Archivio mensile:dicembre 2017

Unico Natale

 

di Lucianna Stigliani

 

Passano gli anni e in questo periodo si ritorna sempre un po’ bambini .

Da piccola aspettavo il Natale perché, un omone dalla barba bianca ,mi portasse il regalo più bello o addirittura ciò che desideravo più di tutti . Ma con il tempo t’accorgi che ,quell’uomo esiste davvero,ed è colui che ti ha regalato il dono più bello,irripetibile : il dono della vita !
Senza rendertene conto cresci e proprio tu mentre i ricordi  riaffiorano ,quando da bambina giocavo a fare la mamma; tu,doni la vita ! Questo è il regalo più bello che ti sia fatto; un figlio.

Cosi con il tempo cambi, e il tuo essere ribelle quasi adolescenziale, si tramuta in gioie, paure e perplessità; perché tutto ciò che farai è per tuo figlio.

Ci saranno momenti di sconforto,una tempesta chiedendoti perché piove sempre sul bagnato, perché piove solo su di me .

Tutto ciò accade perché le risposte che aspettavo alle tue domande ,in realtà non sono quelle che aspettavi. E forse non arriveranno mai !

Ma il coraggio non deve mai mancare ! La caparbietà di provarci ,la forza di continuare anche con un figlio che non immaginavi così, pensando che potesse solo capitare agli altri, mai a te .

E lì che quella tempesta scompare, pensando che sta solo piovendo e non più sul bagnato .È grazie a quella forza che vedi la luce, nata proprio da quel figlio che hai coccolato e allattato ma mai pensato così .

Quella luce e quella forza la ritroverà i nei suoi occhi, con il suo sguardo di fronte al tuo, sarà diventato grande, sarà alla tua altezza o forse di più!

Sarà il regalo più bello, quello che non hai mai sognato, sarà tutto ciò che tu non avrai mai immaginato per te, sarà unico. Come sarà unico  ogni volta il suo Buon Natale.

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Il mio Natale da quesiti matematici

 

di Nadia Zangone

 

Esattamente a NATALE di cinque anni fa, scoprii di essere in attesa del mio primo bimbo, Paolo.
I segni erano inequivocabili: apparente ritardo, nausea, rifiuto di cibo e quella sigaretta fumata all’aeroporto (l’ultima) al rientro da Milano che sapeva di novità.

Il mio percorso da neo mamma è sempre stato meraviglioso; disturbi fisici a parte, ho sempre creduto che il momento in cui avrei tenuto in braccio il mio bambino sarebbe stato speciale e sarei stata pronta ad affrontare qualsiasi prova la vita mi avesse messo
davanti.

In realtà non è sempre vero l’assunto “quando nasce un bambino , nasce una mamma”.
Quando nasce un bambino nascono tante cose: emozioni, paure, gioie, dolori; nessun libro è mai così preciso sulle spiegazioni di come comportarsi e mai nessuna persona che incontri darà mai la soluzione e le risposte a ciò che chiedi. Si cresce pian piano insieme, ci si conosce, ci si comprende , ci si unisce sempre di più in un legame speciale, unico.

Per me questo Natale avrà il sapore della novità, nell’attesa del mio secondo piccolo dono che nascerà a Marzo.

Il mio personale avvento non sarà solo attesa e avrà il significato del divenire: sarà il legame speciale di due fratelli e della mia ulteriore crescita come mamma.
Magari una mamma imperfetta ma più consapevole, forse ancora inesperta ma con un po’ più di corazza per far fronte alle circostanze avverse (anche se poi lo ammetto basta un lamento strano di mio figlio per farmi tremare le gambe); forse meno spaventata del momento del parto in sé ma più preoccupata nella prospettiva di gestione di due bambini insieme.
Questo Natale sarà quello del divenire come personale trasformazione di una famiglia che si allargherà e sarà pronta ad accogliere il miracolo della vita.

Una sola domanda mi tormenta dal primo giorno; come riuscirò a “dividere” il mio amore? Sarò in grado naturalmente di dedicarmi ad entrambi i miei figli senza far pesare la mia assenza o presenza? Non sono particolarmente brillante in matematica, quindi prendo per buono quanto mi hanno riferito altri genitori con più figli ovvero che l’amore si moltiplica.
A questo interrogativo io ancora non so rispondere; sicuramente la naturalezza dei sentimenti permetterà di avere le risposte che cerco e di giostrarmi perfettamente nel mio ruolo di mamma Bis.

Una cosa è certa: per tutti gli altri interrogativi, dall’allattamento al cambio pannolino, dal tema vaccini alla scelta scuola, non ho dubbi, basta chiedere alle Mom, a questo fantastico gruppo a cui appartengo proprio da quattro anni.

Buon Natale a tutto il gruppo!

Ps. Vado un po’ fuori tema Natalizio: visto che anche Chiara Ferragni e la principessa Kate partoriranno presumibilmente nei miei
stessi giorni, mi raccomando cercherò il vostro supporto social per il mio grande evento.

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Un calendario dell’avvento alternativo

 

di Magda Braia

 

Quest’anno nel mio calendario dell’avvento non ci sono i cioccolatini ma ci sono piccole buste da lettera al cui interno è racchiuso un bigliettino che, ogni giorno, svela un’azione da compiere, un evento divertente a cui prendere parte o un compito più o meno arduo da svolgere.

Uhm… Già vi immagino con il sopracciglio sollevato incuriositi di capire che caspita sono mo’ queste azioni da compiere, questi compiti da assolvere… Qualcuno si potrebbe domandare: “Ma il calendario dell’avvento non dovrebbe contenere un cioccolatino, un regalino o una roba del genere?”. Sì, il calendario dell’avvento potrebbe contenere anche un cioccolatino, un regalino o una roba del genere e non si esclude che contenga un bigliettino, una letterina, o entrambi o quello che ritenete insomma. Dopotutto il calendario dell’avvento ha lo scopo di scandire l’attesa e di confermare la bellezza e l’importanza del saper attendere. Ognuno se la organizza come desidera questa attesa.

Il bigliettino che, a mio parere, custodisce l’incarico più delicato per i miei figli di 4 anni e ½ e 19 mesi è nato nella mia testa per caso così come l’idea di concepire il calendario dell’avvento in questo modo un po’ inusuale…

Il mese scorso, leggendo un articolo su un blog per le mamme in cui si parlava dell’importanza di possedere pochi giochi e tutti a portata di occhio e di mano del bambino, ho pensato: effettivamente i miei bimbi hanno una valanga di giochi, non ci giocano con tutti, anzi, molti sono coperti da una montagna di altri. Per giunta di quelli seppelliti neanche si sa l’esistenza. Perché non fare una valutazione di quelli più graditi e destinare quelli desueti a una famiglia, una parrocchia, una comunità, una scuola di qualsiasi ordine e/o grado? E’ una buona idea! E se quest’azione la condividessi con i miei figli facendo insieme a loro la cernita? Per la piccolina di 19 mesi decidiamo noi altri con una buona dose di buonsenso.

Ok, propongo a mio marito. Che ve lo dico a fare! Promuove a pienissimi voti l’iniziativa poiché in questa casa tra un po’ non ci sarà più spazio per noi perché i giocattoli ci butteranno fuori! Non mi resta che proporlo a mio figlio maggiore Rocco. Alt! Un momento, a breve è Natale. E se la inserissi come azione nel calendario dell’avvento? Dai, quest’anno Rocco è più grande, rendiamolo partecipe! Un calendario dell’avvento con un compito così speciale? Dai, quasi quasi a questo compito così impegnativo ne associamo un altro più divertente… E se lo facessi tutto così, cioè alternando responsabilità e divertimento? Vai, andata! E così è nato il nostro specialissimo calendario dell’avvento.

 

 

Sveliamo qualcosa…

Naturalmente le buste dal giorno 1 al giorno 12 sono già state aperte e, al loro posto, per non lasciare il vuoto, ho inserito delle tessere che non fossero buste da lettera che richiamassero la forma dell’albero.

Qualche giorno fa, nella bustina c’era quest’azione da compiere: selezionare i giochi non più in uso e donarli. Mi piaceva l’idea che i miei figli pensassero che Natale è gioire e far gioire, ricevere e donare. Inoltre con questo atto i miei figli sono sulla giusta strada per imparare queste tre cose:

  • fare delle scelte,
  • liberarsi di ciò che ritengono non indispensabile per fare spazio al nuovo
  • il valore della generosità, del donare

La scelta non è stata né semplice, né veloce, ma ce l’abbiamo fatta!

Sono un’accanita sostenitrice della teoria secondo la quale per insegnare ai nostri bimbi i valori bisogna renderli protagonisti di comportamenti in cui si stimola quel valore. Ovvio è che non è che i miei figli lo imparano dal gesto compiuto in questa occasione e basta. C’è bisogno di allenare l’attuazione di questo valore, quotidianamente, regolarmente nel tempo, nei mesi, negli anni, finché, si spera lo acquisiscano.

Nel mio calendario dell’avvento alternativo non tutti i giorni ci sono azioni così toste, che sia chiaro. Sennò il calendario dell’avvento potrebbe essere vissuto come un impegno gravoso con conseguente perdita di interesse. Tra i bigliettini altri ci sono anche…

Per Rocco: andare dal barbiere in compagnia del papà e poi mangiare un pezzo di pizza al volo. E’ di particolare gradimento per lui vivere un momento esclusivo e intimo con il suo grande uomo;

per il papà: occuparsi dei bimbi per concedere alla mamma un pomeriggio libero;

per la piccolina: raccogliere i giochi insieme al fratellino e apparecchiare la tavola.

Il giorno 15 c’è un bigliettino speciale che spiegherà che, poiché alla piccolina di casa sarà rimosso il gesso dal braccino (parte dalle dita della manina e finisce sopra il gomito), ogni volta che la mamma o il papà pronunceranno 1-2-3 APPLAUSO! Partirà un battimano generale per festeggiare la libertà dalla prigionia del gesso e per ricordare a Emanuela che è ritornata la manina sinistra.

Qualcuno si è chiesto come mai non ci fossero bigliettini strettamente diretti a me? Diciamo che per me ogni giorno ci sono faccende e incombenze più o meno faticose: rassetto, pulisco, lavo, stiro, cucino e bla bla bla. Oh, vi state annoiando? Avete perfettamente ragione, la vita di una mamma a tempo pieno a volte è piatta, per questo non ho ritenuto di inserire un ulteriore bigliettino per scriverci qualcosa che già faccio. Sono stata convincente? Naaaaaaaaaaaaa.  Bravi, in effetti una letterina per me c’è… Nei pressi del 24. Si tratta di questo: pensare a due qualità o due caratteristiche che apprezzo di me. Partire da questi due aspetti per incoraggiarmi, prendere la giusta forza per lavorare su ciò che vorrei invece limare, arrotondare, smussare, cambiare.

Detto ciò, buon calendario dell’avvento sui generis a tutti e, dal momento che con i bigliettini si possono sempre aggiungere o modificare le frasi, sono graditi suggerimenti!

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Natale in Australia e…nei tuoi occhi!

 

di Viviana Matacchiera

 

“Ciao Antonio! Come va? Devo scrivere un post natalizio sul blog MoM e ho pensato di raccontare com’è il Natale in Australia per te e il tuo amore Ale! Dopo quanti anni che vivi lì? Tre? Quattro? Cinque? Non ricordo! Qualcosa saprai raccontarla!”

“Certo cugina! Da dove comincio?

  • Prima di tutto, la cosa più assurda è trascorrere Natale con 45°!Cioè, da che mondo è mondo, Babbo Natale arriva dal Polo Nord con slitta, renne e neve e qui…Santa Claus è in costume da bagno e occhiali da sole!
  • Secondo, dal punto di vista culinario, in Italia si mangia la pasta al forno, l’agnello, le pettole, le cartellate, tutte cibi buonissimi, pesantissimi, conditissimi, colesterolo e trigliceridi a volontà, ma TRADIZIONALI, qui in Australia si mangia il pesce, crudo o grigliato, dolci e frutta, solo il 25 dicembre! Qui non esistono la vigilia di Natale e il Boxing Day (il giorno di Santo Stefano, ndr) !Vuoi mettere le mangiate che iniziano il 7 dicembre e finiscono a data da definirsi?!?
  • Alcune cose, forse, sono meglio in Australia: i cori natalizi in inglese e le sfilate con carri natalizi e giocolieri sono davvero belli, ah, poi, un’altra cosa fantastica e davvero bellissima è la gara della casa più decorata con addobbi natalizi! Giri per i quartieri e vedi queste villone super addobbate!
  • Qui, quando incontri le persone e chiedi: “Cosa fate a Natale?” Ti rispondono che vanno sulla spiaggia, at the beach, a bere oppure fanno le loro classiche mega grigliate in giardino.

Però, Vivi, da quando siamo qui non è che sentiamo e viviamo più di tanto il Natale, l’australiano non ha lo stesso legame con la famiglia o i valori che abbiamo noi italiani, loro vanno a bere un cocktail in spiaggia e non stanno tutti assieme a casa dei nonni o degli zii, non c’è l’atmosfera natalizia, giocare a carte, a tombola, scambiarsi i regali, ritrovarsi grandi e piccini, che poi è tutto quello che racchiude il Natale stesso! E ciò è davvero triste!

Il Natale è magia, lo senti nell’aria, l’atmosfera natalizia e quell’emozione di camminare sulla neve o al freddo per strada, non so, il Natale lo respiri!”

Quante parole vere, cugino mio, dette dall’uomo che sei diventato oggi e non dal ragazzo che è partito qualche anno fa!

Quando diventi madre, tutto quello che vivi, pensi, sogni e progetti, lo rifletti sui tuoi figli, guardo mia figlia, non ha neanche 2 anni e ha occhi grandi e curiosi.

Osserva l’albero con espressione sorpresa e scruta il presepe pronta per capire quale pupazzetto potrà togliere; Babbo Natale è quello in via delle Beccherie di “Michele la Stoppa”, ci fermiamo ogni volta e balliamo sulle note di Jingle Bells e quando usciamo sciarpa, cappello e naso all’insù per vedere le luci per strada, che siano poche o tante, del comune o dei commercianti, a lei non interessa!

Chissà dove trascorrerà i suoi Natali da adulta, da donna curiosa e ribelle come la bambina che è oggi, nei suoi occhi ci sarà ancora tutta questa magia? E io, come potrei mai pensare di vivere, non solo il Natale, ma le festività natalizie, lontana dai suoi sorrisi e dalle sue braccia che ancora si appendono alle mie?

Non so come sarà, ma so che se oggi le regalo e le faccio vivere la magia, quella rimarrà sempre nei suoi occhi dovunque andrà! Noi possiamo regalare ai bambini i ricordi che riempiranno i loro cuori da grandi, ovunque saranno!

Buone feste a tutti quelli che credono ancora nella magia, dovunque vivano! E… auguri ai miei cugini australiani, ovviamente!!!

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UN ALBERO DI NATALE…RINNOVATO

 

di Antonella Lenge

 

Chi di voi non ha mai collegato al Natale l’immagine di un bel, maestoso abete ricco di addobbi più o meno colorati ma tanto luminoso?
Ebbene sì, è lui, il grande protagonista di ogni atmosfera natalizia che si rispetti ma che spesso viene ingiustamente etichettato come l’emblema del consumismo che fa perdere la sua origine cristiana. Ma…l’albero di Natale, delle radici cristiane…ce le ha??
Certamente!

Sebbene l’albero come simbolo di vita fosse diffuso in tutte le culture già prima del
Cristianesimo, dobbiamo andare indietro nel Medioevo per scovare quell’accezione cristiana
che oggi sembra perduta.

Risiede in quell’epoca infatti, la “Tradizione dei Misteri”, ossia degli spettacoli in cui il Peccato di Adamo ed Eva veniva messo in scena proprio nella sera della vigilia di Natale: al centro della rappresentazione, ovviamente, immancabile l’Albero come frutto del Peccato ma che, dopo la nascita di Colui che porta nuova vita al Mondo, diventa l’Albero del Perdono.

C’è proprio questa contrapposizione simbolica di Adamo ed Eva (ossia l’Umanità) che, prima
caduti davanti all’Albero dell’Eden, si ritrovano poi RINNOVATI davanti allo stesso Albero.

E’ proprio su questo concetto di RINNOVAMENTO che vorrei porre la mia attenzione oggi.
Ultimamente sono solita addobbare l’albero con gli elementi più emblematici del mio momento esistenziale rendendo l’albero personalizzato ma anche portatore di messaggi.
Così, se verso i 3 anni del mio primogenito ho messo nelle sfere il logo della sua (prima) scuola, della sua prima piscina e tutte le immagini dei suoi cartoni animati preferiti e durante l’attesa del mio secondogenito l’ho addobbato tutto di celeste per svelare a tutti quale sarebbe stato il sesso, quest’anno mi piacerebbe addobbare un albero che parli del bello della diversità, dell’importanza del confronto e dell’inutilità dei pregiudizi.

Lavorando in un Centro d’Accoglienza per Richiedenti Asilo, in questo mio momento
esistenziale, le mie riflessioni più frequenti ruotano attorno a questi ragazzi, che sono Persone (dove la P maiuscola non è una distrazione, né un errore di battitura) sfortunate da accogliere ed educare a livello genitoriale e invitarle alla nostra grande tavolata (altro grande emblema natalizio) per aprirsi in un vero dialogo da cui ne usciremmo certamente arricchiti.

Addobberei il mio albero con immagini che parlino di Africa, per esempio, con foto di mani “più abbronzate” delle nostre ma con la stessa capacità di accarezzare;
di frasi non del tutto grammaticalmente corrette (ci sto lavorando…) ma con un’intensa voglia di comunicare; di sapori e profumi pungentemente speziati che dentro contengono una grande cultura; di giochi ricavati da vecchie bottiglie o rimanenze di legna per insegnare ai nostri bimbi che oltre la PlayStation c’è di più.

Mi augurerei così, che un albero che parli di DIVERSO, metta fine alle solite inutili, stupide
polemiche sull’immigrazione o almeno permetta di parlarne in termini un po’ meno critici.
“Colui che porta nuova vita nel Mondo” ne sarebbe contento…e noi rinnovati!

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C’era una volta…Babbo Natale

 

di Angela Calia

 

C’era una volta, in un villaggio tra le montagne, un Babbo Natale un po’ malinconico, perché dimenticato.

Da quasi una decina d’anni non riceveva più letterine dai bimbi, perché ormai tutti usavano le e-mails, ma lui non si era ancora adeguato, volontariamente, a tutta questa globalizzazione e modernità. A lui piacevano le letterine scritte a mano, anche un po’ sgrammaticate e con quelle grafie non proprio perfette. Malinconicamente guardava i disegni dei bimbi degli anni passati, in cui lo rappresentavano con la sua meravigliosa divisa rossa e gli stivaloni neri.

La sua malinconia si trasformava in vera e propria tristezza, non appena sul calendario compariva il mese “DICEMBRE”.

Una mattina, era esattamente il 10 dicembre, svogliatamente si alzò, fece colazione, si lavò e si vestì. Ad un certo punto uno dei suoi Elfi entrò correndo nella cucina, travolgendo ed inciampando in uno degli sgabelli che era stato lasciato lì, al centro della stanza…

“Babbooooo Babbooooo” urlò l’Elfo

“Ehiiii,” con il suo vocione, sorpreso, disse Babbo Natale, aiutando l’Elfo a rialzarsi da terra “cosa sarà mai successo di così importante ed urgente da farti correre così tanto?!?”

“Grazie Babbo…” si affrettò a ringraziare l’Elfo riacquistando la forma eretta, “ehmmmm, non saprei da dove cominciare… ehmm…”

“Dall’inizio… si comincia sempre dall’inizio” sorrise Babbo Natale

“Eh sì… dall’inizio… e l’inizio è che…” titubante e confuso balbettò l’Elfo.

“OOOHHHH su forzaaaa… Mi stai facendo venire l’ansia…”

“Ok… E’ arrivata una letterina!!! Ecco! L’ho detto! UFFFFFF…” sospirò l’Elfo come se avesse detto una delle notizie più importanti della sua vita.

Babbo Natale corrugò la fronte e guardò intensamente l’Elfo. “Mi stai prendendo in giro?” chiese con un’espressione alquanto incredula.

“No, Babbo! Lo giuro! Tutti gli altri Elfi sono davanti alla cassetta della posta, guarda…” ed indicò la finestra.

Babbo Natale si scosse, andò alla finestra e guardò fuori. C’era un gruppetto di increduli Elfi che non staccavano lo sguardo dalla sua cassetta della posta.

“Ok, calma e sangue freddo” pensò tra sé e sé Babbo Natale. Andò verso la porta, prese le chiavi della cassetta e si diresse verso l’incredulo gruppetto, che appena lo vide aprì un varco per permettergli di avvicinarsi.

Mise la chiave nella cassetta, aprì lo sportello e lesse:

MITT: Angela

Per: BABBO NATALE

 

Con il cuore in gola, continuando a fissare la lettera, rientrò in casa, con la scia di Elfi che lo seguivano in religioso silenzio.

Si sedette, l’aprì lentamente e lesse ad alta voce:

<<Caro Babbo Natale,

Sono un’insegnante di 42 anni e, non sapendo a chi rivolgermi, ho pensato che tu fossi l’unico che avrebbe potuto aiutarmi.

Non so se è la mia impressione, ma tanti bimbi non ricevono più gli “abbracci”. Alcuni di loro non sanno neanche darli… non so come spiegarti, ma sai, a volte quando li abbraccio, loro rimangono con le braccia fisse lungo il corpo e non sanno come fare per ricambiare! Perdona la domanda indiscreta, so che per deontologia professionale non potresti rivelare i desideri e regali altrui, ma la mia è pura curiosità: nelle loro letterine te lo scrivono ancora che vorrebbero gli abbracci???

Vabbè, visto che questo è il periodo giusto (spero che la mia lettera arrivi in tempo), posso chiedere un regalo di Natale particolare? Ecco, IO VORREI REGALARE UN ABBRACCIO A TUTTI I BAMBINI DEL MONDO E A CHI NON SA COSA SIA, UNA DOPPIA CONFEZIONE PER IMPARARE A DONARLI!

Grazie di cuore Babbo Natale, e… UN ABBRACCIO A TE!

Con affetto, Angela>>

Babbo Natale rimase qualche secondo in silenzio. Fissava la lettera appena letta. Senza muovere un solo muscolo, schiarì la voce e disse.

“Cari Elfi, abbiamo solo 14 giorni, ma noi ce la faremo! Elfo Gimpy, riattiva la macchina degli abbracci! Elfo Gully Imp, metti in azione la macchina dell’impacchettamento! E tutti gli altri con me, dalle renne!!!”

La Casa di Babbo Natale, in soli pochi minuti, fu viva e frenetica come non lo era più da troppo tempo. Tutti correvano e scappavano. Ognuno con il proprio compito.

Per 14 giorni si lavorò così intensamente che malinconie e tristezze sembravano vecchi ricordi.

Il 24 dicembre i pacchi e le doppie confezioni erano tutti pronti e perfetti per essere consegnati.

Babbo Natale e i suoi Elfi salirono sulla slitta pronti a consegnare i loro “pacchi-abbracci” e le renne, pimpanti come non mai, aspettavano solo il via, che arrivò puntuale e con una elettrizzante felicità nella voce del loro condottiero:

“VIAAAAA, andiamo a consegnare gli abbracci più belli che siano mai stati donati a tutti i bambini del mondo!”

E tutti gli elfi urlarono. “SIIIIIIIII, andiamooooo!”

La mattina di Natale, tutti i bimbi del mondo trovarono sotto l’albero il loro “pacco-abbraccio” e lì vicino, un piccolo pacchettino con la scritta “omaggio”, che scartato, conteneva un piccolo abbraccio anche per i loro papà e per le loro mamme.

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Natale è…

 

di Arianna Di Trani

 

La Luce della Pace da Betlemme è un’iniziativa internazionale cominciata nel 1986 in Austria, consiste nell’accensione di una lampada nella grotta della Basilica della Natività di Betlemme e nella distribuzione della luce nella maggior parte dei paesi europei.

Nata come parte dell’iniziativa di beneficenza della radiotelevisione nazionale austriaca Österreichischer Rundfunk, dal 1986 l’ORF decise di aggiungere alla beneficenza anche un messaggio di ringraziamento e di pace, distribuendo prima di Natale, nel territorio austriaco, la luce di una lampada accesa dalla lampada ad olio che si trova nella Basilica della Natività a Betlemme.

Tale lampada infatti è mantenuta accesa grazie alle donazioni di olio da parte da tutte le Nazioni di fede cristiana e non si è mai spenta da molti secoli. La lampada è distribuita grazie agli scout del Pfadfinder und Pfadfinderinnen Österreichs, in collaborazione con i gruppi scout degli altri paesi dell’Unione europea.

In Italia l’iniziativa è stata inizialmente portata avanti dalle Associazioni Scout Triestine e dalle principali associazioni cattoliche nazionali: Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani (AGESCI), Associazione Italiana Guide e Scouts d’Europa Cattolici (FSE) e Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani (MASCI).

Il 16 dicembre, in serata, la Luce della Pace raggiungerà Matera grazie al Gruppo Scout AGESCI Matera 1 e sarà donato a tutte le famiglie dei lupetti.

Come mamma, scout e socia fondatrice dell’Associazione MOM mi piacerebbe donare questa Luce a tutte le famiglie dell’Associazione e del gruppo, perché possa essere un simbolo del calore familiare di questo Natale e brillare nelle nostre case, accanto ai nostri cari vicini e lontani…

Non prendete impegni per il pomeriggio di  domenica 17 dicembre 2017!

Auguri al mio Francesco, oggi una candelina in più nella tua vita!

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