Archivio tag: Babbo Natale

A tutti i bambini del mondo…

 

di Valeria Cosola

 

A tutti i bambini del mondo,

con l’augurio che divengano, un domani, costruttori di sentieri silenziosi.

Ricordo ancora il mio stupore e il mio imbarazzo e le risatine silenziose e taglienti di alcuni compagni. Eppure, cosa mai avevo detto di strano? Avevo solo raccontato che quella sera avremmo lasciato sul tavolo la letterina per Babbo Natale e che gli elfi l’avrebbero presa in cambio di qualche biscotto..

“Sì, l’elfo mamma…” bisbigliava qualcuno, “Con l’elfo papà e magari con l’elfo nonno…” sghignazzava un altro. Anche la maestra sembrava divertita ma appena si accorse del mio  sguardo buio, batté le mani e gli occhi di venti bambini ritornarono sul libro di lettura. Il mio sguardo restò buio tutto il giorno fino a sera…Quindi non era vero? Non sarebbe venuto nessun elfo a prendere la letterina scritta a fatica da me e da mio fratello? Non ci sarebbe stato, né mai c’era stato, nessun Babbo Natale a portarci i regali? Mi sentivo triste e anche tremendamente solo.

Ciondolai tutto il pomeriggio per la casa, chiedendomi il perché di quelle menzogne…davvero mia madre e mio padre avrebbero preso la nostra  letterina e ci avrebbero comprato i doni? Ero deciso: avrei indagato, non li avrei persi d’occhio, li avrei smascherati e avrei raccontato tutto al mio fratellino, facendogli capire quanto fossero bugiardi mamma e papà! La mamma il giorno seguente non sarebbe andata a lavoro e prima di accompagnarci a letto ci invitò a preparare lo spuntino che avremmo dovuto lasciare agli elfi, accanto alla letterina per Babbo Natale. Non risposi al suo invito, seguivo i suoi preparativi con aria annoiata, mentre mio fratello stava già riempiendo un vassoio di biscotti e mandarini e osservava una superba arancia, lucida e soda, indeciso se sbucciarla o donarla agli elfi.

“Allora caro, cosa vorresti lasciare agli elfi?”. “Boh? Fai tu!”  risposi fingendomi assolutamente disinteressato a quella commedia. “Lasciamo dei taralli o i biscottini al cioccolato?” continuava a incalzarmi mia madre. “Taralli”, risposi cupo. “E che ne dici, mettiamo anche questo cioccolatino?” “Quel cioccolatino è schifoso, è amaro: piace a te e non agli elfi! Anzi, visto che ci sei, mettici anche i biscotti alle mandorle che non mi piacciono per niente!” e detto ciò, me ne andai a letto, sentendomi addosso lo sguardo sbalordito e interrogativo di mio fratello. Le coperte e le lenzuola che fino alla notte precedente sentivo morbide e profumate mi sembravano fredde e ruvide…non dovevo addormentarmi, dovevo venire a capo di quel mistero. Ripetevo nella mia mente queste parole mentre il sonno mi appesantiva sempre di più gli occhi…sempre di più…

Cookies and milk for Santa.

Mi risvegliai in piena notte, la casa era silenziosa e addormentata. Scorsi nel buio mio fratello che dormiva con il braccino che penzolava fuori dal letto e quel respiro regolare e ritmato che solo un sonno profondo e sereno regala. Anche i miei genitori dormivano, mia madre aveva ancora un libro e i suoi occhiali posati sul petto;  di mio padre si avvertiva il ronfare. Tutto era silenzioso, si sentiva solo il rumore sottile dei miei piedini nudi sul pavimento gelato.

Entrai nella sala e il mio naso fu subito colpito da un odore pungente di agrumi; mi avvicinai all’albero: della letterina non v’era traccia. Il tavolino era visibilmente disordinato, pieno di bucce di mandarino, c’era un’arancia lasciata a metà, i bicchierini dove mia madre e mio fratello avevano versato il latte per gli elfi erano mezzi vuoti, uno era addirittura rotolato sul tappeto che era pieno di briciole di biscotti…un sentiero di briciole profumate si dipanava dal tavolino fino al davanzale della finestra che era leggermente aperta. Tirai un sospiro di sollievo, certo e sicuro che gli elfi avevano visitato la mia casa e che ora erano in volo verso il Polo Nord.

“Le briciole! Le briciole!” gridavo in cuor mio; mia madre odiava le briciole sul pavimento, quindi non poteva essere stata lei a mangiare i biscotti e a riempire il pavimento di briciole! A mia madre piaceva l’ordine e non sarebbe mai andata a dormire lasciando la sala in quelle condizioni! Non c’era dubbio, erano stati gli elfi! Riappacificato con il mondo, mi addormentai, pensando o sognando le grosse mani di Babbo Natale che aprivano la mia letterina.

Anni dopo, ho imparato anche io a costruire, per i miei bambini, silenziosi sentieri di briciole che, con zigzagare incerto, partivano dall’albero di Natale fino al davanzale della finestra. Adesso, costruisco silenziosi sentieri di briciole per i miei nipotini, ma raccomando loro di lasciare agli elfi anche un cioccolatino al rum o un bicchierino di amaro che possa aiutarli a sopportare il rigore del gelo notturno. Anche ora che le mie mani non sono più quelle di un bambino ma sono grandi, grosse e rugose come quelle di Babbo Natale, continuo ogni anno a costruire i miei silenziosi sentieri di briciole, ma non solo a Natale.

In primavera i miei sentieri di briciole guidano silenziosi le formiche verso un grosso bottino, in estate costruisco sentieri di briciole instabili, sulle acque del laghetto, per sfamare i pesciolini; i sentieri di briciole dell’autunno sono dedicati invece ai passerotti intimoriti dal primo freddo. Da quel lontano dicembre ho imparato a lasciare vivi i sogni e nelle mie briciole, in milioni di piccole briciole, ho trovato la felicità e ho imparato a donarla.

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Natale in Australia e…nei tuoi occhi!

 

di Viviana Matacchiera

 

“Ciao Antonio! Come va? Devo scrivere un post natalizio sul blog MoM e ho pensato di raccontare com’è il Natale in Australia per te e il tuo amore Ale! Dopo quanti anni che vivi lì? Tre? Quattro? Cinque? Non ricordo! Qualcosa saprai raccontarla!”

“Certo cugina! Da dove comincio?

  • Prima di tutto, la cosa più assurda è trascorrere Natale con 45°!Cioè, da che mondo è mondo, Babbo Natale arriva dal Polo Nord con slitta, renne e neve e qui…Santa Claus è in costume da bagno e occhiali da sole!
  • Secondo, dal punto di vista culinario, in Italia si mangia la pasta al forno, l’agnello, le pettole, le cartellate, tutte cibi buonissimi, pesantissimi, conditissimi, colesterolo e trigliceridi a volontà, ma TRADIZIONALI, qui in Australia si mangia il pesce, crudo o grigliato, dolci e frutta, solo il 25 dicembre! Qui non esistono la vigilia di Natale e il Boxing Day (il giorno di Santo Stefano, ndr) !Vuoi mettere le mangiate che iniziano il 7 dicembre e finiscono a data da definirsi?!?
  • Alcune cose, forse, sono meglio in Australia: i cori natalizi in inglese e le sfilate con carri natalizi e giocolieri sono davvero belli, ah, poi, un’altra cosa fantastica e davvero bellissima è la gara della casa più decorata con addobbi natalizi! Giri per i quartieri e vedi queste villone super addobbate!
  • Qui, quando incontri le persone e chiedi: “Cosa fate a Natale?” Ti rispondono che vanno sulla spiaggia, at the beach, a bere oppure fanno le loro classiche mega grigliate in giardino.

Però, Vivi, da quando siamo qui non è che sentiamo e viviamo più di tanto il Natale, l’australiano non ha lo stesso legame con la famiglia o i valori che abbiamo noi italiani, loro vanno a bere un cocktail in spiaggia e non stanno tutti assieme a casa dei nonni o degli zii, non c’è l’atmosfera natalizia, giocare a carte, a tombola, scambiarsi i regali, ritrovarsi grandi e piccini, che poi è tutto quello che racchiude il Natale stesso! E ciò è davvero triste!

Il Natale è magia, lo senti nell’aria, l’atmosfera natalizia e quell’emozione di camminare sulla neve o al freddo per strada, non so, il Natale lo respiri!”

Quante parole vere, cugino mio, dette dall’uomo che sei diventato oggi e non dal ragazzo che è partito qualche anno fa!

Quando diventi madre, tutto quello che vivi, pensi, sogni e progetti, lo rifletti sui tuoi figli, guardo mia figlia, non ha neanche 2 anni e ha occhi grandi e curiosi.

Osserva l’albero con espressione sorpresa e scruta il presepe pronta per capire quale pupazzetto potrà togliere; Babbo Natale è quello in via delle Beccherie di “Michele la Stoppa”, ci fermiamo ogni volta e balliamo sulle note di Jingle Bells e quando usciamo sciarpa, cappello e naso all’insù per vedere le luci per strada, che siano poche o tante, del comune o dei commercianti, a lei non interessa!

Chissà dove trascorrerà i suoi Natali da adulta, da donna curiosa e ribelle come la bambina che è oggi, nei suoi occhi ci sarà ancora tutta questa magia? E io, come potrei mai pensare di vivere, non solo il Natale, ma le festività natalizie, lontana dai suoi sorrisi e dalle sue braccia che ancora si appendono alle mie?

Non so come sarà, ma so che se oggi le regalo e le faccio vivere la magia, quella rimarrà sempre nei suoi occhi dovunque andrà! Noi possiamo regalare ai bambini i ricordi che riempiranno i loro cuori da grandi, ovunque saranno!

Buone feste a tutti quelli che credono ancora nella magia, dovunque vivano! E… auguri ai miei cugini australiani, ovviamente!!!

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C’era una volta…Babbo Natale

 

di Angela Calia

 

C’era una volta, in un villaggio tra le montagne, un Babbo Natale un po’ malinconico, perché dimenticato.

Da quasi una decina d’anni non riceveva più letterine dai bimbi, perché ormai tutti usavano le e-mails, ma lui non si era ancora adeguato, volontariamente, a tutta questa globalizzazione e modernità. A lui piacevano le letterine scritte a mano, anche un po’ sgrammaticate e con quelle grafie non proprio perfette. Malinconicamente guardava i disegni dei bimbi degli anni passati, in cui lo rappresentavano con la sua meravigliosa divisa rossa e gli stivaloni neri.

La sua malinconia si trasformava in vera e propria tristezza, non appena sul calendario compariva il mese “DICEMBRE”.

Una mattina, era esattamente il 10 dicembre, svogliatamente si alzò, fece colazione, si lavò e si vestì. Ad un certo punto uno dei suoi Elfi entrò correndo nella cucina, travolgendo ed inciampando in uno degli sgabelli che era stato lasciato lì, al centro della stanza…

“Babbooooo Babbooooo” urlò l’Elfo

“Ehiiii,” con il suo vocione, sorpreso, disse Babbo Natale, aiutando l’Elfo a rialzarsi da terra “cosa sarà mai successo di così importante ed urgente da farti correre così tanto?!?”

“Grazie Babbo…” si affrettò a ringraziare l’Elfo riacquistando la forma eretta, “ehmmmm, non saprei da dove cominciare… ehmm…”

“Dall’inizio… si comincia sempre dall’inizio” sorrise Babbo Natale

“Eh sì… dall’inizio… e l’inizio è che…” titubante e confuso balbettò l’Elfo.

“OOOHHHH su forzaaaa… Mi stai facendo venire l’ansia…”

“Ok… E’ arrivata una letterina!!! Ecco! L’ho detto! UFFFFFF…” sospirò l’Elfo come se avesse detto una delle notizie più importanti della sua vita.

Babbo Natale corrugò la fronte e guardò intensamente l’Elfo. “Mi stai prendendo in giro?” chiese con un’espressione alquanto incredula.

“No, Babbo! Lo giuro! Tutti gli altri Elfi sono davanti alla cassetta della posta, guarda…” ed indicò la finestra.

Babbo Natale si scosse, andò alla finestra e guardò fuori. C’era un gruppetto di increduli Elfi che non staccavano lo sguardo dalla sua cassetta della posta.

“Ok, calma e sangue freddo” pensò tra sé e sé Babbo Natale. Andò verso la porta, prese le chiavi della cassetta e si diresse verso l’incredulo gruppetto, che appena lo vide aprì un varco per permettergli di avvicinarsi.

Mise la chiave nella cassetta, aprì lo sportello e lesse:

MITT: Angela

Per: BABBO NATALE

 

Con il cuore in gola, continuando a fissare la lettera, rientrò in casa, con la scia di Elfi che lo seguivano in religioso silenzio.

Si sedette, l’aprì lentamente e lesse ad alta voce:

<<Caro Babbo Natale,

Sono un’insegnante di 42 anni e, non sapendo a chi rivolgermi, ho pensato che tu fossi l’unico che avrebbe potuto aiutarmi.

Non so se è la mia impressione, ma tanti bimbi non ricevono più gli “abbracci”. Alcuni di loro non sanno neanche darli… non so come spiegarti, ma sai, a volte quando li abbraccio, loro rimangono con le braccia fisse lungo il corpo e non sanno come fare per ricambiare! Perdona la domanda indiscreta, so che per deontologia professionale non potresti rivelare i desideri e regali altrui, ma la mia è pura curiosità: nelle loro letterine te lo scrivono ancora che vorrebbero gli abbracci???

Vabbè, visto che questo è il periodo giusto (spero che la mia lettera arrivi in tempo), posso chiedere un regalo di Natale particolare? Ecco, IO VORREI REGALARE UN ABBRACCIO A TUTTI I BAMBINI DEL MONDO E A CHI NON SA COSA SIA, UNA DOPPIA CONFEZIONE PER IMPARARE A DONARLI!

Grazie di cuore Babbo Natale, e… UN ABBRACCIO A TE!

Con affetto, Angela>>

Babbo Natale rimase qualche secondo in silenzio. Fissava la lettera appena letta. Senza muovere un solo muscolo, schiarì la voce e disse.

“Cari Elfi, abbiamo solo 14 giorni, ma noi ce la faremo! Elfo Gimpy, riattiva la macchina degli abbracci! Elfo Gully Imp, metti in azione la macchina dell’impacchettamento! E tutti gli altri con me, dalle renne!!!”

La Casa di Babbo Natale, in soli pochi minuti, fu viva e frenetica come non lo era più da troppo tempo. Tutti correvano e scappavano. Ognuno con il proprio compito.

Per 14 giorni si lavorò così intensamente che malinconie e tristezze sembravano vecchi ricordi.

Il 24 dicembre i pacchi e le doppie confezioni erano tutti pronti e perfetti per essere consegnati.

Babbo Natale e i suoi Elfi salirono sulla slitta pronti a consegnare i loro “pacchi-abbracci” e le renne, pimpanti come non mai, aspettavano solo il via, che arrivò puntuale e con una elettrizzante felicità nella voce del loro condottiero:

“VIAAAAA, andiamo a consegnare gli abbracci più belli che siano mai stati donati a tutti i bambini del mondo!”

E tutti gli elfi urlarono. “SIIIIIIIII, andiamooooo!”

La mattina di Natale, tutti i bimbi del mondo trovarono sotto l’albero il loro “pacco-abbraccio” e lì vicino, un piccolo pacchettino con la scritta “omaggio”, che scartato, conteneva un piccolo abbraccio anche per i loro papà e per le loro mamme.

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Un semplice racconto natalizio

C’era una volta, tanti anni fa (diciamo trent’anni fa), una bambina. Viveva la sua vita tranquilla con la mamma e la sorella più grande nell’allora Cecoslovacchia. Andava a scuola, giocava con le amiche, leggeva tanti libri, litigava con la sorella. Ed ogni anno con l’arrivo della stagione fredda, non vedeva l’ora che arrivasse il Natale.

Un Natale bianco e magico, con la neve che copriva tutta la città e la faceva diventare tutta ovattata, con i profumi dei dolcetti natalizi preparati dalla mamma, con gli odori dei rami di pino con le pigne argentate messi in un vaso per portare un po’ di odore di bosco (poiché il loro albero di Natale era finto).

Il Natale si cominciava a sentire dall’inizio di dicembre, quando la mamma andava a fare la spesa per comperare tutto il necessario per poter fare i dolcetti natalizi. E non vi parlo di qualche dolcetto ma di fiumi di dolcetti, chilogrammi di dolcetti… È una tradizione ceca, fare delle scorte infinite di dolcetti vari , di pasta frolla semplice oppure ripiena, di pasta frolla arricchita di noci, nocciole o mandorle che poi andavano riempiti di creme al burro di diversi sapori. Dolcetti fatti di cioccolato, di latte condensato, di miele, insomma una bontà infinita (e un lavoro interminabile…)

E poi arrivava il grande giorno in cui si addobbava l’albero: il giorno 24 dicembre, chiamato il “Giorno dell’abbondanza”. Nessuno andava a lavorare, poiché sul calendario era segnato in rosso (oggi non è più cosi, tanti vanno a lavorare quel giorno) assieme con i giorni 25 e 26 ed era festa per tutti quanti. Tutti e tre, mamma e figlie, tiravano fuori dal ripostiglio albero e scatoloni grandi contenenti gli addobbi natalizi, tutti rigorosamente in vetro soffiato, colorati e luccicanti, uno ad uno incartati in carta velina per proteggere questo prezioso contenuto.
La mattina la passavano cosi, addobbando l’albero, ascoltando le canzoni natalizie e fantasticando su cosa avrebbe portato loro il Gesù bambino. E già, i regali li portava (e finora li porta) proprio il Gesù bambino, non il Babbo Natale… La nostra bambina s’immaginava questo Bambinello, piccolino e paffutello, che portava pacchi e pacchetti a tutti. Ah però, che fatica!
Giungeva l’ora di pranzo, a mezzogiorno si mangiava una cosa leggera e semplice perché nel Giorno dell’abbondanza si cenava molto presto. Col sorgere della prima stella, tutti si vestivano a festa, apparecchiavano la tavola e si cominciava cenare.

Dopo la cena arrivava il “Grande Momento”, tanto atteso. Le due sorelle andavano in cucina e con la luce spenta si mettevano a contare quanti alberi natalizi accesi si riuscivano a vedere dietro le finestre del palazzone di fronte. La mamma intanto si chiudeva nel soggiorno e… Dopo un po’ si sentiva il tintinnare d’un campanellino…
Di corsa, tutti nel soggiorno!
Mannaggia, mentre le due sorelle contavano gli alberelli, era passato il Gesù bambino, si era sentito anche il suo campanellino! E anche quest’anno non l’avevano visto! L’importante era che sotto l’albero aveva lasciato i suoi regali per tutti!

Sono passati gli anni, la bambina è cresciuta e anche lei è diventata mamma di due bambini splendidi. Con il freddo arriva Natale, non più bianco (a Matera purtroppo la neve scarseggia), un po’ nostalgico (poiché molto diverso dai ricordi della bambina), ma sempre magico (in presenza dei due bimbi e di un papà meraviglioso). Tutti insieme addobbano l’albero con dei biscotti speciali fatti dalla mamma. Biscotti profumatissimi che sprigionano l’odore di cannella, di chiodi di garofano e di ricordi. E quando la sera del 24 dicembre giunge l’attimo sfuggente del passaggio di Babbo Natale (il Gesù bambino ha passato la staffetta proprio a lui), si sente il tintinnare d’un campanellino… I bambini corrono ma questo Babbo Natale si comporta esattamente come il suo amico che gli ha passato il compito natalizio, non si fa vedere mai, lascia solo i regali! E la bambina sorride…

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Veselé Vànoce
Buon Natale

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Una lettera dal Polo Nord…

Carissimo Nicolas Leon,

finalmente è arrivata anche la tua letterina! L’hanno trovata i miei elfi sotto i rami del tuo albero di Natale, proprio dove tu e la tua mamma l’avete lasciata l’altra notte.

Sono molto indaffarato in questo periodo, ma cerco sempre di ritagliarmi qualche minuto per rispondere ai bimbi che mi scrivono. Spero di riuscire a soddisfare tutti i tuoi desideri, ma ricorda che il regalo più grande è la felicità e la fortuna di avere una famiglia e degli amici che ti vogliano bene e che ti stiano sempre accanto.

So che sei un bravo bambino, anche se a volte fai qualche capriccio e qualche monelleria…ma, caro Nicolas, alla tua età è normale! Ricordo che anche la tua mamma e il tuo papà da piccoli combinavano qualche marachella! Il tuo papà non voleva mai rimettere i giochi a posto, mentre la tua mamma voleva guardare sempre i cartoni anche quando i grandi seguivano il telegiornale…

Dai sempre ascolto ai tuoi genitori: se ti chiedono di non fare qualcosa è solo per proteggerti, certo, ora a te può sembrare difficile da capire, ma sono sicuro che, quando sarai più grande, lo capirai benissimo. Ricorda sempre che la mamma e il papà ti vogliono un mondo di bene…è vero… li vedi spesso impegnati a seguire il tuo fratellino ma Marcos è piccolino, porta ancora il pannolino e non sa fare tutte le cose che tu fai da solo oramai da molto tempo. Proteggi sempre Marcos Ernesto e non fargli dispetti…per lui sei un eroe! I miei elfi, osservandovi dalla finestra, mi hanno detto che Marcos adora stare con te e che ride tantissimo quando tu giochi con lui…man mano che passerà il tempo, farete sempre più cose insieme, vi divertirete tantissimo e sarete un punto di riferimento l’uno per l’altro.

Conserva sempre la tua spontaneità, la tua curiosità e la tua allegria e continua a sognare di osservare le stelle disteso su un prato! Insegui con tenacia i tuoi sogni: per far avverare un desiderio, non basta esprimerlo e non dirlo a nessuno…ma bisogna impegnarsi per far sì che si avveri! I miei elfi ti hanno ascoltato qualche giorno fa, mentre parlavi con il tuo papà: gli hai chiesto se il cielo finisce o è infinito e poi ti sei risposto dicendo che “il cielo finisce dove ognuno vuole”…caro Nicolas, il tuo cielo è e sarà di sicuro infinito!

Continua a essere appassionato nei tuoi giochi, con i tuoi libri e i tuoi colori e quando fai sport.

Ricorda, ogni anno, di mettere da parte dei giochi e dei vestitini da regalare ai bambini meno fortunati e ricorda di condividere i giochi con i tuoi amichetti e con i cuginetti…devi sapere che un gioco condiviso raddoppia il suo potere magico perché porta allegria e felicità a più bambini!

babbo_natale

Ti auguro di trascorrere un Natale felice, gioca tanto, assaggia tanti cibi nuovi ma, mi raccomando, non esagerare con i taralli e con la cioccolata!

E adesso, caro il mio piccolo Nicolas, voglio chiederti un regalo…sì, proprio io, Babbo Natale, chiedo un regalo a un bambino. Devi sapere che i bambini, quando diventano ragazzi e poi uomini dimenticano Babbo Natale…questo è il regalo che ti chiedo…di conservare, anche quando sarai un uomo, un posticino per me nel tuo cuore!

Adesso devo salutarti,

BUON NATALE, PICCOLO NICOLAS!!!!!!!!!

 

 

 

Babbo Natale

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It’s beginning to look a lot like Christmas

Sono lì che spingo a fatica il passeggino e penso al mio anno faticosissimo, ai mesi senza stipendio, alle suppliche per avere ciò che mi spetta (ancora), al licenziamento, al matrimonio, a tutti quei kg persi, alla ricerca spasmodica di un senso da dare all’autunno, penso a come si stanno mettendo le cose adesso, alle persone speciali che sempre esistono e che mi regalano stima, penso ai kg che sto riguadagnando alla velocità di un dolce ogni due giorni, penso ai miei studenti extra comunitari che vogliono imparare a dire minigonna e sognano di guadagnare tanti soldi per riscattarsi e cambiare vita e penso che dopotutto perdere quel lavoro a 35 anni suonati è stata la miglior cosa che potesse accadermi… sono lì che spingo questo benedetto passeggino dicevo, nel bel mezzo della tempesta mentale del secolo, quando all’improvviso lo vedo.  Cioè prima lo sento. E capisco tutto. Dalla metà di via delle Beccherie arriva la musica di Jingle Bells e intravedo già da lontano un capannello di bambini davanti ad una grande teca. E dento lui: il Babbo Natale di “Michelastoppa” che balla a ritmo di musica. E mi accorgo in un attimo che tra tutte queste elucubrazioni mentali mi sono persa. Domani è dicembre, tra 25 giorni è Natale, tra 1 mese è finito un altro anno e io che ho fatto a settembre? E a ottobre? E a novembre? Non lo so e non me ne importa più niente perché ormai sento già addosso quella strana sensazione di felicità..

Non so spiegare cosa mi accade quando entro nel Christmas mood senza averlo preventivato, però è qualcosa che ha il sapore di una cioccolata calda davanti ad un camino con le amiche del cuore quando fuori si chiatra, ha l’odore della cannella, fa il rumore della legna che scoppietta nel fuoco e ha il calore della mia coperta arancione da divano.

A dicembre io cambio. E il mio finto cinismo muore nelle migliaia di film natalizi che mi sparo senza contegno ad ogni ora del giorno.  A dicembre io cambio: e  l’amore che ho dentro viene fuori sotto strane forme gigidalessiane, neomelodiche, inspiegabilmente melense. Odio il freddo ma amo guardare le storie d’amore e d’amicizia sotto la neve di new work o di qualche altro posto freddissimo del mondo.  Chi mi conosce lo sa. Non resisto all’ultima notte di Carrie Bradshaw a New York con Big e le sue amiche, né a Mark che va a bussare a casa di Juliet la vigilia di Natale con i suoi cartelloni di frasi d’amore per dirle che lei è perfetta. Non resisto a Bridget Jones che corre in mutande per Londra per rincorrere il suo bel Mark non resisto nemmeno alla mamma in volo per Parigi che all’improvviso urla: “KEVIIIIIN!”

Ogni anno lo dico, ma questo sarò un Natale speciale. Resterò a casa con le persone importanti, guarderemo quei film rigorosamente in inglese e faremo sempre le stesse battute secolari, mangeremo fino a sfondarci gli stomaci e giureremo di non farlo mai più, prenderemo dei maalox, berremo tutto il bevibile, ci scambieremo dei regali al buio super trash con la regola di non superare i 5€ di spesa e io certamente pescherò il più inutile e brutto, ci accasceremo satolli su qualche divano e dormiremo poco. Però saremo felici. felici di esserci semplicemente e di vedere i nostri figli giocare sotto l’albero. E scusate se è poco.

A voi tutti auguro un felicissimo mese di dicembre mangiando pettole e cartellate e baccalà e pasta al forno come se non ci fosse un domani, vi auguro un vicino di sedia che non abbia il cucù proprio quando voi avete l’asso e volete cambiare, vi auguro di non prendervi un virus gastrointestinale la vigilia di Natale (come invece è successo a me l’anno scorso), di realizzare un vostro desiderio nascosto e di realizzarne uno dei vostri figli  dandogli la certezza che Babbo Natale esiste davvero.

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InstaTree: l’albero di Natale più “trendy” del 2013!

Oggetto totemico che affonda le sue radici ovviamente nei Paesi più a Nord di noi, tra miti germanici e rielaborazioni nostrane, più pratico e meno costoso di un presepe,l’albero di Natale trova spazio praticamente in tutte le case e la sua messa in opera coincide spesso con l’inizio del periodo natalizio, qui il 7 Dicembre, da noi solitamente l’8.

Nel farneticare lavorativo (forse non tutti sanno che, quando non faccio la mamma, mi occupo di indagini sul web e ricerche di varia natura, su cose utili o meno, ma che in qualche modo riescono fortunatamente a pagarmi almeno la retta del nido e due spese a settimana senza ricorrere alla pensione di mia mamma – almeno per ora!) abbiamo quest’anno indagato quali fossero le tendenze moda per l’albero “in”, analizzando – giudicate voi se si tratta di impegno o pazzia – circa 1500 foto di Instagram per parole chiave come “Christmas tree” “Xmas tree” e simili, alla scoperta degli elementi più “nuovi” di quest’antica arte allestitiva, in cui tutti siamo un po’ scenografi e un po’ stylist, bimbi compresi!

Vi condivido pertanto le nostre osservazioni, affinché possano servire da spunto allestitivo per i ritardatari del 24 (di cui abbiamo una diapositiva…ho l’albero ancora incellofanato che grida “aprimi!”) o come inusuale argomento di conversazione “leggera” nei vostri ritrovi familiari (potete usarla come scusa per interrompere le eventuali e più accese discussioni sulla crisi, la politica e come si sta male nel nostro Paese, le diatribe generazionali per opposte vedute e i luoghi comuni sulla mezza stagione eccetera, cose che vengono spesso fuori quando ci si ritrova a tavola il 25 in più di 4 persone e dopo il terzo bicchiere di vino).

XMAS MAMME

CHRISTMAS TREE_ Cominciamo dalla base: l’albero. Come vedete dall’infografica, il driver della crisi la fa da padrone: se la dimensione “medio-grande” continua ad essere il mainstream, nuove ed importanti evidenze fanno presagire che, per questioni di tasche, tempo e spazio, gli alberi si stiano “ridimensionando” verso una misura che non supera i 90 centimetri (un 15% del campione analizzato aveva addirittura dimensioni minori di 50!). Alcuni utenti addirittura hanno postato alberi-non-alberi, ricreando cioè la silhouette con le sole lucine, oppure inventando alberi/soprammobile con i materiali più disparati.

L’albero è verde? Non sempre, o meglio, il verde sta diventando “sempreverde”, per cui iniziano a spopolare foto di “caccia all’albero vero”, percepito come un lusso in un caso, e come un risparmio dall’altro (guardate per esempio gli inglesi sull’argomento) . In questo IKEA ovviamente ci ha visto lungo, proponendo già da tempo alberi veri in “leasing”, ovvero che se li riconsegnate a loro tra il 4 e il 12 gennaio insieme allo scontrino ricevete un buono spendibile in IKEA fino a febbraio. Sono già stati restituiti 152.000 alberi, trasformati in fertilizzanti o utilizzati per la produzione di truciolati. Al Sud è un po’ difficile, ma al Nord (e non parlo di Milano ma di Finlandia, Estonia e quant’altro) si sta diffondendo la caccia “fai da te”al vero albero, discutibilissima a livello ambientale ma a livello di tasca forse no. Date un’occhiata a questo tag per vedere cosa succede!

Se il sempreverde è 100% nature, era naturale che il buon vecchio plasticone si rinnovasse nel colore. Ecco quindi spuntare, in un ritorno anni ‘80 oserei dire, alberi di colori diversi, tra i quali il bianco guadagna sempre più terreno: fanno capolino, a corollario di ciò, declinazioni rosse, dorate, blu o persino fucsia shocking, in percentuale minima (diventeranno poi una tendenza? Lo scopriremo nei prossimi Natali)!

tumblr_inline_mw5qyjj1Sm1qgz5kaDECORAZIONI_Luci e palline rimangono quelle classiche, nei colori più tradizionali come rosso, blu e dorato. Inizia ad imporsi anche qui il bianco “ottico”, segno che le carnevalate sono sempre meno concesse e l’allestimento più chic è quello minimale (massimo 3 colori consentiti tra lampadine e pallette), e in certi casi tende addirittura a sparire (ovvero solo luci e niente palline o altre decorazioni). Una percentuale piccola ma consistente decora l’albero con chicche “fai da te”, dalle decorazioni in carta al fatto-a-maglia, fino a biscotti pan di zenzero, caramelle e piccoli dolcetti.

Per la parte “Top”, alla classica stella rossa, dorata o argento si sostituiscono fiocchi e fiori, con sempre maggiore evidenza. Elemento veramente “nuovo” per l’allestimento dell’albero 2013 è la comparsa sempre più numerosa di wrap dal taglio chic: detto in italiano, al posto dei classici “fili argentati o dorati” l’albero viene completato (e quasi “impacchettato”) avvolgendogli intorno dell’elegante nastro di chiffon o simile, spesso dorato. Di seguito alcuni esempi.

4 alberi Nau

Per quanto riguarda le luci, il bianco vince su tutte. Non sfoderate il multicolor, a meno che non usiate le sole luci per addobbare l’albero. Palline colorate + luci colorate stanno lentamente diventando “out”.

CARTA REGALO_Per evitare la variante rossa con filo dorato, o il sacchetto del negozio con la stellina sopra (questo proprio NO!)  potete scegliere di adottare una delle tendenze del momento in fatto di carte regalo. Anche qui, per questioni di costo e riciclo, vince l’handmade: decupage di semplici carte da imballo con timbri applicati a mano o pois ritagliati e incollati, oppure ancora effetti 3D. Buone ispirazioni vengono prese dal mondo “nordico” con fantasie raffiguranti cervi, picchi e pettirossi. La tendenza fashion dell’optical (giochi “ottici” come simmetrie o contrasti di colori) arriva anche nelle grafiche dei pacchetti: fantasie specchiate, black & white, righe sono gli ultimi must di questo 2013.

E per finire la nuova moda che fa furore, sottoprodotto della crisi e reinterpretazione di un codice stavolta non Ammeregano ma direttamente dal Giappone: il Furoshiki! A discapito del nome originale che significa  “tovaglia da bagno”, potrebbe fare la differenza in fatto di imballi.

kyoto-furoshiki-karakusaya-2Se volete risparmiare carta, basta utilizzare dunque dei drappi per avvolgere i regali: drappi che possano diventare regalo essi stessi, come foulard o coloratissime pashmine. Il produttore di make up biologoci Lush ha adottato la moda Furoshiki per i pacchetti natalizi: in quest’articolo spiegano bene sia alcune forme da realizzare, sia l’eticità che è alla base della scelta.

Per questo Natale quindi, viaggiamocela a tutta velocità con il bio, l’handmade e il riciclo, come testimoniano gli splendidi articoli che ho letto in questi giorni! Giocate con la fantasia senza dimenticare il buon gusto, come direbbe Enzo Miccio, e, per una volta non copiando gli Americani…la cui ultima, folle moda, pare sia ritrarsi davanti all’albero con fucili e pistole! La considerazione ultima è che il Natale si stia progressivamente trasformando in una “data sul calendario”, e che feste più divertenti e “cool” come Halloween potranno finire per intaccare la nostra amata tradizione prendendo il sopravvento.

Non rimane che pregare per gli americani imbecilli e i loro fucili senza senso, armarci sì, ma di pazienza, e fare di tutto perché le nostre tradizioni sopravvivano almeno finché i nostri piccoli possano conoscerle. Saranno loro poi a stravolgerle secondo i tempi che verranno (e che spero di prevedere con un buon grado di precisione:))

A tutti voi un sereno Natale, specie a chi avrà la fortuna di passarlo in quel gioiellino che è la nostra splendida città, e un augurio speciale ai vostri bellissimi bimbi dalla fredda Milàn l’è un gran Milàn!!! Al prossimo anno, MOMs!

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