Donami un domani

de Il Duca d’Auge

La sera prima di un appuntamento agognato ma anche temuto, il momento prima della resa dei conti.
Mi sono vestito bene, ossia non troppo elegante, ma neanche trasandato, non troppo curato ma con la barba regolata.

Mia nonna me lo diceva sempre – lavati sempre bene da sotto, che non sai mai. L’ho fatto.

Ti ho ascoltata, ti ho parlato, mi hai fatto capire che sei semplice, come me, una persona normale ma che hai anche la straordinarietà della volontà di uscire allo scoperto. Mi sei sembrata sincera. Però – anni di delusioni mi fanno rimanere con i piedi per terra, anzi per assurdo quasi quasi non uscirei. Bah un domani diverso. Che vaccata.

Quasi quasi per non rimanere deluso anche da te rimango solo nel mio appartamento ad attendere un domani. Fa nulla che diventerà un altro ieri di solitudine.

Sono dubbioso – Ma mi stuzzica l’idea di vederti lì al centro della pista da ballo e sapere che sei lì perchè ti ci ho portata io.
Vederti gli occhi degli altri addosso ma non temere che tu ti possa comportare male, avere ancora fiducia che farai la cosa giusta anche se vado a bere un drink.

Odio dovermi scontrare con le difficoltà della realtà – il fatto che darti la mia mano significherebbe attirarmi le critiche di tanti, che per anni mi hanno fregato e non meriterebbero fiducia, ma che fiducia dicono di meritare. Che dicono che dovrei solo uscire coi soliti. Che fanno facce strane al tuo nome.

Mi guardo allo specchio. Sono maggiorenne due volte. Quando ero maggiorenne una volta non avrei avuto esitazione a mettere la giacca ed uscire con te. Oggi sono disilluso.

Ma in fondo – guardo il mio volto allo specchio da una parte e poi dall’altra – no, non sono ancora da buttare.
In fondo meno capelli, ma ancora l’orgoglio di tirarli su. Le cicatrici, le chiamano esperienza.
I jeans, gli anfibi, li ho ancora. Ho una basetta più lunga dell’altra, la lascerò così, potrebbe essere una occasione di discussione. Una occasione di risata.

Forse si.
Forse si può uscire ancora.

Forse si può uscire ancora, oggi. Forse c’è ancora qualcosa da fare. Forse sono stato maggiorenne una volta solo perchè dovevo arrivare ad esserlo due.

Si dai, uscirò. Metto la giacca, prendo le chiavi, accendo la macchina, arrivo scendo e respiro. Mi sento forte.

E quando mi daranno in mano quella matita voterò, per te.
Non tradirmi mai, non tradirmi anche tu.

Ti voterò perchè lo meriti, perchè sei il meglio per me, perchè sei il meglio per noi.
Donami un domani. Diverso.

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