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Matera – Kilis 2017

Essere mamma è un impegno grande,

molto grande ed interessante perché la tua vita improvvisamente si trasforma in qualcosa di indefinibile, che vivi attimo dopo attimo, con la consapevolezza che stai contribuendo in primis a plasmare un essere che hai custodito gelosamente nel tuo corpo…Il mistero della vita!
Poi succede che arrivi anche ad averne più di uno…Il che è un’avventura vera e propria! La tua vita diventa un puzzle da costruire ogni giorno, con accurata attenzione per tenere in ordine tutte le tessere…e ci vuole davvero tanta pazienza per attuare questo! Un giorno capita che t’imbatti in una realtà tutta cittadina chiamata MOM, con diverse mamme che condividono idee e voglia di migliorare la città, renderla a misura di mamma e bambino, dedicando il proprio tempo. Questo è stato il mio percorso personale, dopo anni di volontariato nello scoutismo principalmente e in diverse realtà associative cittadine…Nel frattempo sono arrivati anche tre figli, grande impegno!
In più ci sono le attività di MOM che, da quattro anni abbondanti, fanno parte della mia giornata.
Non so se per solidarietà o condivisione ma quest’anno, per la Festa della Mamma, un incrocio di post mi ha condotto a conoscere Giuseppe, volontario materano dell’Associazione Time4Life. Pochi giorni per organizzare una raccolta di abbigliamento, pantofoline e giochini per i bambini di Kilis, città al confine tra Turchia e Siria. Quotidianamente siamo immersi in richieste di aiuto e siamo liberi di ascoltarle o meno ma sono fermamente convinta che raccogliere, scegliere e pensare al fine di queste azioni sia un forte momento di educazione per i bambini. Arriva il giorno della Festa, MoMento solidarietà nel Giardino dei MoMenti di Lanera, creiamo un piccolo cerchio e Giuseppe ci racconta di una valigia grande da portare in viaggio per raggiungere bambini meno fortunati…Non hanno tanti vestiti, camminano a piedi scalzi, non hanno giocattoli.
Domanda di rito: – Perchè? – Giuseppe ci spiega: – Alcuni non hanno la mamma e il papà che posso procurarglieli. –
Per terra ci sono alcuni sacchetti, quelli che erano a casa, nella nostra casa, riempiti insieme a quattro mani. Non c’è stato un attimo di ripensamento…
I bambini hanno accuratamente controllato che ci fosse tutto il necessario nei singoli sacchetti, tutto quello che avevano scelto, controllato ed inserito dentro con cura.
– Giuseppe, come arriverai lì dai bimbi? – Risposta ai piccoli: – Con due aerei e, se posso, vi invierò una foto! –
Il sorriso sui loro volti e sui nostri di mamme e papà è stato il segnale lampante che piccoli gesti contribuiscono a costruire grandi azioni.
Vestiti e giochi adesso sono a Kilis, i nostri cuori sono pieni di gioia.

                                                                                                                                              Arianna Di Trani

 

“Guardate lontano,
e anche quando credete di guardare lontano,
guarda ancora più lontano”
Robert Baden – Powell

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L’Orto Urbano delle MOM

Fin dagli albori della nostra Associazione , quando nel 2014 si discuteva chiedendosi se da un gruppo Facebook molto attivo potesse nascere qualcosa di può concreto come una associazione di Mamme, uno dei sogni che avevamo e che volevamo realizzare era quello di un orto urbano.

Un orto urbano in cui i bambini potessero imparare a coltivare la terra, in cui i bambini potessero riappropriarsi del contatto con la terra , in cui i bambini potessero rendersi conto che la lattuga ed i pomodori che mangiano in insalata non li “sputa fuori ” il banco frigo del supermercato; o che il minestrone fatto di carote patate zucchine fagioli piselli zucca bietola verza e così via che la mamma prende dal banco dei surgelati non fosse “fabbricato” da chi Sa Quale materiale sconosciuto.

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Ci piaceva l’idea che i bambini potessero vedere il seme nascosto nella terra dal quale spunta la piantina, che imparassero ad averne cura con le annaffiature e le concimazioni, che imparassero a raccoglierle al momento giusto con le tecniche adatte.

Come pure riteniamo sia importantissimo che i bambini, e non solo 😜, imparino a conoscere la stagionalità delle verdure e della frutta che al giorno d’oggi è ormai persa.

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Per trasferire tutto questo avevamo pensato che fosse indispensabile l’esperienza dei NONNI. Sentivamo l’esigenza concreta di valorizzare le competenze delle persone di età matura e di favorire il dialogo tra diverse generazioni.

Per tutti questi motivi quando nella primavera del 2015 abbiamo letto il bando di concorso della Fondazione Matera-Basilicata 2019   “Basilicata fiorita 2015 aree da far fiorire” abbiamo pensato che fosse il caso di partecipare per poter realizzare il nostro sogno.

L’apice della gioia e dell’orgoglio è stato la sera del 10/7/2015 partecipare alla premiazione del concorso e non solo salire sul podio , ma essere proclamate vincitrici del primo posto perché la nostra idea di progetto era enormemente piaciuta alla intera commissione giudicatrice.

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L’area scelta per la realizzazione del progetto è una zona incolta del quartiere Lanera , antistante la scuola Elementare, una area che è abbastanza vasta ( circa 1200-1300 mq) che gode di uno spazio ombroso offerto da un pino e due cipressi, su cui affaccia un condominio, oltre la scuola.

Il traffico automobilistico è ridotto; nei pressi c’è anche un parco giochi molto ben frequentato da famiglie con bambini.

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In seguito alla vittoria del premio, che consiste appunto nella realizzazione concreta dell’idea di progetto La fondazione Matera – Basilicata 2019 ci ha dato l’opportunità di scegliere fra due architetti che hanno moltissima esperienza nell’ ambito degli orti urbani condivisi.

La nostra scelta è stata immediata.

L’architetto Michela Pasquali, con la sua organizzazione no profit Linaria ( www.linariarete.org), a Roma opera in vari ambiti di questo affascinante mondo.

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Sarà lei a progettare insieme a noi il nostro orto.

Nei giorni 21-24/3 prossimi verrà a Matera per lavorare aiutandoci a trasformare le idee in progetto concreto.

Sarà una settimana di intenso lavoro in cui dobbiamo cercare di sfruttare al massimo le sue competenze ed esperienze e condividere con lei le nostre idee che vorremmo realizzare.

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Per questa settimana abbiamo bisogno della massima collaborazione di tutti per sfruttare al meglio questa opportunità.

L’Associazione MOM

 

 

 

 

 

 

 

Nella idea di progetto abbiamo espresso di voler dividere lo spazio in aree con ortaggi e frutta ed alberi da frutto; un’Area per la didattica, immaginando un albero sotto il pino, attorno al quale i NoNNI potranno trasferire il loro sapere raccontando storie e tradizioni di campagna.

Le nonne potranno insegnare a fare conserve e confetture

 

L’orto urbano condiviso può diventare anche uno strumento per sviluppare politiche sociali di aggregazione inclusione e dialogo intergenerazionale oltre che di integrazione sociale di immigrati nella nostra città.

 

Può essere anche occasione di praticare esercizio fisico all’aperto ed in questo potrebbe ere molto utile una Area giochi / attrezzi con materiali di riciclo.

 

Coinvolgendo le scuole l’orto urbano può diventare un’area per lo studio di materie scientifiche o pratiche all’aperto, e per scuole si intendono di ogni ordine e grado.

 

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CARE PACKAGES : LA MODA DEL “PACCO” IN VERSIONE “MOM”

Un mio amico “di su” una volta mi disse: “Riconosci chi “vien da giù” dalla valigia. Ha un profumo di prodotti nostrani che le altre valigie non hanno”. Di kit di sopravvivenza, credo che le nostre mamme siano esperte, e chi di voi ha studiato o ha vissuto diverso tempo fuori Matera penso che sappia cosa voglio dire.

Dal primo giorno in cui ho messo piede fuori di casa per trasferirmi a Milano, poi ad Alicante, poi a Madrid e di nuovo a Milano, tutte le mie certezze alimentari (a quel tempo il pane di Matera rientrava ancora ampiamente nei miei “alimenti consentiti) e casalinghe sono venute meno. Ma mia mamma era là. Col suo pacco. Con l’indirizzo scritto a mano. Con i 10 litri d’olio (“scusa se è poco ma non sapevo se avevate spazio!!”), il pane di Matera immancabile (adesso lo manda al mio fidanzato), i sughi e ragù con l’etichetta e pronti ad accompagnare le insipide paste di mais. Di pacchi ce ne sono poi diversi, a seconda delle mamme. Tra quelli che ho visto arrivare e quelli che ho ricevuto, ho tirato fuori almeno quattro casistiche:

pacco “ti faccio la spesa”, dove oltre ai prodotti nostrani difficilmente reperibili qui, spuntano gioielli della standardizzazione come salamini negroni o il tonno all’olio d’oliva, cosa che ti fa esclamare “mamma, tutto buonissimo ma perchè il tonno? Quello posso comprarmelo all’Esselunga!!!”

pacco “incoraggiamento”, dove in realtà paste al forno e melanzane sott’olio sono in secondo piano rispetto alla lettera o bigliettino che recita “mi raccomando, noi qui facciamo tutti il tifo per te”

pacco “salvaspazio”, ovvero i pacchi che genitori e figli si scambiano con il cambio di stagione estivo/invernale per evitare un’esplosione degli armadi, sempre più stretti nelle case in affitto. In mezzo a scarpe, t-shirt e pantaloni c’è sempre il modo di infilare almeno una salsiccia!

pacco “chic”, dove il cibo sparisce oppure è irrilevante rispetto alla mole di prodotti di bellezza o libri, riviste e giornali (ho sentito da amici di amici di persone che ricevevano dai genitori, mentre erano in Erasmus, intere collezioni di Vogue e altri magazine direttamente dal loro Paese). Il pacco chic da noi non è ancora molto diffuso, per ovvi motivi, ovvero come rinunciare alle scamorze?

C’è poi il rituale della telefonata: “E’ arrivato il pacco?” “Come sò arrivate le melanzane? E le mozzarelle? Mettile subito fuori..” e mentre le domande continuano, nella mia testa riesco solo a pensare alle parole “grazie mamma”, con la bocca piena di mozzarella, fette di torta o di salame a seconda dell’orario in cui si riceve il Sacro Graal.

Con l’era del web era naturale e prevedibile che l’abitudine dei “pacchi” (quelli che si inviano non quelli che si tirano :D) si spostasse su web e mobile, con idee e fabbricazioni sempre più artigianali, visto il crescente fenomeno dei Makers e del DoItYourself (in cui le nostre nonne avrebbero da dire la loro!). La cosa che accomuna – o che ha accomunato – in genere il discorso pacco è la sua destinazione d’uso. I care-packages, ovvero “pacchi-mi-prendo-cura-di-te” come li chiamano negli USA, sono di solito inviati dalle mamme per i figli lontani per via di college, carriera militare o lavoro.  Ma il  “prendersi cura” sta cambiando progressivamente destinatario, estendendosi anche ad altri target tra cui quello delle “mamme” ed in particolare le neo-mamme. Un esempio su tutti è Citruslane, una versione e-commerce dei pacchi “di Franco” e simili, ovviamente declinata in versione americana quindi bei disegni, bei prodotti, bel contenuto, bello tutto. Screen-shot-2012-07-19-at-10.00.29-AM Citrus LaneSi dà il caso che Mauria Finley, la fondatrice del servizio, sia stata un “cervello” della Silicon, lavorando attivamente con aziende del calibro di AOL, Paypal o E-Bay. Ad un certo punto ha voluto dare un “twist” alla sua vita, ed invece di fare la casalinga a tempo pieno nel 2010 inventa una startup il cui obiettivo è supportare il compito di mamma e papà con pacchi mensil, contenenti prodotti e campioncini altamente raccomandati dai membri della community, che sono a loro volta mamme e papà. Pacchi che giocano sull’effetto sorpresa da un lato, sullo smartbox dall’altro e sul “care package” per l’appunto. Come Mauria stessa scrive, “quando sono rimasta incinta dei miei due bambini ho chiesto alle mie amiche e altre mamme quali fossero i migliori prodotti per loro. Dopo aver passato ore di ricerca e shopping, ho pensato che tutto quello che volevo eraqualcuno che facesse quel lavoro per me. Qualcuno di cui fidarmi”. Da qui la nascita di CitrusLane. L’obiettivo dell’azienda è che le mamme di ogni Paese possano trovare sempre un pacco sorpresa contenente prodotti realmente utili nel loro day-by-day con i piccoli, senza bisogno di shopping e consegnati mensilmente fin dietro la porta di casa.Citruslane è un servizio ad “abbonamento”. Ci si abbona per 2, 4 o 6 mesi. Ci si iscrive, si inserisce l’età del bambino ed il suo nome (per avere dei prodotti il più personalizzati possibile), si sceglie il tipo di abbonamento e si aspetta il corriere. IMG_5678 I pacchi sono spesso tematici o stagionali, per esempio “Back to School” a Settembre, “Fun in the sun” per l’estate e così via. Dentro, prodotti di differenti tipologie, dal cibo ai prodotti d’igiene, gadget e giochi e persino vestiti o coupons: a metà tra i campioni omaggio, i cofanetti preconfezionati dei grandi (vedi set Chicco o Avent ) e gli smartbox esperienziali, i pacchi possono anche contenere buoni sconto per ristoranti, palestre o negozi indicati per mamme e papà. I prodotti sono raccomandati dal board Citruslane, composto da mamme e papà come noi.L’idea pare che funzioni alla grande, se sulla stessa scia sono (ri)nati pacchi di tutti i tipi, tra cui quelli sorpresa di Kiwicrate, azienda che fa lo stesso di Citruslane declinandolo sul giocattolo e la creatività. Schermata 2013-12-10 alle 13.03.03Questa dei pacchi è ovviamente la scoperta dell’acqua calda, ma potrebbe essere un’ottima tendenza da riportare in luce, togliendo di mezzo il concetto del “soldo” che ci si può ricavare, ma prendendo ad esempio Paesi come la Finlandia, dove alle mamme viene donata una scatola di cartone oppure un premio in denaro, ed il 95% sceglie la scatola di cartone.Non posso dilungarmi sul perchè in quanto ci vorrebbe un articolo a parte e la poesia del caso, (queste scatole di cartone che dal 1930 percorrono tutta una storia e arrivano alle mamme di oggi rinnovate nell’uso e nel concetto, dopo 75 anni diventano un rito, un passaggio alla vita, e arrivano a risolvere persino un problema sociale come la mortalità infantile – in Finlandia 65 su 1000), per cui se avete due minuti date una letta qui e mi saprete dire. Ma in Italia – Paese dei Pacchi per eccellenza, persino in televisione – com’è la situazione?

Da una ricerca rapida su internet ho trovato solo dei pre-set in tutto simili alle valigie new-born di Chicco e company, quelle insomma contenenti dei “necessaire”, prodotti per altro dalla stessa azienda. Poi sono venute fuori due piccole illuminazioni, sulle quali care MOM dovremmo riflettere. Uno, perchè le idee non sono occorse a brillanti esperti della Silicon nè agli illuminati amministratori delle “democrazie di vetro”, ma negli uffici amministrativi dei comuni di San Benedetto e di Monte San Savino, provincia di Arezzo. Due, perchè potrebbe essere bello ripensarci in chiave locale.

Entrambi i progetti sono pensati per le neomamme, o meglio neofamiglie, ed hanno nomi semplici ma mirati: “Pacco Mamma” e “Progetto Ninna Nanna”.

maxresdefaultIl Pacco Mamma nasce perchè la provincia di Arezzo partecipa ad un progetto europeo sulle buone pratiche amministrative e sulla conciliazione dei tempi di vita e lavoro. All’assessore Carla Borghesi non sfugge in questa sede il caso appena citato della Finlandia. Senza pensarci due volte lo propone, e ad oggi due comuni della provincia aretina donano alle mamme un pacco del valore di 50 euro per ogni nuovo nato da ritirare in farmacia. Discutibile ma sensato che si regali, oltre ai prodotti, anche la Costituzione Italiana, ma complimenti. Sarà un caso che entrambi i comuni che aderiscono all’iniziativa abbiano dei sindaci donne? Schermata 2013-12-10 alle 12.25.19A San Benedetto invece, l’amministrazione spende già 5000 euro nel progetto Ninna Nanna, regalando un pacco di benvenuto per ogni neonato con prodotti per la prima infanzia e per le prime necessità di vita del piccolo, che i neo papà e mamme ritirano al momento della registrazione dei figli negli Uffici dello Stato Civile. Da quest’anno oltre al pacco anche una fidelity card con sconti per abbigliamento, ottica, alimentare e giocattoli, utilizzabili entro un anno dalla nascita del bimbo nei circuiti convenzionati. La fidelity tra l’altro non è solo per nuovi nati: possono ritirarla, aderendo all’inziativa, mamme e papà di bimbi fino ai 10 anni. In questo modo creano un circuito virtuoso in cui le famiglie sono stimolate ad incontrarsi tra loro e a incontrare le aziende del territorio, scambiandosi pareri ed esperienze e producendo conoscenza. Il che oggi non è poco. E qui viene la domanda: Perchè non replicare con le nostre amministrazioni locali queste semplici ma importanti iniziative? A quando un pacco MOM con i prodotti consigliati dall’associazione delle Mamme e dei Papà di Matera e in collaborazione con le amministrazioni locali, Comune e Provincia, già che ci stiamo candidando per questo 2019?  

Riprendiamo il nostro Vicinato, che ha dato vita all’intricata storia che ci appartiene, e che abbiamo scritta nei volti, nei tratti somatici e nelle espressioni facciali e lessicali. (Soprattutto quelle di sorpresa perché sta per arrivarmi l’ennesimo “pacco” pieno di leccornie locali…stavolta con la mia mamma e non con il corriere! A mercoledì prossimo MOMs!!)

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