Archivio dell'autore: Stefania Mele

Il numero centrotavola per il compleanno del tuo bambino

In un prossimo post ho intenzione di farvi un intero reportage del 5° compleanno festeggiato da mia figlia (accattatvill!). In questo post vi racconto come ho realizzato il numero 5 decorato e adatto come centro tavola o a completamento degli addobbi.

COSA OCCORRE
– Un cartone
– Una matita
– Un righello
– Fogli di carta velina
– Forbici
– Un nastrino
– Colla

COSA FARE
Per prima cosa occorre ritagliare il cartone, avendo tracciato prima con una matita il numero con l’aiuto del righello.

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Ricavate dei fogli di carta velina della dimensione di un foglio A4 e ripiegateli a strisce alte un paio di centimentri dal lato corto del foglio (c.d. “a ventaglio), così:

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quindi legate al centro il ventaglio così ricavato con un nastrino e aprite le strisce modellandole delicatamente per poi fissare i fiocchi di carta sul cartone con un punto di colla vinilica

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Procedete alternando a piacere i colori scelti della carta velina fino a riempire tutto il cartone

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Il numero così decorato può essere appoggiato ai piedi del tavolo, vicino un muro, oppure è possibile realizzare un’asta di cartone per sorreggerlo dietro

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Giochiamo a campana…in casa!

Cosa occorre

Una scatola di cartone e un pennarello

Come si realizza la “campana”

Il cartone va aperto in maniera tale che tutti i suoi lati vadano a comporre la campana come in foto.

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Quindi vanno disegnati i numeri riempendo i vari riquadri.

Come si gioca

I bambini a turno devono saltare sui riquadri della campana, con uno o due piedi e contemporaneamente contare fino ad “uscire dalla campana”.

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Questa che vi propongo è una campana rivisitata, quella classica ha delle regole precise, diverse. In realtà, dovete sapere, che questa forma di intrattenimento non è farina del mio sacco, ma nasce dalla creatività e l’amore di una nonna (mia madre) che dovendo tenere a casa un’intera mattina i due nipoti raffreddati ha inventato questo gioco recuperando una scatola di cartone (per poi prendersela con il marito, mio padre, che al termine del gioco ha buttato via la scatola) e raccontandolo come un gioco dei suoi tempi. Ovviamente io mi sono emozionata quando ho visto le foto sgranate che mi ha mandato via watshapp mentre io ero al lavoro. Mamma ti amo tanto, non oso immaginare che mondo sarebbe (il mio) se non ci fossi, l’aiuto che mi dai con i bambini è immenso, prezioso, gratuito, costruttivo, geniale, amorevole,……non so cos’altro dire, niente. Scusate il disturbo!

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Il carnevale in casa

Dunque, da dove comincio a raccontare cosa abbiamo iniziato a fare da alcuni giorni a questa parte in casa mia…già, perchè quella che nasce come un’attività di un pomeriggio è talmente piaciuta che i miei bimbi ci si applicano ogni giorno.

Inizio dal perchè e ve ne sono sempre tanti, ma ora ve ne dico due. Abbiamo addobbato casa a tema carnevalesco sia per far fare qualcosa ai bimbi, e più specificatamente, qualcosa di creativo, come piace a me, e sia per rimediare alla “depressione” in cui stavano cadendo per aver tolto albero & co. dopo l’epifania.

COSA OCCORRE

– stelle filanti

– colori

– fogli di carta

– forbici

– colla

– nastro adesivo

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COSA FARE

Ho impegnato i bimbi in due versanti: nella realizzazione di semplici e classiche catenelle (per loro una novità, mai viste prima!) e nella decorazione di maschere da me abbozzate con un pennarello su un foglio di carta. Vi devo dire come si fanno le catenelle? C’è ancora qualcuno che non sa come si fanno? Vabbò, ormai sto scrivendo e ve lo dico: ho tagliato ogni rotolino colorato  in maniera tale da avere strisce di stelle filanti della stessa lunghezza (circa 8 cm) e poi, con la colla, ho unito le strisce in maniera da formare dei cerchietti avendo cura di inserire di volta in volta una striscia all’interno di ciascun cerchio, proprio per formare una catena.

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Per le maschere, niente di più semplice, solo spazio alla fantasia e alla creatività (ovviamente consiglio di usare tutti i materiali che si hanno in casa: acquerelli, pitture, nastri, porporine…).
Dopodichè si sono divertiti ad attaccare tutto sui mobili, porte e lampadari.

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I miei bimbi si sono divertiti tanto e ogni giorno, a tempo perso, arricchiscono la casa di nuove maschere e allungano le catenelle, ormai chi entra in casa nostra ha l’idea di partecipare ad un veglione!

IMG-20150120-WA0007(questa foto è stata scattata quel pomeriggio, non ho una foto aggiornata ad oggi, a distanza di 10 giorni, lascio alla vostra immaginazione)

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Calze e cucito!

Quest’anno la maestra di Chiara ha proposto a noi genitori una novità per Natale: un mercatino con prodotti realizzati dai nostri bambini dalla cui vendita saranno rimpinguate le esigue casse di sezione. Ha chiesto anche a noi genitori di contribuire con nostre realizzazioni e io ho pensato a queste calze della befana, realizzate con materiale da riciclo che ho trovato aprendo i cassetti e le ante dei miei armadi.

COSA OCCORRE

  • Tovaglioli di un servizio vecchio, meglio se dal decoro natalizio
  • Cotone doppio per il ricamo
  • Ago con cruna grossa
  • Forbici
  • Pennarello
  • Caramelle

COSA FARE

Per prima cosa occorre ritagliare la forma di una calza dal tovagliolo.

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La mia tecnica è stata quella di far in modo che un lato della calza sia già unito e ho fatto in modo che dal quadrato del tovagliolo potessi ricavare 4 calze, quindi a voi starà dare le giuste proporzioni alla vostra calza. E’ chiaro che se la dimensione del vostro tovagliolo fosse piccola, potreste ricavarne solo due. Sta al vostro gusto.

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Ho poi scritto con un pennarello il nome di un bambino e mi sono data al ricamo.

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In passato, una delle tante passioni che hanno attraversato la mia vita è stata proprio il ricamo: ho comprato una di quelle raccolte che si trovano in edicola e mi sono fatta l’intero abbonamento quindi quando si parla di punto erba, punto catenella, punto margherita, ecc., so perfettamente di cosa si sta parlando!

In questo blog ho trovato delle immagini esplicative del punto erba:

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Ho ricamato i nomi dei 17 bambini della classe di mia figlia su altrettante calze usando il punto erba, il più semplice.

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Quindi ho passato a macchina i lati aperti della calza e rifinito il bordo superiore all’uncinetto.

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Magari sono cose che non sono propriamente alla portata di tutte, ma se vi va di cimentarvi potreste sempre farvi aiutare da una mamma o una nonna. I miei sono solo spunti creativi. Molte di voi saprebbero fare di gran lunga meglio!

Buon avvento a tutte.

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Psicomotricità: facciamo canestro!

Io non sono una professionista del settore, non ho studiato scienze motorie, ma sono una che ha sempre cercato di fare del movimento. Negli ultimi mesi ho voluto soddisfare un mio desiderio: imparare a giocare a tennis. Ho preso delle lezioni e ora continuo a praticarlo sfidando mio marito una volta a settimana (con pessimi risultati per il momento, ma migliorerò).

Questa premessa perché, l’intrattenimento che ho apparecchiato per i miei figli durante uno dei passati pomeriggi, mi è stato suggerito dal mio istruttore di tennis. Mi ha raccontato che per perfezionare il lancio di palla in aira, fase delicatissima che precede la battuta, lui usa far fare un esercizio ai suoi allievi, soprattutto i più piccolini. Eccolo di seguito spiegato e mostrato.

COSA OCCORRE

  • Pentole e/o contenitori vari
  • Palline e/o oggetti morbidi indicati per il lancio (io ho usato delle costruzioni morbide)
  • Un cuscino che faccia da posizione di lancio

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IL GIOCO

Consiste nel lanciare a distanze diverse gli oggetti nel tentativo di centrare i vari contenitori.

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In questo modo il bambino impara a coordinare diversi suoi “strumenti” corporei….e la mamma a lanciare la pallina alla giusta altezza per una battuta perfetta!

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Tutorial – la torta di pannolini

Notizia shock: sono un’amministratrice dell’associazione MOM. Non è l’incipit della mia presentazione all’alcolisti anonimi, ma premessa fondamentale per la scrittura di quest’articolo.

Le amministratrici di quest’associazione sono 10 e nel corso del 2014 ben 3 di esse sono state prese di mira dalla cicogna. Claudia Gabrieli è diventata mamma per la seconda volta lunedì 20 ottobre e noi amiche/amministratrici abbiamo seguito passo passo il travaglio ed il parto riuscito con successo e a tempi di record. Benvenuto Domenico!

Detto ciò, veniamo al tutorial. Io, Laura Giannatelli e Maria Bruna Pisciotta ci siamo cimentate nella nostra prima torta di pannolini, omaggio che noi amministratrici dell’associazione MOM abbiamo fatto al primo bebè  di una “collega”.

COSA OCCORRE

  • Circa 70 Pannolini (il numero varia a seconda della dimensione della torta che vogliamo realizzare)
  • Un vassoio
  • Un rotolo di cartone di uno scottex terminato
  • Un nastro di raso
  • Elastici
  • Oggettini da donare
  • Cartoncino
  • Foglio di cellophane

COME SI FA

Occorre arrotolare ciascun pannolino facendo in modo che la parte superiore si avvolga all’interno, lasciando esterna la parte inferiore del pannolino. Così:

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Se i pannolini hanno dei decori solo su un lato, consiglio di lasciare esterna la parte non decorata, in questo modo la nostra torta sarà tutta “bianca”. Nel caso della nostra prima torta, avevamo a disposizione pannolini misti, tra bianchi e decorati e abbiamo fatto in modo da dare uniformità di colore al risultato finale.

Va fermato ciascun pannolino così arrotolato con un elastico, badando che esso si trovi a metà del pannolino. Quindi vanno assemblati gruppetti da 3 pannolini fermandoli con un elastico.

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A questo punto avremo tanti gruppi di pannolini da 3. Li disporremo sul vassoio (abbiamo usato quello di plastica bianca, simil-pizzo, ma va bene quello cartonato oppure quello di plastica trasparente) al centro del quale avremo posizionato il rotolo di cartone. Quindi fermeremo tutti i pannolini con il nastro di raso posizionato al centro in modo da coprire gli antiestetici elastici.

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Passiamo al piano successivo allo stesso modo del primo, ma più piccolo e quindi l’ultimo piano (ho “allungato” il rotolo con un rotolino di cartoncino).

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Con il cartoncino ho ritagliato le lettere del nome del nuovo arrivato e le ho spillate sul nastro del secondo ripiano. Poi ho inserito oggettini vari in omaggio a lui e la sua famiglia (disegnini fatti dai suoi primi amichetti, bavetta, orsacchiotti…). Ed ecco il risultato finale!

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Per la consegna è stata confezionata la torta con il foglio di cellophane e un fiocco in cima.

Buona “torta” a tutti.

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Costruiamo un aquilone

L’idea di questo post nasce da un’iniziativa che da alcuni anni il CEA di Matera organizza nel Parco della Murgia Materana: la festa degli aquiloni.

E’ una giornata dedicata alla conoscenza delle opportunità e delle risorse del Parco, che, per il 12° anno consecutivo propone una grande varietà di attività ludico-ricreative che potete approfondire qui, insieme alle notizie logistiche dell’evento.

Quest’anno l’Associazione MOM partecipa attivamente all’evento presenziando una nursery room presso Masseria Radogna e invitandovi ad aggregarvi ad un momento di pic nic libero ed autogestito.

La giornata, prevista inizialmente per Domenica 5 Ottobre, ha subito uno slittamento a causa del maltempo. Si svolgerà Domenica 19 Ottobre 2014 dalle 9:00 alle 18:00 presso CEA “M. Tommaselli” – Jazzo Gattini – Murgia Timone (Parco della Murgia Materana).

Detto questo veniamo al post! Quello che vi propongo è uno dei tantissimi modi per fabbricarvi autonomamente un aquilone, un modo formativo per introdurre i nostri piccoli a questa giornata e prenderne piena consapevolezza e gestione.

COSA OCCORRE

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– Una squadretta
– Nastro adesivo
– Spago
– Forbici
– Due bacchette
– Carta crespa
– Una busta di plastica

COME SI FA
Ho adoperato un sacchetto di plastica, confezione regalo di una borsa di una nota marca, voi potete usare qualcosa del genere oppure una busta della spesa un po’ più doppia, o carta tipo le confezioni delle uova di Pasqua. Altra variabile sul materiale sono le bacchette: io ho riutilizzato le bacchette di due bandierine, si possono ugualmente utilizzare bastoncini da spiedino, da zucchero filato, quelli dei palloncini…

Ho tagliato un rettangolo di carta lungo quanto un bastoncino e largo i 3/4 di esso (un po’ di matematica!). Ho ripiegato la parte superiore del rettangolo come in figura,

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e con l’aiuto di una squadra ho piegato e poi tagliato anche la parte inferiore in maniera tale da ricavare un rombo

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Al centro del rombo ho praticato un taglietto che servirà per far passare il filo che trainerà il nostro aquilone

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A questo punto ho unito i due bastoncini (dopo averne tagliato uno della lunghezza inferiore del mio rombo) con lo spago

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e ho fissato i bastoncini alla carta con il nastro adesivo sulle quattro estremità, rifinendo con le forbici lo scotch in esccesso

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Ho formato un cappietto con lo spago e l’ho fatto passare nel taglio centrale precedentemente praticato, in maniera tale che “abbracciati” i due bastoncini, il cappio va fatto poi ritornare dentro il taglietto per farci passare dentro il gomitolo di spago. Quest’operazione fisserà in maniera salda l’intera struttura dell’aquilone.

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Per finire ho decorato il mio aquilone in maniera semplice (che più semplice non si può) con delle strisce di carta crespa

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Si possono anche realizzare delle catenelle di carta crespa ed ulteriormente decorare l’aquilone con tempere varie (ad esempio con le impronte delle mani dei nostri piccoli).

Buon vento a tutti!

 

 

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