Archivio mensile:marzo 2015

LETTERA A MIO FIGLIO

Bambino mio adorato,

non passa un solo giorno senza che tu mi faccia battere forte il cuore. Ogni giorno mi insegni cose nuove: io sto crescendo insieme a te. Il tuo sorriso è contagioso e le tue risate dispettose mi riempiono l’anima di gioia! Non sapevo cosa fosse davvero la felicità prima di averti nella mia vita … e sento di amarti con ogni singola cellula del mio essere.

Sono talmente tanti i momenti di dolcezza che mi regali ogni giorno, che faccio quasi fatica a contarli: quando sei impegnato con i tuoi giochi ma senti il bisogno di gettarti tra le mie braccia per avere un po’ di coccole, quando mi riempi di baci e mi chiami “MAMMA MIA”, quando cammini e all’improvviso ti fermi a guardare indietro per assicurarti che io sia ancora lì con te … ecco, questi sono solo alcuni dei nostri momenti magici in cui mi fai sciogliere il cuore. E che dire, poi, di quando sei lì, con gli occhietti assonnati, un attimo prima di andare a dormire, e mi abbracci fortissimo appoggiando la testolina sulla mia spalla? O di quando cerchi le mie carezze rassicuranti dopo un brutto sogno? Con gesti come questi, innocenti e pieni di speranza, ricambi ogni giorno l’amore che provo per te.

A volte, però, mi fermo a riflettere e la consapevolezza che, prima o poi, tutto questo potrebbe finire mi fa precipitare nella tristezza e nell’angoscia. Só benissimo che arriverà presto il momento in cui non interromperai più i tuoi giochi per me e non mi chiamerai più “MAMMA MIA” con quei grandissimi e sorridenti occhi marroni. Lo so! Arriverà il giorno in cui non fermerai più le tue camminate incerte per cercarmi dietro di te e non appoggerai più la tua testa su di me prima di addormentarti.

Mi rattrista l’idea che un giorno, prima di quanto io stessa possa immaginare, ti sveglierai e sarai già cresciuto. E quel giorno non avrai più bisogno di me o, almeno, non in questo modo. Non sarò più io la persona a cui rivolgerai quegli abbracci pieni di amore, perché ti sentirai già troppo grande per farlo. E mi rattrista pensare che, probabilmente, non conoscerai mai fino in fondo l’amore che provo per te, perché l’amore di una madre non si può quantificare, né descrivere.

Ma devi ricordare una cosa, bambino mio. Devi ricordare che sarò io ad aver bisogno di sentirti dire “MAMMA MIA”, qualche volta; che sarò io a fermarmi all’improvviso e a guardarmi indietro per assicurarmi che tu ci sia e che sarò sempre io che vorrò sentire la tua testa sulla mia spalla prima di andare a dormire. Non dimenticarlo mai, amore mio. Perché tu sei il mio sole quando è buio, il mio calore quando fuori si gela, sei l’aria nei miei polmoni e il battito del mio cuore. Tu sei la mia vita.

Per sempre.

MAMMA TUA.

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9 settimane e 1/2

Seconda maternità, seconda volta in cui ho provato le stesse paure, le stesse ansie…quasi angosce, per la verità: chi mi ha già ‘letta’ sa che avevo descritto la mia seconda gravidanza in termini tragicomico-apocalittici.

Paura. Panico.

Due figli piccoli da gestire insieme: mi sembrava un salto nel vuoto o una corsa in auto a fari spenti.

Poi ho partorito. E, di nuovo, la catarsi da quella ‘me stessa’ così ‘deformata’, nel fisico (non sono una fan del corpo gravido) e nella psiche. Ancora una volta insieme al latte ho ricevuto energia, entusiasmo per la me stessa ‘madre’ e non più solo incinta, gratitudine gioiosa alla Vita.

E ora che sono a 9 settimane e mezzo dal parto forse posso tirare un sospiro di sollievo: anche questa volta niente lacrime, baby blues e depressione post partum. Stavolta ne avevo davvero paura. No, a quanto pare io sono piuttosto un tipo da depressione pre-parto.

E così pare che a 10 settimane sia fatta: non l’hai presa, la depressione ti ha scansata anche stavolta per scegliere un’altra mamma.

Chissà perché: questa volta mi sono soffermata a riflettere molto profondamente. Voglio pensare che possa essere perchè ho un buon livello culturale, leggo e mi informo molto. Oppure perché a dispetto della mia prima misura di reggiseno, in maternità divento un bovino da latteria e l’allattamento magari favorisce il buonumore. Oppure perché mio marito è bravo e affetuoso (devo scriverlo, legge il blog).

No. Niente di tutto questo.

Anche in questo secondo post partum mi sono salvata solo perchè di nuovo ho sentito nella mia mente ripetersi una frase, il mio mantra: ‘puoi farcela, puoi farcela’.

Ho ripensato alle cose che hanno attratto la mia attenzione in questi due anni e mezzo dedicati alla mia doppia mammitudine: passeggini (ne ho pure uno gemellare!!!), fasce, marsupi sono stati la mia voce di spesa più importante.

Perché? Perché il mio più grande terrore, il buco nero da cui scappo è la prigionia della casa, l’immagine di me stessa in pigiama, alla finestra, con un bambino urlante in braccio, la me stessa impotente.

Questo è DAVVERO ciò da cui fuggo e ogni giorno dei miei due post partum mi sono nutrita del piacere di aprire la porta e scappare, spesso da sola con entrambi i piccoli mentre in testa sentivo il mio mantra che poteva realizzarsi ad ogni passo.

Non sono in grado di capire la sconfinata potenza di una male come la depressione e non ho la minima competenza per poter dare consigli.

Ma a 9 settimane e mezzo dal parto, sperando che la tristezza da neomamma bis non mi colga proprio negli ultimi tre giorni rimasti, mi permetto solo di dire alle giovani mamme: cercate di scavare fra le vostre vere paure, individuate quella più grande e trovate il vostro strumento per dire ogni giorno ‘posso farcela’.

 

 

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C’è sempre un’alternativa!

Si..lo so…un tantino si sta esagerando…tutto fa male…tutto non va bene…e spesso ci si chiede…ok…ma cosa mangio???tranquilli l’alternativa c’è sempre…avvolte basta un pizzico di curiosità..la curiosità che ci porterà a riscoprire e conoscere nuovi sapori…quelli veri!voglio presentarvi…una salsina..quanto amiamo le salsine???così versatili…e veloci da preparare!

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avete mai sentito parlare di hummus?  è una salsa a base di pasta di ceci e pasta di semi di sesamo(la thaina la trovate già pronta o basta tostare 100gr di semi di sesamo e successivamente frullarli con 3 cucchiai di olio di sesamo o extra vergine d’oliva) aromatizzata con olio di oliva,aglio, succo di limone,paprica e prezzemolo finemente tritato.vi lascio la ricetta originale http://www.arab.it/ricette/hummus.htm se decidete di non usare le spezie possono mangiarla anche i bimbi!è una salsa tutta da spalmare!molto proteica e non solo!se volete saperne di più su questi semini leggete qui! http://http://www.mr-loto.it/sesamo.html

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Giochiamo a campana…in casa!

Cosa occorre

Una scatola di cartone e un pennarello

Come si realizza la “campana”

Il cartone va aperto in maniera tale che tutti i suoi lati vadano a comporre la campana come in foto.

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Quindi vanno disegnati i numeri riempendo i vari riquadri.

Come si gioca

I bambini a turno devono saltare sui riquadri della campana, con uno o due piedi e contemporaneamente contare fino ad “uscire dalla campana”.

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Questa che vi propongo è una campana rivisitata, quella classica ha delle regole precise, diverse. In realtà, dovete sapere, che questa forma di intrattenimento non è farina del mio sacco, ma nasce dalla creatività e l’amore di una nonna (mia madre) che dovendo tenere a casa un’intera mattina i due nipoti raffreddati ha inventato questo gioco recuperando una scatola di cartone (per poi prendersela con il marito, mio padre, che al termine del gioco ha buttato via la scatola) e raccontandolo come un gioco dei suoi tempi. Ovviamente io mi sono emozionata quando ho visto le foto sgranate che mi ha mandato via watshapp mentre io ero al lavoro. Mamma ti amo tanto, non oso immaginare che mondo sarebbe (il mio) se non ci fossi, l’aiuto che mi dai con i bambini è immenso, prezioso, gratuito, costruttivo, geniale, amorevole,……non so cos’altro dire, niente. Scusate il disturbo!

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Bambini alla moda, bambini di moda

Sono sempre più convinta che il 2015 si stia ufficialmente posizionando come l’anno del Bambino, non per un interesse particolare dell’Unicef, ma delle passerelle, del web e delle persone in generale. Complice una serie di fattori, i mercati che invecchiano e i millennials che avanzano, per dirne una, il bisogno di anticipare la domanda del mercato (anche se farlo con 25 anni di anticipo è un po’ buffo) per dirne un’altra, sta di fatto che il mondo KIDS è diventato un argomento talmente di moda che non si capisce più se i bambini sono adulti o gli adulti sono bambini. Gli unici che sembrano non accorgersi di tutto questo trambusto sembrano per altro proprio loro, i nostri piccoli eroi.

The-Beckhams

Come rimanere impassibili davanti ad Anna Wintour che reclina la testa all’indietro mostrando la sua disapprovazione per gli accompagnatori di papà Beckham nel parterre delle sfilate più glamourose di Londra? Ammirazione e anche un po’ di tenerezza per la piccola Harper, che invece non si sarà neanche resa conto di avere accanto la Signora Vogue e si è goduta l’effimero mondo della moda (e dei vestiti della mamma hihi) in braccio a quel gran belloccio del padre. Bimbi battono Fashion System 1 a 0, anzi di più, se consideriamo che i figli di Beckham erano la punta dell’iceberg.

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Ecco Alia Wang con la mamma, e North West, figlia di Kim Kardashian e papà Kanye (gli americani sui nomi hanno sempre un grande senso dell’umorismo) che invece era la più insofferente essendo anche la più piccolina. Ma poi com’era bardata? Doveva fare un caldo là dentro!

Oltre alle prime apparizioni consistenti di bimbi in sfilate da adulti, prosegue incontrastato il trend del mini-me, di cui avevamo parlato la scorsa estate quando era un po’ più in erba e qualcuno aveva anche avuto giustamente da ridire.

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Eccolo rilanciato e ormai consacrato da Dolce & Gabbana con la sfilata “Viva La Mamma”, che seguendo il leit motiv di Bennato onora la grande figura di noi madri (ancorché donne, e ancora auguri a tutte :D) omaggiando al tempo stesso il ruolo dei bambini, che dettano ispirazione quanto a stampe e grafiche per il prossimo Autunno Inverno, con slogan alquanto naive, illustrazioni pre-scolari in stile lavagna e stampe in serie che vengono tagliate su misura per mamma e bimba, per un effetto da “separate alla nascita” .

Se quanto appena detto non giustifica la mia affermazione, sappiate che la moda non è l’unica a prendere la direzione bambino. Due piattaforme di videosharing tra le più importanti del momento hanno annunciato da pochissimo l’apertura di un’app dedicata interamente all’enterimgrestainment dei nostri piccoli. La prima è Vine, che potremmo definire il figlio di un incesto fra youtube  twitter e, ovvero un social network basato sui video, che però hanno una durata massima di 6 secondi e mezzo. Vine, che già è stato accolto favorevolmente dai nati nel 1990equalcosa, ha annunciato a gennaio l’apertura di un’app i cui contenuti sono selezionati apposta per il piccolo pubblico. Abbastanza appealing soprattutto per gli aperitivi dei genitori in vista dell’estate, la trovate per ora su ITunes. La mossa non è sfuggita a Youtube, che naturalmente ha annunciato la stessa identica cosa, in versione “long form”. Loro l’hanno definita  il primo prodotto Google pensato dai grandi ma con in mente i “little ones” e in effetti l’app, disponibile in IOS e Android, ha un design accattivante e tutta la ricerca possibile di Youtube, possibile se lo vogliamo naturalmente altrimenti potete disattivarla. Pare che l’app disponga anche di vari parental control che permettono per esempio, di moderare il contenuto di ciò che vedono i nostri figli, di limitare i tempi di visualizzazione, e persino eliminare alcuni effetti sonori quando lo vogliamo noi. Addio “Bom-bim-bum/
Bim-bom-bim/
Bimbibombibimbibombibuuu!”

Qui trovate la presentazione ufficiale dell’app! Alla prossima MOMs, e benvenuti nell’era BAMBINOCENTRICA 😀

 

 

 

 

 

 

 

 

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Quello che le donne non dicono

Sarà che marzo  si è presentato col il suo miglior sorriso, ma oggi è stata una giornata di sole primaverile semplicemente fantastica. Come dovrebbero essere tutte le prime domeniche del mese.

Attività svolte: nessuna. A parte mangiare, passeggiare, bere vino, fare un aperitivo in mezzo alla strada al sole e vedere Bianca che dopo essersi rotolata per terra, con quelle mani luride viene a prendersi una polpetta (di  zucca – lo dico per le mie amiche ecovegan!) dal piatto. Me ne fotto io dei germi. Oggi più che mai.

Un’ondata di inattesa positività mi ha fortunatamente investito. Sono giorni pieni di manifestazioni di stima, di affetto, di mail, di parole, di incontri con persone piene che hanno qualcosa da dire, tantissimo da raccontare. Inutile dirlo, quasi tutte donne.

Non so bene come ci sono finita nel bel mezzo di certi discorsi, e non so nemmeno perché semi-sconosciute abbiano deciso di raccontarmi i loro segreti più intimi, ma le storie che ho sentito ultimamente mi hanno scosso ed emozionato.

E mentre io e tantissime altre (per fortuna), diamo per scontato che la maternità sia la cosa più naturale del mondo, esistono donne e ovviamente anche uomini, che per avere un figlio combattono quotidianamente battaglie dolorose ed estenuanti fatte di iniezioni e laboratori ma anche di tribunali e colloqui.

Donne, se nessuno ve l’aveva mai detto oggi ve lo dico io: siete, siamo (dai mi metto in mezzo al momento dei complimenti) veramente troppo forti. Stoiche come guerriere e fragili come cristallo, pazienti e tenaci come piccoli Buddha, in grado di smuovere le montagne soprattutto se si parla di figli.

Come faccio a non sentirmi fortunata ad avere la fiducia di chi mi racconta queste storie? Come posso non dirmi felice se in un giorno come questo mia figlia è accanto a me ed è più bella del sole di marzo? Come faccio a non pensare che alla fine il mondo è un bel posto nonostante facciano di tutto per negarci il futuro perché il futuro siamo noi e le nostre storie bellissime e struggenti che parlano sempre e comunque d’amore?

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