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Mamme, mucche alla riscossa

di Margherita Ninni

Oggi voglio raccontarvi la mia esperienza da mamma-mucca! Quasi 8 anni continuativi di onorato allattamento al seno!

Ho iniziato con Luigi 8 anni fa…primo figlio, entusiasmo alle stelle!!!!!!!

Dopo un taglio cesareo fatto quasi inconsapevolmente, e consigliatomi da una ginecologa che, forse quel giorno, non aveva voglia di seguire una quasi neo mamma in un travaglio che non si sa come sarebbe stato (ma questa è un’altra storia)…mi ritrovo tra le braccia in un caldo pomeriggio d’estate un bimbo stupendissimo con gli occhioni verdi che magicamente si attacca al mio seno e smette di piangere!!!!!!!!!!

Un’emozione bellissima…non ci sono parole…!

Solo che il latte non “scendeva”…dicono che con il cesareo scenda qualche giorno dopo…quindi mi danno questa “aggiunta” da dare al piccolo!

Rientro a casa…poco latte, tanta stanchezza, tutti intorno che sanno sempre più di te…! I primi mesi passano così…tra latte di mamma e 3 o 4 biberon al giorno! Poi un bel giorno il mio bambino rifiuta categoricamente il biberon….finalmente mi ero ripresa e avevo latte in quantità….! Ho allattato Luigi per 27 mesi ! ho anche cercato di smettere…dopo l’anno…mettevo sul seno la polvere del caffè, olio, aceto, sale (un’insalata praticamente ) , ma Luigi imperterrito puliva con la manina e beveva…una volta gli chiesi cosa volesse per merenda…e lui mi ha risposto: “mamma voglio un po’ di tetta al sale!

Nei 27 mesi ho avuto anche 3 volte la mastite, febbre a 40 e dolori allucinanti…ma allattavo lo stesso…ci sono antibiotici compatibili con l’allattamento! Si è staccato lui da solo alla fine, senza traumi…da un giorno all’altro così all’improvviso non l’ha più voluto…

Con Cosimo stessa esperienza, un frugoletto biondo che si accucciava su di me con una dolcezza infinita…21 mesi di allattamento senza aggiunte stavolta…un paio di episodi di mastite, solo che, poverino, a lui ho DOVUTO toglierlo…perché quando aveva 18 mesi ho scoperto di aspettare la mia cucciola! Vorrei sfatare un altro falso mito: in gravidanza si può assolutamente allattare! Naturalmente tutto dipende da noi, da come ci sentiamo e se ce la facciamo..io i primi 3 mesi l’ho fatto…poi Cosimo si adagiava comodamente sulla mia pancia…voleva bere solo in quella posizione…allora per tutelare la piccolina dentro di me, ahimè, ho dovuto togliere il latte a lui…

L’ho fatto gradualmente, senza troppi traumi e devo dire che tutto sommato è andata bene!

Poi c’è Francesca che ha portato una sferzata di rosa nella nostra famiglia tinta d’azzurro!..30 lunghi mesi di tetta no-stop! Le puericultrici in ospedale volevano darmi dei consigli, ma dopo avermi vista all’opera sono uscite dalla mia stanza con un’espressione tra l’incredulo e il soddisfatto!

Quasi nessun intoppo con lei; solo che arrivata ad un certo punto ho voluto toglierlo…ho ripreso a lavorare e lei sarebbe andata a scuola dopo qualche mese…un po di autonomia ci voleva!

Tanto gli attacchi di mammite acuta continuano sempre…per nostra fortuna!

Ah , un ultimo consiglio: mangiate di tutto, e solo se vi accorgete che è qualcosa che mangiate gli fa male, allora eliminatela (momentaneamente, finchè non inizia lo svezzamento) dalla vostra dieta! E soprattutto, mamme mucche, non fumate!

E questo è solo un piccolo promemoria sulle posizioni per allattare:

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Bimbinfiera Milano: mamma bio dalla pappa al pannolino

Non ero mai stata ad una fiera di settore bambino e adesso capisco perché: non riesci a vedere assolutamente nulla!!

Mettici che pioveva, mettici che Novegro, il parco espositivo in cui si è tenuta la manifestazione, è praticamente irraggiungibile per mamme come me che pur non dichiarandosi “eco-chic” hanno scelto di non contribuire all’inquinamento atmosferico e quindi di NON comprare l’automobile, mettici che portare un bambino in un posto del genere è a rischio meningite/polmonite, la prima per la temperatura calda dell’interno e per il numero di persone (e bacilli presenti), la seconda perché dopo 4 ore lì dentro rituffarti nella brezza autunnale milanese che fa già Gennaio inoltrato è davvero a prova di anticorpi!

L’impressione che ne ho ricavato è quella di essere una mamma assolutamente “gnurant” : ogni volta che mi avvicinavo ad uno stand mamme ipercompetenti mettevano in difficoltà persino il personale con domande puntualissime e comparative di prodotto che neanche su Ciao.it (ho ascoltato persone recitare a memoria le dimensioni dei passeggini e il loro rapporto peso volume in etti!!!). Avevo poco tempo a disposizione per cui, una volta appurato che i padiglioni dei grandi marchi erano   inavvicinabili, tra la presenza di VIPS (oltre a Benedetta Parodi con figli al seguito c’era anche la famosa Tata Francesca di SOS Tata), le conferenze sull’allattamento tenute da “La Leche League” , le pance al nono mese che cercavi di evitare come vasi di porcellana cinesi, ho braccato una di queste tuttologhe e le ho chiesto: “Tu che sei all’ennesima edizione e che non te ne perdi una, sapresti cosa c’è di nuovo ma veramente NUOVO oltre le tettarelle in silicone e i trio da 900 euro? Sono stata quindi indirizzata al padiglione B, che manco a farlo apposta era dedicato completamente al Bio, ed è questa la novità (novità???) dell’edizione 2013 di Bimbinfiera a Milano.

Io ero felice come una pasqua, in quanto essendo celiaca per natura e temendo l’ereditarietà della cosa per la mia pupa, non esito a comprare quantità industriali di farine alternative, dalla manitoba ai semi di carrube..ma tra i grandi del settore quanto a pappe e omogeneizzati ho scoperto che Hipp quest’anno non è in fiera. Per evitare di allungare il mio brodo, ho deciso di racchiudere in un moodboard gli elementi indispensabili della mamma bio 2013, con qualche riga di spiegazione sulle cose che mi sono sembrate più carine o quantomeno nuove. Et voilà!

BIOMAMMA DEF

A. Pannolini Lavabili 

Il luogo comune di mamma Bio è quello dei pannolini lavabili, in tutte le salse: ciripà rinnovati, mutande contenitive dalle fantasie più svariate (persino leopardati e con strass!) , dimostrazione e un mini-corso gratuito  sull`uso e sui vantaggi del loro utilizzo a cura di Popolini (per le mamme, gadget e anche un buono sconto in omaggio). Quasi tutti i marchi permettono di noleggiare dei kit di prova (gratuito con un solo pannolino oppure in blocchi da 5 a 12 con prezzi variabili intorno al centinaio d’euro). Tra tutti segnalo Pupulito che offre un servizio di noleggio pannolini incluso lavaggio! La cosa a quanto pare funziona così: sottoscrivi il contratto, scegli il kit che fa per te e loro ti portano la fornitura a casa e due volte a settimana passano a ritirare i pannolini sporchi per lavarli in negozio con prodotti Bio e macchine elettriche a energia pulita.

I miei dubbi sono due:

1. ti tieni i pannolini sporchi a casa per 15 giorni? Io muoio prima…

2. useranno anche i veicoli elettrici per il noleggio e carico/scarico? Perchè se poi arrivano con veicolo normale a benzina il concetto di impatto zero è abbastanza borderline.

B. Fascia Mei Tai (tra fascia e marsupio)

Su questo sarete molto più esperti voi, ma la fascia è un accessorio che non dovrebbe mancare mai per le mamme “eco-chic”. A metà tra fascia e marsupio la Mei Tai si sta diffondendo rapidamente perché più consistente di una fascia ma più morbida del marsupio. Ovviamente in puro cotone anallergico. Nello specifico ho visto queste qui.

C. Cuscino allattamento in puro cotone

I cuscini dell’allattamento che ho sempre sottovalutato sono invece una gran comodità, ma per le mamme bio il cotone deve essere organico 100%. Quest’azienda , oltre a fabbricare cuscini per allattamento, aveva anche altri prodotti in cotone tra cui una splendida amaca da culla che si può usare anche come riduttore del lettino..ovviamente l’ho ordinata subito per una mia amica “pregnant”.

D. Calchi bimbo e calchi pancia  

Un’idea regalo molto in voga: il calco in gesso del piedino o manina del vostro bimbo li renderà sicuramente delle piccole Hollywood stars! Discutibile ma comunque molto alternativo e sicuramente più nuovo, il calco della pancia al 9 mese, personalizzabile come lo si vuole. Se in versione “bianca” può sembrare una protesi, una volta decorato e sistemato il calco pancia può avere davvero un bell’effetto (ed è ottimo per chi – come me – poi si lamenta di aver preso chili in gravidanza: con quest’aggeggio sotto gli occhi vi sentirete già una modella dal secondo giorno di puerperio!)

E. Coppetta mestruale o assorbenti lavabili

Questa devo ammettere che non la conoscevo. Un’ampolla in materiali 100% biodegradibili che, usata come un tampone, raccoglie il nostro flusso mensile e può essere riutilizzata per 10 anni (a detta di chi la vendeva). Ho i miei dubbi che regga al capoparto, ma per quello ci sono sempre gli assorbenti lavabili in puro cotone (in suede o bamboo).

F. Alce nero linea baby 

Alce Nero la conoscevo e l’avevo già consumata: quest’anno ha inaugurato una linea completa per bambini. Ho assaggiato (e vi consiglio di provarli) i biscotti di farro, sono una valida alternativa al biscotto col glutine che in ogni caso è sempre bene inserire più tardi possibile e in quantità ridotte (anche se la crosta del pane di Matera per Argentina è irrinunciabile – ndr -).

G. Hand Sanitizer

Lo stand di Green Gray Organics (che produce una gamma infinita di prodotti dal vestiario alla pappa -anche per celiaci-)  mi ha convinto più di altri per i prodotti dell’igiene. Tra tutti questo gel bio per la pulizia mani, simil Amuchina ma molto meno appiccicoso e praticamente inodore rispetto a quest’ultima.

H. Crayon Rocks

Spopola il ritorno alla tradizione, con i giochini a batteria solare, in legno oppure morbidosi in tessuto e lana – soprattuto a forma di cibo -. Tra tutti sono spuntati anche questi pastelli di cera naturale a forma di sassolino, molto belli da vedere e un’idea regalo per famiglie che non possiedono muri bianchi (la vena artistica dei nostri pargoli predilige la tecnica del graffito soprattutto in tenerissima età).

I. Mocassino Svedese

Sull’abbigliamento – ahimé – ho ben poco da segnalare se non che il Bio non è più sinonimo di fricchettone (ovvero:  non è detto che ci siano per forza i colori dell’arcobaleno, è piuttosto una questione di materiale e provenienza, ma entrambe le cose si pagano, e di solito non poco) né sinonimo di praticità (conservate un assorbente lavabile in ufficio nella borsetta e aspettate la reazione dei colleghi della serie “è scoppiata la fogna?”) ma semmai BIO è sinonimo di CHIC, che sia radical o senza. Tra queste presunte “chiccherie” ho notato più di un bimbo con i suddetti Mocassini Svedesi. Sarà che poi l’associazione con IKEA è forte e fra un po’ vedremo dei GRUMBEL o SVISKAS prodotti dall’azienda stessa (sempre che già non lo faccia), ma questa calza stivaletto si sta piano piano affermando come il complemento must, specie per i bimbi che non adorano le scarpe (il 99,9%).

L. Baby Legs (scaldamuscoli o manicotti)

Questi li ho comprati perché li trovo utilissimi: non sono altro che scaldamuscoli (o manicotti) per bambini, in taglia unica ed elasticizzati. Un’ottima alternativa alla calzamaglia sotto i pantaloni, cosa che rende il cambio di pannolino più lungo e disagevole soprattutto se si è fuori casa. Tengono caldo, sono comodi, “organici” ed evitano di caricare la zona delicata di due/tre strati di tessuti diversi. Ottimi per bimbe che non sopportano la guaina della calzamaglia, ed anche per i bimbi costretti ad indossare un capo prettamente femminile quando sono ancora troppo piccoli per protestare.

Per concludere, il BIO  del 2013 è ben lontano dall’eco-compatibilità ed è diventato progressivamente sinonimo di CHIC, con prodotti che, se pure fatti con fibre e materiali naturali, hanno tecnologie avanzatissime e non sono spesso un salvatempo (e neanche un salvaportafoglio). Diciamo che più che l’attenzione per la natura a me sembra che la vera natura che si tuteli sia questo bisogno di “radicality” e di “lavaggio sociale” che se acquisti un capo devi per forza sapere e dire in giro che stai donando la metà dei tuoi soldi per ricostruire alberi.. che verranno abbattuti per produrre i flyer e le brochure della prossima fiera! Se volete fare le mamme biologiche, e per biologico io intendo “a costo zero” riciclando davvero quanto si ha in casa, rivolgetevi a naturopate, nonne (santissime!)  oppure a esperte di Patchamama (basta cercare in Sudamerica) : io per mia fortuna ho conosciuto una mamma “organica” da Buenos Aires, che oltre a produrre espadrillas di corda per la sua bimba (in tantissimi colori e modelli!) mi ha risolto il problema del borotalco che arrossava la pelle di Argentina con un “io uso la maizena: ha la stessa consistenza del borotalco ma non contiene profumi e sostanze. E’ amido di mais e lo usi anche per tante altre cose, incluso cucinare. Risparmi spazio e soldi, e costa un terzo di qualsiasi “polvere assorbente”.

In fiera ho passato due ore del mio tempo, dopodiché la mia piccola non ha retto e io mi sono ricordata quanto fosse noioso accompagnare mia madre in posti che sembrano fatti per i bambini, ma che in realtà sono centri di ritrovo dove mamme e papà si sentono obbligati ad andare almeno due volte l’anno per sentirsi “aggiornati in materia”:  gli dovesse sfuggire l’ultimo modello di umidificatore da camera portatile in una città – Milano – in cui l’umido di certo non manca!

E voi? Cosa ne pensate delle fiere di settore e del BIO incalzante? Quali sono i vostri tricks per essere “naturalmamme” o “mammeacostozero”?

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