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Metaponto 2019

La capitale mondiale della decadenza – de Il Duca d’Auge

La candidatura è stata fortemente voluta soprattutto dopo gli effetti devastanti del punteruolo rosso, dei ladri di cancelli e gli ultimi allagamenti.

Certo anche senza questi elementi il sogno di Metaponto 2019 si sarebbe potuto tentare, ma adesso si hanno davvero le carte in regola per una vittoria.

La nomina non è scontata vista la presenza in short list di luoghi come Mostar, Beirut e Tripoli, ma va detto che dalla nostra c’è il fatto che noi siamo autentici: Metaponto sta cadendo a pezzi senza aver subito alcun bombardamento.

Mica è facile generare una capitale della decadenza con la sola noncuranza. Di questo ci si dovrà ricordare al momento della nomina.

Ho visto due turisti giapponesi che fotografavano il Bar Ristorante Self Service Lido sul lungomare, reperto di decadenza ormai giustamente transennato per proteggerlo da potenziali ristrutturazioni. Alcuni mattoni caduti sono anche stati portati al British Museum ed apposti accanto alla stele di rosetta.

I venditori ambulanti si sono quasi dimezzati. Uno lamentava: “tanto non c’è nessuno – conviene andare altrove”. E che dire delle giostrine nella piazza centrale che hanno la capacità di ricordare l’infanzia, in quanto sono sempre le stesse (non in senso figurato) da 30 anni.

Per ogni casa abitata ce ne sono 3 disabitate con i cartelli “affittasi” e “vendesi”.

Non è facile, ma ci stiamo riuscendo!

La chiusura dell’Area Picnic è un bel segnale che si sta sostenendo con forza la candidatura! Che brutta cosa che era: un locale all’aperto e per giunta frequentato. Meglio adesso, un richiamo ai deserti dell’Arizona.

Ripeto il sogno Metaponto 2019 ha bisogno di queste cose.

Della desolazione della piazza di ‘Non tutto ma di tutto’, del centro del commercio alla fine del viale, con le sue caratteristiche piante nell’asfalto, le saracinesche abbassate e le opere murarie incompiute.

Un camioncino di prodotti di panetteria di Altamura si è fermato per vendere pane e biscotti all’ingresso di Metaponto. Un bel tavolino invitante ed una insegna sul furgoncino tutta colorata. Che obbrobrio! Per fortuna è stato scacciato dai mercanti locali.

Noi intendiamo difendere il sogno Metaponto 2019: costruire la decadenza è un processo lento e meticoloso. Non riuscirete a fermarci.

Per fortuna le voragini sull’asfalto si stanno riaprendo ed i cassonetti per la differenziata non vengono svuotati da inizio stagione.

Rimangono tuttavia due spunti di riflessione. In merito ai lidi ho notato un timido tentativo di ammodernamento delle strutture rispetto allo scorso anno. Ciò ci penalizza! Spero che si segua il buonsenso e si riprenda la pratica dell’abbandono per i prossimi 5 anni, in modo da farsi trovare in splendida forma per il 2019.

In merito ai frangiflutti: ok che potrebbero tutelare il litorale, ma con la devastazione della costa come faremo? Mi si faceva notare che la visione della chiatta per l’installazione dei frangiflutti contribuiva alla decadenza generale del posto, ma non si sapeva aspettare il 2019 per metterla in opera?

Va detto che non si può pretendere che la amministrazione ed il comitato sostenitore di Metaponto 2019 non compiano alcuni piccoli errori.

Forse con la peste ed una invasione di cavallette, la partita potrà dichiararsi definitivamente chiusa ed il sogno Metaponto 2019 Capitale Mondiale della Decadenza sarà realtà. Impegnamoci tutti. Con un piccolo gesto possiamo contribuire. Una carta gelato buttata per terra, un vetro rotto, una scorza di anguria su un muretto.

Rome wasn’t built in a day.

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