Archivio della categoria: Matera, città dei bambini

IL “NOSTRO” ORTO MoM

Da piccola amavo andare in campagna con mio nonno quando la scuola era chiusa, adoravo saltare in macchina alle sei ( perché lui mi diceva che i lavori di campagna andavano fatti con l’aria fresca delle prime ore del mattino ) e sentire il suo programma giornaliero sui frutti da raccogliere e gli alberi da innaffiare.

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Arrivati a destinazione, mio nonno mi consegnava cestino e bastone, creato rigorosamente da un ramo secco, per aiutarmi ad avvicinare anche i rami più lontani e cominciavamo a raccogliere: fichi in primis, poi gelsi ( che mangiavo direttamente dall’albero) , susine… Poi passavamo ai pomodori che servivano a mia nonna per preparare un sughetto veloce veloce per il pranzo! Senza dimenticarci di raccogliere due foglie di basilico per dare quell’odore speciale a quella pasta speciale che preparava la nonnina.

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E così anno dopo anno, estate dopo estate, ho avuto un super maestro che mi ha insegnato e raccontato tutti i segreti degli alberi, delle piante, degli ortaggi, quando innaffiare, quando raccogliere… Conservo un ricordo splendido del sorriso di mia madre misti alla mia soddisfazione quando la sera, di ritorno a casa, le portavo il mio “bottino” con tutto il raccolto della giornata!!

Quando si è presentata l’occasione di questo progetto e abbiamo dato vita all’idea dell’orto urbano…non ho potuto fare a meno di immaginare mia figlia lì, in piazza Semeria, con i suoi amichetti, intenta a sentire “la signora del primo piano” che racconta come ha dato gusto e odore al suo pollo al forno con il rosmarino raccolto nel NOSTRO orto MoM!

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Questo non sarà solo un semplice orto…sarà molto di più! Sarà un ritrovo di bimbi, di nonni, di mamme, di papà, sarà un luogo di aggregazione e confronto, sarà il posto giusto per lo scambio di racconti e conoscenze, sarà lo spazio delle amicizie e dei giochi con la frutta e la verdura….e sarà pure la volta buona che mia figlia comincerà a mangiare frutta con entusiasmo!!!

Maria Bruna Pisciotta

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L’Orto Urbano delle MOM

Fin dagli albori della nostra Associazione , quando nel 2014 si discuteva chiedendosi se da un gruppo Facebook molto attivo potesse nascere qualcosa di può concreto come una associazione di Mamme, uno dei sogni che avevamo e che volevamo realizzare era quello di un orto urbano.

Un orto urbano in cui i bambini potessero imparare a coltivare la terra, in cui i bambini potessero riappropriarsi del contatto con la terra , in cui i bambini potessero rendersi conto che la lattuga ed i pomodori che mangiano in insalata non li “sputa fuori ” il banco frigo del supermercato; o che il minestrone fatto di carote patate zucchine fagioli piselli zucca bietola verza e così via che la mamma prende dal banco dei surgelati non fosse “fabbricato” da chi Sa Quale materiale sconosciuto.

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Ci piaceva l’idea che i bambini potessero vedere il seme nascosto nella terra dal quale spunta la piantina, che imparassero ad averne cura con le annaffiature e le concimazioni, che imparassero a raccoglierle al momento giusto con le tecniche adatte.

Come pure riteniamo sia importantissimo che i bambini, e non solo 😜, imparino a conoscere la stagionalità delle verdure e della frutta che al giorno d’oggi è ormai persa.

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Per trasferire tutto questo avevamo pensato che fosse indispensabile l’esperienza dei NONNI. Sentivamo l’esigenza concreta di valorizzare le competenze delle persone di età matura e di favorire il dialogo tra diverse generazioni.

Per tutti questi motivi quando nella primavera del 2015 abbiamo letto il bando di concorso della Fondazione Matera-Basilicata 2019   “Basilicata fiorita 2015 aree da far fiorire” abbiamo pensato che fosse il caso di partecipare per poter realizzare il nostro sogno.

L’apice della gioia e dell’orgoglio è stato la sera del 10/7/2015 partecipare alla premiazione del concorso e non solo salire sul podio , ma essere proclamate vincitrici del primo posto perché la nostra idea di progetto era enormemente piaciuta alla intera commissione giudicatrice.

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L’area scelta per la realizzazione del progetto è una zona incolta del quartiere Lanera , antistante la scuola Elementare, una area che è abbastanza vasta ( circa 1200-1300 mq) che gode di uno spazio ombroso offerto da un pino e due cipressi, su cui affaccia un condominio, oltre la scuola.

Il traffico automobilistico è ridotto; nei pressi c’è anche un parco giochi molto ben frequentato da famiglie con bambini.

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In seguito alla vittoria del premio, che consiste appunto nella realizzazione concreta dell’idea di progetto La fondazione Matera – Basilicata 2019 ci ha dato l’opportunità di scegliere fra due architetti che hanno moltissima esperienza nell’ ambito degli orti urbani condivisi.

La nostra scelta è stata immediata.

L’architetto Michela Pasquali, con la sua organizzazione no profit Linaria ( www.linariarete.org), a Roma opera in vari ambiti di questo affascinante mondo.

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Sarà lei a progettare insieme a noi il nostro orto.

Nei giorni 21-24/3 prossimi verrà a Matera per lavorare aiutandoci a trasformare le idee in progetto concreto.

Sarà una settimana di intenso lavoro in cui dobbiamo cercare di sfruttare al massimo le sue competenze ed esperienze e condividere con lei le nostre idee che vorremmo realizzare.

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Per questa settimana abbiamo bisogno della massima collaborazione di tutti per sfruttare al meglio questa opportunità.

L’Associazione MOM

 

 

 

 

 

 

 

Nella idea di progetto abbiamo espresso di voler dividere lo spazio in aree con ortaggi e frutta ed alberi da frutto; un’Area per la didattica, immaginando un albero sotto il pino, attorno al quale i NoNNI potranno trasferire il loro sapere raccontando storie e tradizioni di campagna.

Le nonne potranno insegnare a fare conserve e confetture

 

L’orto urbano condiviso può diventare anche uno strumento per sviluppare politiche sociali di aggregazione inclusione e dialogo intergenerazionale oltre che di integrazione sociale di immigrati nella nostra città.

 

Può essere anche occasione di praticare esercizio fisico all’aperto ed in questo potrebbe ere molto utile una Area giochi / attrezzi con materiali di riciclo.

 

Coinvolgendo le scuole l’orto urbano può diventare un’area per lo studio di materie scientifiche o pratiche all’aperto, e per scuole si intendono di ogni ordine e grado.

 

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Pure io voglio fare il mercatino!

Il brivido della vendita ci attraversa tutti prima o poi. Anzi, più prima che poi, perché ai bambini è sempre piaciuto improvvisare un mercatino, ovunque. Sulla spiaggia, al parco, sul marciapiede sotto casa.

Sabato scorso ho incoraggiato i miei bambini a farlo sfruttando l’occasione del mercatino dell’usato dell’associazione MOM, iniziativa che ha avuto una programmazione spot ma che mira a strutturarsi in maniera più metodica.

Abbiamo cominciato dal giorno prima: ho dato loro una scatola e ho detto loro che potevano riempirla dei giochi che volevano vendere, la stessa scatola, una volta svuotata e richiusa, avrebbe funzionato da bancarella. Hanno anche ritagliato le etichette e attaccato i prezzi agli oggetti in vendita. Entusiasmo a mille!

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Per non parlare delle iniziative di altri bambini. Questi ad esempio hanno venduto braccialetti realizzati in loco con tale successo che ora anche i miei figli hanno imparato a farli e comprerò loro tutto il kit.

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Intanto….le mamme hanno pensato ai loro affari. Io ad esempio sono andata via con n. 3 pantaloni, n. 3 felpe, n. 1 cardigan a fronte di una spesa di 30 euro.Immagine   IMG-20150928-WA0010

Per conoscere i prossimi appuntamenti potete consultare il gruppo fb di MOM o proseguire con le vendite on line del gruppo mercatino al seguente link.

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L’associazione MOM fa parlare i bambini di Matera ai candidati sindaco 2015

Il prossimo 31 maggio si procederà alle elezioni del sindaco e del consiglio comunale, pertanto, diverse associazione di mamme e papà materani, hanno pensato di chiedere ai candidati a sindaco di rendere la città di Matera REALMENTE a misura di bambino. Il disagio di un bambino non deriva solo dall’ambiente familiare di provenienza, ma anche dal contesto sociale in cui cresce. La priorità deve essere data ancora una volta ai bambini, al loro superiore interesse, come enunciato nella Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza e perché la città di Matera diventi DAVVERO a misura di bambino è necessario coinvolgere tutti i soggetti presenti sul territorio in un processo partecipativo che preveda la collaborazione, la formazione e l’ascolto dei bambini e degli adolescenti, da parte non soltanto delle autorità locali e degli esperti di settore, ma anche della società civile. Nessuno più dei diretti interessati, i bambini, può aiutarci a capire su quali obiettivi lavorare, l’importante è saperli ascoltare. Per tutte queste ragioni, l’associazione MOM (Mamme Materane all’Opera) si è fatta promotrice e portavoce nella costruzione di questa lettera che racchiude le richieste dei bambini materani. Abbiamo chiesto ad alcuni Enti ed associazioni che lavorano nel sociale e hanno a che fare con i bambini, di redigere le loro richieste ed eccone il risultato. I firmatari della lettera sono i seguenti: MOM (Mamme Materane all’Opera), Legambiente, CAD (Centro Ascolto del Disagio), Minerva Scienza, Associazione SAC – Cultura Associata al Sociale NeturalFamily di Casa Netural, Cooperativa sociale Il Sicomoro, Hanta-Yo Ostetriche sul territorio – Organizzazione no profit Buona lettura!
Questo è il link alla ettera da noi inviata a tutti i candidati sindaco Ai-candidati-sindaco-dai-bimbi-materani. (1) .

Per dovere di cronaca riportiamo di seguito le risposte pervenuteci dai candidati sindaco in ordine di arrivo:

LETTERA-AI-BAMBINI la risposta di Angelo Tortorelli.

Care Associazioni la risposta di Francesco Vespe.

Cari rappresentanti delle associazioni la risposta di Salvatore Adduce.

Lettera in risposta ai piccoli materani la risposta di Antonio Materdomini

 

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IL GIORNO DEI GIORNI

È come quando l’Italia dello sport vince il mondiale, come quando partorisci senza epidurale dopo ore di travaglio intenso, come quando la PVF vinceva le coppe dei campioni e Keba Phipps menava una schiacciata che l’avversaria stramazzava al suolo, come quando il Matera arrivò in serieB.image

Emozioni esplosive, che se non le butti fuori con un urlo sovrumano schiatti in corpo e implodi.

La materanità ieri ha avuto uno dei suoi punti più alti, inutile in quel momento fare i radical chic, inutile dire “ma a noi che ce ne viene in tasca?”, inutile pensare che mangeranno sempre i soliti, inutile pensare razionalmente che mo il carro dei vincitori si riempirà di personaggi pessimi, che i soldi che pioveranno sulla nostra città finiranno spesi male.

Se sei Materano, o se ami Matera da esterno, ieri pomeriggio alle 18 meno qualcosa hai buttato fuori le ‘ndrame urlando come un ossesso quando Franceshini ha letto quel nome.

E dai su ragazzi!  Che orgoglio! Che soddisfazione! Che emozione! Per quelli come me che qui ci sono nati e cresciuti, per quelli come me che hanno provato a scappare lontano lontano lontano e poi sono stati richiamati indietro da questa specie di cordone ombelicale invisibile, per quelli come me che potevano fare altro altrove e si sono accontentati di fare un lavoro qualsiasi qui sentendosi dire le solite frasi “e che hai studiato a fare se devi fare questo lavoro?”, beh scusate è una soddisfazione grande.

E per i nostri genitori? Per i nostri nonni? Che cosa significa sapere non solo di non vivere più in un posto considerato la “vergogna d’Italia” ma di vivere in una città che rappresenterà la cultura tra 5 anni? Ieri tante persone non direttamente coinvolte in alcun comitato piangevano per la commozione vera di sapere che il posto che amano ce l’ha fatta: ha vinto una sfida importantissima giocandosela come e meglio delle altre città. Bella e brava Matera!

Poi, appena l’adrenalina si sarà depositata certo che faremo i critici, certo che penseremo alle cose concrete! Vogliamo che la cultura si costruisca davvero: nelle cose piccole e in quelle grandi: che vengano creati posti di lavoro dignitosi per i nostri giovani e parchi per i nostri bimbi, vogliamo che Matera diventi più verde e meno palazzinara, che si faccia portavoce di nuove forme di energia pulita e rinnovabile contro le trivelle che stanno svilendo e avvelenando la nostra Regione, vogliamo divertirci nelle piazze senza che qualcuno a mezzanotte ci faccia spegnere la musica, dai! e vogliamo che i nostri amici e fratelli che sono dovuti andare all’estero per costruirsi il futuro, possano un domani tornare a casa sapendo di trovare qui la stessa dignità lavorativa che hanno altrove.

Per ora solo questo (ha ditt nudd!)

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“Puliamo il mondo”

– Alessio dai, prepariamoci, stamattina si va a “pulire il mondo”.
– Mamma, ma oggi è sabato, non devi pulire casa?
– Ma nooo, per oggi abbiamo un progetto più grande e lo facciamo insieme.

E così, ci prepariamo con le nostre belle divise “gialle gialle” come il sole, montiamo in bici (a pedalata assistita….beh va beh elettrica) e voliamo (si fa per dire) verso la meta.
Già, la meta!
Sapete che sono materana di adozione da circa otto anni, ma ancora ho bisogno di piantina, indicazioni specifiche e puntuali per muovermi a Matera (se no mi perdo).
Ma oggi la meta è una piccola chiesetta (anzi due) proprio vicino casa, ma a me del tutto sconosciuta, la Chiesetta di Santa Barbara.  Qualcuno la conosce?

Insomma, arriviamo e ci sono già i ragazzi del Liceo Artistico all’opera con mazze e ramazze.
Io prendo Alessio per mano e prima di pulire il nostro angolo, ci avventuriamo (eh, si purtroppo non esagero) tra erba ed erbacce e rifiuti lungo una scalinata e dopo poco ci ritroviamo davanti a questo angolo di mondo, stupendo ed incantevole!
Puliamo e puliamo, tutti insieme, ed alla fine anche la scalinata è accessibile e facilmente percorribile. Bel risultato, ottimo.

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E poi ci sposta alla scoperta di un altro angolo incantato e “nascosto”: la Chiesetta di San Francesco, un po’ più in là. La conoscete? Stupenda e fuori dal tempo.

Ed ecco che per me ed il mio piccolo ometto “puliamo il mondo” è diventata occasione non solo di contribuire a pulire due angolini della nostra splendida città, ad avere maggiore consapevolezza di quello che ognuno di noi, nel proprio piccolo, può fare per il mondo, ma anche occasione di scoprire con gli occhi e con il cuore due pezzi di storia, quasi dimenticati dal nostro vivere distratto.
Una bellissima esperienza.
Siamo tornati a casa sempre in bici elettrica..così io faccio finta di fare sport, non inquino e soprattutto volo veloce contro il vento, sorriso sulle mie labbra e su quelle di Alessio.
Felici e contenti. Basta davvero così poco? SIIIII

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Grazie a Legambiente per questa esperienza e per tutte le altre iniziative a tutela del nostro ambiente e della nostra vita.
Noi c’eravamo e ci saremo. E Voi?
Alla prossima.

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Un’avventura… appena “fuori porta”

Un pomeriggio ho deciso di portare i bambini in un posto di cui alcuni conoscenti mi avevano parlato bene. Non è molto lontano e in un paio d’ore siamo andati e tornati, è appena fuori città e i bimbi sono stati felicissimi di tutto quello che abbiamo fatto insieme cogliendo gli spunti che la natura ci ha offerto. Questo è il mio resoconto, lo rimetto a voi perché vi sia da stimolo a inventarvi 1001 giochi con i vostri figli all’insegna della natura al 100% e della semplicità, lontano dai rumori elettronici e lo smog ed anche per (ri)scoprire e valorizzare la nostra città.

Si tratta dell’Area pic nic della Diga di San Giuliano, nei diretti pressi dell’Oasi del WWF (per informazioni sull’oasi visitate il loro sito qui)

Per raggiungerla occorre uscire da Matera in direzione Potenza e percorrere la S.S. 7 fino al Km 560 (proseguite dritto superato il bivio per Metaponto e prendete l’uscita seguente, direzione Diga di San Giuliano). Seguendo le indicazioni si raggiunge il Centro Visite dopo circa 1200 mt, l’area libera pic nic è poco prima, sulla sinistra.

Si presenta così:

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Un viale che, mi fa subito pensare, essere perfetto per portarvi le biciclette, e la nostra avventura (senza biciclette) comincia da qui.

Ci siamo soffermati ad osservare le piante intorno, in particolare quelle più strane

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e a fare libere scoperte, come una piuma di uccello

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o la tana di una volpe (sarà una volpe? E lo sapevate che le volpi realizzano due fori alle loro tane perché uno serve

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da ingresso e uno da uscita? E questa ne aveva due, di qui il pensiero si tratti di una volpe, ma non sono un’esperta e poi questa è altra storia, sto divagando!).

Cammina, cammina, abbiamo raggiunto l’area pic nic che fiancheggia la diga

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E qui abbiamo fatto diverse attività: raccolto pigne IMG-20140902-WA0020, Osservato i tronchi tagliati IMG-20140902-WA0011, saltatoci su IMG-20140902-WA0023, giocato a nascondino IMG-20140902-WA0013 e fatto capricci IMG-20140902-WA0008

Esaurita la perlustrazione dell’area pic nic ci siamo inoltrati nel sentiero naturalistico

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denso di spunti di osservazione e pieno d’imprevisti. Tanto per cominciare abbiamo dovuto superare il primo di una serie di ponticelli

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Poi ho dovuto spiegare ai bimbi che il sentiero naturalistico va seguito guardando e cercando gli alberi segnati con un qualche simbolo: questi avevano due pennellate, una bianca e una rossa

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I bimbi sono stati bravissimi a cercarli e a seguire tutto il percorso, e nel tragitto non sono mancate le scoperte: ragnatele (IMG-20140902-WA0004 piante mai viste IMG-20140902-WA0018 il cielo tra le foglie (un po’ di poesia non guasta) IMG-20140902-WA0026, alberi spezzati e rami che somigliavano ad animali 10649746_10152209788781292_613934486428677365_n fino a raggiungere il punto panoramico….

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che spettacolo!

Tornati indietro seguendo il percorso a ritroso, ci siamo avvicinati un po’ di più alle rive della diga e non potevamo non fare l’attività principe che questo luogo magico chiunque ispira: il lancio dei sassi!

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La nostra avventura è terminata qui. Avete visto quante cose abbiamo fatto? Io sono stata benissimo, i sorrisi dei bimbi hanno parlato da soli, così ci siamo ritirati verso la macchina….carichi di piume d’uccello!

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