Archivio dell'autore: Mamme Materane All'Opera

Qui comando io!!!!!!

Articolo scritto a quattro mani da Angela Amendolagine e Marisa Calciano

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Nasce un pargoletto bello bello, buono buono, mangia, dorme (vabbè dorme…) e fa la cacca … comincia a gattonare, i primi passetti, le prime paroline, come è carinooo. Ah, però: guarda che caratterino se vuole qualcosa! poi un giorno quel caratterino sfocia improvvisamente in un caratteraccio…

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Qualcuno vi aveva già detto come un uccello del malaugurio “questo a voi vi metterà in riga” (riferito al bambino…) e infatti… c’è lo scatto da un anno ai terribili due anni … che poi non sono solo i due anni … ci saranno i terribili tre, poi quattro, poi cinque fino ad arrivare ai terribili teen.

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E noi poveri genitori? Soprattutto per il primo figlio siamo impreparati, spaventati, a volte mortificati per le urla e i capricci che sfociano OVUNQUE a casa e per strada.

Già dalla prima crisi sappiamo di aver bisogno di aiuto!
Così ci ritroviamo – SOLO MAMME (chissà perché i padri delegano…) in una sala con una dottoressa in pedagogia che ci dice “semplicemente” che sono i GENITORI a COMANDARE e non i mocciosetti!!!! lei lo dice con fermezza e decisione e noi tutte ad annuire con la testa e a pensare “mo che vado a casa speriamo che quel monello abbia una crisi di nervi così metto subito in pratica gli insegnamenti!” Per 2 ore ci sentiamo i capi ascoltando la dottoressa e osservando le slide (evitando però gli sguardi con le altre mamme che invece parlerebbero da soli e direbbero “madò, finora abbiamo sbagliato…speriamo bene da mo in poi…”).
Impariamo che quando i bambini fanno i capricci dobbiamo essere dure, decise, dobbiamo ignorarli, non assecondarli e soprattutto MAI CEDERE (nella realtà delle urla casalinghe sentire un pianto straziante per 2 ore – perché i baby monsters sono bravissimi a non stancarsi facilmente – non è semplice soprattutto se c’è tua madre o chiunque altro che ti dice “accordalo a quel figlio che mo si ammalerà, mo gli verrà la febbre!!!” no. non è semplice, ma nemmeno impossibile!

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 Il cuore di mamma è turbato da quegli occhioni pieni di lacrime e spesso reagisce allo stesso modo, si strugge nel tentare di capire qual è il problema???, me è importante sapere che escluso un malessere vero e proprio, il resto sono capricci di cui la gran parte nasce da un bisogno di coccole oppure dal bisogno del bambino di cominciare ad affermare la propria identità dicendo dei NO oppure opponendosi alle decisioni dei genitori.
Quello che resta è la frustrazione di un genitore nell’affrontare un capriccio anche banale come “non voglio sedermi a tavola per mangiare!” e la certezza che dirgli “vabbù fai come cavolo vuoi, mangia sul divano!” lo disorienterà, lo metterà paradossalmente in crisi.

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Perché i bimbi da noi si aspettano regole per crescere sicuri e una regola famigliare, seppure apparentemente contestata, deve rimanere tale. Le eccezioni concesse solo per assecondare un capriccio fanno più male che bene e danno modo ai bimbi di capire che ci sarà sempre margine per ottenere un SI da un genitore sfinito. In pratica gli serviamo su un piatto d’argento la ricetta per i futuri capricci. Noi mamme del 3000 dobbiamo capire che in un mondo in cui tutto è a portata di mano non possiamo crescere e allevare bambini a cui tutto è dovuto altrimenti getteremo le basi per ragazzi e poi uomini o donne insoddisfatti, che non apprezzeranno mai quello che hanno. Ho combattuto negli anni passati affinché il natale non fosse pieno zeppo di regali e regalini perché non vengono apprezzati dai bambini che presto si stancano di tutto e chiedono altro.
“Qui comando io” non significa creare dei soldatini che devono obbedire e basta (perché troppo spesso culturalmente un bambino è bravo quando sta al suo posto e non rompe le scatole ai genitori), no! “qui comando io” significa far rispettare i ruoli e insegnare ai bimbi che fare i capricci non è il modo giusto per ottenere qualcosa o per farci cambiare idea.

P.S. un genitore che ha gestito bene i capricci dei propri figli, verso i suoi 6 anni ne raccoglierà i frutti. VI TROVATE??ma e pa
PICCOLO SEGRETO CHE CI HA SVELATO LA DOTT. E CHE CONDIVIDIAMO CON VOI … QUANDO PIANGONO COME I PAZZI USATE I SUONI DELLA NATURA E IN PARTICOLARE IL CINQUETTIO DEGLI UCCELLINI … FUNZIONA!!!!!!!

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Tiramisu’ alle fragole

di Felicia Zuccaro

Visto che non manca molto all’arrivo delle fragole sulle nostre tavole, iniziamo a fare scorta di ricette per utilizzarle in ogni modo. Oggi vediamo come si prepara il tiramisu’ alle fragole.

Foto di Antonio C.

INGREDIENTI:
2 tuorli
3-4 cucchiai di zucchero
250 gr di mascarpone
250 ml di panna fresca
3 confezioni di pavesini
latte qb
½ kg di fragole
zucchero a velo qb

PREPARAZIONE:
Mettere i tuorli e lo zucchero in una terrina e sbatterli. Aggiungere il mascarpone e mescolare fino a ottenere una crema. Montare la panna e incorporarla alla crema. Tagliare le fragole a pezzetti piccoli. A questo punto incominciare a comporre il tiramisù: in una tortiera rettangolare spalmare la base di crema al mascarpone, poi sovrapporre il primo strato di pavesini, inzuppati velocemente nel latte. Ricoprire di crema al mascarpone e completare con le fragole rimanenti. Lasciare riposare alcune ore in frigorifero.

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Cosa sussurra Dio alle mamme

Regalo di S. Valentino di mio marito: un libro! Finalmente un regalo degno di nota!

Ma, unico neo, anche se io amo leggere, ora non ho proprio il tempo di dedicarmi alla lettura perché quando potrei leggere sono in conflitto con un altro bisogno: quello di recuperare il sonno perduto durante le mie notti insonni. Quando apro il pacchettino, però, vedo che il libro che mio marito ha scelto per me è piccolino, maneggevole ed entra facilmente nella mia borsa alla Mary Poppins. Anche il titolo mi piace: “Cosa sussurra Dio alle mamme”. Mi intriga!

Così, dovendo andare dal dottore da sola senza i bambini, lo porto con me e durante l’attesa inizio a leggerlo..bello! mi prende! Per l’argomento che tratta e quello che dice potrei anche averlo scritto io!

È la storia di una mamma, come me, come tutte, che si ritrova a vivere la sua vita fatta di gioie e dolori, di compromessi e di vittorie insieme alla sua famiglia. Una mamma che pur ritrovandosi ad essere cuoca, lavandaia, stiratrice, governante, maestra, infermiera, educatrice ecc ecc., non rinuncia a riflettere sulla sua condizione, sulla sua vita, a cercare il perché degli avvenimenti e come quegli avvenimenti li può “dirigere” al meglio per una vita  familiare più bella e piacevole.

Essere mamma è un lavoro impegnativo perché una mamma, quando si prende cura del suo bambino, getta le basi della vita dell’uomo futuro, lo aiuta a trovare il suo posto nella vita e col suo amore e le sue cure cementa le fondamenta della sua personalità.

Mentre lo leggevo mi sentivo un po’ meno sola, un po’ più compresa perché la mamma protagonista si pone degli interrogativi che io per prima mi sono spesso posta.

Certe volte, perché negarlo, mi è capitato di sentirmi “stretta” nel mio ruolo di madre. Nel senso che a volte mi sono sentita persa senza aver più la libertà che avevo prima di dedicarmi al mio lavoro, ai miei hobbies, di trascorrere del tempo in libertà e “solitudine” con mio marito… Oppure mi sono capitati momenti di “crisi” vedendo  ragazze a passeggio con abiti e accessori super glamour..ormai io non riesco più ad uscire in un certo modo, perché se no il passeggino coi tacchi come lo “guido”…e se poi devo correre con mia figlia (o, più spesso, rincorrerla)? Se poi metto qualcosa di “particolare” subito mio figlio ne è attratto e inizia a toccare e a tirare e mia figlia lo vuole per sé. Quindi rinuncio..

Per non parlare del tempo uguale a zero da dedicare a se stessa con cui ogni mamma da sempre combatte…c’è sempre qualcosa che viene prima delle esigenze di una mamma e che è più importante: le esigenze dei figli.

Però poi penso: quanto sono sciocca! Quante persone conosco che vorrebbero avere “le catene” che ho io e invece non possono? Per fortuna, poi guardo i miei bambini e mi rendo conto che sono loro la vera ricchezza e che se Dio me li ha dati è perché aveva questo progetto per me..

E’ un bel libro che consiglio alle mamme in attesa perché non sanno cosa le aspetta e potrebbero iniziare a riflettere su tante cose, e anche a chi, come me, è una mamma “navigata” (ma non si finisce mai d’imparare!) perché permette di vedere le cose da un’altra prospettiva, di assaporare il gusto di una vita “affollata”…

Il compito segreto delle mamme è quello di “avvolgere nell’amore ogni membro della famiglia che si avvicina al loro campo di azione” e probabilmente è il compito più importante al quale Dio ci ha chiamato.

“Ogni volta che vi affaccerete dalla finestra della vostra vita, alzate gli occhi da quel davanzale polveroso, osservate il giardino fiorito delle promesse di Dio e ascoltate quanto vi sussurra.”

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Sfogliatine alla crema di nocciole e Pan di Stelle

di Felicia Zuccaro

INGREDIENTI:
2 rotoli di pasta (sfoglia rettangolare)
1 vasetto di nutella (io crema spalmabile alla nocciola Veneziana)
1 pacco di pan di stelle
Latte q.b.

PREPARAZIONE:
Srotolare la pasta sfoglia e lasciarla direttamente sulla carta forno,che verrà poi utilizzata durante la cottura.
Appoggiare su di essa un biscotto pan di stelle bagnato nel latte, aggiungere un cucchiaino di crema alla nocciola.
Coprire con l’altro foglio di pasta sfoglia e tagliare a rettangoli con una rotellina dentellata. Prima di infornare, con un pennellino bagnare la sfoglia con il latte.
Cucinare a 180°C per circa 10 min.

Con queste dosi vengono circa 10 porzioni.

Foto di Teyana Darlington

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Ciambella salata

di Felicia Zuccaro

INGREDIENTI:
300 gr di farina
5 uova
175 ml di latte
50 ml di olio d oliva
150 gr di parmigiano reggiano grattugiato
200 gr di salame o prosciutto cotto oppure avanzi di salumi
1 bustina di lievito per torte salate
sale e pepe (io il pepe nn l’ho messo)
burro e farina x lo stampo

PREPARAZIONE:
Sbattere le uova con il latte, l’olio e il parmigiano grattugiato; unire la farina setacciata con il lievito, un pizzico di sale e una manciata di pepe e mescolate per ottenere un impasto liscio e omogeneo.
Imburrare e infarinare uno stampo a ciambella della capacità di 1,3 litri e versare il composto.
Cuocere in forno già caldo a 175°C per un’ora.
Lasciare intiepidire la ciambella prima di sformarla. Servire la ciambella tiepida o a temperatura ambiente.
Buon appetito!!!
N.B.: questa ricetta si può preparare anche con il Bimby.

Foto di Flavia Conidi

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Cheesecake al Ferrero Rocher

di Felicia Zuccaro

INGREDIENTI:
Per la base:
260 g di biscotti Digestive (io ho usato biscotti secchi)
40 g di granella di nocciole
150 g di burro

Per la copertura:
150 g di zucchero
500 g di mascarpone
200 g di formaggio fresco tipo Philadelphia
250 g di Nutella
200 ml di panna di latte
12 g di gelatina in fogli
10 Ferrero Rocher

Per la decorazione:
Nutella
Granella di nocciole
Ferrero Rocher

PREPARAZIONE:
Tritate finemente i biscotti con un mixer o mettendoli in un sacchetto e schiacciandoli con un matterello.
In una ciotola mescolate i biscotti, la granella di nocciole ed il burro fuso.
Versate in uno stampo a cerniera del diametro di 24 cm rivestito di carta da forno. Schiacciate per bene e mettete in frigo.
In una ciotola lavorate zucchero e mascarpone.
Aggiungete il formaggio fresco.
Aggiungete la Nutella.
Mettete la gelatina ad ammorbidirsi in acqua fredda per dieci minuti.
Scaldate la panna in un pentolino e scioglietevi la gelatina.
Aggiungetela al composto del cheesecake mescolando velocemente.
Versate nella tortiera e mettete i Ferrero Rocher disposti a cerchio.
Mettete il cheesecake ai ferrero rocher in frigo per almeno 4 ore.
Aprite la cerniera della tortiera e decorate a piacere! Io ho fatto delle strisce di Nutella, sparso un po’ di granella di nocciole e messo al centro un bel Ferrero Rocher!

Foto di Jerry Wong

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Ma dov’è il Carnevale?

Faccio una confessione: il Carnevale non mi è mai piaciuto. Quando ero bambina non era una festa che sentivo mia e un po’ mi faceva paura non sapere chi si celava sotto quelle maschere e quei vestiti e, dunque, non ricordo di averlo mai particolarmente festeggiato..

fino a quando non sono diventata mamma..

Mia figlia aveva un anno e mezzo quando mi è venuta la brillante idea di acquistarle un vestitino di carnevale, uno caldo di pelliccia per poter andare a passeggio senza timore di raffreddori e che non venisse coperto dal cappotto. E così, in onore al nostro cane dalmata Goran, le ho preso un vestitino da “Goranina”, cioè da dalmata. Era bellissima!

Il suo divertimento è stato il mio e ho riscoperto insieme a lei l’entusiasmo per il nuovo, per i trucchi e la festa di carnevale ha assunto un nuovo volto per me, quello della felicità dei bambini che si divertivano anche solo a guardare tutti quegli strani costumi e quei coriandoli e stelle filanti.

Quest’anno, però, il clima sembra un po’ cambiato..il Carnevale mia figlia non lo sente molto (forse a causa anche dei malanni di stagione che non ci fanno godere feste e passeggiate mascherate) e allora ho pensato di leggerle un libro che le facesse di nuovo tornare la curiosità per questa festa.

Così sono andata nella mia amata biblioteca, sezione bambini e ragazzi, e con mio stupore ho constatato che non c’erano libri sul carnevale adatti a bambini di circa 3 anni!

C’era un libro sulle maschere dei vari periodi storici, un altro su come si costruiscono le mascherine..insomma..nulla di nulla! ma alla fine, finalmente, un piccolo libricino è uscito fuori e si intitola “Ma dov’è il Carnevale?” di Simone Frasca.

Carino, spiritoso, avvincente, in rima, per giunta! Si legge in un soffio e ogni pagina ha delle belle illustrazioni che sembrano colorate a matita.

Bello perché parla di amicizia, di amore fraterno, solidarietà, di coraggio, di voglia di cambiare, di lottare per cercare una vita migliore..

Mi ha fatto quasi commuovere la storia di questo carro di carnevale con un delfino, un bradipo, un pappagallo e un coccodrillo posizionati tra palme nane, spiaggia e mare che, dopo aver sfilato durante la festa, viene chiuso in un deposito e lì abbandonato fino al carnevale successivo.

Un giorno, però, il coccodrillo, che moriva di freddo, rompe gli schemi, rompe la routine e si rende conto che il tempo passa troppo lentamente tra un carnevale e un altro e così grida ai suoi amici che vuole uscire da lì, che vuole la festa, il rumore e il caldo..anche per riscaldarsi il naso! A lui fa eco il bradipo pigrone che dice di aver sognato proprio in quel momento un posto incantato con il caldo, il mare, la spiaggia e le maschere, che richiama il loro carro: il Brasile.

E così inizia la rocambolesca avventura di quattro amici che decidono di andare a cercare “tutti o nessuno” questo paese fantastico!

Tutti insieme partono per un improbabile viaggio in cerca del Brasile, che nessuno sa dove sia o come si raggiunga. Cercano indizi per trovare il mare e quanto finalmente lo trovano, inizia un periglioso viaggio tra noia, attesa e tifoni. E proprio il tifone, alla fine, li fa approdare in un’isola selvaggia che richiama il tema del loro carro, con le palme, il sole, la spiaggia e il mare e così il bradipo è convinto di riconoscervi il Brasile del suo sogno.

Ma purtroppo non è così; sono approdati sull’isola di Toto Patato, e a fare la “terribile” rivelazione sono dei bambini arrivati dalla foresta. I nostri eroi, tristissimi, perdono le speranze di arrivare alla “terra promessa” e piangono, ma i bambini, come sempre dalle mille risorse, per farli sorridere, si travestono con foglie, frutti e pennacchi e si colorano faccia e mani e, correndo e ballando, buttano in aria alghe marine, fiori e serpenti per fare una festa e far dimenticare ai nuovi arrivati la tristezza.

Ai nostri eroi quel saltare, correre, urlare, quei colori e quei travestimenti ricordano  proprio la festa di carnevale e non sono più tristi e i bambini promettono di rifare la festa tutto l’anno, anche se…

“-Dov’è finito il Carnevale?

Dov’è sparita tutta la gente? –

Chiese qualcuno che, come al solito,

non aveva capito niente.”

Buona lettura e buon carnevale!

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