9 settimane e 1/2

Seconda maternità, seconda volta in cui ho provato le stesse paure, le stesse ansie…quasi angosce, per la verità: chi mi ha già ‘letta’ sa che avevo descritto la mia seconda gravidanza in termini tragicomico-apocalittici.

Paura. Panico.

Due figli piccoli da gestire insieme: mi sembrava un salto nel vuoto o una corsa in auto a fari spenti.

Poi ho partorito. E, di nuovo, la catarsi da quella ‘me stessa’ così ‘deformata’, nel fisico (non sono una fan del corpo gravido) e nella psiche. Ancora una volta insieme al latte ho ricevuto energia, entusiasmo per la me stessa ‘madre’ e non più solo incinta, gratitudine gioiosa alla Vita.

E ora che sono a 9 settimane e mezzo dal parto forse posso tirare un sospiro di sollievo: anche questa volta niente lacrime, baby blues e depressione post partum. Stavolta ne avevo davvero paura. No, a quanto pare io sono piuttosto un tipo da depressione pre-parto.

E così pare che a 10 settimane sia fatta: non l’hai presa, la depressione ti ha scansata anche stavolta per scegliere un’altra mamma.

Chissà perché: questa volta mi sono soffermata a riflettere molto profondamente. Voglio pensare che possa essere perchè ho un buon livello culturale, leggo e mi informo molto. Oppure perché a dispetto della mia prima misura di reggiseno, in maternità divento un bovino da latteria e l’allattamento magari favorisce il buonumore. Oppure perché mio marito è bravo e affetuoso (devo scriverlo, legge il blog).

No. Niente di tutto questo.

Anche in questo secondo post partum mi sono salvata solo perchè di nuovo ho sentito nella mia mente ripetersi una frase, il mio mantra: ‘puoi farcela, puoi farcela’.

Ho ripensato alle cose che hanno attratto la mia attenzione in questi due anni e mezzo dedicati alla mia doppia mammitudine: passeggini (ne ho pure uno gemellare!!!), fasce, marsupi sono stati la mia voce di spesa più importante.

Perché? Perché il mio più grande terrore, il buco nero da cui scappo è la prigionia della casa, l’immagine di me stessa in pigiama, alla finestra, con un bambino urlante in braccio, la me stessa impotente.

Questo è DAVVERO ciò da cui fuggo e ogni giorno dei miei due post partum mi sono nutrita del piacere di aprire la porta e scappare, spesso da sola con entrambi i piccoli mentre in testa sentivo il mio mantra che poteva realizzarsi ad ogni passo.

Non sono in grado di capire la sconfinata potenza di una male come la depressione e non ho la minima competenza per poter dare consigli.

Ma a 9 settimane e mezzo dal parto, sperando che la tristezza da neomamma bis non mi colga proprio negli ultimi tre giorni rimasti, mi permetto solo di dire alle giovani mamme: cercate di scavare fra le vostre vere paure, individuate quella più grande e trovate il vostro strumento per dire ogni giorno ‘posso farcela’.

 

 

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