Archivio della categoria: La biblioteca dei bambini (e delle mamme)

Cosa sussurra Dio alle mamme

Regalo di S. Valentino di mio marito: un libro! Finalmente un regalo degno di nota!

Ma, unico neo, anche se io amo leggere, ora non ho proprio il tempo di dedicarmi alla lettura perché quando potrei leggere sono in conflitto con un altro bisogno: quello di recuperare il sonno perduto durante le mie notti insonni. Quando apro il pacchettino, però, vedo che il libro che mio marito ha scelto per me è piccolino, maneggevole ed entra facilmente nella mia borsa alla Mary Poppins. Anche il titolo mi piace: “Cosa sussurra Dio alle mamme”. Mi intriga!

Così, dovendo andare dal dottore da sola senza i bambini, lo porto con me e durante l’attesa inizio a leggerlo..bello! mi prende! Per l’argomento che tratta e quello che dice potrei anche averlo scritto io!

È la storia di una mamma, come me, come tutte, che si ritrova a vivere la sua vita fatta di gioie e dolori, di compromessi e di vittorie insieme alla sua famiglia. Una mamma che pur ritrovandosi ad essere cuoca, lavandaia, stiratrice, governante, maestra, infermiera, educatrice ecc ecc., non rinuncia a riflettere sulla sua condizione, sulla sua vita, a cercare il perché degli avvenimenti e come quegli avvenimenti li può “dirigere” al meglio per una vita  familiare più bella e piacevole.

Essere mamma è un lavoro impegnativo perché una mamma, quando si prende cura del suo bambino, getta le basi della vita dell’uomo futuro, lo aiuta a trovare il suo posto nella vita e col suo amore e le sue cure cementa le fondamenta della sua personalità.

Mentre lo leggevo mi sentivo un po’ meno sola, un po’ più compresa perché la mamma protagonista si pone degli interrogativi che io per prima mi sono spesso posta.

Certe volte, perché negarlo, mi è capitato di sentirmi “stretta” nel mio ruolo di madre. Nel senso che a volte mi sono sentita persa senza aver più la libertà che avevo prima di dedicarmi al mio lavoro, ai miei hobbies, di trascorrere del tempo in libertà e “solitudine” con mio marito… Oppure mi sono capitati momenti di “crisi” vedendo  ragazze a passeggio con abiti e accessori super glamour..ormai io non riesco più ad uscire in un certo modo, perché se no il passeggino coi tacchi come lo “guido”…e se poi devo correre con mia figlia (o, più spesso, rincorrerla)? Se poi metto qualcosa di “particolare” subito mio figlio ne è attratto e inizia a toccare e a tirare e mia figlia lo vuole per sé. Quindi rinuncio..

Per non parlare del tempo uguale a zero da dedicare a se stessa con cui ogni mamma da sempre combatte…c’è sempre qualcosa che viene prima delle esigenze di una mamma e che è più importante: le esigenze dei figli.

Però poi penso: quanto sono sciocca! Quante persone conosco che vorrebbero avere “le catene” che ho io e invece non possono? Per fortuna, poi guardo i miei bambini e mi rendo conto che sono loro la vera ricchezza e che se Dio me li ha dati è perché aveva questo progetto per me..

E’ un bel libro che consiglio alle mamme in attesa perché non sanno cosa le aspetta e potrebbero iniziare a riflettere su tante cose, e anche a chi, come me, è una mamma “navigata” (ma non si finisce mai d’imparare!) perché permette di vedere le cose da un’altra prospettiva, di assaporare il gusto di una vita “affollata”…

Il compito segreto delle mamme è quello di “avvolgere nell’amore ogni membro della famiglia che si avvicina al loro campo di azione” e probabilmente è il compito più importante al quale Dio ci ha chiamato.

“Ogni volta che vi affaccerete dalla finestra della vostra vita, alzate gli occhi da quel davanzale polveroso, osservate il giardino fiorito delle promesse di Dio e ascoltate quanto vi sussurra.”

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Ma dov’è il Carnevale?

Faccio una confessione: il Carnevale non mi è mai piaciuto. Quando ero bambina non era una festa che sentivo mia e un po’ mi faceva paura non sapere chi si celava sotto quelle maschere e quei vestiti e, dunque, non ricordo di averlo mai particolarmente festeggiato..

fino a quando non sono diventata mamma..

Mia figlia aveva un anno e mezzo quando mi è venuta la brillante idea di acquistarle un vestitino di carnevale, uno caldo di pelliccia per poter andare a passeggio senza timore di raffreddori e che non venisse coperto dal cappotto. E così, in onore al nostro cane dalmata Goran, le ho preso un vestitino da “Goranina”, cioè da dalmata. Era bellissima!

Il suo divertimento è stato il mio e ho riscoperto insieme a lei l’entusiasmo per il nuovo, per i trucchi e la festa di carnevale ha assunto un nuovo volto per me, quello della felicità dei bambini che si divertivano anche solo a guardare tutti quegli strani costumi e quei coriandoli e stelle filanti.

Quest’anno, però, il clima sembra un po’ cambiato..il Carnevale mia figlia non lo sente molto (forse a causa anche dei malanni di stagione che non ci fanno godere feste e passeggiate mascherate) e allora ho pensato di leggerle un libro che le facesse di nuovo tornare la curiosità per questa festa.

Così sono andata nella mia amata biblioteca, sezione bambini e ragazzi, e con mio stupore ho constatato che non c’erano libri sul carnevale adatti a bambini di circa 3 anni!

C’era un libro sulle maschere dei vari periodi storici, un altro su come si costruiscono le mascherine..insomma..nulla di nulla! ma alla fine, finalmente, un piccolo libricino è uscito fuori e si intitola “Ma dov’è il Carnevale?” di Simone Frasca.

Carino, spiritoso, avvincente, in rima, per giunta! Si legge in un soffio e ogni pagina ha delle belle illustrazioni che sembrano colorate a matita.

Bello perché parla di amicizia, di amore fraterno, solidarietà, di coraggio, di voglia di cambiare, di lottare per cercare una vita migliore..

Mi ha fatto quasi commuovere la storia di questo carro di carnevale con un delfino, un bradipo, un pappagallo e un coccodrillo posizionati tra palme nane, spiaggia e mare che, dopo aver sfilato durante la festa, viene chiuso in un deposito e lì abbandonato fino al carnevale successivo.

Un giorno, però, il coccodrillo, che moriva di freddo, rompe gli schemi, rompe la routine e si rende conto che il tempo passa troppo lentamente tra un carnevale e un altro e così grida ai suoi amici che vuole uscire da lì, che vuole la festa, il rumore e il caldo..anche per riscaldarsi il naso! A lui fa eco il bradipo pigrone che dice di aver sognato proprio in quel momento un posto incantato con il caldo, il mare, la spiaggia e le maschere, che richiama il loro carro: il Brasile.

E così inizia la rocambolesca avventura di quattro amici che decidono di andare a cercare “tutti o nessuno” questo paese fantastico!

Tutti insieme partono per un improbabile viaggio in cerca del Brasile, che nessuno sa dove sia o come si raggiunga. Cercano indizi per trovare il mare e quanto finalmente lo trovano, inizia un periglioso viaggio tra noia, attesa e tifoni. E proprio il tifone, alla fine, li fa approdare in un’isola selvaggia che richiama il tema del loro carro, con le palme, il sole, la spiaggia e il mare e così il bradipo è convinto di riconoscervi il Brasile del suo sogno.

Ma purtroppo non è così; sono approdati sull’isola di Toto Patato, e a fare la “terribile” rivelazione sono dei bambini arrivati dalla foresta. I nostri eroi, tristissimi, perdono le speranze di arrivare alla “terra promessa” e piangono, ma i bambini, come sempre dalle mille risorse, per farli sorridere, si travestono con foglie, frutti e pennacchi e si colorano faccia e mani e, correndo e ballando, buttano in aria alghe marine, fiori e serpenti per fare una festa e far dimenticare ai nuovi arrivati la tristezza.

Ai nostri eroi quel saltare, correre, urlare, quei colori e quei travestimenti ricordano  proprio la festa di carnevale e non sono più tristi e i bambini promettono di rifare la festa tutto l’anno, anche se…

“-Dov’è finito il Carnevale?

Dov’è sparita tutta la gente? –

Chiese qualcuno che, come al solito,

non aveva capito niente.”

Buona lettura e buon carnevale!

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Una buona ragione

Da sempre, se voglio fare un regalo ad una persona a cui tengo molto, compro un libro.

Un libro, non è mai uno, non è mai un singolo oggetto. Così come la storia che narra, l’argomento di cui parla non sono mai cose “a sè”. Da un singolo libro possono nascere principesse e draghi da sconfiggere, in luoghi che non ho mai visitato e che posso immaginare.

Posso essere fata, fiore, un bimbo triste o un dinosauro di mille e mille anni fa.

Il potere di un libro, di un singolo libro è davvero enorme, se ci pensate.

Ecco perchè, secondo me, regalare un libro e soprattutto regalarlo a un bambino sia un’ottima ragione.

 

Topipittori” (una piccola e indipendente casa editrice che pubblica libri per bambini e ragazzi),  ha raccolto una lista di “20 buone ragioni per regalare un libro ad un bambino”  e ne ha fatto un post coloratissimo che vi riporto qui.

Perché se è  piccolo, diventi grande e, se è grande, torni piccolo.

Perché un libro è leggero, anche se pesa.

Perché un libro è la prova dell’esistenzadell’invisibile.

Perché degli ignoranti non se ne può più.

Per divertirlo, come ti sei divertito tu.

Perché se hai azzeccato la scelta, ti ricorderàper tutta la vita, te e il libro.

Per spiazzarlo!

Perché poi te ne regalerà uno lui, bellissimo.

Per fare un dispetto a chi sogna un paese di analfabeti.

Per dirgli che con le parole può fare un sacco di cose interessanti.

Perché in una pagina non c’è tutto quello che c’è fra la terra e il cielo, ma abbastanza da non perdere  la speranza.

Perché se non sai fare i pacchetti, è la cosapiù facile da incartare.

Perché i libri si regalano solo a quelli in cui si ha fiducia.

Perché se legge un libro, poi può leggere una nuvola, un gatto, un albero, una persona.

Per regalargli un momento di silenzio, dentro e fuori di lui.

Per fargli frequentare esseri e cose che non avrà mai la possibilità di incontrare di persona.

Perché cos’altro regalare a chi capisce e vede tutto?

Perché ha la capacità di trasformare il piombo in oro.

Perché gli vuoitroppo beneper regalargli qualsiasi altra cosa.

Perché hai pochi soldi, e vuoi fargli un regalo bellissimo.

 

 

La mia preferita è questa:

perchè per me ogni libro è una possibilità.  Niente finisce. Anche quando finisci di leggerlo, un libro, ti lascia qualcosa dentro. Alcune parole nella mente diventano immagini che non ti abbandoneranno più, diventeranno tue e tue soltanto.

 

Un mondo, un intero universo che sarà per sempre solo tuo. Tuo abbastanza da consentirti di regalarne un pò a qualcun altro nel momento in cui ne parli,nel momento in cui ne fai dono a qualcun altro.

 

Un libro “apre”, attiva connessioni, riempie i vuoti….

 

Regalate un libro e soprattutto regalatelo ai bambini, ve ne saranno grati… per sempre.

 

“I libri sono un antidoto alla tristezza.”

Anjali Banerjee

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Biancaneve

Mi accade spesso che sia il libro a scegliere me e non il contrario. In fila, sulle mensole della libreria, titoli colorati e allegri, libri grossi, sottili sono tutti lì. A un tratto mi giro e lo vedo. Tra tanti vedo solo lui, e lo prendo. Così è capitato per questo meraviglioso albo illustrato.

La storia è quella classica dei fratelli Grimm, riportata anche molto fedelmente devo dire, ma quello che più incanta, sono le illustrazioni della bravissima Mayalen Goust.

biancaneve-illustrato

Mi ha emozionato da subito la copertina. Tre i colori dominanti: nero, rosso e bianco. Lo sfondo nerissimo (evocativo del corvino dei capelli della fanciulla) fa risaltare bianchissima la sua pelle. Le labbra e il fiocco rosso luminescente nei capelli sono l’unica nota di colore. La luminescenza è data da brillantini veri che faranno la gioia delle bimbe!

Lo stile utilizzato è quello delicato, nei tratti, delle illustrazioni giapponesi. Scorrendo le pagine, poi, si ha come la sensazione di guardare qualcosa che già si conosce ma con occhi nuovi: la matrigna non è così brutta e arcigna come l’abbiamo sempre vista rappresentata, anzi dall’aspetto longilineo e delicato nei tratti è davvero una figura regale

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così come desta quasi tenerezza la sua trasformazione nella vecchina che bussa alla porta della casetta nel bosco.

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I nanetti sembrano dei buffi folletti scappati dal villaggio di Babbo Natale

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e lo stesso principe azzurro…di azzurro non ha proprio nulla, ma veste i panni color zafferano di un principe orientale.

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Insomma davvero una bella scoperta, un viaggio alternativo nella fiaba dove sono le immagini a guidare il narratore e l’ascoltatore. Le immagini che ci aiutano anche a spiegare ai nostri bimbi argomenti a volte dolorosi, come la morte o sentimenti negativi quali la gelosia e l’invidia. Le fiabe diventano “attuali” attraverso i segni di bravissimi illustratori e riescono, attraverso il potere delle immagini, a parlare ai giovani lettori in un linguaggio semplice e diretto.

Dai 4 anni

Gallucci editore

Buona lettura

 

P.s. Non abbiate timore di comprare libri cartonati e preziosi, come questo, a bimbi molto piccoli. Essi imparano sin da subito ad essere responsabili e ad averne cura.

i bambini sanno riporre attenzione e cura verso gli oggetti, se ne hanno la responsabilitàM.Montessori

 

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Diverso… ma anche no

Cosa hanno in comune un bimbo down, un epilettico, un paraplegico, un autistico, un profugo o un bimbo cresciuto da una coppia omosessuale?

E’ l’interrogativo che si pone (e su cui vuole far riflettere e allo stesso tempo, sorridere)  “Diverso come uguale” . Un libro che non può mancare nella nostra biblioteca casalinga e soprattutto dovrebbe essere presente in quella scolastica.

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Ovvero la diversità dal punto di vista dei bambini. Il piccolo protagonista Leone ha sei anni e ha tanti amici con cui condivide gran parte del suo tempo. Amici che sono semplicemente “bimbi” e che gli somigliano tanto nella voglia di giocare e di scoprire il mondo. Questi bimbi sono per Leone, degli amici speciali un tantino diversi da lui ma che sanno fare tantissime cose,  tanto che a suoi occhi appaiono quasi come super eroi!!

C’è Francesco, che è down ma è un bravissimo nuotatore

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oppure Tony i cui genitori sono divorziati e adesso ha ben due papà e può ” fare il doppio delle cose”  o ancora Marcel, cieco, ma anche un ballerino bravissimo…

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e così via. Insomma, il tema della diversità spiegato dal punto di vista dei bambini e con un approccio vicino al loro modo di pensare… semplice, diretto, pulito, libero da inutili sovrastrutture. Il messaggio che ne deriva è che “un bambino, anche se diverso, è prima di tutto un bambino”.

E’ una lettura adatta ai bimbi un pò più grandicelli ( dai sei anni), edito da BeccoGiallo. Fa parte della collana CriticalKids che offre spunti interessanti di dibattito tra genitori e figli o anche tra insegnanti e alunni su temi difficili del vivere quotidiano.

Buona lettura!!!

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