Archivio della categoria: MOM & The City

Happy mother’s day!

Da due mesi sono diventata mamma. Non per la seconda volta. Ma di nuovo. Come se fosse la prima volta.

La magia di me stessa che dà alla luce una vita nuova si è ripetuta rendendomi felice come l’altra volta, più dell’altra volta.

Ho messo al mondo una bambina così docile e bella che mi chiedo ogni giorno se siamo stati bravi abbastanza per meritarcela. Non un urlo, non una notte in bianco, non un rigurgito fuori posto, non uno schiamazzo che faccia brontolare i vicini. Lei sta al posto suo. Anzi, se capisce che non è aria fa di più: si mette a dormire finché è necessario.

La sensazione di questa bambina perfetta nelle mie mani imperfette è destabilizzante e inebriante insieme. Mi guarda fisso negli occhi, mi stringe forte con quelle dita minuscole e mi accarezza piano. Ed io, quando incontro i suoi occhi, so chi sono. Lei mi rende ogni istante all’altezza del ruolo che ha scelto per me, mi da le risposte, mi restituisce la forza che perdo nelle giornate forsennate passate a non fare nulla se non occuparmi di lei (ma soprattutto dell’altra).

In questo idillio infatti c’è la primogenita, la sorella maggiore, la mia life coach. Stanotte, tanto per non cambiare mai le insane abitudini, alle 2:09 mi ha urlato dall’altra stanza: “mammaaaaa, vieniiiii”. E io, nel mio primo sonno, quello pesante assai, stavo sognando cose bellissime e posti esotici. Il crudo ritorno alla realtà mi ha fatto iastimare tantissimo. Sono andata di là “Bianca, che c’è??”. “Mamma, voglio stare un po’ vicino a te, sentire il tuo odore”. SBAM. Pugno sul cuore. Come faccio ad essere arrabbiata? Come faccio a trascurarla certe volte? Come faccio ad essere la mamma che ero quando non ero una e trina? E lei mi vorrà sempre bene  così? O ad un certo punto risentirà del fatto che amo anche un’altra?

Mi sono stesa nel suo letto e lei mi ha abbracciato, mi ha  toccato gli occhi e mi ha detto :  “grazie che sei venuta, lo so che Giulia vuole la tetta, ma tanto lei è brava, ora dorme”.

E ho realizzato che l’essenza del mio essere madre è esattamente questa. I passi che faccio nottetempo tra una figlia e l’altra, tra un richiamo e un altro, tra un amore e un altro stando attenta a non disturbare il papà che, quando la mattina si sveglia, mi dice “Beh, è andata bene stanotte, nessuna delle due si  è svegliata”! (si, vabbè, ciaone!)

Auguri a tutte, super mamme!

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Family day. Ma che davero?

Oh io lo dico eh. Col rischio di prendermi fischi e iasteme. Ma esiste una cosa più triste e medievale e bigotta del family day? È quasi più triste delle sentinelle in piedi, sicuramente più triste delle catene whatsapp contro il fantomatico insegnamento gender a scuola.

Ci provo, mi sforzo, mi concentro ma proprio non capisco il senso di riunirsi per difendere la famiglia tradizionale. E da chi la dobbiamo difendere scusate? Cioè, qual è il nemico da combattere? Perché rosichiamo se due persone dello stesso sesso che si vogliono bene potranno finalmente unirsi civilmente e adottare un bambino o decidere di rivolgersi ad una terza persona per avere un figlio? Cioè in cosa ledono e urtano la nostra sensibilità cristiana?

Quand’è che davvero diventeremo civili e ci batteremo affinché tutti riescano in questo maledetto paese ad avere uguali diritti a prescindere dal proprio orientamento sessuale? Quand’è che cominceremo a scandalizzarci per le cose serie? Ogni giorno decine di bambini muoiono nei mari del Mediterraneo tentando di raggiungere la libertà e mi pare che nessuno più batta ciglio o posi la forchetta per un secondo sentendo la notizia al telegiornale.

Invece due persone dello stesso sesso che si amano e vogliono giustamente mettere su famiglia NOOOO.  Questo ci fa saltare giù dalla sedia. Questo Dio non può permetterlo. (Mi piace immaginare Dio sconfortato ogni volta che in nome suo vengono fatte e dette le cose più assurde, cose che forse lui non avrebbe mai nemmeno pensato).

La questione è certamente delicata e questo forse non è lo spazio giusto per parlarne ma da mamma, come ho sempre detto, insegnerò alle mie figlie ad amare.  Non un uomo. Ma chi cavolo vogliono. Insegnerò loro che il mondo può essere dannatamente ingiusto quando si parla di “diversità”, qualunque essa sia. E davanti a queste ingiustizie io, loro, tutti, dobbiamo imparare a non tacere e ad alzare la voce perché in tema di diritti civili nessuno deve rimanere indietro, nessuno deve avere meno degli altri, nessuno deve essere discriminato.

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Gli slogan che oggi la piazza del family day sta lanciando mi inquietano e mi preoccupano ma soprattutto li trovo terribilmente ipocriti perché in cuor mio penso che la famiglia non la fanno la mamma e il papà, ma la fa quella cosa spesso dimenticata chiamata amore (che non ha sesso e non età).

A supporto della mia tesi non porterò gli esempi di quelle famiglie “normali e naturali” formate da un padre, una madre, figli, niente amore, tante botte e/o tante altre cose brutte, né enumererò gli scempi commessi ai danni dei tanto citati bambini da molti di quelli che oggi sono in piazza o riempiono di cavolate finto-perbeniste Facebook o Twitter.

Diventiamo umani porca miseria, non nascondiamoci dietro slogan vuoti e fasulli, amiamoci e rispettiamoci se vogliamo veramente che il mondo diventi un posto migliore per noi ma soprattutto per i nostri figli che saranno i primi a pagare il prezzo di tutte le lotte sbagliate che noi, ciecamente, stiamo portando avanti.

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è maschio. sicuro al 100% (prrrrr)

Mi ricordo che ero ad un funerale con il mio micropancino e una signora mi fermò. “Sai già se è maschio o femmina?” “No, signora, non ancora”. “Allora te lo dico io: è maschio al 100%. Non ci conosciamo e ti sembrerà strano, ma quando mi incontrerai per strada, fermami e dimmi: avevi ragione!”. “ ok, signora, vedremo”. E nacque Bianca (e la signora non l’ho mai più incontrata!).

Il giorno del parto una mia zia guardò la luna e dichiarò che il mio prossimo figlio sarebbe stato senz’altro un maschio: “è inutile pure che vai a fare l’ecografia, quando sarà, sarà maschio!”.

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Così stavolta, forte di questa profezia di ben 3 anni prima, aspettavo Giulio con una certa convinzione e con un tale malessere che mi faceva credere che “se sto così male è maschio sicuro”.

Stavolta, più dell’altra volta, ognuno ha detto la sua. Il toto – sesso è stato scatenatissimo, i bookmakers impazziti. E pensare che ci sono solo 2 possibilità! Ma nello schieramento “è maschio, è femmina”, il livello di convinzione raggiunto è stato quasi accademico-scientifico.

“Guarda, io non ho mai sbagliato in queste cose: a te è sicuramente un maschio, basta guardarti d’altronde”.

“Guarda, stai talmente male che non può che essere un maschio rompipalle”.

“Guarda, la luna calante (o crescente? Boh!) il giorno del concepimento vuol dire solo maschio (che poi che ne sapevano loro del giorno del concepimento???).

“Guarda, è inutile che pensi a nomi da femmina, sta arrivando Giulio”.

“Guarda, quella tizia ha la data presunta del parto uguale e identica alla tua e a lei hanno detto che è maschio. Sarà maschio anche a te”. E bla bla bla bla bla.

Niente da fare wagliù, è femmina.

Lune, stelle, previsioni, veggenza, pendoli, affascini e magie non ci hanno preso manco stavolta e il piccolo Giulio dovrà cercarsi un’altra mamma per venire al mondo.

A noi ora non resta  che iniziare a litigare per il nome, aspettare con ansia l’arrivo di febbraio e ovviamente incrociare le dita affinché tutto vada bene.

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MOM, in forma!!!

Alzi la mano chi di voi dopo due gravidanze ha lo stesso fisico che aveva prima!!! Mmmmm… vedo pochissime mani… La mia è proprio sottoterra visto che dopo 2 gravidanze ho 10 kg in più che, PER FORZA, devo smaltire. Ok, parzialmente giustificata perché ho partorito relativamente da poco (quasi 9 mesi) e allatto ancora.

Dopo aver messo famiglia, a “disturbare” la nostra tranquillità non ci si mette solo la task force figli-casa-lavoro-marito-cucina ma si aggiunge il fatto che spesso ci guardiamo allo specchio e non ci riconosciamo più, ci vediamo sciatte, con qualche kg in più, non ci piacciamo, diventiamo insicure, asociali e qui si scatenano altri mille aspetti. Cosa dovremmo fare? Cullarci nelle nostre pantofole, nel nostro pullover infeltrito? Certo che no… bisogna reagire!!

Grazie al Cielo, anche in questo internet, tanto odiato per alcuni aspetti, mi viene in aiuto. Tramite un’amica ho scoperto un bellissimo mondo, il mondo del fitness a casa. Eh? Sì, preparate tappetino, pesetti, reggiseno sportivo, scarpette e completino sportivo, si lavora! Non ci sono scuse, bisogna ritagliarsi 30-60 minuti al giorno per volersi bene, per volersi sentire meglio, scattanti, elastiche e non appesantite dalla noia della routine quotidiana. Vedrete che i benefici non tarderanno ad arrivare e magari si perderà anche una taglia (o più). Che felicità poter reindossare i vestiti acquistati prima della gravidanza! Che felicità vedere che il sedere ha finalmente una forma, che le cosce non sono più mollicce, che riusciamo ad avere il fiato per scattare dietro al nostro pargolo che corre come un razzo!!! E vedere il nostro fisico che ritorna ad avere una forma che ci piace, ci fa tornare la voglia di curarci di più, di vestirci bene, di uscire. I mariti/compagni ringraziano e i nostri figli sono molto più felici di vedere una mamma in pace con se stessa!!

workout

Come funziona tutto questo? La nostra ancora di salvezza si chiama Workout Italiahttp://www.workout-italia.it/. Qui ci sono tutti gli allenamenti studiati per il fitness at home che possono essere seguiti online del tutto gratuitamente. Poi se si vuole acquistare il DVD lo si può anche fare, ci sono i link ai siti in cui si comprano. Come fare a scegliere il workout migliore per sé? Bisogna fare il test prima del peso (http://www.workout-italia.it/come-calcolare-peso-ideale-e-bmi/) e poi del workout da fare in base ai kg da perdere (http://www.workout-italia.it/scegli-il-tuo-workout/). I workout sono inseriti per colore: dal bianco, i più semplici, adatti per chi ha molti kg da perdere, al nero, i più tosti. Comunque, anche se non avete molti kg da perdere, se non siete allenati, conviene iniziare dai bianchi che fanno riabituare il corpo all’attività fisica.

Un consiglio: iscrivetevi al gruppo di Workout Italia su Facebook https://www.facebook.com/groups/workoutitalia/. E’ estremamente motivante! Ci sono più di 40.000 persone che come te vogliono tenersi in forma. Tante sono partite da pesi molto alti e mostrano i loro risultati e la loro nuova vita. Altri sono all’inizio e cercano compagni di workout per lavorare meglio. Poi negli album del gruppo, ci sono, per ogni workout, i link ai video su youtube o vk, quindi il materiale da utilizzare per lavorare da casa.

Io ho iniziato da quasi 2 mesi. Ho riacquistato fiato, ho perso molti cm, mi sento molto meglio. Certo, se mi mettessi anche a dieta riuscirei a raggiungere risultati ancora migliori, ma di questo ne parliamo un’altra volta!!!

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Operazione spannolinamento, ovvero come divertirsi ad agosto.

Dopo tanto o troppo tempo riprendo la penna (tastiera) per raccontarvi simpaticamente la nostra operazione spannolinamento…

Allora,

metti un bambino di due anni nato a luglio, che sa conversare molto bene, metti una mamma con il desiderio di dire basta ai pannetti, metti un papà titubante ma convincibile, metti la comodità di togliere il pannetto in estate, metti una nonna che ti ripete “mo lo dobbiamo fare, altrimenti passa un altro anno!”, metti che a casa tua hai il parquet e non puoi permetterti di impregnarlo di pipì (perchè anche se santa, il parquet è più santo della pipì di tuo figlio!);

risultato: quest’anno ci riposiamo in campagna dai nonni e proviamo a togliere il pannetto!

“GIULIO, ADESSO TOGLIAMO IL PANNETTO E TU DEVI DIRE -MAMMA MI SCAPPA LA PIPI’- COSI’ LA FACCIAMO NEL VASINO.”

La prima conquista è farlo sedere sul vasino che odia, manco fosse una sedia elettrica… In casa siamo in sei intorno al baby piscione (mamma, papà, nonna, nonno, zio e zia), si creano due linee d’azione: le INTERVENTISTE (io e mia madre) che ogni tre secondi, vedendo che si tocca il pisellino, o anche non toccandoselo, incalziamo “Giulio, ti scappa la pipì?!”. E Giulio è bravissimo, risponde sempre “noooooooooooooo”, come se fosse già in grado di prenderci in giro. Noi ci facciamo una risata, lui continua a giocare e non si capisce mai quando gli scappa davvero. Ci sono poi i “NEUTRALISTI” che credono che il bambino sia stressato dalle interventiste e che forse è un po’ presto per lo spannolinamento, però tentar non nuoce. Ed eccoci qui che raccogliamo pipì, laviamo a terra, laviamo mutandina e scarpine, laviamo bambino per poi rivestirlo circa 5 volte al giorno… In tre giorni, devo ammetterlo, nessun successo! Sembra che il momento migliore per fare la pipì a terra sia proprio mentre noi siamo a tavola! All’ennesima mi lascio andare verso la collega interventista “quando dovremo considerare fallito il tentativo? Che dobbiamo fare?” Risponde mio padre neutralista “no, devi insistere!”; risponde mia madre interventista convinta “no! Devi insistere!” Risponde zio Nico, simpatico neutralista “si, devi insistere, poi a diciotto anni decide lui…” Ecco la nostra operazione spannolinamento, ovvero come divertirsi ad agosto!

Ringraziamenti speciali a spettatori e attivisti raccoglitori di pipì libere…

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Life is now

La vita è strana. Così, proprio quando l’anima era ormai in pace e i progetti ruotavano tutti intorno al perfetto numero 3, è successo qualcosa.

Ho pianto ascoltando una canzone di Tiziano Ferro. Sono svenuta alla festa della Bruna. Guardandomi nuda allo specchio ho avuto un brivido. Mi è improvvisamente passata la voglia d’estate, di mare, di vacanze e di svago e ho avuto voglia di fresco, di Tricarico, di Natale.

Non avevo nemmeno bisogno di fare il test, me ne ho fatti 4. Da sola, emozionata e incredula, ho guardato e riguardato i risultati.

E si, perché ci sono cose possibili e facili e cose impossibili e difficili, almeno a detta dei medici. La mia seconda gravidanza era una di queste.

Fisicamente sto male come mai in vita mia, ma nel cuore ho la felicità di chi si sente un po’ miracolato e un po’ giustamente premiato per tutte le paranoie dell’ultimo anno.

Qualunque sia il motivo per cui questo bambino mi ha scelto come la sua mamma, mi sento comunque onorata e straordinariamente felice di vivere questa esperienza insieme a lui, al mio fantastico marito e alla mia guida spirituale, la mia life coach e motivatrice personale, babyb.

Il percorso è lungo e il 2016 è lontano. Ma la vita è già adesso.

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La cura

‘Arriva l’estate, si esce di più’. Inizio a ripetermi il mio mantra annuale, già mi galvanizza la giornata sempre più lunga: appena mi sveglio (ma ho dormito? Ora non importa, c’è il sole!) le ore che ho davanti sono sconfinati campi di luce che spero di percorrere in lungo e largo. Persino in compagnia di due bimbi nati nel giro di due anni e tot.

Marsupio e fascia: ce li ho. Passeggino leggero, pesante e gemellare: ce li ho tutti. Bel tempo: più o meno, un po’ di vento  non ci spaventa. Le rondini urlano di gioia e noi non possiamo mancare: la ‘piazza dei passetti ci aspetta’.

‘Ma come fai ad uscire con tutti e due i bambini?!?!?’ Ecco la domanda che a volte mi imbestialisce e a volte mi gasa l’autostima.

Ma quale sarebbe l’alternativa alle mie passeggiate da suspence, da horror vacui? Ed ecco che mi torna in mente una parola: la cura.

La cura.

Il pensiero di qualcuno che ci vuole bene e viene a bussare alla nostra porta per regalarci nuova energia, un’ora di giochi, una teglia di lasagne, due braccia meno stanche delle mie.

La cura.

Qualcuno che venga anche se non è stato chiamato. Perché la mamma col marsupio, la fascia e il passeggino gemellare non sa chiedere aiuto con la voce. Dice sempre ‘è tutto a posto, non serve niente’ .

La cura.

Qualcuno che conosca il chiaroscuro della mia voce, che sappia riconoscere le pieghe del mio viso persino al telefono e che venga a ‘dare una mano’ . Non c’è definizione più precisa per la cura, l’attenzione che si può donare ad una neomamma mono-bis-tris

Da quando mi é nato un altro pupo i miei sentimenti per il campanello di casa che suona improvvisamente sono radicalmente cambiati. Prima: ‘azz…, una visita giusto mo’! Stavo per uscire. La casa non è pulita…’

Oggi invece a quel  ‘driiiin’ il mio viso si distende: viene qualcuno. Non sono una supereroina. Esco domani, in fondo uscire da sola con due bambini non è sempre così figo.

Mi rilasso un attimo solo.

La cura. Mi piace.

 

 

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