Archivio della categoria: Associazione MOM

Auguri di Buon Natale

 

di Laura Giannatelli

 

Il giorno di Natale è arrivato, l’attesa si è conclusa ed è stato bellissimo condividerla con il nostro Calendario dell’Aàvvento firmato MoM.

È stato emozionante ogni giorno leggere i post, tutti carichi di amore, emozioni, sentimenti.

Confesso che questo calendario dell’Avvento condiviso è stato per me a volte terapeutico.

Sì, perché quest’anno il blues natalizio incombeva su di me, essendo il primo Natale dopo la recente scomparsa di mio padre.

Dunque grazie a tutti per aver contribuito ogni giorno a fornire riflessioni, per aver donato storie, per aver regalato emozioni.

Approfitto anche per fare a tutti gli auguri di buon anno nuovo.

L’anno che si conclude è stato un anno duro dal punto di vista personale ma anche ricco di soddisfazioni per la nostra Associazione MoM, di cui sono presidente dall’inizio dell’anno.

Le difficoltà non sono mancate, ma non manca nemmeno l’entusiasmo e la grinta che contraddistingue il nostro direttivo (Arianna di Trani, Claudia Gabrieli )

Un ringraziamento particolare ad Ilenia Amati e Angela Amendolagine per la preziosa collaborazione nella realizzazione del calendario dell’Avvento … e non solo.

Ringrazio i vecchi e nuovi amici dell’Associazione, che ognuno a modo suo, ci aiutano e sostengono.

Colgo l’occasione per invitarvi tutti a rendere sempre vivo e attivo il nostro gruppo e a partecipare alle attività associative.

Se avete idee da proporre non esitate a farlo! e non siate timidi: venite a collaborare ( nei limiti del vostro tempo libero 😉 )

Ancora buon Natale e Buone Feste alla Mia, Nostra, Vostra grande famiglia MoM

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Auguri… superficiali

 

di Angela Amendolagine

 

Lo confesso: il vero tempo di bilanci per me non è dicembre, ma il primo di settembre. È allora che mi angoscio con le paranoie del lavoro, le paranoie dei progetti non portati a termine, le paranoie del tempo che passa.

A dicembre no. A dicembre io non penso. A dicembre io non soffro (tranne che per il freddo). A dicembre io penso solo a non prendermi virus gastrointestinali – che comunque mi prendo – a sopravvivere a mio marito che il 24 dicembre mattina mi dice che non ha fatto nemmeno un regalo dopo che per 2 mesi gli ho chiesto se per i regali almeno quest’anno si è organizzato bene, a conservare un posticino nello stomaco per ciò che  mi verrà messo nel piatto dopo, senza mai riuscirci.

Dicembre è poesia, è bianco, è casa… è pace.

Due volte nella vita mi è capitato (una delle due volte l’ho scelto) di passare dicembre e Natale lontano dai miei cari. Fuori dall’ITALIA.  Onestamente non è mai più ricapitato di sentirmi così smarrita come in quelle due occasioni.

Da quei Natali da sola ne è passata di acqua sotto i ponti. Ne ho fatti di giri intorno alle mie radici prima di sentire il richiamo di casa, prima di chiudere qualche cerchio.

E sono stata felice di farli, tutti sti giri. E sono stata felice di chiuderli, tutti sti cerchi. Perché forse qualcosa in meno potevo farla, qualcosa meglio potevo farla, qualcosa in più potevo farla, qualcosa di diverso potevo farla. Ma onestamente… chissene.

Tutto quello che ho vissuto e che sono stata, oggi mi ho portato qui. A festeggiare con la mia famiglia imperfetta un altro dicembre perfetto, un altro Natale abbracciati.

Oggi l’unica cosa di cui mi importa non è che farò da gennaio o come ingannerò la disoccupazione, ma quante portate riuscirò a mangiare stasera prima di dichiararmi sconfitta, quanti bicchieri di qualunque alcolico riuscirò ad ingurgitare per arrivare a mezzanotte, quanto saranno felici le bambine di scartare i loro regali.

Meriteremmo di vivere ogni giorno così: come se fosse sempre dicembre. Senza dubbi angoscianti ad incupirci le giornate, con pensieri superficiali a renderci la pelle splendida, con la saliva dei bambini a inumidirci le guance da mattina a sera.

A tutti voi auguro di riuscire a chiudere per 24h fuori dalla porta i problemi, le malattie, i soldi che non bastano, il lavoro che non si trova o che non ci piace, la casa sottosopra e tutte le altre paranoie sfuse… e semplicemente esistere. Semplicemente godersi questa giornata di festa insieme a chi amate.

E non è poco!

Buon Natale

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Il calendario della gentilezza

 

di Antonella Contartese

 

A Natale puoi… fare quello che non puoi fare mai.
A Natale…. fate i buoni, ecc. ecc.
Le pubblicità di questo magico periodo dell’anno ci invitano a essere più gentili, ci ricordano di fare i buoni.
L’incantesimo funziona, non credete?!
Non vi sembra di respirare un’aria più pari a di ottimismo?
Già dal primo giorno di dicembre le strade si accendono di lucine colorate, gli alberi si vestono a festa, dalle finestra delle case il profumo di buono riempie le città.
Sono tutti questi stimoli a farci sentire come in un mondo incantato?!
La risposta è SÌ! Lo conferma la scienza, lo si studia nella disciplina olistica PNEI (sistema
psico-neuro endocrino immunitario), tutto ciò che ci circonda influenza il nostro stato psico-fisico.
La proposta è… prolunghiamo l’avvento?!
Rendiamo il Natale infinito?!
Facciamo un calendario dell’avvento della gentilezza, che ci ricordi ogni giorno di essere ottimisti, gentili, equilibrati.
Può capitare a ognuno di noi di sentirsi meno ottimisti in alcuni giorni dell’anno, ecco che una frase, un gesto, una canzone, una prelibatezza condivisa…. può farci sentire ancora bene!

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Brindare alle attese

 

di Nausica Montemurro

 

La vita è fatta di attese: in questo momento, sto aspettando che la pasta sia cotta (diciamo 10 o 12 minuti), che si carichi la vetrina Facebook con i prodotti della mia cliente (dipende dalla connessione), che le mie figlie mettano a posto tutti i pezzi del playmobil che giacciono sul pavimento in attesa che qualcuno, di cui non faccio i nomi, li raccolga (più o meno dopo che si sarà caricata la vetrina con i prodotti).

Qualche anno fa in tutto questo “aspettare” c’erano ansia, frustrazione, frenesia, desiderio, dover dimostrare a sé stessi o agli altri di “essere sul pezzo” e così via. E giù come un treno, due bimbe sotto i 30, un lavoro dietro l’altro, trasferte, progetti anche per due lire, ma sì tanto poi viaggio.

Fortunatamente, circa 4 anni fa, ho scoperto un modo per imparare ad aspettare anche solo un tanto al giorno: la meditazione.

Un po’ per gioco, un po’ per necessità, un po’ perché le manifestazioni del destino sono tante, mi sono ritrovata in un’estate tra le due gravidanze seduta a gambe incrociate in riva al mare all’alba, a cercare di fare 4 respiri che durassero più di 4 secondi. Il giorno dopo i secondi sono stati 8 e i respiri sono stati 12.
“Quanto tempo starà passando?” – mi chiedevo le prime volte, perché non volevo mettermi un timer. “E’ una vita che sto qui a respirare, le bambine si saranno già svegliate e io sono in spiaggia, ho ben altro da fare!!” Erano passati due minuti.
Con la pratica capivo che più mi concedevo il lusso di aspettare, più svaniva la fretta, e più aspettavo più le emozioni di cui sopra prendevano forma e – combinazione! – la forma era quella di un organo, oppure aveva la faccia di una persona o le sembianze di un ricordo, ma che importa, tanto è passata e ora ne arriva un’altra.
In quell’andirivieni e in quell’attesa giungevo poi (senza cercarlo affatto) a uno stato di pace benefica che sonno levati, perché quando si sogna la mente continua a lavorare mentre qui  il cervello faceva “clic” e tu potevi “semplicemente” esistere, perchè non c’è un prima e un dopo ma semplicemente il momento, il secondo. Sei. Punto.

Grazie a queste “attese”, ho scoperto di me più cose di quante ne possa sapere Mark Zuckerberg dai suoi server, e ho potuto prendere alcune strategiche decisioni tra cui quella di scegliere un nuovo contesto di vita che favorisca questi momenti.
E soprattutto: ho accettato il mio essere frenetica e ho iniziato ad aspettare davvero anche nella vita di tutti i giorni, a fare le cose con maggiore calma e fiducia, anche non “una alla volta” come vorrebbero i manuali, ma respirando e dicendomi che non importa quando proprio non va come voglio io. Ho scoperto che quando si aspetta e basta, senza “aspettar(si)” qualcosa, le cose si fanno lo stesso, solo che semplicemente si fanno meglio o ci riescono alla prima o ci si ammala di meno, e quando ci si ammala non c’è più il  peso  dello “stop forzato”, e il mondo non va in pezzi se non rispondiamo immediatamente alla doppia spunta.

Quest’estate, nonostante la meditazione, ho beccato la broncopolmonite. Sono comunque un essere umano  e anche se so che le malattie sono segno di squilibrio interiore non mi sono fatta prendere dal solito senso “ora DEVI guarire a tutti i costi perché ti stai perdendo il mare,”. Mi è bastato ricordarmi che il mare ce l’ho tutto l’anno proprio perché me lo sono voluto permettere, e così ho approfittato, nell’ozio dei 10 giorni a letto, per meditare e guardarmi dentro, scoprendo quanto stavo trascurando il mio corpo e le cose importanti per correre dietro a questa o quest’altra cosa, e quanto fosse facile scivolare negli automatismi del cervello pur dedicandogli 30 minuti al giorno di “stand by”.

Auguro a tutti noi di vivere appieno tutte le attese, grandi e piccole, di 9 mesi o di 9 minuti.
Di usare la fila al supermercato o al semaforo per annullare i pensieri, fare due bei respironi e domandarci come stiamo, senza che la mente si vada a cercare “cosa c’è da fare dopo” e ci carichi di ansie che tanto non faranno scattare il verde prima o sveglieranno la commessa addormentata, ma ci faranno stare male e basta. Scoprirete che è proprio quando pensiamo di non avere tempo il momento più indicato per prendercelo!

Chiedo a Babbo Natale che permetta a ciascuno di noi di pilotare la navicella della propria vita nel modo più favorevole e consapevole possibile, concedendoci di saper aspettare.

Non è forse “l’attesa del piacere essa stessa il piacere”?

Buon Avvento e Buon Natale ‘om!!!

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Un compleanno speciale

 

di Giuseppe David

 

Salve a tutti,

sono Giuseppe un neo papa’ che si trova a scrivere un pensiero sull’ Avvento e sul Natale ,
anche se il mio Avvento e il mio Natale è già arrivato.

Sì, perché a metà febbraio, con mia moglie, abbiamo scoperto di aspettare un bambino, che è
nato il 16 ottobre.
E’ stato lungo il mio tempo di attesa, perché un papà non vive dal di dentro quello che sta
accadendo nella pancia, ma ogni giorno è stato una carrellata di meravigliose ed emozionati
avventure nell’aspettarTI…

Oggi è il giorno del mio compleanno e mi sono svegliato presto ma non per poter festeggiare
piu a lungo ma per aspettare il tuo risveglio e poter dire: “ grazie Signore per questo fantastico
compleanno. Mi hai fatto un bellissimo regalo, la cosa più bella che la vita potesse darmi!!!

Nei viaggi che quotidianamente faccio per andare a lavoro, spesso mi è capitato di ascoltare
una canzone in particolare, che mi ha messo in riflessione, il cui verso dice:
“C’è una canzone che parla di te l’aria che soffia dal mare in citta, UN GIORNO CHE ARRIVA E
TI CAMBIA LA PROSPETTIVA, DIREZIONE LA VITA”.

Bene a me è accaduto proprio questo: da essere solo marito sono diventato padre,
capovolgendo tutto il mio modo di vivere la vita, ovviamente la vita è migliorata e con mia
moglie stiamo costruendo una bellissima famiglia, una bellissima vita!!!!

L’ augurio per il mio Natale è che tutti possano trovare una prospettiva nuova e farne
occasione di rinascita….
BUON NATALE A TUTTI…. UN PADRE FELICE……

Un giorno che arriva e ti cambia la prospettiva
Direzione la vita

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Natale in the road… con piccoletti!

 

di Mariapia Ebreo

 

Si, viaggiare, evitando le curve più dure… che di solito, queste “curve dure”, sono fatte per lo più di problemi logistici, per quelle famigliole desiderose di partenze e nuove esperienze.

Tipo…Desidero vedere le luci di Natale nella splendida NewYork! Ma aspetta, vorrei anche aggregarmi al gruppo di amici che festeggerà il Capodanno in Islanda… con un bimbo di due anni però, eccola là, la “curva impossibile”… o gli regalo un caldo pinguino che lo abbracci per tutto il tempo, oppure rinuncio all’idea di brindare al nuovo anno all’ombra di un fantastico Iceberg.

E quindi, perché non organizzare delle splendide vacanze… a portata di bimbi? Roma, per esempio, pur col suo bistrattato albero Spelacchio, in piazza Venezia, regala tante opportunità per festeggiare il Natale divertendosi.

Ecco alcune idee un po’ alternative alla classica passeggiata al mercatino di Piazza Navona, che pure consiglio e caldeggio fortemente 😉 e che il 6 gennaio regala l’emozione di “conoscere la Befana!”

Vediamo… si potrebbe andare tutti quanti allo zoo comunale, vengo anch’io!
Lo zoo romano è il Bioparco, che si veste a festa e organizza una serie di eventi dedicati alle famiglie:

Il 24 e 31 Dicembre si può dar da mangiare agli animali ed incontrare l’elefante Sofia.
Sabato 6 gennaio, Festa della Befana, dalle 11.00 alle 15.00 I bambini saranno impegnati alla ricerca di 5 divertenti e strampalate befane che gireranno per il parco, una volta trovate si formerà un grande corteo e flashmob finale con danze, canti e distribuzione di dolciumi presso la Sala Elefanti con spettacolo finale alle ore 14,30. Comprando il biglietto online, costa solo 8 euro a persona (invece che 15 e 13 per i bambini)
http://www.bioparco.it/natale-al- bioparco/

Per gli amanti del “villaggio natalizio”, Roma propone una variante interessante: Natale all’Auditorium Parco della Musica, che si trasforma in un villaggio natalizio, con pista di pattinaggio e le serate spettacolari della programmazione di Musica per Roma.

In programma i concerti di Stadio, Peter Cincotti, Gino Paoli e Danilo Rea, Giovanni Allevi, Tosca, progetti speciali (La musica è pericolosa di Nicola Piovani, Collisioni a Roma con Daniele Silvestri, Carmen Consoli e Max Gazzè), il tradizionale Roma Gospel Festival con il concerto di fine anno e, per salutare le feste, la Chiarastella con l’Orchestra Popolare Italiana diretta da Ambrogio Sparagna e la partecipazione di Peppe Servillo. E ancora spettacoli di teatro, danza e la grande mostra in collaborazione con National Geographic PhotoArk – Meraviglie del mondo animale, del fotografo Joel Sartore.

Quanti invece all’arte ed ai musei non possono proprio rinunciare, saranno felici di queste due proposte, da non perdere!
Qualcosa di curioso è avvenuto a Palazzo Barberini: vellutate pesche come guance, lepri come nasi, affilati denti da squalo in bocca. Un bizzarro artista di nome Arcimboldo si è divertito a capovolgere il mondo!

Venerdì 29 dicembre, alle 11 e alle 14,30, l’associazione Un soffio d’arte organizza una visita guidata interattiva per bambini alla mostra su Arcomboldo in corso alla Galleria nazionale d’arte antica in Palazzo Barberini. Sono previsti attività e giochi di esplorazione sensoriale per stimolare l’immaginazione, le emozioni e le percezioni fisiche e per scoprire insieme questo bizzarro e colorato artista! C’è un bel cespo d’insalata sulla tua testa pelata e sulla faccia molto strana c’è una viola melanzana! Non è uno scherzo è la magia di chi
sa usare il pennello con maestria!  Età: 5-10 anni. Durata: 1 ora e 15 minuti circa
Costo biglietti (saltafila): 15 euro adulti, 2 euro bimbiCosto attività: 5 euro adulti (tessera associativa inclusa), 8 euro bimbi (dai 5 ai 10 anni). Informazioni e prenotazioni (entro il 12/12): unsoffiodarte@libero.it

Ancora al Museo, ma stavolta all’ombra della Grande Onda di Hokusai. Cicero in Rome organizza una visita guidata con attività didattica per bambini con le loro famiglie alla mostra su Hokusai in corso all’Ara Pacis, per scoprire Hokusai con gli occhi dei bambini. Dalle stampe alla pittura, dai ponti ai pescatori, passando per fantastici paesaggi e belle signore. Il mondo incantato del maestro Hokusai visto con gli occhi dei bambini.
La visita guidata sarà accompagnata da un’esclusiva attività didattica adatta a tutte le età, per rendere questa esperienza indimenticabile.
L’età consigliata fra 4-5 e i 10 anni, aperto a tutta la famiglia. Per i costi, visita guidata, attività didattica e attestati finali:
– Bambini (dai 3 anni compiuti ai 12 anni) 12 €
– Adulti (e dai 13 anni in su) 5 €
– Under 3 anni (3 anni non compiuti, bambini che quindi non parteciperanno all’attività didattica) gratuito
A parte il costo del biglietto per accedere alla mostra.

E poi non si può mancare alle splendide cinque mostre del Guido Reni District, che ospita anche un mercatino di Natale!
Cosmos Discovery presenta 250 cimeli delle missioni spaziali di USA ed ex Urss e un enorme planetario con immagini tridimensionali dell’Universo. La mostra è stata visitata a Lisbona da 200mila visitatori e a Roma presenta – per la prima volta – pezzi inediti del settore aerospaziale.

Dinosaur Invasion (a Parigi ha registrato 180mila visitatori) riproduce una giungla giurassica popolata da 40 dinosauri a dimensione naturale e in movimento, grazie alla sofisticata tecnologia animatronica.
Brikmania presenta 120 opere di mattoncini LEGO®, che riproducono l’evoluzione dei mezzi di trasporto (tra cui un transatlantico Titanic lungo oltre 10 metri) e ospita un’enorme area ludica, dove i bambini potranno dare sfogo alla loro fantasia.

Scientopolis (aprirà il 1° novembre) è una mostra interattiva dedicata alla scoperta della scienza e dei fenomeni naturali attraverso esperienze coinvolgenti.

Real Bodies per scoprire il corpo umano, un’esposizione dal grande appeal che anche a Milano ha registrato un vero e proprio boom con 280mila ingressi.
Info e biglietti: guidorenimostre.it

Ah, viaggiare! Qualunque sia il vostro programma per le vacanze di Natale, il viaggio più bello è quello che ci portiamo dento, e che ci fa scegliere, ogni giorno, una meta felice da raggiungere!
Buone feste a tutti!

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Il peggior Natale della mia vita

 

di Chiara Manicone

 

Lo spunto per questa riflessione è stata una frase pronunciata da una mia amica pochi giorni fa: “sarà’, il peggior Natale della mia vita!” sarà, il suo primo Natale da mamma separata, per i suoi figli il primo Natale da figli di genitori separati e poiché’ questo Natale lo trascorreranno con il papà sarà il primo Natale che non saranno insieme.

Ora, ok che trascorrono un fine settimana con la mamma e uno con il papà ma …
Natale è sempre Natale! Il Natale acuisce, enfatizza, esaspera certi sentimenti da quelli positivi a quelli negativi per cui ovviamente per una mamma (sarebbe stato uguale anche per il papà) Natale senza i propri bambini è tristissimo.

Blateravo tra le tante cose da fare, la gestione dei classici preparativi tra discussioni
solite … panettone con i canditi o con il cioccolato? Natale con i miei o con i suoceri? E … bla bla bla … ma la sua frase “sarà il peggior Natale della mia vita” mi ha pietrificato e fatto riflettere su quante sfaccettature abbia la solitudine e in quante forme la si possa sperimentare.

Solitudine non è soltanto un barbone che trascorrerà il Natale solo su una panchina o un anziano abbandonato, ma è anche un genitore che lo trascorrerà senza i suoi figli, che non vedrà la meraviglia e lo stupore nei loro occhi quando scarteranno i regali che gli ha portato Babbo Natale.

Ci sono persone che amano il Natale e persone che lo  detestano, una cosa è certa, se da una parte c’è la felicità di trascorrere del tempo in famiglia, dall’altra aumenta il vuoto e la solitudine per qualcuno.

Natale sta per arrivare e a quanto pare oltre a chi inizia ad essere stressato per lavoro, preparativi, regali da fare, parenti serpenti da sopportare c’è chi vede emergere in
maniera prepotente la mancanza di qualcuno che avrebbe voluto vicino a sé a Natale, in questo giorno speciale.

Ecco il mio pensiero per questo Natale va a tutti coloro che si sentiranno soli nonostante le luci e l’aria di festa, a chi trascorrerà le feste senza i suoi figli o lontano dai suoi cari! Natale, il giorno in cui si celebra la nascita di Cristo, nonostante si stia trasformando in una corsa al regalo più bello, al pranzo più succulento, all’abito più elegante mantiene comunque una magia inspiegabile.

A coloro che avranno questo vuoto nel cuore, questa mancanza che toglie il fiato, che sia un genitore separato o qualcuno che ha perso una persona cara, auguro di essere coinvolto comunque dalla magia del Natale! Che la Stella Cometa illumini i loro volti in un sorriso colmo di ricordi che li faccia sentire vicini a chi gli mancherà tanto!

Stringerò forte a me i miei figli, mio marito e tutte le persone che amo pensando che il solo averli accanto è il miglior regalo che possa mai ricevere!
A tutti noi un Buon Natale!

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