Archivio della categoria: Caro figlio ti scrivo

Uno strano tizio

Questa mattina stavo riordinando il box e mi è capitata tra le mani una scatola piena di vecchie cianfrusaglie.
Tra queste, un sacchetto chiuso da un laccetto di cuoio.
Avevo dimenticato di averlo, ma immediatamente mi è venuto in mente come ne sono entrato in possesso.

Tanti anni fa ero un fornaio e lavoravo di notte in una piccola bottega.
Ricordo che una notte c’era poco lavoro, così me la svignai con una scusa.
“Ho un impegno urgente!” Dissi.

Era quasi mezzanotte quando arrivai in spiaggia.
Senza pensarci due volte, mi tolsi i vestiti e mi tuffai sotto la prima onda.
Accarezzai il fondo sabbioso con tutto il corpo prima di tornare in superficie e sorridere alla luna.
Mille pensieri che mi avvolgevano più di quanto fosse in grado di fare l’immensa distesa d’acqua.
Presi a nuotare verso il largo incurante della distanza sempre più crescente dalla terra ferma.
Non mi ero mai allontanato così tanto, nemmeno di giorno, ma in quel momento non avvertivo nessuna paura.
Mare nero e tetro, luna chiara e splendente. L’incubo contro il sogno, il dubbio contro l’autorevolezza della certezza.
Decisi di rientrare, ma appena invertita la rotta sentì una voce: “Dove stai andando? Sei arrivato fin qui e ora torni indietro così in tutta fretta?”
Sulle prime rimasi pietrificato, persi l’orientamento, finì sott’acqua e devo averne bevuta qualche bicchiere abbondante a giudicare dall’affanno e dai continui colpi di tosse successivi.
Una mano, forte, mi aiutò a rimanere a galla fino a quando ritrovai nuovamente l’equilibrio.
Mi voltai.
C’era uno strano tizio. E strano è dir poco.
Sedeva su un tappeto dai colori indescrivibili, perché parevano cambiare continuamente. Il tappeto galleggiava incredibilmente e questo strano signore anziano vi era seduto sopra riuscendo senza alcuno sforzo a vincere la gara di leggerezza con l’acqua.
Il tappeto copiava morbidamente il movimento delle onde senza scomporre minimamente la quiete del suo passeggero.
Fumava.
Fumava una strana pipa di legno chiaro che produceva uno fumo denso di colore verdastro. Sembrava uno di quei maghi delle storie fantastiche, con tanto di capelli e barba bianchi e lunghi.
Mi ha ripetuto il suo nome per tre volte, ma era così incomprensibile che ho rinunciato ad impararlo.
Parlò a lungo. Disse di avermi aspettato per diverso tempo, ma sapeva che sarebbe arrivato il momento.
Il momento. L’ha ripetuto più volte. Alludeva ad una specie di tappa che ogni uomo deve raggiungere. Molti dei suoi discorsi non erano facilmente comprensibili, nè tantomeno si sforzava di semplificarli.
La sua unica richiesta era che ascoltassi e portassi con me quelle parole. Parole come tesoro per il resto della vita. Come sfere di vetro colorate, diceva, attraverso cui guardarla, la vita, nelle situazioni complicate e difficili.
“Non preoccuparti di capire ora. Non è importante. Porta con te il ricordo di questo incontro. Quando sarà il momento ricorderai le mie parole e ne comprenderai il significato.”
Fumai dalla sua pipa, il sapore era così forte che dovetti rilasciare immediatamente la boccata. Ne venne fuori una grande quantità di fumo, ben oltre quello che avevo aspirato.
L’aria si impregnò di un profumo particolarissimo e si colorò completamente di quello strano color verde.
Chiusi gli occhi per qualche secondo e una volta riaperti non c’era più nulla.
Niente più fumo, niente più odori, niente più tappeto, nè più…impossibile ricordare come si chiamasse.

Mi resi conto che ero tornato a riva, i miei vestiti a due passi.
Mi asciugai, mi rivestii e nell’infilare le mani nella tasca dei pantaloni trovai qualcosa. Uno strano sacchetto chiuso da un laccetto di cuoio. Al suo interno delle strane pietre, scure e bruttine in realtà.

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Che strano ritrovare questo sacchetto.
L’ho riaperto oggi dopo tantissimo tempo, ho estratto una pietra e non ci crederai mai, sembrava viva, pulsava di colori!
Ci ho guardato dentro e…incredibile! Ci ho visto mille cose. Ho visto me stesso, la mia vita, la tua mamma, ho visto i tuoi occhi. La mia fortuna! La mia felicità!

E in quello stesso istante mi sono tornati in mente i discorsi del vecchio:

“La vita è come una barca a vela e la felicità è un vento. Senza il vento la tua vita è piatta: procede, ma puoi solo galleggiare.
Un giorno però un vento soffierà per te. Quel giorno dovrai farti trovare con le vele pronte. Sfrutta il tempo dell’attesa per cucirle, pulirle e sistemarle a dovere. Quando verrà il momento, loro sapranno spiegarsi senza nessun indugio e tu sarai capace di governarle in modo così autorevole e forte che ti sembrerà di volare.”

Senza che me ne sia reso conto il mio vento è arrivato.
Caro figlio, ti prometto che quando sarai grande ti insegnerò come si costrutuiscono le vele.

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Lullaby

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Le dinamiche familiari,
immobili come un ossimoro.

La particella impazzita,
cosa ne sarà della sua strada.

Si annega, si asciuga.
E i segni sulla pelle, quelli del tempo
o della vita.

E se le cose fossero semplicemente
così: molli come questa carne.
Come le cosce nello specchio,
come le forme della donnamamma,
nella sostanza ancora infante.

E se riuscissi a contenermi,
a tenermi con me, almeno.
E se finissi domani,
bruciata dal cerchio di fuoco
per un salto estremo, mal calcolato?

Piccole mani spettinano i pensieri,
e tirano i capelli come campane,
per riportarmi a me, a lei,
a noi.

 

[un libero flusso di coscienza da mamma a figlia durante la poppata serale 🙂 Era il 15 aprile 2013. Buone vacanze MOMS!! ]

p.s. I credits dell’immagine sono di Anne Geddes Official

 

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AI MIEI PRINCIPI

Il mio unico amore da sempre è stato vostro padre….il compagno di una vita mi è stato vicino e mi ha accompagnato mano nella mano sia nei momenti di immensa gioia che in quelli di infinita tristezza!!!!
Sempre insieme e per qualche tempo abbiamo pensato di rimanere per sempre solo noi, soli a vivere una vita felice ma non piena con un vuoto incolmabile…..dopo un’operazione mi avevano detto di non poter avere figli e lui l’ha accettato e insieme ci siamo rassegnati a questo triste pensiero!!!!
Ma poi 3 anni fa una sera penso una delle sere più belle della mia vita il miracolo….abbiamo fatto il test il ritardo era troppo anche se con la consapevolezza di provare l’amaro sapore della sconfitta ma x goderci per un attimo la speranza…..abbiamo scoperto che tu c’eri!!!

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Eri nella mia pancia così piccolo ma noi da fuori ti sentivamo pesante come un macigno….Aiuto e ora!!!Non eravamo pronti…..
Penso non esistano al mondo parole per descrivere il nostro stato d’animo un mix di felicità incredulità non so bene cos’ altro ma so che tutte queste sensazioni sfociarono in pianti, sorrisi ed urla isteriche…..
La prima visita, con il dottore che chiese a vostro padre di non entrare per controllare prima se “le cose andavano bene”, il mio cuore che galoppava e la mia mente viaggiava …attimi di panico “ma può essere che non è vero? Che resterà solo una vana speranza!!! Aiuto aiuto!!”
E poi fiumi di lacrime un granellino di polvere che pulsava……. c’eri, eri lì leggiadro….. spensierato a te non importava niente di quello che succedeva fuori!!!Poi è entrato papà ed è avvenuta l’esplosione ha guardato il monitor ci siamo guardati negli occhi e in quel momento ci hai reso le persone più felici al mondo!!
Ho passato nove mesi tranquillissimi, attentissima ad ogni minimo sforzo per non sciuparti tanto da essere diventata una palla rotante……passavo il tempo a leggerti le favole, a farti ascoltare la musica, a godere dei tuoi movimenti nel mio enorme pancione, a cercare di imparare il più possibile sui bambini per essere per te una buona mamma!!!!

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Alessandro, “sei la vita mia e ogni giorno mi innamoro di te sempre di più” questa è la frase che ci ripetiamo reciprocamente ogni mattina io dal primo giorno che ti ho visto, tu da quando hai iniziato a parlare (già da troppo direi!).
Il 23 maggio del 2011 è stato un giorno davvero molto impegnativo ho usato tutte le mie forze per farti uscire ma invano, il mio unico rimorso: non aver fatto vivere a papà quell’attimo meraviglioso del nostro primo incontro!!!! Meraviglia della natura, angelo sceso in terra…..bellissimo più di ogni altra cosa, non riuscivo a staccare i miei occhi da te!! Solo tu…. Esistevi solo tu per me…..ho passato tutta la notte a guardare e a baciare ogni millimetro della tua profumatissima pelle!!
Era tutto vero, eri lì tra le mie braccia come un bambolotto animato dal mio amore!!!
Sei cresciuto in fretto, sei il mio amore grande il mio “ometto tutto speciale”!! Ho bisogno di te in ogni momento della giornata anche solo del tuo respiro…sei la mia linfa vitale. Con te mi diverto sempre, in ogni momento bello o brutto mi basta guardare i tuoi occhi per ritrovare la serenità e il sorriso!
Adoro far tutto con te giocare, colorare, fare dolci e anche il semplice stare sul divano a leggere una favola sembra l’esperienza “più fantastica che ci sia!” Poi un giorno ci hai chiesto una compagnia e noi forti del fatto di aver avuto te e senza alcun minimo timore di non riuscire ti abbiamo accontentato!!! Aspettiamo un fratellino…..tu sei felice, io super contenta, papà sperava in una femminuccia geloso delle coccole che mi fai!!!!
Seconda prima visita, stessa identica emozione: cuore che galoppa, mente che viaggia e fiumi di lacrimeeeee!!!!! Eccolo un altro granellino di polvere…..”mamma ma io non capiscio è tutto nero”…si è vero è tutto nero ma il fratellino c’è e pulsa!!!!

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Federico sei nel mio pancione ormai da 7 mesi, non ci siamo ancora visti ma sappi che già ti amo alla follia……lo so con te è tutto più frenetico….ti dedico poco tempo perché ho sempre altro da fare e tu il più delle volte cerchi di attirare la mia attenzione scalciando come un cavallino infuriato…..ci sono amore e quando uscirai sarà un mondo di baci coccole e carezze anche per te che sei il mio principino piccolino!!! Il 14 aprile è così lontano ancora ma io porto già il conto dei giorni che ci dividono perché non vedo l’ora di provare per la terza volta quello che tutti chiamano “colpo di fulmine”!!
Ho una vita meravigliosa, siete i miei tre principi e io non chiedo altro che essere la vostra regina per sempre!!! VI AMO!!!!

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365 giorni fa nascevi tu…

di Anna Lorè

Mamma mia che ansia! Quando nasce? A che settimana stai? Aaaaaaah!

Poi, finalmente, è arrivato il giorno giusto. Anzi, la notte, esattamente come avevo immaginato.

Io: “Amor, ho di nuovo quei dolori . Però stasera sono più forti e hanno una cadenza di 20 minuti”.

Mio marito: “Che facciamo? Andiamo?”

Io: “Nooooo. Aspettiamo un altro po’, magari vanno via come le altre volte.”

Intanto: cena con amici, giretto in macchina e torniamo a casa.

Una ogni 10 minuti.

Mio marito: “Andiamoooooo?”

Io: “No aspè! Mi devo rilassare… E poi al corso pre-parto hanno detto che è inutile andare prima altrimenti ti rimandano a casa.”

Faccio doccia, shampoo, manicure, controllo valigia. Una ogni 7 minuti (e tenete presente che dovevamo raggiungere Bari).

Terminato il rito\relax mi metto a letto: una ogni 5 minuti.

Io: “Beh, credo sia il caso di andare..”

Mio marito: “Alleluia” !

Il tragitto Matera-Bari non è mai stato così lungo! Avvisiamo i nostri genitori, i FUTURI NONNI, che si sono letteralmente catapultati in ospedale avvisando a loro volta tutti gli altri parenti fino alla 7° generazione. Avranno fatto un’altra strada visto che sono arrivati subitissimo mentre per me quella stessa strada non finiva mai..

Arrivati a destinazione, mi visitano, mi assegnano la camera e iniziamo il monitoraggio. TUTUTUTU TUTUTUTU, eri un galoppo impazzito!

Finalmente alle 17:08 del 14 gennaio 2013, dopo spinte, manovre, ancora spinte e poi la decisione di fare un taglio cesareo perché ti eri incastrato, SEI NATO!

Ho sentito il pianto più bello della mia vita, ti ho visto che eri ancora per metà dentro di me… un batuffolo dalla pelle scura e i capelli neri. Poi sono crollata, mentre venivo ricucita e tu preparato per conoscere il tuo papà sfinito dall’attesa, mi sono addormentata.

Gli hai stretto il dito per non so quanto tempo e lo guardavi con quegli immensi occhi scuri che hai.

Il post-cesareo non lo racconto, non è stato facile ma mi basta guardarti, proprio come adesso che sto scrivendo e tu sei appisolato tra le mie braccia.

365 giorni fa nascevi tu.. Sono stati giorni di pianti, urla, colichette, improvvisi (e continui) risvegli notturni, pannolini, poppate ogni 2h (se andava bene), ragadi, paracapezzoli, tisane al finocchio, bilanci pediatrici, reflusso, reflusso e ancora reflusso e quindi bavette, bavette e ancora bavette! 365 giorni di docce lampo, pieghe inesistenti, rare uscite, pranzi e cene a turni, pappine sputacchiate qua e la, raffreddori, tosse e…

… e soprattutto 365 giorni di primi sorrisini che ora sono vere e proprie risate, abbracci, bacetti, bagnetti, docce con papà, coccole a volontà, allattamento finalmente senza paracapezzolo, la tua dolcissima vocina che pronuncia per la prima volta “mamma” e poi “papà”, giochi, canzoncine e ninne nanne inventate al momento, interi momenti passati a scoprire le tue manine, la prima volta che ti sei alzato in piedi, gioia infinita, amore elevato all’ennesima potenza.

365 giorni di te, di noi!

Buon 1° compleanno Daniele!!!

Mamma e papà.

N.d.r.: Buon compleanno, Daniele, anche dalle MOM!!!

Foto di Skley

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Cari Sofia e Stefano, vi scrivo…

di Maria Ruggieri

Figli miei,

vi scrivo perché sappiate quanto amore ha circondato la vostra venuta tra noi e perché in ogni momento della vostra vita siate consapevoli delle vostre radici.

Quando ho scoperto che eravate in arrivo ho ricominciato a scrivere i miei quaderni, che non scrivevo più dall’adolescenza, perché non volevo che qualcosa andasse perduto delle mille e mille emozioni e sensazioni che suscitava il pensiero che eravate dentro di me…
Ho ripreso a scrivere perché un giorno voi, diventati grande, possiate leggere quelle parole e non avere mai dubbi sull’amore che io e vostro padre abbiamo provato per voi fin dal giorno che abbiamo visto le due lineette rosa sul test.
Fin da bambina ho sempre sperato che un giorno sarei diventata mamma, ma che il Signore mi facesse la grazia di diventare proprio la vostra mamma, questo non l’avrei mai sperato…

Sofia, amore mio. Il mio primo vero grande amore, puro, incondizionato… ti ho sognata quando ancora eri solo nei miei pensieri e ho scelto il tuo nome sull’onda delle emozioni che mi aveva lasciato quel sogno bellissimo.. Sei stata desiderata, voluta, cercata con tutte le fibre del mio corpo, della mia mente e del mio cuore e quando finalmente, dopo tanta sofferenza, sei nata ho scoperto di essere una leonessa… avrei fatto qualunque cosa per difenderti da tutto e tutti, volevo che tu fossi sempre serena e felice e ho lottato e alla fine ho, abbiamo, vinto perché tu oggi sei felice, serena, solare ma soprattutto stai dimostrando piano piano, nelle tue piccole cose quotidiane, la splendida personcina che sei.
Sono fiera di quello che stai diventando perché a soli tre anni a volte dai lezioni di vita che non potrò mai dimenticare… mi sono dedicata a te come non avrei mai pensato di riuscire a fare ma è stata la cosa più naturale e bella del mondo, nonostante le notti insonni, le rinunce e le preoccupazioni.
E poi quando abbiamo scoperto che era in arrivo il fratellino, grande felicità per tutti… te compresa! Volevi fare la mammina di Stefano…

Stefano, figlio mio… tu sei il mio figlio maschio e io ancora non mi rendo conto che sei tra noi, nonostante stai per compiere 10 mesi.
Quando ho scoperto che eri in arrivo mi sono ribellata perché pensavo che avrei voluto un’altra femminuccia e che non avrei potuto neanche scegliere il tuo nome, visto che era già deciso… e poi pensavo che era troppo presto e ancora non avevo recuperato le energie per affrontare un altro parto e i mesi successivi alla tua nascita…
Ma tu hai dovuto iniziare subito a lottare per vivere e mi hai dato una grande lezione di vita…
Non sono stata bene mentre eri dentro di me e così tu, così piccolino e indifeso, hai dovuto già sperimentare la fretta. Fretta nel ricoverarmi in ospedale, fretta nel farti nascere prima che fosse troppo tardi… E mi sei stato strappato via troppo presto…
Dovevo ancora abituarmi al pancione che tu eri già tra le mie braccia.
Mi dispiace non aver assaporato come avrei voluto il tenerti dentro di me, il non averti accarezzato forse abbastanza mentre eri nel pancione… ma quando era il momento di farlo perché iniziavo a sentire i tuoi movimenti, ecco che le cose sono precipitate…
Quando sei nato eri più piccolino del bambolotto della tua sorellina ma sei stato un grande piccolo uomo perchè, caparbio, hai lottato per vivere e ce l’hai fatta e ora sei il mio grande amore, coccolone e bello all’inverosimile… e sto recuperando le carezze perdute perché non ti voglio mai staccare da me e ti stracoccolo e bacio e stringo più che posso, e quando il tuo sguardo incontra il mio e vedo i tuoi occhi che brillano e le tue braccia che si sporgono per venire da me, il mio cuore scoppia di gioia.

ruggieriNon pensavo che fosse possibile, per il mio cuore, provare un tale amore.
Non pensavo che si potessero amare due persone in un modo così totale e puro.. con voi tutto è una scoperta e io sono tornata bambina con voi e per voi e non c’è regalo più bello dei vostri sorrisi e del sapervi felici…

La vostra mamma
Maria

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Cari Figli vi scrivo…

di Marisa Calciano

Ho scritto un quaderno per ognuno di voi, per raccontare le mie emozioni nel sentirvi crescere in me, per non dimenticare la sensazione di solletico, di battito d’ali che ho sentito nello stomaco nei vostri primi movimenti, a ognuno di voi regalerò i miei pensieri per raccontarvi quanta vita mi avete donato e quanta ricchezza avete portato in questa casa.

Ora siete con me e vorrei tenervi sempre così, piccoli con me!!!

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Sento la parola mamma mille volte al giorno e sento urlare mamma anche la notte mentre dormite, mi sento importante, unica e indispensabile per voi e sono felice vorrei darvi tutto quello che ho e cerco di essere la mamma migliore tra le imperfette!!!! A volte mi sembra che la giornata è troppo breve per poter fare tutto quello che vorrei … passiamo troppo tempo a correre ma spesso capita che mi fermo e mi isolo nel caos delle vostre urla e vi guardo … quanti occhietti … sono ricca sono una donna ricca di occhietti spiritati.

Gaia il primo grande amore della mia vita, ogni cosa era nuova con te, il tuo primo starnuto, il tuo primo sbadiglio ero incredula nel vedere che le cose più naturali erano così straordinarie fatte da te … ma come fai a saper fare queste cose senza che nessuno te le ha insegnate!!!! Con te tutto era difficile, avevo bisogno di consulti specialistici per ogni cosa e invece tu crescevi sola, brava, bravissima. Ricordo di aver pensato appena ti ho vista a un foglio bianco, pensavo cosa devo cominciare a scrivere? e invece ti sei impadronita della penna e hai scritto tutto da sola, quante cose mi hai insegnato Gaia tu non puoi immaginarlo, ho imparato più da te in questi pochi anni che in tutta la mia vita. Mi hai insegnato a prendermi meno sul serio, a guardare “la vita” con gli occhi di una bambina, a semplificare le situazioni. Tu che con la tua voglia di fare … “mamma oggi possiamo costruire …” mi hai insegnato a usare la colla e le forbici, mi hai insegnato termini come plastidecor e glitter … mi hai messa a fare i dolci … i biscotti, proprio a me che ero l’assaggiatrice ufficiale della mia famiglia e che non conoscevo la differenza tra farina 0, 00 ecc!!!!!
Tu che sei il mio grande amore e il mio amore grande non pensavo che avrei potuto amare qualcun altro quanto amavo te … e invece ecco arrivare Danilo ….

Danilo amore mio tu sei la mia ossessione e lo sai te lo dico mille volte, tu da un lato mi hai salvato la vita perché mi hai alleggerito i miei mille dubbi sulla crescita di Gaia e dall’altro mi farai morire di crepacuore. Tu sei monello, il monello per antonomasia, sei spericolato, rischi la vita a ogni movimento, lagnoso e piagnucolone e come ti muovi combini un guaio. Ma sei la mia ossessione ti ho in mente ogni istante giorno e notte, se sei vicino a me addirittura in braccio io ho paura che possa farti male, devo tenerti nel raggio della mia vista altrimenti ho paura di perderti, ho paura che tu possa finire sotto una macchina, sotto un albero o sotto un moscerino … per me è uguale! Sei un pazzo e per questo che ho questa forma di protezione fisica e psicologica perché ti fai sgridare da tutti … se potessi ti terrei in una stanza tutto per me e ti farei fare qualsiasi cosa … ma non si può! Al mondo non esistono occhi così grandi e ciglia così lunghe e folte … se tu mi guardi io sono ipnotizzata, totalmente andata. Sei monello monello monello ma sei il cucciolo più dolce e tenero del mondo!!!!

Marco tu sei il figlio della consapevolezza e dell’esperienza, tu sei il mio bambolotto, il mio gioco con te ogni cosa è divertente, è bella, è un gioco. Tu sei il mio Cicciobello in fascia, sei il mio Cicciobello che fa la cacca in bagno … io sono la mamma di Cicciobello con te. Tu per me parli mi guardi e io so già cosa vuoi. La gente mi chiede ” … e lui è bravo?” e io non so cosa rispondergli, Marco non piange lo tengo sempre in braccio, non voglio lasciarti, voglio tenerti sempre in braccio, mi piace mi piace portarti in fascia, mi piace mangiarti le guance, mi piace sentirti addosso, mi piace stringerti fino a che non piangi … Quando nasce un figlio conosci il vero amore quello puro quello che è indipendente da qualsiasi cosa, un figlio lo ami e basta … ma quando te ne nascono 3 questo amore è alla 3° potenza, l’amore di una mamma non si divide tra figli ma si moltiplica!!!!!!

Ora siete con me e vorrei tenervi sempre così, piccoli con me!!!

Mamma Marisa

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Cara Sofia… ti scrivo

Lettera scritta da Colomba Manganaro per sua figlia Sofia

Cara Ninni,
385574_3965070690520_452214679_nè iniziata per te la scuola materna, l’entusiasmo iniziale si è consumato tutto nell’acquisto dello zainetto e dei grembiulini. Così con aria rassegnata ,un po’ da condannata e un po’ da “a casa si sta meglio”mi dai la manina e ti accompagno a scuola.
Non piangi, non ti dimeni, ma sicuramente, stai studiando il modo per uscire da questa situazione.TU la piccola di casa, ti vedi costretta a dividere il tuo spazio e le attenzioni con altri, cosa non semplice per una che con il suo primo vagito ha sottomesso padre, sorella e fratello!!!

Per il momento i compagni di classe sono solo i “bambini” e le maestre si dividono in quella alta e quella con il rossetto. L’argomento scuola si chiude appena esci dalla classe e le mille domande che ti vengono rivolte le ignori totalmente. Certo mi aspettavo qualche reazione, ma questa indifferenza mi ha un po’ spiazzata!

Tu sei stata la figlia della consapevolezza, quella che mi ha fatto fare pace con me stessa e mi sono perdonata gli errori commessi ed i rimpianti hanno cambiato sapore, tutto è diventato infinitamente (o finalmente) dolce.

La parola famiglia era un progetto a cui io ambivo tanto e tu l’hai reso possibile, per te ci sono solo mamma, papà, Iaia e Bobo, la tua famiglia e con la logica disarmante di bimba, hai spianato ogni perplessità. Guardo tuo fratello Roberto mentre rilassa il suo cipiglio da adolescente SOLO GUARDANDOTI e il bambino che è in lui prende il sopravvento sull’uomo che sta diventando. Poi c’è la tua Iaia, la tua sorellona, la tua complice, quella che ti regala giornate con i suoi amici e tu ti aggiri tra di loro scimmiottandoli come un simpatico folletto.

Vorrei farti comprendere quanto amore hai donato alla mia vita,vorrei farlo senza sembrare noiosa o scontata ma non ci riesco. Eccoti qui che mi chiedi cosa faccio, t’amo figlia mia. Ridi alla risposta di questa mamma matta, mi abbracci, profumi di biscotti, di colori e d’infanzia e già un altro gioco ti ha rapita e scappi saltellando intonando una canzoncina mai sentita prima.

– NINNI, SEI CONTENTA???
– SI,DOMANI NON SI VA A SCUOLA!!!

Rido figlia mia, come solo tu mi fai ridere, con il cuore gonfio d’amore!

La tua mamma Colomba

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