L’amaro dello sguardo di chi vede il lago ghiacciarsi

Dopo tanta astinenza da tastiera è giunto il momento di riprovarci. L’ispirazione è la bellissima voce di De Andrè violentata da Morgan, mista ad i postumi di una esperienza mistica che è quella di trovarsi una pistola puntata alla testa. Still Jet-lagged.

de Il Duca d’Auge

Sono in Vermont, sono un manager in giacca e cravatta che si sveglia al mattina in un hotel freddo e elegante. Con questo soggiorno raggiungerò lo status Silver del club Hilton Honors. La prossima volta mi regaleranno un peluche ed un upgrade gratuito ad una camera ancora più elegante.

Sono in Vermont, ho chiuso quasi il mio progetto, che contribuirà a regalare al mio capo e forse a me un bonus in denaro a fine anno in cambio di tanto tempo lontano da casa e delle mie energie di 36enne.

Sono in Vermont e dalla mia finestra vedo un lago cristallino. Si chiama Champlain Lake. Prende il nome da un tale francese che tanti anni fa è venuto qui ed ha deciso che la terra non sua sarebbe diventata sua. Ne ha ammazzati a migliaia. Talmente tanto è il sangue che ha sparso che hanno deciso di dedicargli il nome del lago.

Sono in Vermont e sono in compagnia di un collega Somalo, nato in Arabia Saudita, cresciuto poi in Belgio, master in UK. Sono anche in compagnia di una collega Russa olimpionica di nuoto che ha studiato in America e che ce l’ha coi Russi. Non so cosa ho fatto per essere il loro capo. Secondo me hanno visto più cose di me. Fatto sta che mi chiedono cosa fare. Io rispondo dal basso della mia non preparazione, stabilisco una direzione che non ha un senso nel grande schema delle cose, ma che sembra convincente.

Sono in Vermont e scopro che lo sciroppo d’acero ha un sapore dolce se messo sul salmone, ma ha anche un gusto amaro di autunno e di freddo, di gente che si rintana nella sua casa di legno, che passa il tosaerba sul suo prato di 4 metri quadri, l’amaro di chi vive in un angolo di mondo con la paura che qualcuno entri nel suo modo. L’amaro dello sguardo di chi vede il lago ghiacciarsi.

Sono in Vermont e scopro chi sono gli universalisti. Una religione che è un misto di tutto e che in buona sostanza si fonda sul non rompere i coglioni al prossimo. Ne rimango stregato. Ovviamente vado a parlare con il loro reverendo. Chiedo se vi sia una sezione della religione in Italia. Mi dicono di no. La più vicina è in Polonia. Mi chiedono se voglio fondare una sezione in Italia. Voglio dire di si, ma dico di no perché sarebbe la goccia che fa traboccare il vaso e mia moglie potrebbe incazzarsi, cosa che è contro il principio della religione in questione.

Sono in Vermont e prendo per errore il telefono mentre sono alla guida. Appare nello specchietto un enorme pick-up nero con enormi sirene blu. Degli enormi lampeggianti mi fanno capire che dovrei fermarmi. Non lo faccio perché sono in panico enorme, mi rendo conto di non avere un passaporto con me. La macchina è noleggiata a nome della olimpionica russa. Mi fermo, esce il poliziotto. E’ enorme. Esce sbattendo la portiera enorme.

Sono in Vermont e mi ritrovo con le mani sul tettuccio della mia macchina con una pistola puntata alla testa. Mi ricordo di aver letto solo qualche giorno fa che un ragazzo è stato scannato a sangue freddo da un poliziotto americano.

Le mie prime parole, fuoriuscite in maniera naturale dalla pece di terrore in cui stavo annaspando, sono state: ‘I have two kids, I have a wife’.

Mentre mi puntavano una pistola al cervello Il mio unico pensiero è stato per loro.

Guardate l’idrogeno tacere nel mare, guardate l’ossigeno al suo fianco dormire. Soltanto una legge che io riesco a capire ha potuto sposarli senza farli scoppiare. Soltanto una legge che io riesco a capire.

p.s. Ha abbassato la pistola. Mi ha preso la patente. Controlla. Torna. Mi dice che posso andare, sono pulito. Mi spiega che non si parla al cellulare alla guida. Non mi fa neanche la multa. Sarebbero stati 165 dollari, mi dice.

1,115 Visite totali, 2 visite odierne

Rispondi