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Baby Teeth & Breast Milk Jewelery : i ricordi delle mamme diventano gioielli!

Se dovessimo attribuire un valore ai ricordi che l’essere genitori ci permette di collezionare, quanto varrebbero? Il prezzo è difficile da stimare e in molti casi la risposta ci lascerà interdetti. Niente paura: dall’America arrivano due tendenze che promettono di fare dei nostri ricordi dei veri  e propri gioielli. E non parlo di polverose bomboniere nè di portafoto analogici o digitali.

Il trend più in ascesa (in America, da noi naturalmente non sono ancora arrivati nemmeno gli articoli di giornale, anche se Repubblica ha inaspettatamente anticipato qualcosa qui) ci parla di gioielli che al posto delle pietre preziose ruotano intorno alla lavorazione del nostro latte. Sì…proprio quello che produciamo durante l’allattamento! Basta raccoglierne un po’ in un contenitore, sigillare per bene ed inviare all’artigiano di turno o chi per lui: grazie ad un processo particolare che sfrutta resina e altri materiali, il nostro prezioso liquido si plastificherà assumendo la forma che più desideriamo.

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La cosa può far piacere o far innorridire, ma sta di fatto che è un’autentica novità ed ha attecchito in fretta, se in Inghilterra per 65 dollari è già possibile richiedere un gioiello/ricordo che al suo interno contiene del vero latte materno. Ho guardato un paio di siti chiedendomi di tutto, specialmente cosa ne pensano le Moms di una delle più grandi community d’America e tra tutte le curiosità del caso vi anticipo che pare che no, il nostro latte non diventa rancido quindi il gioiello rimane intatto nel tempo. Una sorta di Graal da passare di generazione in generazione, che finalmente ricordi – soprattutto ai NON allattanti ehm ehm – che dietro la nostra misura in più di reggiseno ci sono anche occhiaie, momenti difficili ma incredibilmente preziosi, e per molti versi inenarrabili? Eccone alcuni esempi, mi sembra incredibile che la parte “customizzata” che vedete siano le nostre gocce di latte, ma a quanto pare hanno inventato anche questo!

milk jewels

Sulla falsariga dei Breast Milk Jewels – ma sicuramente più utile a detta di chi scrive- l’ancora più recente “contagio” del baby teeth jewelery. La moda nasce dalla frontiera del fai-da-te di Etsy, dove la proprietaria dell’attività Rock My World afferma di aver realizzato su commissione di una Mom americana la realizzazione di alcuni gioielli in cui al posto di pietre preziose c’erano dei veri e propri dentini da latte!! Dopo aver pubblicato il suo primo lavoro, Jackie Kaufman di San Pietroburgo ha ricevuto in un solo giorno 100 ordini per gioielli simili, e così il meme è diventato presto chiacchierato, tanto da far parlare di nuovo trend per le mamme d’America.

baby tooth jewels

In effetti il dentino è una cosa di cui spesso non si sa cosa farsene ed anche se io non ci ho ancora pensato (il primo dentino di Argentina dovrebbe cadere almeno dopo che le sono spuntati tutti gli altri, per cui ce ne vuole), sicuramente non comprerei uno di quei “sarcofagi” d’argento che ho visto regalare in un paio di battesimi (questione di gusto personale, naturalmente!) Alla fine, invece che avvolgerlo in fazzoletti di seta o buttarlo nel dimenticatoio (o semplicemente nella spazzatura a cambio di 20.000 lire, come è rimasto nei miei ricordi) perché non trasformare questo ricordo che segna un’epoca in un vero gioiello e regalare un “dodo” tutto personale (più che personale!) alla mia principessa? Credo di poterci pensare almeno altri 4 anni, fino ad allora magari i dentini da latte verranno digitalizzati e basterà una radiografia sull’iphone a ricordarci com’era.

Se pensate che la moda si fermi qui, vi anticipo solo che c’è anche chi crea anelli esclusivi con la prima e più importante ciocca del proprio piccolo, come Whispadornment, e che la stessa moda dei gioielli a base di denti  non risparmia neanche quelli..del proprio cane (l’esempio è nella foto) !!il_570xN.342713264

A me questo nuovo artigianato ricorda tantissimo – farà ridere lo so-  il museo Ridola o giù di lì: in pratica mi sembra proprio che, se da un lato la tecnologia avanza, dall’altro si stia ritornando a una nuova visione tribale del rapporto con i propri cari, al punto da indossarne una parte per portarla sempre con sé. Voi cosa ne dite care Moms? Indossereste dei gioielli realizzati con i dentini dei vostri bimbi?

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InstaTree: l’albero di Natale più “trendy” del 2013!

Oggetto totemico che affonda le sue radici ovviamente nei Paesi più a Nord di noi, tra miti germanici e rielaborazioni nostrane, più pratico e meno costoso di un presepe,l’albero di Natale trova spazio praticamente in tutte le case e la sua messa in opera coincide spesso con l’inizio del periodo natalizio, qui il 7 Dicembre, da noi solitamente l’8.

Nel farneticare lavorativo (forse non tutti sanno che, quando non faccio la mamma, mi occupo di indagini sul web e ricerche di varia natura, su cose utili o meno, ma che in qualche modo riescono fortunatamente a pagarmi almeno la retta del nido e due spese a settimana senza ricorrere alla pensione di mia mamma – almeno per ora!) abbiamo quest’anno indagato quali fossero le tendenze moda per l’albero “in”, analizzando – giudicate voi se si tratta di impegno o pazzia – circa 1500 foto di Instagram per parole chiave come “Christmas tree” “Xmas tree” e simili, alla scoperta degli elementi più “nuovi” di quest’antica arte allestitiva, in cui tutti siamo un po’ scenografi e un po’ stylist, bimbi compresi!

Vi condivido pertanto le nostre osservazioni, affinché possano servire da spunto allestitivo per i ritardatari del 24 (di cui abbiamo una diapositiva…ho l’albero ancora incellofanato che grida “aprimi!”) o come inusuale argomento di conversazione “leggera” nei vostri ritrovi familiari (potete usarla come scusa per interrompere le eventuali e più accese discussioni sulla crisi, la politica e come si sta male nel nostro Paese, le diatribe generazionali per opposte vedute e i luoghi comuni sulla mezza stagione eccetera, cose che vengono spesso fuori quando ci si ritrova a tavola il 25 in più di 4 persone e dopo il terzo bicchiere di vino).

XMAS MAMME

CHRISTMAS TREE_ Cominciamo dalla base: l’albero. Come vedete dall’infografica, il driver della crisi la fa da padrone: se la dimensione “medio-grande” continua ad essere il mainstream, nuove ed importanti evidenze fanno presagire che, per questioni di tasche, tempo e spazio, gli alberi si stiano “ridimensionando” verso una misura che non supera i 90 centimetri (un 15% del campione analizzato aveva addirittura dimensioni minori di 50!). Alcuni utenti addirittura hanno postato alberi-non-alberi, ricreando cioè la silhouette con le sole lucine, oppure inventando alberi/soprammobile con i materiali più disparati.

L’albero è verde? Non sempre, o meglio, il verde sta diventando “sempreverde”, per cui iniziano a spopolare foto di “caccia all’albero vero”, percepito come un lusso in un caso, e come un risparmio dall’altro (guardate per esempio gli inglesi sull’argomento) . In questo IKEA ovviamente ci ha visto lungo, proponendo già da tempo alberi veri in “leasing”, ovvero che se li riconsegnate a loro tra il 4 e il 12 gennaio insieme allo scontrino ricevete un buono spendibile in IKEA fino a febbraio. Sono già stati restituiti 152.000 alberi, trasformati in fertilizzanti o utilizzati per la produzione di truciolati. Al Sud è un po’ difficile, ma al Nord (e non parlo di Milano ma di Finlandia, Estonia e quant’altro) si sta diffondendo la caccia “fai da te”al vero albero, discutibilissima a livello ambientale ma a livello di tasca forse no. Date un’occhiata a questo tag per vedere cosa succede!

Se il sempreverde è 100% nature, era naturale che il buon vecchio plasticone si rinnovasse nel colore. Ecco quindi spuntare, in un ritorno anni ‘80 oserei dire, alberi di colori diversi, tra i quali il bianco guadagna sempre più terreno: fanno capolino, a corollario di ciò, declinazioni rosse, dorate, blu o persino fucsia shocking, in percentuale minima (diventeranno poi una tendenza? Lo scopriremo nei prossimi Natali)!

tumblr_inline_mw5qyjj1Sm1qgz5kaDECORAZIONI_Luci e palline rimangono quelle classiche, nei colori più tradizionali come rosso, blu e dorato. Inizia ad imporsi anche qui il bianco “ottico”, segno che le carnevalate sono sempre meno concesse e l’allestimento più chic è quello minimale (massimo 3 colori consentiti tra lampadine e pallette), e in certi casi tende addirittura a sparire (ovvero solo luci e niente palline o altre decorazioni). Una percentuale piccola ma consistente decora l’albero con chicche “fai da te”, dalle decorazioni in carta al fatto-a-maglia, fino a biscotti pan di zenzero, caramelle e piccoli dolcetti.

Per la parte “Top”, alla classica stella rossa, dorata o argento si sostituiscono fiocchi e fiori, con sempre maggiore evidenza. Elemento veramente “nuovo” per l’allestimento dell’albero 2013 è la comparsa sempre più numerosa di wrap dal taglio chic: detto in italiano, al posto dei classici “fili argentati o dorati” l’albero viene completato (e quasi “impacchettato”) avvolgendogli intorno dell’elegante nastro di chiffon o simile, spesso dorato. Di seguito alcuni esempi.

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Per quanto riguarda le luci, il bianco vince su tutte. Non sfoderate il multicolor, a meno che non usiate le sole luci per addobbare l’albero. Palline colorate + luci colorate stanno lentamente diventando “out”.

CARTA REGALO_Per evitare la variante rossa con filo dorato, o il sacchetto del negozio con la stellina sopra (questo proprio NO!)  potete scegliere di adottare una delle tendenze del momento in fatto di carte regalo. Anche qui, per questioni di costo e riciclo, vince l’handmade: decupage di semplici carte da imballo con timbri applicati a mano o pois ritagliati e incollati, oppure ancora effetti 3D. Buone ispirazioni vengono prese dal mondo “nordico” con fantasie raffiguranti cervi, picchi e pettirossi. La tendenza fashion dell’optical (giochi “ottici” come simmetrie o contrasti di colori) arriva anche nelle grafiche dei pacchetti: fantasie specchiate, black & white, righe sono gli ultimi must di questo 2013.

E per finire la nuova moda che fa furore, sottoprodotto della crisi e reinterpretazione di un codice stavolta non Ammeregano ma direttamente dal Giappone: il Furoshiki! A discapito del nome originale che significa  “tovaglia da bagno”, potrebbe fare la differenza in fatto di imballi.

kyoto-furoshiki-karakusaya-2Se volete risparmiare carta, basta utilizzare dunque dei drappi per avvolgere i regali: drappi che possano diventare regalo essi stessi, come foulard o coloratissime pashmine. Il produttore di make up biologoci Lush ha adottato la moda Furoshiki per i pacchetti natalizi: in quest’articolo spiegano bene sia alcune forme da realizzare, sia l’eticità che è alla base della scelta.

Per questo Natale quindi, viaggiamocela a tutta velocità con il bio, l’handmade e il riciclo, come testimoniano gli splendidi articoli che ho letto in questi giorni! Giocate con la fantasia senza dimenticare il buon gusto, come direbbe Enzo Miccio, e, per una volta non copiando gli Americani…la cui ultima, folle moda, pare sia ritrarsi davanti all’albero con fucili e pistole! La considerazione ultima è che il Natale si stia progressivamente trasformando in una “data sul calendario”, e che feste più divertenti e “cool” come Halloween potranno finire per intaccare la nostra amata tradizione prendendo il sopravvento.

Non rimane che pregare per gli americani imbecilli e i loro fucili senza senso, armarci sì, ma di pazienza, e fare di tutto perché le nostre tradizioni sopravvivano almeno finché i nostri piccoli possano conoscerle. Saranno loro poi a stravolgerle secondo i tempi che verranno (e che spero di prevedere con un buon grado di precisione:))

A tutti voi un sereno Natale, specie a chi avrà la fortuna di passarlo in quel gioiellino che è la nostra splendida città, e un augurio speciale ai vostri bellissimi bimbi dalla fredda Milàn l’è un gran Milàn!!! Al prossimo anno, MOMs!

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