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Il carnevale in casa

Dunque, da dove comincio a raccontare cosa abbiamo iniziato a fare da alcuni giorni a questa parte in casa mia…già, perchè quella che nasce come un’attività di un pomeriggio è talmente piaciuta che i miei bimbi ci si applicano ogni giorno.

Inizio dal perchè e ve ne sono sempre tanti, ma ora ve ne dico due. Abbiamo addobbato casa a tema carnevalesco sia per far fare qualcosa ai bimbi, e più specificatamente, qualcosa di creativo, come piace a me, e sia per rimediare alla “depressione” in cui stavano cadendo per aver tolto albero & co. dopo l’epifania.

COSA OCCORRE

– stelle filanti

– colori

– fogli di carta

– forbici

– colla

– nastro adesivo

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COSA FARE

Ho impegnato i bimbi in due versanti: nella realizzazione di semplici e classiche catenelle (per loro una novità, mai viste prima!) e nella decorazione di maschere da me abbozzate con un pennarello su un foglio di carta. Vi devo dire come si fanno le catenelle? C’è ancora qualcuno che non sa come si fanno? Vabbò, ormai sto scrivendo e ve lo dico: ho tagliato ogni rotolino colorato  in maniera tale da avere strisce di stelle filanti della stessa lunghezza (circa 8 cm) e poi, con la colla, ho unito le strisce in maniera da formare dei cerchietti avendo cura di inserire di volta in volta una striscia all’interno di ciascun cerchio, proprio per formare una catena.

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Per le maschere, niente di più semplice, solo spazio alla fantasia e alla creatività (ovviamente consiglio di usare tutti i materiali che si hanno in casa: acquerelli, pitture, nastri, porporine…).
Dopodichè si sono divertiti ad attaccare tutto sui mobili, porte e lampadari.

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I miei bimbi si sono divertiti tanto e ogni giorno, a tempo perso, arricchiscono la casa di nuove maschere e allungano le catenelle, ormai chi entra in casa nostra ha l’idea di partecipare ad un veglione!

IMG-20150120-WA0007(questa foto è stata scattata quel pomeriggio, non ho una foto aggiornata ad oggi, a distanza di 10 giorni, lascio alla vostra immaginazione)

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September rain

Non chiedetemi più quando faccio il secondo, vi prego. Se mi volete bene, lassat’m sta’. Soprattutto a mio marito (wow ho scritto marito per la prima volta!).

Le aspettative della gente sembrano essere concentrate tutte su di noi (perché ovviamente subito dopo il “quando ti sposi?” e “quando fai un figlio?” viene “quando fai l’altro?”) e l’ansia da prestazione è dietro l’angolo..

Quando noi e i pianeti e Dio e il destino decideremo che è il momento, questo famoso secondo arriverà. Non prima, non dopo.

Intanto la nostra famiglia mono-figlio può ritenersi felice. Certo, eravamo felici già prima del #cinqueluglio2014, ma ora lo siamo di più.

Da quando quel giorno don Angelo ha sollevato Bianca come segno tangibile del nostro amore, da quando ho visto il mio impassibile compagno di una vita piangere emozionato guardandoci camminare verso di lui, da quando ci siamo tenuti per mano promettendoci di amarci per sempre, beh si, ci sentiamo più completi e anche più felici.

Non cambia nulla praticamente, ma cambia tutto psicologicamente ed emotivamente. L’anello che portiamo al dito non ci salverà da future eventuali crisi o liti o separazioni, ma ci rende e ci renderà più consapevoli e responsabili nei confronti della nostra famiglia e della promessa che ci siamo fatti davanti a tutti quelli che ci vogliono bene a tal punto da essersi commossi con noi.

Per me questo è un po’ il senso del matrimonio, che altrimenti sarebbe solo una festa folle sconsigliata ai deboli di cuore e a quelli con i nervi poco saldi.

E poi voglio fare un uso privato del mezzo pubblico ringraziando tutti per l’affetto che mi dimostrate ogni volta che scrivo anche solo una cacchiata. Ne scriverò ancora tante, perciò stay tuned.

P.s. non mi dite niente sulla canzone. è troppo adorabilmente matrimoniale.

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Topini al cioccolato

di Felicia Zuccaro

INGREDIENTI:
300 gr di frollini al cioccolato (tipo pan di stelle)
100 gr di Philadelphia
2 cucchiai di Nutella
1 cucchiaio di marmellata ( a piacere)
Palline di zucchero e Smarties
Liquirizia x la coda

PROCEDIMENTO:
Sbriciolare i biscotti e unire il Philadelphia. Amalgamare bene. Poi unire la Nutella e la marmellata. Mescolare fino ad ottenere un composto non troppo morbido.
Formare con le mani dei piccoli ovali e metterli in una teglia.
Mettere su ogni ovale 3 palline per formare occhi e naso. Con gli Smarties fare le orecchie e con la liquirizia la coda.
Far riposare almeno un’ora in frigo prima di degustare.

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Ciambella salata

di Felicia Zuccaro

INGREDIENTI:
300 gr di farina
5 uova
175 ml di latte
50 ml di olio d oliva
150 gr di parmigiano reggiano grattugiato
200 gr di salame o prosciutto cotto oppure avanzi di salumi
1 bustina di lievito per torte salate
sale e pepe (io il pepe nn l’ho messo)
burro e farina x lo stampo

PREPARAZIONE:
Sbattere le uova con il latte, l’olio e il parmigiano grattugiato; unire la farina setacciata con il lievito, un pizzico di sale e una manciata di pepe e mescolate per ottenere un impasto liscio e omogeneo.
Imburrare e infarinare uno stampo a ciambella della capacità di 1,3 litri e versare il composto.
Cuocere in forno già caldo a 175°C per un’ora.
Lasciare intiepidire la ciambella prima di sformarla. Servire la ciambella tiepida o a temperatura ambiente.
Buon appetito!!!
N.B.: questa ricetta si può preparare anche con il Bimby.

Foto di Flavia Conidi

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CARE PACKAGES : LA MODA DEL “PACCO” IN VERSIONE “MOM”

Un mio amico “di su” una volta mi disse: “Riconosci chi “vien da giù” dalla valigia. Ha un profumo di prodotti nostrani che le altre valigie non hanno”. Di kit di sopravvivenza, credo che le nostre mamme siano esperte, e chi di voi ha studiato o ha vissuto diverso tempo fuori Matera penso che sappia cosa voglio dire.

Dal primo giorno in cui ho messo piede fuori di casa per trasferirmi a Milano, poi ad Alicante, poi a Madrid e di nuovo a Milano, tutte le mie certezze alimentari (a quel tempo il pane di Matera rientrava ancora ampiamente nei miei “alimenti consentiti) e casalinghe sono venute meno. Ma mia mamma era là. Col suo pacco. Con l’indirizzo scritto a mano. Con i 10 litri d’olio (“scusa se è poco ma non sapevo se avevate spazio!!”), il pane di Matera immancabile (adesso lo manda al mio fidanzato), i sughi e ragù con l’etichetta e pronti ad accompagnare le insipide paste di mais. Di pacchi ce ne sono poi diversi, a seconda delle mamme. Tra quelli che ho visto arrivare e quelli che ho ricevuto, ho tirato fuori almeno quattro casistiche:

pacco “ti faccio la spesa”, dove oltre ai prodotti nostrani difficilmente reperibili qui, spuntano gioielli della standardizzazione come salamini negroni o il tonno all’olio d’oliva, cosa che ti fa esclamare “mamma, tutto buonissimo ma perchè il tonno? Quello posso comprarmelo all’Esselunga!!!”

pacco “incoraggiamento”, dove in realtà paste al forno e melanzane sott’olio sono in secondo piano rispetto alla lettera o bigliettino che recita “mi raccomando, noi qui facciamo tutti il tifo per te”

pacco “salvaspazio”, ovvero i pacchi che genitori e figli si scambiano con il cambio di stagione estivo/invernale per evitare un’esplosione degli armadi, sempre più stretti nelle case in affitto. In mezzo a scarpe, t-shirt e pantaloni c’è sempre il modo di infilare almeno una salsiccia!

pacco “chic”, dove il cibo sparisce oppure è irrilevante rispetto alla mole di prodotti di bellezza o libri, riviste e giornali (ho sentito da amici di amici di persone che ricevevano dai genitori, mentre erano in Erasmus, intere collezioni di Vogue e altri magazine direttamente dal loro Paese). Il pacco chic da noi non è ancora molto diffuso, per ovvi motivi, ovvero come rinunciare alle scamorze?

C’è poi il rituale della telefonata: “E’ arrivato il pacco?” “Come sò arrivate le melanzane? E le mozzarelle? Mettile subito fuori..” e mentre le domande continuano, nella mia testa riesco solo a pensare alle parole “grazie mamma”, con la bocca piena di mozzarella, fette di torta o di salame a seconda dell’orario in cui si riceve il Sacro Graal.

Con l’era del web era naturale e prevedibile che l’abitudine dei “pacchi” (quelli che si inviano non quelli che si tirano :D) si spostasse su web e mobile, con idee e fabbricazioni sempre più artigianali, visto il crescente fenomeno dei Makers e del DoItYourself (in cui le nostre nonne avrebbero da dire la loro!). La cosa che accomuna – o che ha accomunato – in genere il discorso pacco è la sua destinazione d’uso. I care-packages, ovvero “pacchi-mi-prendo-cura-di-te” come li chiamano negli USA, sono di solito inviati dalle mamme per i figli lontani per via di college, carriera militare o lavoro.  Ma il  “prendersi cura” sta cambiando progressivamente destinatario, estendendosi anche ad altri target tra cui quello delle “mamme” ed in particolare le neo-mamme. Un esempio su tutti è Citruslane, una versione e-commerce dei pacchi “di Franco” e simili, ovviamente declinata in versione americana quindi bei disegni, bei prodotti, bel contenuto, bello tutto. Screen-shot-2012-07-19-at-10.00.29-AM Citrus LaneSi dà il caso che Mauria Finley, la fondatrice del servizio, sia stata un “cervello” della Silicon, lavorando attivamente con aziende del calibro di AOL, Paypal o E-Bay. Ad un certo punto ha voluto dare un “twist” alla sua vita, ed invece di fare la casalinga a tempo pieno nel 2010 inventa una startup il cui obiettivo è supportare il compito di mamma e papà con pacchi mensil, contenenti prodotti e campioncini altamente raccomandati dai membri della community, che sono a loro volta mamme e papà. Pacchi che giocano sull’effetto sorpresa da un lato, sullo smartbox dall’altro e sul “care package” per l’appunto. Come Mauria stessa scrive, “quando sono rimasta incinta dei miei due bambini ho chiesto alle mie amiche e altre mamme quali fossero i migliori prodotti per loro. Dopo aver passato ore di ricerca e shopping, ho pensato che tutto quello che volevo eraqualcuno che facesse quel lavoro per me. Qualcuno di cui fidarmi”. Da qui la nascita di CitrusLane. L’obiettivo dell’azienda è che le mamme di ogni Paese possano trovare sempre un pacco sorpresa contenente prodotti realmente utili nel loro day-by-day con i piccoli, senza bisogno di shopping e consegnati mensilmente fin dietro la porta di casa.Citruslane è un servizio ad “abbonamento”. Ci si abbona per 2, 4 o 6 mesi. Ci si iscrive, si inserisce l’età del bambino ed il suo nome (per avere dei prodotti il più personalizzati possibile), si sceglie il tipo di abbonamento e si aspetta il corriere. IMG_5678 I pacchi sono spesso tematici o stagionali, per esempio “Back to School” a Settembre, “Fun in the sun” per l’estate e così via. Dentro, prodotti di differenti tipologie, dal cibo ai prodotti d’igiene, gadget e giochi e persino vestiti o coupons: a metà tra i campioni omaggio, i cofanetti preconfezionati dei grandi (vedi set Chicco o Avent ) e gli smartbox esperienziali, i pacchi possono anche contenere buoni sconto per ristoranti, palestre o negozi indicati per mamme e papà. I prodotti sono raccomandati dal board Citruslane, composto da mamme e papà come noi.L’idea pare che funzioni alla grande, se sulla stessa scia sono (ri)nati pacchi di tutti i tipi, tra cui quelli sorpresa di Kiwicrate, azienda che fa lo stesso di Citruslane declinandolo sul giocattolo e la creatività. Schermata 2013-12-10 alle 13.03.03Questa dei pacchi è ovviamente la scoperta dell’acqua calda, ma potrebbe essere un’ottima tendenza da riportare in luce, togliendo di mezzo il concetto del “soldo” che ci si può ricavare, ma prendendo ad esempio Paesi come la Finlandia, dove alle mamme viene donata una scatola di cartone oppure un premio in denaro, ed il 95% sceglie la scatola di cartone.Non posso dilungarmi sul perchè in quanto ci vorrebbe un articolo a parte e la poesia del caso, (queste scatole di cartone che dal 1930 percorrono tutta una storia e arrivano alle mamme di oggi rinnovate nell’uso e nel concetto, dopo 75 anni diventano un rito, un passaggio alla vita, e arrivano a risolvere persino un problema sociale come la mortalità infantile – in Finlandia 65 su 1000), per cui se avete due minuti date una letta qui e mi saprete dire. Ma in Italia – Paese dei Pacchi per eccellenza, persino in televisione – com’è la situazione?

Da una ricerca rapida su internet ho trovato solo dei pre-set in tutto simili alle valigie new-born di Chicco e company, quelle insomma contenenti dei “necessaire”, prodotti per altro dalla stessa azienda. Poi sono venute fuori due piccole illuminazioni, sulle quali care MOM dovremmo riflettere. Uno, perchè le idee non sono occorse a brillanti esperti della Silicon nè agli illuminati amministratori delle “democrazie di vetro”, ma negli uffici amministrativi dei comuni di San Benedetto e di Monte San Savino, provincia di Arezzo. Due, perchè potrebbe essere bello ripensarci in chiave locale.

Entrambi i progetti sono pensati per le neomamme, o meglio neofamiglie, ed hanno nomi semplici ma mirati: “Pacco Mamma” e “Progetto Ninna Nanna”.

maxresdefaultIl Pacco Mamma nasce perchè la provincia di Arezzo partecipa ad un progetto europeo sulle buone pratiche amministrative e sulla conciliazione dei tempi di vita e lavoro. All’assessore Carla Borghesi non sfugge in questa sede il caso appena citato della Finlandia. Senza pensarci due volte lo propone, e ad oggi due comuni della provincia aretina donano alle mamme un pacco del valore di 50 euro per ogni nuovo nato da ritirare in farmacia. Discutibile ma sensato che si regali, oltre ai prodotti, anche la Costituzione Italiana, ma complimenti. Sarà un caso che entrambi i comuni che aderiscono all’iniziativa abbiano dei sindaci donne? Schermata 2013-12-10 alle 12.25.19A San Benedetto invece, l’amministrazione spende già 5000 euro nel progetto Ninna Nanna, regalando un pacco di benvenuto per ogni neonato con prodotti per la prima infanzia e per le prime necessità di vita del piccolo, che i neo papà e mamme ritirano al momento della registrazione dei figli negli Uffici dello Stato Civile. Da quest’anno oltre al pacco anche una fidelity card con sconti per abbigliamento, ottica, alimentare e giocattoli, utilizzabili entro un anno dalla nascita del bimbo nei circuiti convenzionati. La fidelity tra l’altro non è solo per nuovi nati: possono ritirarla, aderendo all’inziativa, mamme e papà di bimbi fino ai 10 anni. In questo modo creano un circuito virtuoso in cui le famiglie sono stimolate ad incontrarsi tra loro e a incontrare le aziende del territorio, scambiandosi pareri ed esperienze e producendo conoscenza. Il che oggi non è poco. E qui viene la domanda: Perchè non replicare con le nostre amministrazioni locali queste semplici ma importanti iniziative? A quando un pacco MOM con i prodotti consigliati dall’associazione delle Mamme e dei Papà di Matera e in collaborazione con le amministrazioni locali, Comune e Provincia, già che ci stiamo candidando per questo 2019?  

Riprendiamo il nostro Vicinato, che ha dato vita all’intricata storia che ci appartiene, e che abbiamo scritta nei volti, nei tratti somatici e nelle espressioni facciali e lessicali. (Soprattutto quelle di sorpresa perché sta per arrivarmi l’ennesimo “pacco” pieno di leccornie locali…stavolta con la mia mamma e non con il corriere! A mercoledì prossimo MOMs!!)

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