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Il numero centrotavola per il compleanno del tuo bambino

In un prossimo post ho intenzione di farvi un intero reportage del 5° compleanno festeggiato da mia figlia (accattatvill!). In questo post vi racconto come ho realizzato il numero 5 decorato e adatto come centro tavola o a completamento degli addobbi.

COSA OCCORRE
– Un cartone
– Una matita
– Un righello
– Fogli di carta velina
– Forbici
– Un nastrino
– Colla

COSA FARE
Per prima cosa occorre ritagliare il cartone, avendo tracciato prima con una matita il numero con l’aiuto del righello.

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Ricavate dei fogli di carta velina della dimensione di un foglio A4 e ripiegateli a strisce alte un paio di centimentri dal lato corto del foglio (c.d. “a ventaglio), così:

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quindi legate al centro il ventaglio così ricavato con un nastrino e aprite le strisce modellandole delicatamente per poi fissare i fiocchi di carta sul cartone con un punto di colla vinilica

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Procedete alternando a piacere i colori scelti della carta velina fino a riempire tutto il cartone

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Il numero così decorato può essere appoggiato ai piedi del tavolo, vicino un muro, oppure è possibile realizzare un’asta di cartone per sorreggerlo dietro

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HAPPY BIRTHDAY- Riflessioni sul primo anno di maternità.

La settimana scorsa abbiamo festeggiato il primo compleanno di Marco: è stata una tappa importantissima che ha scandito non solo la crescita di mio figlio, ma anche la mia nel ruolo di madre. In quella giornata così speciale, ho pensato tante volte “ce l’ho fatta!!!” e ho ripensato ai momenti più difficili, ormai alle spalle! Non si ha la minima idea di quanto sia difficile essere madre finché non lo si diventa. I consigli delle altre mamme, le parole, i racconti sono inutili: l’unica cosa che conta è vivere quella meravigliosa esperienza in prima persona. Viverla e respirarla. E per quanto possa sembrare banale la teoria secondo la quale “non c’è mestiere più difficile al mondo”, beh…non esiste nulla di più vero! Da quando sono mamma, mi sono resa conto che tutto ciò che un tempo mi sembrava complicato, adesso è una passeggiata…e, ora più che mai, il rispetto che ho per la mia è smisurato! Ho avuto bisogno di diventare madre anch’io per capire i sacrifici che lei ha fatto per me. Li ha fatti da sempre e continua a farne, anche ora che c’è Marco e che la mia vita è diventata una specie di emozionante giro quotidiano sulle montagne russe.

Ricordo il giorno in cui Marco è nato: una minuscola creatura indifesa, completamente disarmata e dipendente da me in tutto e per tutto. E poi lo guardo adesso: quanto è cresciuto! Diventa ogni giorno più indipendente e ribelle! Le prime settimane della mia vita da mamma sono state intense ed euforiche. Io e mio marito eravamo quasi increduli: la magia di essere diventati genitori, la voglia di conoscere meglio quel dono meraviglioso che ci era arrivato, le difficoltà e le notti in bianco quando abbiamo capito che Marco preferiva dormire di giorno piuttosto che di notte! Non mi sorprende che in alcuni paesi del mondo la privazione del sonno sia stata una vera e propria forma di tortura: non riuscire a dormire e dover comunque trovare la lucidità per accudire nostro figlio ha reso tutto difficilissimo ma, per quanto fossero profonde le mie occhiaie, dovevo necessariamente andare avanti. Non c’erano altre soluzioni!

Capisco quelle donne, molte delle quali mie amiche, che, non avendo accanto l’aiuto fisico della famiglia, decidono di fermarsi ad un solo figlio. Già così è fin troppo dura da affrontare. E mentre parlo di questa mia grande fortuna, io e mio marito riflettiamo sull’idea di allargare la famiglia. Dare un fratellino o una sorellina al nostro Marco vorrebbe dire dargli un compagno di giochi, qualcuno con cui ridere, piangere e affrontare la vita. Un compagno di viaggio, insomma!

Non ce l’avrei mai fatta in questi 12 mesi senza la vicinanza della mia famiglia: con gli orari di lavoro massacranti di mio marito, avere i miei genitori a 2 Km da me mi ha salvata. Sarò sempre grata a loro…e voglio cominciare così, con questo post: GRAZIE per tutto ciò che avete fatto per noi, quotidianamente, con pazienza ed affetto infiniti. GRAZIE per esserci stati accanto nel cambiamento più grande che un essere umano possa affrontare. GRAZIE per quello che ancora farete per me, per noi e per questa nuova famiglia che, speriamo, possa presto allargarsi con un altro terremoto!!!

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…. E LA TORTA A MEEEEE

compleanno

Credo che marzo sia il mio mese preferito dell’anno.

Non solo perché finisce l’inverno che io, francamente, detesto. Ma anche perché arriva il mio compleanno.  Da piccola era davvero bello poter dire di essere nata il giorno della festa del papà e invitare gli amici a festeggiare intorno al “mio” falò di san Giuseppe.

I bambini del quartiere compreso mio fratello più grande, ci tenevano al falò. Lo preparavano per settimane, difendevano “le legne” dai furti dei bambini di altri quartieri, stavano attenti a coprire il tutto in caso di pioggia, andavano in giro per la città in cerca di nuovo materiale legnoso e di cartone per ingrandire lo scheletro del fuoco che cresceva giorno dopo giorno per arrivare maestoso al 19 marzo.

L’altra mattina davanti al nido di mia figlia ho visto un fantastico futuro falò e qualcosa come 5 bambini discutere delle strategie per difendere le famose “legne” dagli attacchi degli altri e metodologie per fare in modo che il loro falò risultasse alla fine dei conti, il più “gigante di Matè”. Mi sono emozionata perché non vedevo più da molto tempo dei bambini giocare per strada come facevamo noi circa 30 anni fa e credevo stupidamente che i bambini non fossero più gli stessi. Invece per fortuna mi sbagliavo.

Prima o poi tornerò a festeggiare il mio compleanno intorno a qualche falò di san Giuseppe scroccato a qualche bambino di quartiere, a Villa Longo o a Serra Venerdì. Porterò focaccia, aranciata e torta e ci porterò mia figlia sperando che anche lei si innamori di una tradizione che porto nel cuore, per ovvi motivi personali.

Alle soglie dei 30 e stra-passa anni, l’entusiasmo di festeggiare il compleanno non c’è proprio più. Però da questo 2014, nonostante il pessimo inizio, mi aspetto tantissimo e anche solo per questo voglio celebrare il 19 marzo: per esserci!

mercoledì davanti alla mia pseudo-torta tirerò un respiro profondo, chiuderò gli occhi, esprimerò un desiderio (uno dei tanti non ancora realizzati) e aprendo gli occhi vedrò che alla fine non c’è poi molto altro da desiderare. Ho una figlia speciale, un compagno solido, una famiglia bella, dei nipoti fantastici..

Va già tutto bene così..

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Il centro tavola a forma di numero

Ideale per dare un tocco di originalità e personalizzare le feste di compleanno di grandi e di piccini, è il centrotavola “home made” a forma di numero, quello della somma delle candeline da spegnere! Come si fa? Ve lo mostro io!

L’occorrente
– Forbici
– 1 scatola di cartone
– Colla vinilica
– Carta crespa colorata
– Nastro carta
– Metro

La realizzazione
1) Si parte da una scatola di cartone, da cui, tanto per iniziare, si ricava un foglio su cui disegnare il numero da realizzare. Le dimensioni del numero sono all’incirca 30 x 50 cm.

foto 1Quindi lo si ritaglia.

Questa operazione va ripetuta una seconda volta, ottenendo così due cartoncini identici della forma del numero prescelto.

2) Con l’aiuto di un metro misuriamo il perimetro del nostro numero. Questa operazione è subordinata a quella di ricavare delle strisce di cartoncino larghe circa 10 cm e lunghe tanto quanto il perimetro appena calcolato. Se i fogli di cartone a nostra disposizione non sono sufficientemente grandi (anzi è molto facile che non lo siano), ricaveremo tante strisce quante ne serviranno per raggiungere la lunghezza del perimetro del numero. Tali strisce andranno arrotolate al fine di ammorbidire il cartone.

foto 23) A questo punto dobbiamo fissare le strisce ai due numeri con il nastro carta. Questa operazione darà spessore al nostro numero. Così….

foto 4foto 3Per rendere più saldo il numero ripetiamo l’operazione sia internamente che esternamente. Otterremo così una struttura grezza che decoreremo con la carta crespa colorata.

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4) con le forbici ricaviamo tante strisce di carta crespa alte circa 10 cm, realizziamo dei tagli e quindi delle frange per ogni lato, superiore ed inferiore, delle strisce e le pieghiamo in due, non esattamente a metà, ma in maniera tale da creare una sovrapposizione delle frange.

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con un po’ di colla vinilica, uniamo la striscia al centro sovrapponendo le frange.

foto 3 (1)5) In ultimo, le frange così realizzate vanno fissate con altra colla alla struttura del numero, alternando i colori.

foto 5 (1)Ed ecco il mio numero che troneggia al centro del buffet per il secondo compleanno di mio figlio.

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L’idea in più…
Il numero così realizzato potrebbe fungere da pignatta per far divertire i più piccoli durante le feste. Sarà sufficiente apportare qualche piccola modifica, ovvero occorrerà lasciare aperto il fondo della struttura del numero, riempirlo di leccornie e chiuderla con della carta crespa fissata con nastro carta. La pignatta, fissata in alto, dovrà essere così bucata con una qualche mazza dal bimbo bendato.

 

 

 

 

 

 

 

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Festa a tema: Peppa Pig!

Quando è nato questo blog e quando con esso è stata creata, tra le altre, la categoria per cui scrivo “Feste, Giochi e creatività”, il primo post che ho subito pensato di scrivere è stato questo.

Allora era fine estate ma in quel periodo io ero già proiettata verso il secondo compleanno di mio figlio per il quale avevo deciso il tema e cercato in rete spunti vari per organizzare la festa.

Tendenzialmente le feste che organizzo io sono tutte “home made”, detto in parole povere, faccio tutto io! Quindi, organizzare una festa, per me significa pensare agli addobbi, agli intrattenimenti, al cibo e alla torta e dalla rete ho trovato tanti spunti che ho rivisitato o integralmente ricopiato per un risultato che a mio personalissimo parere è stato molto soddisfacente.

Dunque dicevo che quando è nato il blog ho subito pensato che un tipo di articolo interessante per la fruizione di tutti potesse essere quello di descrivere una festa di compleanno tipo a cui ci si possa ispirare per le proprie occasioni, quando non si hanno idee o semplicemente per il piacere di confrontarsi e apprendere magari cose nuove.

Come avrete lontanamente intuito dal titolo del post, il tema della festa di compleanno di mio figlio è stato il cartone- tormentone degli ultimi anni: Peppa pig e family e dunque veniamo alla descrizione della festa.

Gli addobbi.

1)      Le sagome: Con il cartoncino colorato mi sono dilettata a sagomare l’intera famiglia Pig che ho poi attaccato su una parte bassa nel mio caso, altezza bambino. I disegni sono stati realizzati a mano libera con l’osservazione delle figure originali e questo è il risultato.

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Devo a questo proposito raccontarvi un retroscena: i miei pupazzetti di cui andavo molto fiera, sono durati molto poco in realtà, perché all’arrivo di una mia tanto adorata figlioccia duenne, sono stati “simpaticamente” staccati e strappati. Ma non mi è dispiaciuto affatto perché tutto fa parte del divertimento dei bambini a cui la festa è dedicata (seeeee, b’scì !– trad. a chi la voglio raccontare?).

2)     Il festone con le bandierine: FOTO FESTONE sempre con il cartoncino colorato ho ritagliato tanti (ma tanti!) triangoli delle dimensioni di 10cmx20cm. A parte ho cercato in rete immagini in b/n dei vari personaggi del cartone per copiarli ed incollarli di uguali dimensioni, su un foglio word. Una volta stampato ho ritagliato i personaggi incorniciandoli in un ovale e li ho colorati singolarmente con colori a pastello, non è stata un’operazione lunghissima perché i disegni erano di piccole dimensioni i colori da utilizzare sono pochi e ho adottato una tecnica degna di una catena di montaggio, insomma sono stata veloce.

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3)      Le coccarde: con la carta crespa colorata ho ricavato le ghirlande che vedete in foto, sono di dimensioni varie e le ho attaccate alle spalle del tavolo del buffet.

4)      Il centro tavola a forma di numero: ma di questo parlerò in un post “appost” 😀

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Gli intrattenimenti.

1)      Attacca la coda: Ho creato la sagoma di George con del cartoncino colorato e “a mano libera”, l’ho trasferito su una scatola di cartone che la reggesse in piedi, ho realizzato una finestra in corrispondenza della bocca perché questo elemento mi è servito per due giochi. Il primo è stato quello di far attaccare gli occhi, la guancia e la coda di George al posto giusto dal bambino bendato (per fare questo ho realizzato a parte le componenti da attaccare).

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L’altro è stato:

2)      Cerca e fai mangiare i pomodori a George: ho bendato un bambino e ho nascosto 3 palline in giro affinchè potesse ritrovarle e metterle nella bocca di George.

3)      Balla-siedi-Stop! Un po’ di musica in una festa non può mancare e se ci inserisci un gioco è ancora più divertente. Questo può realizzarlo chiunque perché non ci vuole granchè (solo la musica!): mi sono dotata di 3 oggetti, nel mio caso di 3 pupazzi diversi, un orso, una pecora e un cane, e ad ognuno ho associato un comando. Quindi quando sollevavo il braccio con l’orso, quello era il via per ballare, la pecora dava il comando per sdraiarsi per terra, il cane per rimanere immobili. Alternando i comandi il divertimento è assicurato.

4)      I premi: uno spunto semplicissimo ma di sicuro effetto è utilizzare degli stickers colorati (io ho usato degli smiles), che ho “appiccicato” sulle mani o sul volto dei bimbi per premiarli ad ogni gioco.

5)      Peppa Pig! Ho ingaggiato una mascotte che ha distribuito (dietro mia realizzazione) sacchettini in ricordo della festa, con le monetine di  cioccolato, impresa non facile per lei che è stata letteralmente presa d’assalto dai piccoli fans!

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Il buffet.

Purtroppo non ho preparato (quasi) nessuna leccornia prettamente a tema “peppa pig”, in rete gli spunti a tal proposito sono tanti, ma io mi sono limitata a fare torte salate, muffins salati e non, focacce, piadine, panini e via discorrendo con le classiche forme e ricette, mentre la torta aveva la forma di George Pig con il suo fidato “dinosauuuuroooo”.

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C’era una bevanda che volevo preparare ma poi mi è sembrato superfluo e la festa mi è sfuggita di mano per la confusione: avrei preparato in 7  minuti al momento, con il bimby, della cioccolata calda e servita come “Fango da bere” ricordando le note pozzanghere tanto amate dai fan del cartone. Bella idea no? 

 

Il resoconto finisce qui (e vorrei vedere! :-P), spero vi sia piaciuto, almeno un decimo di quanto è piaciuto a me organizzare questa semplice po’ po’ di festa. Ho intenzione di continuare a realizzare post simili e il massimo per me sarebbe raccogliere anche le vostre testimonianze.

Allora fatevi avanti, con commenti a questo mio racconto, con i vostri resoconti di compleanno, mandatemi una mail e io li pubblicherò per voi.

 

Buone feste a tutti!!!!

 

 

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La pentolaccia….che non fa male!

Una mia amica ha visto, a casa di una sua amica, il gioco della pentolaccia realizzato durante un compleanno. Ai bambini piace, ma c’è sempre il rischio che qualcuno si faccia male, con la pentolaccia classica intendo. E sì, perché quella vista dalla mia amica, non è propriamente quella classica, ma una nuova versione della pentolaccia, una versione che sta prendendo piede sempre di più e che “non fa male” a nessuno (se non ai denti ! :-D)

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Dunque, occorre una scatola di cartone, forbici, colla vinilica, carta crespa, nastro colorato, nastro carta, nastro adesivo trasparente, dolciumi e coriandoli e tutta la vostra fantasia.

 

Per prima cosa, chiudete la scatola di cartone con il nastro carta o il nastro adesivo e praticatevi una finestra sul fondo, orientativamente delle dimensioni di un quarto della stessa, in altre parole occorre tagliare 3 lati di un quadrato, il quarto fungerà da “anta”. Sul lato opposto, quindi quello superiore della scatola, praticate 4 fori ai 4 angoli, serviranno per far passare il nastro che la terrà appesa, e un foro pure sull’anta della finestra, servirà per aprire la pentolaccia!

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Rivestite la scatola secondo la vostra fantasia. Ho trovato di facilissima realizzazione il pacco regalo, ma non dimenticate di intagliare la carta in direzione della finestra praticata sulla scatola, nonché di ripetere i fori in corrispondenza dei 5 praticati sul cartone (ai 4 angoli della parte superiore e sulla finestra in basso).

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Fate aderire la carta crespa alla scatola con la colla vinilica e completate la decorazione della pentolaccia (nel mio caso ho realizzato un fiocco giallo su carta-regalo rossa).

 

A questo punto si passa alla composizione del gioco vero e proprio! Fate passare un nastro abbastanza lungo da angolo ad angolo opposto della parte superiore e uno di uguale lunghezza per gli altri due fori e fissateli con dei saldi nodi ulteriormente bloccati con del nastro. Aiutatevi con una mano all’interno della scatola che farete entrare passando per la finestra realizzata. Questi saranno i nastri che terranno appesa la pentolaccia. Poi passate al fondo della scatola, quella della finestra e fate passare un nastro per il foro che la apre, fissandolo allo stesso modo di prima. Ora tagliate tantissimi nastri (20, 30, dipende anche dal n. di bambini che ci giocheranno) della stessa lunghezza del nastro che apre la finestra e fissateli semplicemente alla finestra con del nastro adesivo trasparente. Fate attenzione a non sovrapporre i nastri uno sull’altro, lo scopo del gioco è tirare un nastrino a scelta fino a quando non si trova l’unico che apre la scatola. A turno i bambini tireranno un nastrino che inevitabilmente gli resterà in mano, tranne uno!

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Per finire riempite la pentolaccia con ciò che volete (caramelle, cioccolatini, monetine di cioccolato, coriandoli…) e chiudete sommariamente la finestra con del nastro carta, tanto per darne un po’ di stabilità.

 

Badate che la pentolaccia va appesa ad un’altezza tale che un bambino di un metro circa possa afferrare un nastrino, quindi vedete voi… e buon divertimento!
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365 giorni fa nascevi tu…

di Anna Lorè

Mamma mia che ansia! Quando nasce? A che settimana stai? Aaaaaaah!

Poi, finalmente, è arrivato il giorno giusto. Anzi, la notte, esattamente come avevo immaginato.

Io: “Amor, ho di nuovo quei dolori . Però stasera sono più forti e hanno una cadenza di 20 minuti”.

Mio marito: “Che facciamo? Andiamo?”

Io: “Nooooo. Aspettiamo un altro po’, magari vanno via come le altre volte.”

Intanto: cena con amici, giretto in macchina e torniamo a casa.

Una ogni 10 minuti.

Mio marito: “Andiamoooooo?”

Io: “No aspè! Mi devo rilassare… E poi al corso pre-parto hanno detto che è inutile andare prima altrimenti ti rimandano a casa.”

Faccio doccia, shampoo, manicure, controllo valigia. Una ogni 7 minuti (e tenete presente che dovevamo raggiungere Bari).

Terminato il rito\relax mi metto a letto: una ogni 5 minuti.

Io: “Beh, credo sia il caso di andare..”

Mio marito: “Alleluia” !

Il tragitto Matera-Bari non è mai stato così lungo! Avvisiamo i nostri genitori, i FUTURI NONNI, che si sono letteralmente catapultati in ospedale avvisando a loro volta tutti gli altri parenti fino alla 7° generazione. Avranno fatto un’altra strada visto che sono arrivati subitissimo mentre per me quella stessa strada non finiva mai..

Arrivati a destinazione, mi visitano, mi assegnano la camera e iniziamo il monitoraggio. TUTUTUTU TUTUTUTU, eri un galoppo impazzito!

Finalmente alle 17:08 del 14 gennaio 2013, dopo spinte, manovre, ancora spinte e poi la decisione di fare un taglio cesareo perché ti eri incastrato, SEI NATO!

Ho sentito il pianto più bello della mia vita, ti ho visto che eri ancora per metà dentro di me… un batuffolo dalla pelle scura e i capelli neri. Poi sono crollata, mentre venivo ricucita e tu preparato per conoscere il tuo papà sfinito dall’attesa, mi sono addormentata.

Gli hai stretto il dito per non so quanto tempo e lo guardavi con quegli immensi occhi scuri che hai.

Il post-cesareo non lo racconto, non è stato facile ma mi basta guardarti, proprio come adesso che sto scrivendo e tu sei appisolato tra le mie braccia.

365 giorni fa nascevi tu.. Sono stati giorni di pianti, urla, colichette, improvvisi (e continui) risvegli notturni, pannolini, poppate ogni 2h (se andava bene), ragadi, paracapezzoli, tisane al finocchio, bilanci pediatrici, reflusso, reflusso e ancora reflusso e quindi bavette, bavette e ancora bavette! 365 giorni di docce lampo, pieghe inesistenti, rare uscite, pranzi e cene a turni, pappine sputacchiate qua e la, raffreddori, tosse e…

… e soprattutto 365 giorni di primi sorrisini che ora sono vere e proprie risate, abbracci, bacetti, bagnetti, docce con papà, coccole a volontà, allattamento finalmente senza paracapezzolo, la tua dolcissima vocina che pronuncia per la prima volta “mamma” e poi “papà”, giochi, canzoncine e ninne nanne inventate al momento, interi momenti passati a scoprire le tue manine, la prima volta che ti sei alzato in piedi, gioia infinita, amore elevato all’ennesima potenza.

365 giorni di te, di noi!

Buon 1° compleanno Daniele!!!

Mamma e papà.

N.d.r.: Buon compleanno, Daniele, anche dalle MOM!!!

Foto di Skley

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