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“Breast is Best…”

I primi mesi di maternitá possono essere molto faticosi per una donna. La questione dell’allattamento al seno come modo ideale (ed esclusivo) per nutrire il neonato puó diventare molto stressante: la pressione messa addosso ad una mamma da chi le consiglia di “fare la cosa giusta”, infatti, può diventare davvero difficile da sopportare.

Io, personalmente, ho amato moltissimo allattare mio figlio. Sapevo che gli stavo dando tutto il necessario per vivere e questo mi riempiva di orgoglio. Tuttavia, detestavo farlo in pubblico! Per quanto cercassi di essere discreta, mi sentivo sempre osservata. E cosí finivo per ritrovarmi puntualmente ad allattare in macchina o, al massimo, nelle stanzette riservate alle mamme nei negozi per bambini. Lo so….vi starete chiedendo il perchè, ma purtroppo esiste ancora gente che non vede di buon occhio un momento cosí tenero e speciale come quello di un neonato che si nutre dalla mamma.

Vi racconto un paio di esempi davvero squallidi: recentemente, una mamma è stata fotografata a sua insaputa (da un completo idiota!) mentre allattava lungo una strada del Regno Unito. Il suddetto idiota, non contento, ha pensato bene di condividere la foto sui social media e di scrivere terribili insulti contro la mamma. Per fortuna, in molti si sono schierati dalla parte della signora, che nel frattempo era stata paragonata dal sedicente fotografo, indignato perchè certe cose 《vanno fatte in casa e da nessun’altra parte》, ad una barbona. Non vi dico la rabbia che ho provato nel sentire questa storia! Altro episodio, vissuto direttamente da mia sorella: sulla metro di Londra, un neonato piangeva disperatamente. L’ora della pappa era arrivata e lui sembrava proprio non voler aspettare. La madre iniziò ad allattare ed un uomo, seduto accanto a lei, si alzó e andó in cerca di un altro posto dicendo che quello che stava facendo era disgustoso. Si! Proprio così! Ora capite perchè mi sentivo tanto a disagio ad allattare in pubblico? Anche se, devo ammetterlo, quando mi capitava di farlo a Matera ero non solo a mio agio, ma anche felice.

Certo, sappiamo tutti che “Breast is Best” (il seno é la cosa migliore), e forse è proprio per questo motivo che in molti giudicano negativamente il passaggio al latte artificiale, soprattutto prima dei sei mesi. Che il bimbo abbia preso uno, due o tre biberon al giorno da integrare al latte materno, o che sia passato interamente al latte artificiale, ecco che arriva l’importante traguardo dei sei mesi: comincia lo svezzamento e il bambino riceve i principali elementi nutritivi da cibi solidi, secondo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanitá.

Quando mio figlio ha compiuto 3 mesi, ho scelto di introdurre il latte artificiale una volta al giorno. Ho deciso di usarlo come ultimo pasto della giornata, per farlo dormire meglio. Devo dire che il metodo è stato assolutamente efficace, sia per me che per mio figlio Marco: ha imparato ad associare il riposo notturno al biberon, ed il suo sonno (e il mio!) è diventato molto piú regolare.

L’allattamento al seno è fondamentale. Ha tanti vantaggi evidenti, sia per la mamma che per il bambino. E dopo tutte le raccomandazioni fatte da parenti, amici e conoscenti, non meravigliatevi se vi dico che quando ho dato a Marco il suo primo biberon sono stata assalita da un terribile senso di colpa. Mi sono sentita una pessima madre, come se stessi avvelenando mio figlio. Ma adesso me ne rendo conto: che cosa ridicola!!! Ognuno ha diritto alla propria opinione, è vero, ma se una donna decide di introdurre molto presto il latte artificiale o, addirittura, di non allattare affatto…chi siamo noi per giudicare?

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Allattamento? E se fosse un accanimento?

di Tiziana Paradiso

Foto di okylel

E’ il 4 luglio 2013, dopo 23 ore di travaglio, alle 00:40, nasce Giulio, il nostro tesoro!
È stato un parto difficile, stimolato con ossitocina e, sia io che il piccolo, abbiamo sofferto.
Per fortuna stiamo bene entrambi e dopo i controlli di rito ci ritroviamo faccia a faccia nella stanza dell’ospedale che ricorderò per tutta la vita, con quel colore lilla che la caratterizza…

Non l’ho ancora preso in braccio e già ricevo le prime direttive in qualità di “mamma mucca”: ”Signora lo attacchi subito!” “Ma come subito, sono distrutta! Si ma se lo attacco ora, sai quanto latte poi…!” Penso tra me e me.

Per tutta la notte, ogni mezz’ora, ora al massimo, mia madre mi sveglia ed io lo attacco a un lato e all’altro, l’unico momento in cui proprio non riesco a farlo è l’ora delle visite dei parenti.

Con questo ritmo sono passati i due giorni in ospedale. Arrivo a casa e… BOOOOM!!! Montata lattea!!! Peccato che a poco serva, Giulio non ciuccia a dovere, al seno trova la pace sua e si addormenta, ed io non riesco a svegliarlo in alcun modo. Infatti dopo 10 giorni non ha recuperato il calo fisiologico.

Di qui parte il valzer delle mille campane, titolate e non. Per me un solo dilemma: aggiunta si o no? Ma perchè devo far soffrire il piccolo? Piange tutta la notte e si calma solo al seno. Io non riesco a dormire di notte e sto come una disperata! Allora gli do l’aggiunta, l’ha detto pure la pediatra, eppure mi sento in colpa, ma mi massacro regolarmente con il tiralatte per non far andare via il mio latte, oltre a continuare ad attaccare Giulio che continua puntualmente ad addormentarsi alla tetta.

Solo al terzo mese Giulio si attacca bene e rinuncia completamente al biberon. È stata dura ma ce l’ho fatta, contro tutte quelle gufette, che mi dicevano che con l’aggiunta lui non si sarebbe attaccato, ho vinto io, determinata come sempre. Ma questa volta la mia determinazione, la mia imposizione di allattare a tutti i costi, causata dai lavaggi di cervello che ci fanno, non credo abbiano fatto bene a Giulio. Si perchè io non ho mai capito quanto latte lui beva da me, sono convinta di quello che ho imparato:” il vostro latte è sempre sufficiente”.

Ma allora perchè Giulio al quinto mese riprende a piangere la notte? Saranno coliche? Allora milicon… non si risolve. E poi perchè non fa più la cacca? Lui la faceva 4/5 volte al giorno, ora ogni tre giorni sotto tortura cottonfioc! Mia madre dice che potrebbe essere fame, ma io non ci credo e del resto non riesco a dargli il biberon, da me vuole solo il seno.

Arriva il 15 febbraio 2014 ed io sono arrivata ad odiare l’allattamento e tutte le sue promoter, la notte lui piange se non è sotto l’ascella, alla portata di tetta self service. Devo prendere la decisione dello stettamento o mi esaurisco definitivamente! “Che ve lo dico a fare!!”
Magicamente mia madre riesce a dargli il biberon e Giulio riprende a dormire di notte, se pur con due poppate fisse, a fare la cacca ed io a VIVERE!!!

Durante il corso pre-parto la notte sognavo di allattare il pupo, ora mi sento adirata, perchè quando ci hanno raccontano la maternità, non ci hanno mai detto che poteva essere tanto difficile, non ti dicono mai quanti sacrifici farai e non è nemmeno pensabile che possa accadere che il tuo latte sia poco, o poco ciucciato. Non ti dicono mai che l’allattamento potrebbe sfinirti psico-fisicamente e che alla fine ti ritroverai un seno invecchiato.
Non mi ritengo una mamma cattiva, io ho tenuto duro e ho fatto tanti sacrifici per allattarlo, ma, nel mio caso non bastava, Giulio ormai non aveva abbastanza liquidi, tra l’altro non ha mai accettato l’acqua, la cacca era un’impresa, durissima, persino una ragade! Un prossimo figlio, lo allatterei si, ma non mi accanirò se si ripresenteranno le stesse condizioni.

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