Archivio dell'autore: Roberta Venezia

Una buona ragione

Da sempre, se voglio fare un regalo ad una persona a cui tengo molto, compro un libro.

Un libro, non è mai uno, non è mai un singolo oggetto. Così come la storia che narra, l’argomento di cui parla non sono mai cose “a sè”. Da un singolo libro possono nascere principesse e draghi da sconfiggere, in luoghi che non ho mai visitato e che posso immaginare.

Posso essere fata, fiore, un bimbo triste o un dinosauro di mille e mille anni fa.

Il potere di un libro, di un singolo libro è davvero enorme, se ci pensate.

Ecco perchè, secondo me, regalare un libro e soprattutto regalarlo a un bambino sia un’ottima ragione.

 

Topipittori” (una piccola e indipendente casa editrice che pubblica libri per bambini e ragazzi),  ha raccolto una lista di “20 buone ragioni per regalare un libro ad un bambino”  e ne ha fatto un post coloratissimo che vi riporto qui.

Perché se è  piccolo, diventi grande e, se è grande, torni piccolo.

Perché un libro è leggero, anche se pesa.

Perché un libro è la prova dell’esistenzadell’invisibile.

Perché degli ignoranti non se ne può più.

Per divertirlo, come ti sei divertito tu.

Perché se hai azzeccato la scelta, ti ricorderàper tutta la vita, te e il libro.

Per spiazzarlo!

Perché poi te ne regalerà uno lui, bellissimo.

Per fare un dispetto a chi sogna un paese di analfabeti.

Per dirgli che con le parole può fare un sacco di cose interessanti.

Perché in una pagina non c’è tutto quello che c’è fra la terra e il cielo, ma abbastanza da non perdere  la speranza.

Perché se non sai fare i pacchetti, è la cosapiù facile da incartare.

Perché i libri si regalano solo a quelli in cui si ha fiducia.

Perché se legge un libro, poi può leggere una nuvola, un gatto, un albero, una persona.

Per regalargli un momento di silenzio, dentro e fuori di lui.

Per fargli frequentare esseri e cose che non avrà mai la possibilità di incontrare di persona.

Perché cos’altro regalare a chi capisce e vede tutto?

Perché ha la capacità di trasformare il piombo in oro.

Perché gli vuoitroppo beneper regalargli qualsiasi altra cosa.

Perché hai pochi soldi, e vuoi fargli un regalo bellissimo.

 

 

La mia preferita è questa:

perchè per me ogni libro è una possibilità.  Niente finisce. Anche quando finisci di leggerlo, un libro, ti lascia qualcosa dentro. Alcune parole nella mente diventano immagini che non ti abbandoneranno più, diventeranno tue e tue soltanto.

 

Un mondo, un intero universo che sarà per sempre solo tuo. Tuo abbastanza da consentirti di regalarne un pò a qualcun altro nel momento in cui ne parli,nel momento in cui ne fai dono a qualcun altro.

 

Un libro “apre”, attiva connessioni, riempie i vuoti….

 

Regalate un libro e soprattutto regalatelo ai bambini, ve ne saranno grati… per sempre.

 

“I libri sono un antidoto alla tristezza.”

Anjali Banerjee

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Biancaneve

Mi accade spesso che sia il libro a scegliere me e non il contrario. In fila, sulle mensole della libreria, titoli colorati e allegri, libri grossi, sottili sono tutti lì. A un tratto mi giro e lo vedo. Tra tanti vedo solo lui, e lo prendo. Così è capitato per questo meraviglioso albo illustrato.

La storia è quella classica dei fratelli Grimm, riportata anche molto fedelmente devo dire, ma quello che più incanta, sono le illustrazioni della bravissima Mayalen Goust.

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Mi ha emozionato da subito la copertina. Tre i colori dominanti: nero, rosso e bianco. Lo sfondo nerissimo (evocativo del corvino dei capelli della fanciulla) fa risaltare bianchissima la sua pelle. Le labbra e il fiocco rosso luminescente nei capelli sono l’unica nota di colore. La luminescenza è data da brillantini veri che faranno la gioia delle bimbe!

Lo stile utilizzato è quello delicato, nei tratti, delle illustrazioni giapponesi. Scorrendo le pagine, poi, si ha come la sensazione di guardare qualcosa che già si conosce ma con occhi nuovi: la matrigna non è così brutta e arcigna come l’abbiamo sempre vista rappresentata, anzi dall’aspetto longilineo e delicato nei tratti è davvero una figura regale

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così come desta quasi tenerezza la sua trasformazione nella vecchina che bussa alla porta della casetta nel bosco.

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I nanetti sembrano dei buffi folletti scappati dal villaggio di Babbo Natale

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e lo stesso principe azzurro…di azzurro non ha proprio nulla, ma veste i panni color zafferano di un principe orientale.

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Insomma davvero una bella scoperta, un viaggio alternativo nella fiaba dove sono le immagini a guidare il narratore e l’ascoltatore. Le immagini che ci aiutano anche a spiegare ai nostri bimbi argomenti a volte dolorosi, come la morte o sentimenti negativi quali la gelosia e l’invidia. Le fiabe diventano “attuali” attraverso i segni di bravissimi illustratori e riescono, attraverso il potere delle immagini, a parlare ai giovani lettori in un linguaggio semplice e diretto.

Dai 4 anni

Gallucci editore

Buona lettura

 

P.s. Non abbiate timore di comprare libri cartonati e preziosi, come questo, a bimbi molto piccoli. Essi imparano sin da subito ad essere responsabili e ad averne cura.

i bambini sanno riporre attenzione e cura verso gli oggetti, se ne hanno la responsabilitàM.Montessori

 

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Diverso… ma anche no

Cosa hanno in comune un bimbo down, un epilettico, un paraplegico, un autistico, un profugo o un bimbo cresciuto da una coppia omosessuale?

E’ l’interrogativo che si pone (e su cui vuole far riflettere e allo stesso tempo, sorridere)  “Diverso come uguale” . Un libro che non può mancare nella nostra biblioteca casalinga e soprattutto dovrebbe essere presente in quella scolastica.

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Ovvero la diversità dal punto di vista dei bambini. Il piccolo protagonista Leone ha sei anni e ha tanti amici con cui condivide gran parte del suo tempo. Amici che sono semplicemente “bimbi” e che gli somigliano tanto nella voglia di giocare e di scoprire il mondo. Questi bimbi sono per Leone, degli amici speciali un tantino diversi da lui ma che sanno fare tantissime cose,  tanto che a suoi occhi appaiono quasi come super eroi!!

C’è Francesco, che è down ma è un bravissimo nuotatore

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oppure Tony i cui genitori sono divorziati e adesso ha ben due papà e può ” fare il doppio delle cose”  o ancora Marcel, cieco, ma anche un ballerino bravissimo…

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e così via. Insomma, il tema della diversità spiegato dal punto di vista dei bambini e con un approccio vicino al loro modo di pensare… semplice, diretto, pulito, libero da inutili sovrastrutture. Il messaggio che ne deriva è che “un bambino, anche se diverso, è prima di tutto un bambino”.

E’ una lettura adatta ai bimbi un pò più grandicelli ( dai sei anni), edito da BeccoGiallo. Fa parte della collana CriticalKids che offre spunti interessanti di dibattito tra genitori e figli o anche tra insegnanti e alunni su temi difficili del vivere quotidiano.

Buona lettura!!!

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