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Life is now

La vita è strana. Così, proprio quando l’anima era ormai in pace e i progetti ruotavano tutti intorno al perfetto numero 3, è successo qualcosa.

Ho pianto ascoltando una canzone di Tiziano Ferro. Sono svenuta alla festa della Bruna. Guardandomi nuda allo specchio ho avuto un brivido. Mi è improvvisamente passata la voglia d’estate, di mare, di vacanze e di svago e ho avuto voglia di fresco, di Tricarico, di Natale.

Non avevo nemmeno bisogno di fare il test, me ne ho fatti 4. Da sola, emozionata e incredula, ho guardato e riguardato i risultati.

E si, perché ci sono cose possibili e facili e cose impossibili e difficili, almeno a detta dei medici. La mia seconda gravidanza era una di queste.

Fisicamente sto male come mai in vita mia, ma nel cuore ho la felicità di chi si sente un po’ miracolato e un po’ giustamente premiato per tutte le paranoie dell’ultimo anno.

Qualunque sia il motivo per cui questo bambino mi ha scelto come la sua mamma, mi sento comunque onorata e straordinariamente felice di vivere questa esperienza insieme a lui, al mio fantastico marito e alla mia guida spirituale, la mia life coach e motivatrice personale, babyb.

Il percorso è lungo e il 2016 è lontano. Ma la vita è già adesso.

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Una lettera dal Polo Nord…

Carissimo Nicolas Leon,

finalmente è arrivata anche la tua letterina! L’hanno trovata i miei elfi sotto i rami del tuo albero di Natale, proprio dove tu e la tua mamma l’avete lasciata l’altra notte.

Sono molto indaffarato in questo periodo, ma cerco sempre di ritagliarmi qualche minuto per rispondere ai bimbi che mi scrivono. Spero di riuscire a soddisfare tutti i tuoi desideri, ma ricorda che il regalo più grande è la felicità e la fortuna di avere una famiglia e degli amici che ti vogliano bene e che ti stiano sempre accanto.

So che sei un bravo bambino, anche se a volte fai qualche capriccio e qualche monelleria…ma, caro Nicolas, alla tua età è normale! Ricordo che anche la tua mamma e il tuo papà da piccoli combinavano qualche marachella! Il tuo papà non voleva mai rimettere i giochi a posto, mentre la tua mamma voleva guardare sempre i cartoni anche quando i grandi seguivano il telegiornale…

Dai sempre ascolto ai tuoi genitori: se ti chiedono di non fare qualcosa è solo per proteggerti, certo, ora a te può sembrare difficile da capire, ma sono sicuro che, quando sarai più grande, lo capirai benissimo. Ricorda sempre che la mamma e il papà ti vogliono un mondo di bene…è vero… li vedi spesso impegnati a seguire il tuo fratellino ma Marcos è piccolino, porta ancora il pannolino e non sa fare tutte le cose che tu fai da solo oramai da molto tempo. Proteggi sempre Marcos Ernesto e non fargli dispetti…per lui sei un eroe! I miei elfi, osservandovi dalla finestra, mi hanno detto che Marcos adora stare con te e che ride tantissimo quando tu giochi con lui…man mano che passerà il tempo, farete sempre più cose insieme, vi divertirete tantissimo e sarete un punto di riferimento l’uno per l’altro.

Conserva sempre la tua spontaneità, la tua curiosità e la tua allegria e continua a sognare di osservare le stelle disteso su un prato! Insegui con tenacia i tuoi sogni: per far avverare un desiderio, non basta esprimerlo e non dirlo a nessuno…ma bisogna impegnarsi per far sì che si avveri! I miei elfi ti hanno ascoltato qualche giorno fa, mentre parlavi con il tuo papà: gli hai chiesto se il cielo finisce o è infinito e poi ti sei risposto dicendo che “il cielo finisce dove ognuno vuole”…caro Nicolas, il tuo cielo è e sarà di sicuro infinito!

Continua a essere appassionato nei tuoi giochi, con i tuoi libri e i tuoi colori e quando fai sport.

Ricorda, ogni anno, di mettere da parte dei giochi e dei vestitini da regalare ai bambini meno fortunati e ricorda di condividere i giochi con i tuoi amichetti e con i cuginetti…devi sapere che un gioco condiviso raddoppia il suo potere magico perché porta allegria e felicità a più bambini!

babbo_natale

Ti auguro di trascorrere un Natale felice, gioca tanto, assaggia tanti cibi nuovi ma, mi raccomando, non esagerare con i taralli e con la cioccolata!

E adesso, caro il mio piccolo Nicolas, voglio chiederti un regalo…sì, proprio io, Babbo Natale, chiedo un regalo a un bambino. Devi sapere che i bambini, quando diventano ragazzi e poi uomini dimenticano Babbo Natale…questo è il regalo che ti chiedo…di conservare, anche quando sarai un uomo, un posticino per me nel tuo cuore!

Adesso devo salutarti,

BUON NATALE, PICCOLO NICOLAS!!!!!!!!!

 

 

 

Babbo Natale

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It’s beginning to look a lot like Christmas

Sono lì che spingo a fatica il passeggino e penso al mio anno faticosissimo, ai mesi senza stipendio, alle suppliche per avere ciò che mi spetta (ancora), al licenziamento, al matrimonio, a tutti quei kg persi, alla ricerca spasmodica di un senso da dare all’autunno, penso a come si stanno mettendo le cose adesso, alle persone speciali che sempre esistono e che mi regalano stima, penso ai kg che sto riguadagnando alla velocità di un dolce ogni due giorni, penso ai miei studenti extra comunitari che vogliono imparare a dire minigonna e sognano di guadagnare tanti soldi per riscattarsi e cambiare vita e penso che dopotutto perdere quel lavoro a 35 anni suonati è stata la miglior cosa che potesse accadermi… sono lì che spingo questo benedetto passeggino dicevo, nel bel mezzo della tempesta mentale del secolo, quando all’improvviso lo vedo.  Cioè prima lo sento. E capisco tutto. Dalla metà di via delle Beccherie arriva la musica di Jingle Bells e intravedo già da lontano un capannello di bambini davanti ad una grande teca. E dento lui: il Babbo Natale di “Michelastoppa” che balla a ritmo di musica. E mi accorgo in un attimo che tra tutte queste elucubrazioni mentali mi sono persa. Domani è dicembre, tra 25 giorni è Natale, tra 1 mese è finito un altro anno e io che ho fatto a settembre? E a ottobre? E a novembre? Non lo so e non me ne importa più niente perché ormai sento già addosso quella strana sensazione di felicità..

Non so spiegare cosa mi accade quando entro nel Christmas mood senza averlo preventivato, però è qualcosa che ha il sapore di una cioccolata calda davanti ad un camino con le amiche del cuore quando fuori si chiatra, ha l’odore della cannella, fa il rumore della legna che scoppietta nel fuoco e ha il calore della mia coperta arancione da divano.

A dicembre io cambio. E il mio finto cinismo muore nelle migliaia di film natalizi che mi sparo senza contegno ad ogni ora del giorno.  A dicembre io cambio: e  l’amore che ho dentro viene fuori sotto strane forme gigidalessiane, neomelodiche, inspiegabilmente melense. Odio il freddo ma amo guardare le storie d’amore e d’amicizia sotto la neve di new work o di qualche altro posto freddissimo del mondo.  Chi mi conosce lo sa. Non resisto all’ultima notte di Carrie Bradshaw a New York con Big e le sue amiche, né a Mark che va a bussare a casa di Juliet la vigilia di Natale con i suoi cartelloni di frasi d’amore per dirle che lei è perfetta. Non resisto a Bridget Jones che corre in mutande per Londra per rincorrere il suo bel Mark non resisto nemmeno alla mamma in volo per Parigi che all’improvviso urla: “KEVIIIIIN!”

Ogni anno lo dico, ma questo sarò un Natale speciale. Resterò a casa con le persone importanti, guarderemo quei film rigorosamente in inglese e faremo sempre le stesse battute secolari, mangeremo fino a sfondarci gli stomaci e giureremo di non farlo mai più, prenderemo dei maalox, berremo tutto il bevibile, ci scambieremo dei regali al buio super trash con la regola di non superare i 5€ di spesa e io certamente pescherò il più inutile e brutto, ci accasceremo satolli su qualche divano e dormiremo poco. Però saremo felici. felici di esserci semplicemente e di vedere i nostri figli giocare sotto l’albero. E scusate se è poco.

A voi tutti auguro un felicissimo mese di dicembre mangiando pettole e cartellate e baccalà e pasta al forno come se non ci fosse un domani, vi auguro un vicino di sedia che non abbia il cucù proprio quando voi avete l’asso e volete cambiare, vi auguro di non prendervi un virus gastrointestinale la vigilia di Natale (come invece è successo a me l’anno scorso), di realizzare un vostro desiderio nascosto e di realizzarne uno dei vostri figli  dandogli la certezza che Babbo Natale esiste davvero.

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