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Allattamento? E se fosse un accanimento?

di Tiziana Paradiso

Foto di okylel

E’ il 4 luglio 2013, dopo 23 ore di travaglio, alle 00:40, nasce Giulio, il nostro tesoro!
È stato un parto difficile, stimolato con ossitocina e, sia io che il piccolo, abbiamo sofferto.
Per fortuna stiamo bene entrambi e dopo i controlli di rito ci ritroviamo faccia a faccia nella stanza dell’ospedale che ricorderò per tutta la vita, con quel colore lilla che la caratterizza…

Non l’ho ancora preso in braccio e già ricevo le prime direttive in qualità di “mamma mucca”: ”Signora lo attacchi subito!” “Ma come subito, sono distrutta! Si ma se lo attacco ora, sai quanto latte poi…!” Penso tra me e me.

Per tutta la notte, ogni mezz’ora, ora al massimo, mia madre mi sveglia ed io lo attacco a un lato e all’altro, l’unico momento in cui proprio non riesco a farlo è l’ora delle visite dei parenti.

Con questo ritmo sono passati i due giorni in ospedale. Arrivo a casa e… BOOOOM!!! Montata lattea!!! Peccato che a poco serva, Giulio non ciuccia a dovere, al seno trova la pace sua e si addormenta, ed io non riesco a svegliarlo in alcun modo. Infatti dopo 10 giorni non ha recuperato il calo fisiologico.

Di qui parte il valzer delle mille campane, titolate e non. Per me un solo dilemma: aggiunta si o no? Ma perchè devo far soffrire il piccolo? Piange tutta la notte e si calma solo al seno. Io non riesco a dormire di notte e sto come una disperata! Allora gli do l’aggiunta, l’ha detto pure la pediatra, eppure mi sento in colpa, ma mi massacro regolarmente con il tiralatte per non far andare via il mio latte, oltre a continuare ad attaccare Giulio che continua puntualmente ad addormentarsi alla tetta.

Solo al terzo mese Giulio si attacca bene e rinuncia completamente al biberon. È stata dura ma ce l’ho fatta, contro tutte quelle gufette, che mi dicevano che con l’aggiunta lui non si sarebbe attaccato, ho vinto io, determinata come sempre. Ma questa volta la mia determinazione, la mia imposizione di allattare a tutti i costi, causata dai lavaggi di cervello che ci fanno, non credo abbiano fatto bene a Giulio. Si perchè io non ho mai capito quanto latte lui beva da me, sono convinta di quello che ho imparato:” il vostro latte è sempre sufficiente”.

Ma allora perchè Giulio al quinto mese riprende a piangere la notte? Saranno coliche? Allora milicon… non si risolve. E poi perchè non fa più la cacca? Lui la faceva 4/5 volte al giorno, ora ogni tre giorni sotto tortura cottonfioc! Mia madre dice che potrebbe essere fame, ma io non ci credo e del resto non riesco a dargli il biberon, da me vuole solo il seno.

Arriva il 15 febbraio 2014 ed io sono arrivata ad odiare l’allattamento e tutte le sue promoter, la notte lui piange se non è sotto l’ascella, alla portata di tetta self service. Devo prendere la decisione dello stettamento o mi esaurisco definitivamente! “Che ve lo dico a fare!!”
Magicamente mia madre riesce a dargli il biberon e Giulio riprende a dormire di notte, se pur con due poppate fisse, a fare la cacca ed io a VIVERE!!!

Durante il corso pre-parto la notte sognavo di allattare il pupo, ora mi sento adirata, perchè quando ci hanno raccontano la maternità, non ci hanno mai detto che poteva essere tanto difficile, non ti dicono mai quanti sacrifici farai e non è nemmeno pensabile che possa accadere che il tuo latte sia poco, o poco ciucciato. Non ti dicono mai che l’allattamento potrebbe sfinirti psico-fisicamente e che alla fine ti ritroverai un seno invecchiato.
Non mi ritengo una mamma cattiva, io ho tenuto duro e ho fatto tanti sacrifici per allattarlo, ma, nel mio caso non bastava, Giulio ormai non aveva abbastanza liquidi, tra l’altro non ha mai accettato l’acqua, la cacca era un’impresa, durissima, persino una ragade! Un prossimo figlio, lo allatterei si, ma non mi accanirò se si ripresenteranno le stesse condizioni.

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L’asciugatrice: alleata ormai indispensabile nelle faccende di casa

Ormai in tutte le case “moderne” non può mancare. Ok, lavatrice, lavastoviglie… ce l’hanno tutti. La tendenza di questi ultimi anni è di riservare un posticino della nostra casetta anche ad un altro nuovo “aiutante”, indispensabile per molti (come me): l’asciugatrice.

Qui al Sud è arrivata da pochi anni. Grazie al nostro amato sole, che scalda e asciuga piuttosto rapidamente il nostro bucato anche nei mesi invernali, fino a pochi anni fa non era utilizzatissima. Ma ora che tutte noi casalinghe disperate l’abbiamo scoperta non ne possiamo più fare a meno.

All’estero il discorso è diverso, soprattutto a Nord dell’Italia l’asciugatrice è presente in tutte le case al pari della lavatrice. Loro non possono davvero permettersi di asciugare i panni all’aperto. Anzi, nell’Europa scandinava non esistono neanche i balconi, per non far raffreddare troppo gli appartamenti con quelle temperature gelide.

Io l’ho scoperta durante il mio soggiorno in Belgio e, complice il fatto che a casa mia non ho un balcone dove stendere, è finita, quasi quattro anni fa, dritta dritta nella mia lista nozze. L’ho posizionata sopra la lavatrice, visto che non ho molto spazio. Ovviamente entrambe hanno la carica frontale. Personalmente ho un’asciugatrice di marca Bosch con capienza di 8 kg di classe B. Io mi ci trovo molto bene visto che si autoregola il tempo di asciugatura in base al peso e ha un programma specifico per la lana.

Vogliamo analizzare vantaggi e svantaggi nell’uso di questo elettrodomestico?

Vantaggi:
1) E’ comodissima visto che prendi la roba così come sta nella lavatrice e la metti direttamente nell’asciugatrice. Sconsiglio di mettere la lana o capi delicati con i programmi “normali”. Personalmente mi è capitato di rovinare dei capi di lana, quindi non ci provate neanche. Non vanno messe anche le bavette plastificate visto che a quella temperatura la plastica si deforma e quindi la bavetta si rovina.
2) I capi escono morbidissimi. Soprattutto gli asciugamani. Sono una goduria. Ma anche slip, magliette di cotone. Tutte morbide e profumate.
3) Le asciugatrici classe A+ consumano davvero poco. Anche se costano tanto. A questo punto occorre fare un’analisi dell’uso per capire se conviene risparmiare qualche centinaia di euro prendendo una classe B. Personalmente utilizzo l’asciugatrice quasi a ritmo continuo di sabato e di domenica e ho una tariffa di energia elettrica che mi permette di pagare pochissimo nelle fasce serali e nel fine settimana e tantissimo di giorno e pomeriggio nei giorni feriali. Poi comprare un elettrodomestico di classe A per risparmiare e avere in casa solo faretti alogeni e non lampade a risparmio energetico o LED è un controsenso. Io con la classe B di asciugatrice e con gli altri elettrodomestici di classe A ho una bolletta abbastanza bassa perché in casa ho solo lampadine a risparmio energetico o LED e perché utilizzo gli elettrodomestici quando pago di meno l’energia elettrica.

Svantaggi:
1) I capi posso uscire un po’ stropicciati. Per questo consiglio di utilizzare il programma “stiratura con ferro” e di stirare (o piegare) i capi subito dopo che escono dall’asciugatrice. Il risultato sarà migliore anche in termini di tempo. In alternativa occorrerà bagnare i capi e stirarli inumiditi;
2) L’asciugatrice riscalda molto l’ambiente. E’ meglio non utilizzarla in estate. In inverno può essere un vantaggio visto che durante il suo operato è possibile non accendere il riscaldamento in quella stanza;
3) Se prendi una classe B, attenta ad utilizzare altri elettrodomestici contemporaneamente perché se no scatta l’interruttore.

Ok, non mi viene in mente più niente.

Se hai anche tu questo elettrodomestico e vuoi dire la tua, scrivila nei commenti. Così rendiamo questo post pieno di esperienze e partecipazione. Magari saremo di grande aiuto a qualcuna che vuole scegliere se prendere o no l’asciugatrice.

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