Archivio mensile:novembre 2015

Calendario dell’avvento …. last minute!

Che avete da fare oggi? Na na na….non cercate scuse, andate subito a comprare il COSA OCCORRE e realizzate questo calendario dell’avvento natalizio: il count down inizia domani!

COSA OCCORRE

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  • Un paio di forbici
  • Un pacco di palloncini di piccola/media grandezza (ne occorrono 25)
  • Degli ovetti di cioccolato
  • Un cartoncino verde
  • Nastro adesivo
  • Gomma e matita
  • Un foglio di cartone (ricavato da una scatola più semplicemente)
  • Un pennarello indelebile nero

COME SI REALIZZA
Occorre inserire gli ovetti nei palloncini e poi gonfiarli, io ne ho inseriti due, voi potete fare le vostre scelte e potete anche cambiare genere di dono.

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Cercate di dare una forma di pallina di Natale ai vostri palloncini, cercate soprattutto di fare meglio di me!

Una volta completata questa operazione (ci ho messo un po’ per trovare la tecnica migliore di inserimento degli ovetti, puff paff), si passa a disegnare sul cartoncino verde la sagoma di un abete che va quindi poi ritagliato.

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A questo punto, con il nastro adesivo, ho attaccato l’alberello al foglio di cartone e poi tutti i palloncini su di esso.

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Il lavoro va ultimato scrivendo con il pennarello i numeri dall’1 al 25 uno per ciascun palloncino.

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A partire da domani 1° dicembre i miei bimbi scoppieranno con l’aiuto di uno spillo ciascun palloncino, uno per giorno, fino al 25 dicembre e riceveranno in dono un ovetto di cioccolato che scandirà la loro e la mia attesa di questo giorno così speciale. BUON CALENDARIO DELL’AVVENTO A TUTTI!

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Fatti un selfie!

Così ho chiamato un simpatico intrattenimento che ho usato all’ultimo compleanno di mio figlio quattrenne. Ho realizzato su un cartone la silhouette di Spiderman in modo che i suoi piccoli invitati hanno potuto scattarsi una foto nei panni del supereroe aracnofilo!
Ecco come.

COSA OCCORRE
– Una scatola di cartone
– Gomma e matita
– Tempere
– Forbici o taglierino
– Pennelli

COME SI REALIZZA
Ho ricavato dalla scatola di cartone un grande rettangolo su cui ho disegnato l’immagine che volevo realizzare ispirandomi ad uno scenario trovato in rete.
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Quindi ho inciso un ovale in corrispondenza del volto del supereroe e sono passata a dipingere. 20151104_10564520151104_11144520151105_110056

Mi rendo conto che per chi non ha molta dimestichezza con il disegno può risultare difficile. Io personalmente non ho la presunzione di ritenermi brava in questo ma mi sono divertita e rilassata e soprattutto i risultati sono stati di grande effetto.IMG-20151115-WA0021

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Natale è vicino …..

 

Mancano 40 giorni al Natale e nell’aria già si respira quell’atmosfera magica che scalda i nostri cuori e riporta la mente all’infanzia …. Tutto ciò che è intorno a noi si trasforma, per pochi attimi ritorniamo bambini e ci meravigliamo di ogni cosa come se fosse la prima volta che viviamo il Natale. Siamo abbagliati dalle luci che brillano per strada, sui balconi, nelle vetrine dei negozi e diventiamo  tutti più allegri e disponibili verso il prossimo. I profumi che si espandono nell’aria di pettole, di cartellate, di panettoni e dolci tipici natalizi risvegliano i miei ricordi di bambina. Ricordi felici, ricordi di quando il Natale era fatto di pochi regali e tanto amore, c’era meno consumismo e il Natale era vissuto col cuore …

Attendevo tutto l’anno l’arrivo del Natale, come tutti i bambini, per avere più tempo da dedicare ai giochi, per essere libera da tabelline, temi e compiti e soprattutto per stare in famiglia tutto il tempo: giocare con i nonni con le carte al gioco chiamato “cucù”, alla “stoppa”,al “mercante in fiera”, a “tombola” e mi sentivo ricca ogni volta che vincevo pochi spiccioli perchè i nonni mi lasciavano vincere volutamente. Mi piaceva molto giocare con i cuginetti a tombola, giocare ad imitare Babbo Natale che ci portava i regali, ci faceva sentire audaci “sparare le cipolline” o “le stellucce” come dicevamo allora … I sorrisi di tutti i miei cari donavano una gioia immensa al mio cuore di bambina.

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Ricordo che attendevo la mezzanotte del 25 Dicembre non per scartare i regali, ma per ricominciare a giocare a carte con i nonni,i miei genitori, gli zii e i cuginetti dopo aver messo il bambinello nella sua culla e dopo aver mangiato qualche fettina di pandoro con tanto zucchero a velo che poi volava magicamente con un soffio sui nasini di tutti noi bambini. I regali che ricevevo, li accantonavo per tutta la sera perché preferivo vivere le persone piuttosto che i giochi … Con questo spirito vivo ancora oggi il Natale: con lo sguardo di una bambina felice che ha tanta voglia di passare giorni allegri e spensierati assieme alla propria famiglia, la ricchezza più grande che esista sulla Terra. Dobbiamo insegnare ai nostri figli, fratelli, cuginetti o bambini in genere che il Natale non è fatto di consumismo, di regali, il Natale è fatto di amore, di persone e cerchiamo di insegnare loro lo spirito vero del Natale, dell’unione, della bellezza dello stare in famiglia, perché quando cresceranno non ricorderanno quanti o quali regali hanno ricevuto, ma i loro ricordi riguarderanno l’amore che hanno ricevuto, la felicità di quei giorni passati insieme … perché il Natale è famiglia!

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La moda oltre la moda. Tre campagne “very inspiring” per genitori di tutti i generi

“Come fai a sapere cosa succede fra qualche anno senza inventarti nulla?” mi chiedono le persone quando gli dico che la mia società si occupa di “Ricerca di tendenze”. Le risposte sono due. La prima è avere in squadra una persona che fa questo lavoro da 15 anni e che lo insegna da 5. La seconda è “guardare i bambini”: non sono forse loro i consumatori del futuro? E, a differenza di come eravamo noi (devo dire un po’ più ingenui e creduloni, parlo per me), queste nuove generazioni sanno esattamente cosa vogliono e come lo vogliono, con tutti i pro e i contro del caso. Nel mio “guardare i bambini” – che detta così fa pure brutto – ho ultimamente dovuto analizzare una cinquantina di campagne pubblicitarie “bambini”, nel segmento moda. So che nel cibo ce ne sono di strabilianti, per non parlare dei giocattoli o delle ONG, ma devo dire che anche la moda sta andando “oltre la moda”.. tra tutte quelle che ho visto, mi sembrava carino condividervi pertanto 3 iniziative che possono ispirare, far sognare o semplicemente “dilettare” mamme (e papà) di tutti tipi (anche se a me piacciono tutte e 3)!

OEUF NYC – A TUTTO “BIO”
I genitori con tendenza al vegano e all’organico apprezzeranno la nuova campagna  (e la collezione ad essa abbinata) per l’inverno 2015 di OEUF NYC , un marchio per cui le parole “organico” e “bio” sono all’ordine del giorno. Quest’anno si sono ispirati nientemeno che al Park Slope Food Coop, cooperativa newyorkese con tanto di supermercato bio, che è passata da 4 fricchettoni iniziali a 16 mila membri, i quali possono fare la spesa (bio) gratis a cambio di ore di lavoro prestate all’interno del supermercato stesso.  Oltre ai capi stupendi, devo dire che il codice di comunicazione è semplice e preciso, e parla chiaro: il vegano sarà il must dei prossimi anni. Del resto, non ho mai visto dei bambini mangiare ravanelli e insalate con tanto piacere (anche se saranno stati strapagati per farlo! 😀 )

 

BABY DIOR – PER TUTTI I “SURREALISTI” (anche nel portafogli)
Nella mia ignoranza in fatto di cinema e new media, ho due punti fermi: Pasolini e David Lynch. La campagna di Dior di quest’ anno sembra fatta proprio da quest’ultimo. Enigmi e surrealismi accompagnano il film dell’autunno, mentre fortunatamente quello dell’inverno è senz’altro più caldo e meno “terrorifico”. L’ispirazione è in ogni caso il Ballet Francese e anche se ho fatto 4 miseri anni di danza classica vedere queste bamboline (e bambolini) così leggiadri è così piacevole che si perde persino di vista cosa si ha davanti (cappottini e scarpe acquistabili solo dopo almeno 3 ricerche come quella che mi hanno appena pagato, e che è durata 50 giorni di lavoro con una panza di 7 e 8 mesi). Guardate il film, e ditemi se non è meraviglioso! [Naturalmente non posso linkarvelo perché se no che Dior sarebbe. Dovete cliccare proprio su “THE FILM”]

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GAP KIDS x ED – PER QUELLI CHE… “GIRL POWER” 
Questa è la mia campagna preferita, e anche se dico “Girl Power”, la campagna GAP KIDS per ED è tutt’altro che sessista, e mira ad ispirare tutte le bimbe di oggi (e le loro madri) ad essere esattamente “quello che sono”. Quindi basta con “devi fare le cose da femmina” e su con “devi fare le cose che ti piacciono”. Al grido di “Be what you want”, la campagna punta alla rivendicazione globale del mantra “be your own hero”, senza dover imitare nessun altro e senza dover scegliere per “cose da femmine e cose da maschi”, specialmente quando si vuole giocare ai robot e non alle barbie. E così troviamo 5 talentuose storie di bambine dai 7 ai 12 anni che fanno tutt’altro che “pettinare le bambole”.
Partiamo con le 12enni Alexey, batterista che vince la prima competizione internazionale dopo soli 6 mesi di lezione, oppure Asia, imprenditrice di Detroit a soli 5 anni (da quando ne ha 7 insegna ai bambini come diventare imprenditori di sé stessi), e finiamo con Torrae, che a 9 anni costruisce e stampa in 3D protesi per bambini in difficoltà, oppure il trio di età 7 e 8 delle Pink Helmet Posse, per le quali skateboarding non vuol dire “roba da maschi”.

C’è sempre tempo per diventare femmine (e poi, cosa vuol dire essere “femmina”?), e a dirlo poi è una che ce le ha tutte: donna, lesbica e pure attrice comica, Ellen Degeneres è il testimonial perfetto per comunicare un nuovo concetto identitario, di cui le nuove generazioni sono ben consapevoli, specialmente la Z, quella dei nati dal 1995 in poi. Pensate che da una ricerca pubblicata da JWT è risultato che l’80% dei bambini ammette di fregarsene del proprio sesso, affermando che concetti come “maschio” o “femmina” per loro non sono “niente” e non è un caso che ieri al parco abbia sentito un bimbo dire  “Mamma, io sono FROZEN!” con la mamma che “beh…forse volevi dire HANS?” 

p.s. per la cronaca visto lo spirito del tempo il mio bambino è ancora Genderless, nel senso che ho deciso di sapere chi è solo dopo l’ultima spinta, prevista per ora il 23 Dicembre. A chi mi dice “come fai a resistere???” potrei rispondere come i bambini della ricerca JWT: “Perché per me maschio o femmina non vuol dire….NIENTE” 😀 – Tuttavia, fino a qualche mese fa per una questione di risparmio economico e mentale devo ammettere che dicevo/speravo….femmina. Ma se poi mi nasce imprenditrice a 5 anni chi gliela paga l’SRL?

Alla prossima (o al prossimo), MOMS! 🙂

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