Archivio della categoria: La biblioteca dei bambini (e delle mamme)

Il Leone e l’Uccellino

Ci sono libri che bisogna leggere più volte per comprenderli e farseli piacere… e poi ci sono libri che ti catturano all’improvviso… BOM!!!!… un colpo di fulmine. Sfogli le pagine e non vedi l’ora di leggere e di guardare la prossima illustrazione, perché la lettura ti regala emozione e benessere.

Questo è lo stato d’animo che ho provato sfogliando questo libro, ancora prima di proporlo a mia figlia:

Il leone e l’uccellino, di Marianne Deduc Ed. Orecchio Acerbo.

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Poi l’abbiamo letto insieme e forse, per la prima volta, la lettura mi ha così emozionato fino a trattenere le lacrime e Letizia mi ha chiesto di leggerlo e rileggerlo ancora e ancora.

La storia: dolcissima.

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Siamo in autunno, un leone sta lavorando al suo orto, nel cielo passano stormi di uccelli che migrano verso le terre calde; a un tratto il leone sente un rumore.

È un uccellino ferito che è caduto per terra… il leone lo raccoglie e lo cura… ma nel frattempo lo stormo è andato via. Allora il leone decide di prendersi cura di quell’esserino e portarlo nella sua casa.

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Inizia quindi una storia di amicizia, il leone e l’uccellino vivono insieme una vita scandita da piccoli gesti e momenti di quotidianità e gioia condivisa.

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Arriva l’inverno e la neve che tutto copre, ma l’uccellino è al calduccio nella criniera del leone e il tempo trascorre sereno fino al ritorno della primavera. Ma, con la primavera, tornano anche gli stormi degli uccelli… e il nostro uccellino deve andare con loro, mentre il leone lo saluta e lo lascia andare… perché è la vita

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Il finale non lo svelo, per non rovinarvi la sorpresa.

Vi dico, invece, cosa questa storia racconta.

Racconta dell’importanza del prendersi cura dell’altro, dell’amore, dell’amicizia e del rispetto tra essere diversi. E anche del rapporto tra genitori e figli… genitori che amano e si prendono cura dei propri cuccioli, li accompagnano nel loro crescere… e accanto all’amore c’è il rispetto per la vita dei figli e la capacità di lasciarli andare per la loro strada perché, come dice il libro, “è la vita”. Ma nel libro c’è tanto e tanto altro ancora.

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Le illustrazioni lievi, raffinate e delicate come la storia, il testo essenziale; gli spazi bianchi che scandiscono i tempi delle stagioni e degli affetti sono di grande impatto emotivo… e i bambini non hanno difficoltà a entrare in empatia con i personaggi e con la storia.

È un albo che, sono certa, farà breccia nel cuore dei bambini e delle mamme e dei papà che vorranno regalarsi questo momento di condivisione con loro… questo libro ve lo straconsiglio.

Marinella

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Oggi vi invito a leggere e giocare

Buongiorno
Oggi vi voglio proporre un gioco…ehm direte voi ma questa non è la rubrica dedicata ai libri??
Sì certo non avete sbagliato… però questa volta vi invito a giocare perché il libro che vi propongo è un bellissimo gioco.
‘Un Libro’ Herve Tullet Edizioni Panini

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Alcuni definiscono questo libro geniale… io so solo che mia figlia ne è rimasta incantata dalla prima volta che glielo ho proposto.
E’ un libro interattivo e un libro gioco nel vero senso della parola. Vi ritroverete a giocare pagina dopo pagina seguendo le sue istruzioni e a divertirvi con le palline gialle rosse e azzurre.

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Palline che si moltiplicano, che cambiano colore, che vanno a destra a sinistra e che spariscono. Tutte azioni che accadono perché il lettore ha fatto qualcosa con il libro… ha toccato i pallini, ci ha soffiato sopra, ha inclinato il libro o lo ha agitato.

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Questo libro è così semplice eppure capace di entusiasmare i piccoli e i grandi in un bellissimo gioco da fare e rifare tante volte, un percorso interattivo e immaginario che ancora una volta dimostra che le cose semplici sono quelle che più attraggono i nostri bimbi.
Vi invito a visitare il sito colorato e interessante dello scrittore e disegnatore francese Hervé Tullet (http://www.herve-tullet.com/) e a scoprire i suoi tanti libri in cui al posto di una narrazione c’è un percorso interattivo da seguire per il piccolo lettore che si trova catapultato in un mondo immaginario colorato e stimolante.
Buona lettura-gioco, alla prossima
Marinella

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Regalate libri per Natale

Buona Domenica

Mancano 11 giorni al Natale…siete ancora in giro per i regali? Spero che Babbo Natale si ricordi di portare libri per i vostri bimbi, i libri non costano molto e  non annoiano mai.

Oggi vi consiglio un bellissimo albo illustrato che io e la mia bambina leggiamo quasi tutte le sere da quando l’abbiamo scoperto.

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Il Gruffalò di Julia Donaldson e Scheffler

La storia racconta di un simpatico topolino che si aggira in un “bosco frondoso” e per difendersi dagli animali che vorrebbero catturarlo, inizia a raccontare di un fantomatico mostro: il Gruffalò!!!!

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Grazie alle descrizioni spaventose del Gruffalò che ha “zanne tremende, artigli affilati, e denti da mostro di bava bagnati”, il topolino riesce a mettere in fuga le bestie feroci che vorrebbero fargli del male.

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Loro scappano e lui li prende in giro perché “il Gruffalò è una bella menzogna“. Ma ad un certo punto… ecco che il topolino si ritrova davanti proprio lui… “Ma allora esiste il Gruffalò!!!

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E qui mi fermo perché svelerei troppo della storia.

Posso aggiungere che è un libro oramai diventato un classico della letteratura per l’infanzia. Ma cosa più importante, è un libro divertentissimo in rima, da leggere ad alta voce con i vostri cuccioli.

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Io e Letizia ridiamo come pazze facendo le facce buffe per mimare la mostruosità del Gruffalò e gareggiamo nel ripetere le battute che oramai conosciamo a memoria. E aggiungo che trovo sia un bel modo per esorcizzare l’idea del “Mostro” .

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In libreria trovate l’edizione uscita per i 15 anni dalla pubblicazione del libro che contiene anche un altro racconto, anche’esso meraviglioso: “Il Gruffalò e la sua piccolina

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C’è qualcuno tra voi che lo conosceva? Spero di sì, altrimenti mi auguro di avervi dato un utile suggerimento.

Buon Natale a voi e ai vostri piccoli lettori.

Marinella

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Un libro per principesse alternative

Ciao a tutti

Dopo tanto tempo sono tornata su questo blog in una veste diversa, poiché questa volta non scriverò di attività creative ma di una attività che condivido con mia figlia fin da quando aveva pochi mesi: la lettura.

Premettendo che non sono una esperta, in questo spazio vi parlerò delle letture testate sul campo insieme a mia figlia. Magari troverete qualche suggerimento interessante per un regalo, visto che si avvicina Natale… e i libri non dovrebbero mai mancare sotto l’Albero.

L’albo illustrato che vi presento oggi è “La Principessa Ribelle”, di Anna Kemp e Sara Ogilvie, tradotto da Marinella Barigazzi, Edizioni Nord-Sud. 

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La nostra esperienza con le femminucce ci insegna che, nonostante tutti i nostri sforzi, il fascino di principesse e principessine è irresistibile. Ed è difficile scardinare certi stereotipi quando ci troviamo di fronte al bombardamento mediatico che riempie l’immaginario delle nostre figlie. Ecco: questo libro è una piccola àncora di salvezza, parla di un altro tipo di principessa.

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Carlotta, il suo nome, attende e sogna con ansia che un principe azzurro le cambi la vita; nell’attesa legge tantissimi libri, e già questo ce la rende molto, molto simpatica.

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Poi, finalmente, il principe arriva, le fa battere il cuore… si giurano il vero l’amore… ma quando capisce che il principe le riserva una vita di agi ma isolata in una torre, circondata solo da vestiti, merletti e cappellini, Carlotta si ribella perché non ci sta a fare la principessa rinchiusa nel castello.

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Incontrerà un drago, anche lui prigioniero, che diventerà il suo migliore amico e col quale vivrà fantastiche avventure, ribellandosi al suo destino.

I punti di forza del libro sono sicuramente le illustrazioni, che trovo bellissime e molto accattivanti per i piccoli lettori, con molti dettagli spiritosi. Inoltre, il testo è in rima e questo rappresenta spesso un vantaggio nella lettura ad alta voce, soprattutto con i più piccoli. Il ritmo delle rime riesce a mantenere alta l’attenzione del bimbo, e dopo poco il libro si legge in due (almeno a noi capita così): io leggo la prima frase e mia figlia finisce la strofa a memoria.

Il motivo per cui adoro questo albo è il messaggio di libertà che racchiude: la protagonista si comporta in modo anticonvenzionale e non stereotipato: forse riuscirà ad allontanare per un po’ le nostre figlie da tutte quelle principesse che riempiono le storie e i cartoni animati più famosi e il cui unico sogno è incontrare un principe.

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La scelta di ribellarsi al ruolo imposto mi sembra un bel modo per far capire ai nostri figli quanto sia importante seguire i propri sogni e lottare per essi, in poche parole fa capire quanto sia importante la libertà.

Certamente mia figlia è piccola per recepire un messaggio così articolato, ma ritengo che non sia mai troppo presto per mostrar loro cose, storie e personaggi che rompono gli schemi costituiti.

E credo che sia una lettura adatta anche ai maschietti… futuri uomini della nostra società, che dovranno rapportarsi al mondo femminile rispettandone l’autonomia e l’indipendenza. Tema quanto mai scottante in questi giorni in cui tanto si discute di rispetto per le donne.

Insomma un albo con tanti spunti interessanti.

Sono certa che scatta la domanda: per quale età è adatto? Sul libro non c’è un’età consigliata; in internet troverete indicazioni per i tre anni. Mi è capitato spesso di non ritrovarmi con le indicazioni sull’età riportate sui libri, dipende molto dai bambini, a volte anche dalla nostra capacità di presentarglieli. Io l’ho letto a mia figlia che aveva due anni. Penso che si possa apprezzare in maniera differente anche col passare del tempo.

Spero di avervi incuriosito e vi auguro buona lettura.

Marinella

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Un libro….da favola!

I miei bambini hanno una biblioteca invidiabile che ha accolto, qualche tempo fa, un “libro da favola” che è stato regalato al Leone.

C’era una volta un mercante ricco e gentile che aveva sei figli, tre maschi e tre femmine…”

Sì, questo è proprio l’incipit de “La Bella e la Bestia”, un classico delicato e profondo, che continua ad affascinare con la sua magia.

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Il libro in questione è un libro animato, un libro pop-up, dove ogni pagina rivela la sorprendente bellezza dei personaggi, del castello incantato…tutto sboccia, tutto prende forma, tutto prende vita in un turbinio di colori e profumi che rendono il racconto ancora più magico e, se possibile, ancora più accattivante.

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Un libro pop-up è anche un gioco e infatti il nostro volume, spesso e volentieri, si è trasformato nei più disparati scenari…la Bella e la Bestia sono stati costretti a convivere e a condividere il loro regale tetto con i personaggi più impensabili: puffi, masnade piratesche, animali della savana, eroi di ogni epoca…ma anche questo fa parte del magico viaggio della lettura…

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Un libro che consiglio a tutte le mamme, ai papà e ai bambini, con l’augurio di una buona lettura e di  un buon viaggio nel mondo più bello che ci sia.

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Quello della fantasia, naturalmente!

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D’amore e di libri

Qualcuno insegnerà ai nostri figli a leggere e loro leggeranno bene, con intensità espressiva magari. E i più chic utilizzeranno anche una buona dizione.

Ma sta sicuramente a noi renderli dei buoni lettori.

Come fare?

Di certo non basta regalare loro dei libri o, quel che è peggio, in età scolare, costringerli alla lettura. Credo che i nostri figli saranno dei buoni lettori se stringeranno sin dalla primissima infanzia un rapporto con i libri, vedendo noi leggere e familiarizzando con i libri quanto prima.

Fortunatamente, anche grazie al mio lavoro, i miei figli mi hanno sempre visto in compagnia di libri, a volte sovraccarica di libri. Ergo da subito hanno preso confidenza con loro e non solo con i libri per bambini.

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Il Leone, che ha già un’invidiabile biblioteca, è cresciuto giocando anche con i libri. Per lunghissimi periodi, pasteggiava accompagnandosi con ogni sorta di libro: dal libro adatto alla sua età, al libro indebitamente trafugato dal mio comodino o sgraffignato dalla libreria, al fumetto fino al libro di ricette…. Quando pranzava o cenava a casa dei miei, amava sfogliare –lo ricordo benissimo- un particolare numero de La Cucina Italiana, naturalmente attratto dalle fotografie delle pietanze e dai loro accattivanti colori. Ha sempre amato sfogliare libri e giornali e se mi chiede in regalo un libro, non riesco proprio a dirgli di no.

Pur essendo gelosa di particolari libri, anche in quanto oggetti, ho lasciato che i miei figli li maneggiassero proprio in quanto oggetti, come dei giocattoli. E infatti molto spesso i libri o i giornaletti fanno parte della scenografia dei giochi del Leone: libri che diventano case, capanne, scenari, nascondigli, mari…

Anche il Comandante sta creando il suo personale rapporto con la carta stampata: da “divoratore” – nel senso letterale del termine – di libri, adesso sta diventando un vero e proprio estimatore e dai gusti abbastanza raffinati…quando svuota il ripiano più basso della libreria che si trova in corridoio, mastica la Yoshimoto, allontana Bettelheim e dimostra di apprezzare le saporite pagine di Niccolò De Ruggieri e di Tacito.

Indirizzare i nostri figli alla lettura credo sia per loro un dono d’amore, un’opportunità. Perché leggere è una questione di umiltà: leggere è fidarsi di chi scrive –pur criticandolo, eventualmente -, leggere è affidarsi alla storia, all’esperienza, al vissuto di qualcuno che non conosceremo mai, ma di cui apprezzeremo le scelte o la fantasia. Leggere è saper tacere con rispetto. E’ saper ascoltare. Cosa rara e preziosa ai giorni nostri.

Ogni libro letto è il piolo di una scala che ci porterà in alto ma non in eterei e asettici salotti di dotti dove si parla l’intellettualese o dove la citazione dotta fa figo. Ogni libro porterà a un livello più alto della conoscenza e della consapevolezza di sé e dell’altro, del passato del mondo, del suo presente e del suo futuro.

Naturalmente non ci sogneremmo mai di leggere ai nostri piccoli libri “da grandi”. Ma perché non incuriosirli? Allora potremmo parlar loro di Cosimo di Rondò, il barone che visse sugli alberi, di un uomo bruttissimo e intelligentissimo vissuto in Grecia che, malgrado la sua insopportabile moglie, riusciva a trovare il tempo e la serenità di pensare alla libertà, alla conoscenza, al modo migliore di vivere con gli altri…o ancora potremmo raccontar loro del Signor Poirot, basso e tarchiatello, con il suo cappello nero calzato sempre sul capo che riusciva sempre a scoprire le macchinazioni dei cattivi…

E cerchiamo di non prendercela troppo se, nei loro giochi, i nostri pargoli ci rovinano un bel testo, perché un buon libro è un libro vissuto, con qualche pagina sgualcita o strappata, con note scritte con la penna verde e sottolineature, con macchie di birra o di cioccolata, di tisana o di lacrime.

E magari i nostri figli impareranno anche questo: potrà succedere che alcuni dei loro libri preferiti non saranno più riposti sulla loro libreria…li presteranno a un vecchio amore o a un caro amico senza mai più riaverli…ma poco male…

I libri migliori, quelli li portiamo dentro al cuore.

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La biblioteca

Durante quest’ultimo periodo è stato un po’ faticoso gestire i miei bambini, fra lavoro, malattie e impegni vari, e siccome la nostra permanenza in casa si è prolungata parecchio, ci siamo fatti una piccola “cultura” anche in tema “televisione”, che qui da noi in tempi normali è quasi sempre spenta.

Infatti, contrariamente al solito, ho dovuto concedere a mia figlia malatina e un po’ debilitata un po’ più di cartoni animati, e lei ha voluto guardare quasi sempre “Peppa pig”.

Adora questo cartone, e devo dire che piace anche a me perché dà risalto a valori familiari come quello dell’importanza dei nonni, degli amici e della condivisione che spesso sono messi da parte e di cui non si parla quasi più. Io e i miei figli lo guardiamo insieme e spesso, ultimamente, hanno trasmesso la puntata sulla biblioteca.

A Sofia l’episodio è piaciuto molto e così le ho anche regalato il relativo libro e si incanta a vedere quegli scaffali pieni zeppi di libri perché le ricordano la mia libreria nel corridoio di casa. Spesso mi chiede se tutti quei libri sono anche suoi ed è felice della mia risposta affermativa.

Abbiamo anche iniziato a creare una piccola libreria personale nella sua cameretta e mi fa tenerezza perché spesso prende un libro e lo “legge” al fratellino piccolo (ormai li sa tutti a memoria, quindi sembra proprio che li legga).

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Si sa che la curiosità è propria dei bambini, e quindi, siccome voleva sapere com’è una vera biblioteca, ho deciso di accompagnarla un pomeriggio nella nostra biblioteca cittadina, che io amo tanto e che per tanti anni è stata il mio “rifugio”. Ovviamente, stavolta, la destinazione è stata il settore ragazzi, o meglio, gli scaffali della sezione “pinocchio”, per bambini. Arrivati, mia figlia con molta disinvoltura si è seduta su uno sgabellino vicino agli scaffali e ha iniziato a prendere qualche libro per sfogliarlo e guardare le figure. Io intanto cercavo qualcosa di adatto a lei e ai suoi gusti attuali.

Ci sono tali e tanti libri che c’è l’imbarazzo della scelta e ci sono anche diverse collane, da quella della famiglia Orsetti a quella delle favole classiche…

Un libro più di tutti, però, ha colpito l’attenzione di mia figlia: i libri di Pingu.

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Pingu è un pinguino molto birichino ma buono, protagonista dell’omonimo cartone “muto” che ogni tanto abbiamo visto in tv nei periodi di malattia, che quest’anno sono stati piuttosto lunghi. Mia figlia ha preso subito un libro della collana, l’abbiamo letto e poi lo abbiamo portato a casa e da allora ogni volta che si va a fare la nanna lo dobbiamo leggere; ciò significa due volte al giorno. Dopo aver tenuto il libro a casa due settimane, lo abbiamo riportato insieme in biblioteca perché volevo capisse che i libri presi in biblioteca non sono nostri, ma si prendono in prestito, si leggono e poi si riconsegnano perché altri bambini possano poi leggerli. Era un concetto per lei inconcepibile, ovviamente, perché è nell’età in cui tutto ciò che vede è suo.

Ma, complice anche il cartone di Peppa pig, ha capito bene il concetto del “restituire”… anzi, ogni tanto mi ricordava che dovevamo riportare il libro perché temeva che la “signora della biblioteca” potesse dire che siamo un po’ “distrattone” per essercene dimenticate!

Quindi, ora tra le mete delle nostre passeggiate c’è anche la biblioteca, dove andare a trascorrere anche solo un’oretta in relax, avvolte dal profumo di libri e immerse in storie fantastiche..

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