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A tutti i bambini del mondo…

 

di Valeria Cosola

 

A tutti i bambini del mondo,

con l’augurio che divengano, un domani, costruttori di sentieri silenziosi.

Ricordo ancora il mio stupore e il mio imbarazzo e le risatine silenziose e taglienti di alcuni compagni. Eppure, cosa mai avevo detto di strano? Avevo solo raccontato che quella sera avremmo lasciato sul tavolo la letterina per Babbo Natale e che gli elfi l’avrebbero presa in cambio di qualche biscotto..

“Sì, l’elfo mamma…” bisbigliava qualcuno, “Con l’elfo papà e magari con l’elfo nonno…” sghignazzava un altro. Anche la maestra sembrava divertita ma appena si accorse del mio  sguardo buio, batté le mani e gli occhi di venti bambini ritornarono sul libro di lettura. Il mio sguardo restò buio tutto il giorno fino a sera…Quindi non era vero? Non sarebbe venuto nessun elfo a prendere la letterina scritta a fatica da me e da mio fratello? Non ci sarebbe stato, né mai c’era stato, nessun Babbo Natale a portarci i regali? Mi sentivo triste e anche tremendamente solo.

Ciondolai tutto il pomeriggio per la casa, chiedendomi il perché di quelle menzogne…davvero mia madre e mio padre avrebbero preso la nostra  letterina e ci avrebbero comprato i doni? Ero deciso: avrei indagato, non li avrei persi d’occhio, li avrei smascherati e avrei raccontato tutto al mio fratellino, facendogli capire quanto fossero bugiardi mamma e papà! La mamma il giorno seguente non sarebbe andata a lavoro e prima di accompagnarci a letto ci invitò a preparare lo spuntino che avremmo dovuto lasciare agli elfi, accanto alla letterina per Babbo Natale. Non risposi al suo invito, seguivo i suoi preparativi con aria annoiata, mentre mio fratello stava già riempiendo un vassoio di biscotti e mandarini e osservava una superba arancia, lucida e soda, indeciso se sbucciarla o donarla agli elfi.

“Allora caro, cosa vorresti lasciare agli elfi?”. “Boh? Fai tu!”  risposi fingendomi assolutamente disinteressato a quella commedia. “Lasciamo dei taralli o i biscottini al cioccolato?” continuava a incalzarmi mia madre. “Taralli”, risposi cupo. “E che ne dici, mettiamo anche questo cioccolatino?” “Quel cioccolatino è schifoso, è amaro: piace a te e non agli elfi! Anzi, visto che ci sei, mettici anche i biscotti alle mandorle che non mi piacciono per niente!” e detto ciò, me ne andai a letto, sentendomi addosso lo sguardo sbalordito e interrogativo di mio fratello. Le coperte e le lenzuola che fino alla notte precedente sentivo morbide e profumate mi sembravano fredde e ruvide…non dovevo addormentarmi, dovevo venire a capo di quel mistero. Ripetevo nella mia mente queste parole mentre il sonno mi appesantiva sempre di più gli occhi…sempre di più…

Cookies and milk for Santa.

Mi risvegliai in piena notte, la casa era silenziosa e addormentata. Scorsi nel buio mio fratello che dormiva con il braccino che penzolava fuori dal letto e quel respiro regolare e ritmato che solo un sonno profondo e sereno regala. Anche i miei genitori dormivano, mia madre aveva ancora un libro e i suoi occhiali posati sul petto;  di mio padre si avvertiva il ronfare. Tutto era silenzioso, si sentiva solo il rumore sottile dei miei piedini nudi sul pavimento gelato.

Entrai nella sala e il mio naso fu subito colpito da un odore pungente di agrumi; mi avvicinai all’albero: della letterina non v’era traccia. Il tavolino era visibilmente disordinato, pieno di bucce di mandarino, c’era un’arancia lasciata a metà, i bicchierini dove mia madre e mio fratello avevano versato il latte per gli elfi erano mezzi vuoti, uno era addirittura rotolato sul tappeto che era pieno di briciole di biscotti…un sentiero di briciole profumate si dipanava dal tavolino fino al davanzale della finestra che era leggermente aperta. Tirai un sospiro di sollievo, certo e sicuro che gli elfi avevano visitato la mia casa e che ora erano in volo verso il Polo Nord.

“Le briciole! Le briciole!” gridavo in cuor mio; mia madre odiava le briciole sul pavimento, quindi non poteva essere stata lei a mangiare i biscotti e a riempire il pavimento di briciole! A mia madre piaceva l’ordine e non sarebbe mai andata a dormire lasciando la sala in quelle condizioni! Non c’era dubbio, erano stati gli elfi! Riappacificato con il mondo, mi addormentai, pensando o sognando le grosse mani di Babbo Natale che aprivano la mia letterina.

Anni dopo, ho imparato anche io a costruire, per i miei bambini, silenziosi sentieri di briciole che, con zigzagare incerto, partivano dall’albero di Natale fino al davanzale della finestra. Adesso, costruisco silenziosi sentieri di briciole per i miei nipotini, ma raccomando loro di lasciare agli elfi anche un cioccolatino al rum o un bicchierino di amaro che possa aiutarli a sopportare il rigore del gelo notturno. Anche ora che le mie mani non sono più quelle di un bambino ma sono grandi, grosse e rugose come quelle di Babbo Natale, continuo ogni anno a costruire i miei silenziosi sentieri di briciole, ma non solo a Natale.

In primavera i miei sentieri di briciole guidano silenziosi le formiche verso un grosso bottino, in estate costruisco sentieri di briciole instabili, sulle acque del laghetto, per sfamare i pesciolini; i sentieri di briciole dell’autunno sono dedicati invece ai passerotti intimoriti dal primo freddo. Da quel lontano dicembre ho imparato a lasciare vivi i sogni e nelle mie briciole, in milioni di piccole briciole, ho trovato la felicità e ho imparato a donarla.

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Una lettera dal Polo Nord…

Carissimo Nicolas Leon,

finalmente è arrivata anche la tua letterina! L’hanno trovata i miei elfi sotto i rami del tuo albero di Natale, proprio dove tu e la tua mamma l’avete lasciata l’altra notte.

Sono molto indaffarato in questo periodo, ma cerco sempre di ritagliarmi qualche minuto per rispondere ai bimbi che mi scrivono. Spero di riuscire a soddisfare tutti i tuoi desideri, ma ricorda che il regalo più grande è la felicità e la fortuna di avere una famiglia e degli amici che ti vogliano bene e che ti stiano sempre accanto.

So che sei un bravo bambino, anche se a volte fai qualche capriccio e qualche monelleria…ma, caro Nicolas, alla tua età è normale! Ricordo che anche la tua mamma e il tuo papà da piccoli combinavano qualche marachella! Il tuo papà non voleva mai rimettere i giochi a posto, mentre la tua mamma voleva guardare sempre i cartoni anche quando i grandi seguivano il telegiornale…

Dai sempre ascolto ai tuoi genitori: se ti chiedono di non fare qualcosa è solo per proteggerti, certo, ora a te può sembrare difficile da capire, ma sono sicuro che, quando sarai più grande, lo capirai benissimo. Ricorda sempre che la mamma e il papà ti vogliono un mondo di bene…è vero… li vedi spesso impegnati a seguire il tuo fratellino ma Marcos è piccolino, porta ancora il pannolino e non sa fare tutte le cose che tu fai da solo oramai da molto tempo. Proteggi sempre Marcos Ernesto e non fargli dispetti…per lui sei un eroe! I miei elfi, osservandovi dalla finestra, mi hanno detto che Marcos adora stare con te e che ride tantissimo quando tu giochi con lui…man mano che passerà il tempo, farete sempre più cose insieme, vi divertirete tantissimo e sarete un punto di riferimento l’uno per l’altro.

Conserva sempre la tua spontaneità, la tua curiosità e la tua allegria e continua a sognare di osservare le stelle disteso su un prato! Insegui con tenacia i tuoi sogni: per far avverare un desiderio, non basta esprimerlo e non dirlo a nessuno…ma bisogna impegnarsi per far sì che si avveri! I miei elfi ti hanno ascoltato qualche giorno fa, mentre parlavi con il tuo papà: gli hai chiesto se il cielo finisce o è infinito e poi ti sei risposto dicendo che “il cielo finisce dove ognuno vuole”…caro Nicolas, il tuo cielo è e sarà di sicuro infinito!

Continua a essere appassionato nei tuoi giochi, con i tuoi libri e i tuoi colori e quando fai sport.

Ricorda, ogni anno, di mettere da parte dei giochi e dei vestitini da regalare ai bambini meno fortunati e ricorda di condividere i giochi con i tuoi amichetti e con i cuginetti…devi sapere che un gioco condiviso raddoppia il suo potere magico perché porta allegria e felicità a più bambini!

babbo_natale

Ti auguro di trascorrere un Natale felice, gioca tanto, assaggia tanti cibi nuovi ma, mi raccomando, non esagerare con i taralli e con la cioccolata!

E adesso, caro il mio piccolo Nicolas, voglio chiederti un regalo…sì, proprio io, Babbo Natale, chiedo un regalo a un bambino. Devi sapere che i bambini, quando diventano ragazzi e poi uomini dimenticano Babbo Natale…questo è il regalo che ti chiedo…di conservare, anche quando sarai un uomo, un posticino per me nel tuo cuore!

Adesso devo salutarti,

BUON NATALE, PICCOLO NICOLAS!!!!!!!!!

 

 

 

Babbo Natale

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