornare indietro, alle cose di una volta. Per quanto riguarda la praticità io ho optato per una soluzione fasciatoio easy e cheap. Una cassetiera e un materassino ikea…senza impelagarmi in quel turbine di fasciatoi con vaschetta, pomelli a forma di stelle e materassini dalle fantasie improponibili che di improponibile hanno anche il prezzo. E dato che non avevo la minima intenzione di spaccarmi la schiena ulteriormente cambiando la bambina sul letto, ho svoltato così. Consiglio vivamente questa soluzione! E per finire la vaschetta; e anche qui ci sarebbe da chiacchierare molto, solo che alla fine io mi sono trovata benissimo con una vaschetta che sembra una schifezza ma è una genialata perchè permette, visto il materiale, di inclinarsi in modo da tenere il bambino steso anche quando e molto piccolo, senza rischiare spiacevoli incidenti con l’acqua. Poi si apre completamente e ci si può stare seduti comodamente…alla fine si chiude tipo i bicchieri che usavamo all’asilo (ve li ricordate?!) e si appende…magari dietro la porta!!!

MOM-Babysan-musthave per bebè

1: il cuscino per allattamento che tra le altre cose è anche un ottimo poggiatesta per i neogenitori! (Doomoo)  2: la fascia portabebè…quando tornare alle radici è la cosa migliore da fare!!! (Quarantasettimane)  3: la combinazione cassettiera-materassino Ikea che salva anche il portafogli! 4: la vaschetta per il bagno dove è impossibile qualsiasi incidente con l’acqua! (Boon)

Poi per tutta quella serie di cose che reputo inutili o superflue (io personalmente!) possiamo fare un elenco infinito, ma attenzione perchè vi consiglieranno di comprarle e voi vi ritroverete la casa piena di cose non utilizzate tipo il “maialino porta pannolni” che userete tre volte e poi mai più, visti i prezzi allucinanti delle ricariche, oppure la bilancia, che a parer mio non serve…perchè la doppia pesata è solo una paranoia di noi mamme dai! O ancora una dozzina di biberon che vi faranno mettere nella lista nascita e che se allattate al seno e riuscite a non dare nessuna aggiunta (cosa che sarebbe molto bella e che sono riuscita a fare!) non vi serviranno praticamente a nulla e rischierete di buttare. Quindi meglio aspettare e vedere come va…poi uno si regola. Idem per le coppette assorbilatte (o di argento)…tutte spese da fare solo se necessarie e non prima. Focalizzarsi magari su cose veramente utili.

Almeno questo è il mio consiglio sulla base della mia esperinza. E voi?! Come vi è andata i primi mesi? Cosa avete trovato idispensabile e cosa no? E voi che state per diventare mamme che ne pensate?!

1,546 Visite totali, nessuna visita odierna

le leggi della fisica, queste sconosciute

E mentre tu, donna, ti affancendi tra mille e mille cose da fare eccolo lì, il maschio: spesso osservatore critico di situazioni in bilico. Pronto a criticare ma quasi mai a dare una mano.

Tua figlia detesta la doccia e tu per non farla gridare come un maiale al macello preferisci lavarla nel lavandino in piedi (perché non si vuole sedere né mettere in ginocchio)? E nel frattempo la tieni per un braccio (perché senò sciovola e la perdi), e con l’altra mano la insaponi e intanto le racconti una storia per non farla gridare? Prova in questo momento a chiedere l’aiuto di tuo marito.

Io, stupidamente, l’ho fatto. E lui è pure venuto e guardandomi ha detto: “cosa devo fare?” come se non fosse chiaro. Comunque assodato che non era cosa sua fare niente di tutto quello, ha cominciato a criticarmi perché non conoscevo le leggi della fisica. “ma se il gomito lo metti così vedi, a 90°, ti scivolerà sempre l’acqua e bagnerai tutto a terra. Invece dovresti abbassare il braccio mentre tieni tua figlia e fai tutto il resto così non farai il lago. Certo che a te la fisica è proprio materia sconosciuta”. Pentirsi di averlo chiamato è stato un attimo. iastimare lui e tutta la settima generazione pure.

Gli chiedi per pietà se ti accompagna al supermercato e lui miracolosamente acconsente? Appena entrati dice sbuffando: “preso tutto, finito, usciamo?” e tu ancora stai al banco frigo decidendo che latte prendere (se finire i punti rugiada o parmalat).

Torni dal mare strapiena di borse e lavatrici di fare? Lui prontamente si butta sul divano dicendo che è molto molto stanco e mentre ti vede passare con cesti di roba bagnata e poi asciutta e poi ti vede piegare, mettere a posto, conservare, spazzare, riordinare dice sempre la stessa inutile frase: “ ma perché non ti riposi un po’? che la casa già è perfetta così.” E poi alla fine di questa guerra, quando tu vuoi solo andartene nel letto lui dice la sua fatidica frase: “usciamo?”

Siete in aeroporto pronti per partire e lui  fa fare tutto a te (biglietti, check-in, deposito bagagli ecc.) e ora c’è anche da chiudere il passeggino ma lui è in giro con la figlia a giocare e quindi tocca a te che però hai in mano parecchie cose quindi per chiudere il passeggino devi per forza poggiare qualcosa per terra. E lui da lontano ti osserva e poi ti dice: “certo che a volte sei veramente imbranata!”

Ecco, se avete un uomo così accanto, avete la mia solidarietà. E se volete in prestito insulti per ogni occasione, io ne ho coniati anche di nuovi.

Buone vacanze a tutte!

1,230 Visite totali, nessuna visita odierna