La moda oltre la moda. Tre campagne “very inspiring” per genitori di tutti i generi

“Come fai a sapere cosa succede fra qualche anno senza inventarti nulla?” mi chiedono le persone quando gli dico che la mia società si occupa di “Ricerca di tendenze”. Le risposte sono due. La prima è avere in squadra una persona che fa questo lavoro da 15 anni e che lo insegna da 5. La seconda è “guardare i bambini”: non sono forse loro i consumatori del futuro? E, a differenza di come eravamo noi (devo dire un po’ più ingenui e creduloni, parlo per me), queste nuove generazioni sanno esattamente cosa vogliono e come lo vogliono, con tutti i pro e i contro del caso. Nel mio “guardare i bambini” – che detta così fa pure brutto – ho ultimamente dovuto analizzare una cinquantina di campagne pubblicitarie “bambini”, nel segmento moda. So che nel cibo ce ne sono di strabilianti, per non parlare dei giocattoli o delle ONG, ma devo dire che anche la moda sta andando “oltre la moda”.. tra tutte quelle che ho visto, mi sembrava carino condividervi pertanto 3 iniziative che possono ispirare, far sognare o semplicemente “dilettare” mamme (e papà) di tutti tipi (anche se a me piacciono tutte e 3)!

OEUF NYC – A TUTTO “BIO”
I genitori con tendenza al vegano e all’organico apprezzeranno la nuova campagna  (e la collezione ad essa abbinata) per l’inverno 2015 di OEUF NYC , un marchio per cui le parole “organico” e “bio” sono all’ordine del giorno. Quest’anno si sono ispirati nientemeno che al Park Slope Food Coop, cooperativa newyorkese con tanto di supermercato bio, che è passata da 4 fricchettoni iniziali a 16 mila membri, i quali possono fare la spesa (bio) gratis a cambio di ore di lavoro prestate all’interno del supermercato stesso.  Oltre ai capi stupendi, devo dire che il codice di comunicazione è semplice e preciso, e parla chiaro: il vegano sarà il must dei prossimi anni. Del resto, non ho mai visto dei bambini mangiare ravanelli e insalate con tanto piacere (anche se saranno stati strapagati per farlo! 😀 )

 

BABY DIOR – PER TUTTI I “SURREALISTI” (anche nel portafogli)
Nella mia ignoranza in fatto di cinema e new media, ho due punti fermi: Pasolini e David Lynch. La campagna di Dior di quest’ anno sembra fatta proprio da quest’ultimo. Enigmi e surrealismi accompagnano il film dell’autunno, mentre fortunatamente quello dell’inverno è senz’altro più caldo e meno “terrorifico”. L’ispirazione è in ogni caso il Ballet Francese e anche se ho fatto 4 miseri anni di danza classica vedere queste bamboline (e bambolini) così leggiadri è così piacevole che si perde persino di vista cosa si ha davanti (cappottini e scarpe acquistabili solo dopo almeno 3 ricerche come quella che mi hanno appena pagato, e che è durata 50 giorni di lavoro con una panza di 7 e 8 mesi). Guardate il film, e ditemi se non è meraviglioso! [Naturalmente non posso linkarvelo perché se no che Dior sarebbe. Dovete cliccare proprio su “THE FILM”]

Schermata 2015-11-10 alle 12.54.00

GAP KIDS x ED – PER QUELLI CHE… “GIRL POWER” 
Questa è la mia campagna preferita, e anche se dico “Girl Power”, la campagna GAP KIDS per ED è tutt’altro che sessista, e mira ad ispirare tutte le bimbe di oggi (e le loro madri) ad essere esattamente “quello che sono”. Quindi basta con “devi fare le cose da femmina” e su con “devi fare le cose che ti piacciono”. Al grido di “Be what you want”, la campagna punta alla rivendicazione globale del mantra “be your own hero”, senza dover imitare nessun altro e senza dover scegliere per “cose da femmine e cose da maschi”, specialmente quando si vuole giocare ai robot e non alle barbie. E così troviamo 5 talentuose storie di bambine dai 7 ai 12 anni che fanno tutt’altro che “pettinare le bambole”.
Partiamo con le 12enni Alexey, batterista che vince la prima competizione internazionale dopo soli 6 mesi di lezione, oppure Asia, imprenditrice di Detroit a soli 5 anni (da quando ne ha 7 insegna ai bambini come diventare imprenditori di sé stessi), e finiamo con Torrae, che a 9 anni costruisce e stampa in 3D protesi per bambini in difficoltà, oppure il trio di età 7 e 8 delle Pink Helmet Posse, per le quali skateboarding non vuol dire “roba da maschi”.

C’è sempre tempo per diventare femmine (e poi, cosa vuol dire essere “femmina”?), e a dirlo poi è una che ce le ha tutte: donna, lesbica e pure attrice comica, Ellen Degeneres è il testimonial perfetto per comunicare un nuovo concetto identitario, di cui le nuove generazioni sono ben consapevoli, specialmente la Z, quella dei nati dal 1995 in poi. Pensate che da una ricerca pubblicata da JWT è risultato che l’80% dei bambini ammette di fregarsene del proprio sesso, affermando che concetti come “maschio” o “femmina” per loro non sono “niente” e non è un caso che ieri al parco abbia sentito un bimbo dire  “Mamma, io sono FROZEN!” con la mamma che “beh…forse volevi dire HANS?” 

p.s. per la cronaca visto lo spirito del tempo il mio bambino è ancora Genderless, nel senso che ho deciso di sapere chi è solo dopo l’ultima spinta, prevista per ora il 23 Dicembre. A chi mi dice “come fai a resistere???” potrei rispondere come i bambini della ricerca JWT: “Perché per me maschio o femmina non vuol dire….NIENTE” 😀 – Tuttavia, fino a qualche mese fa per una questione di risparmio economico e mentale devo ammettere che dicevo/speravo….femmina. Ma se poi mi nasce imprenditrice a 5 anni chi gliela paga l’SRL?

Alla prossima (o al prossimo), MOMS! 🙂

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