HAPPY BIRTHDAY- Riflessioni sul primo anno di maternità.

La settimana scorsa abbiamo festeggiato il primo compleanno di Marco: è stata una tappa importantissima che ha scandito non solo la crescita di mio figlio, ma anche la mia nel ruolo di madre. In quella giornata così speciale, ho pensato tante volte “ce l’ho fatta!!!” e ho ripensato ai momenti più difficili, ormai alle spalle! Non si ha la minima idea di quanto sia difficile essere madre finché non lo si diventa. I consigli delle altre mamme, le parole, i racconti sono inutili: l’unica cosa che conta è vivere quella meravigliosa esperienza in prima persona. Viverla e respirarla. E per quanto possa sembrare banale la teoria secondo la quale “non c’è mestiere più difficile al mondo”, beh…non esiste nulla di più vero! Da quando sono mamma, mi sono resa conto che tutto ciò che un tempo mi sembrava complicato, adesso è una passeggiata…e, ora più che mai, il rispetto che ho per la mia è smisurato! Ho avuto bisogno di diventare madre anch’io per capire i sacrifici che lei ha fatto per me. Li ha fatti da sempre e continua a farne, anche ora che c’è Marco e che la mia vita è diventata una specie di emozionante giro quotidiano sulle montagne russe.

Ricordo il giorno in cui Marco è nato: una minuscola creatura indifesa, completamente disarmata e dipendente da me in tutto e per tutto. E poi lo guardo adesso: quanto è cresciuto! Diventa ogni giorno più indipendente e ribelle! Le prime settimane della mia vita da mamma sono state intense ed euforiche. Io e mio marito eravamo quasi increduli: la magia di essere diventati genitori, la voglia di conoscere meglio quel dono meraviglioso che ci era arrivato, le difficoltà e le notti in bianco quando abbiamo capito che Marco preferiva dormire di giorno piuttosto che di notte! Non mi sorprende che in alcuni paesi del mondo la privazione del sonno sia stata una vera e propria forma di tortura: non riuscire a dormire e dover comunque trovare la lucidità per accudire nostro figlio ha reso tutto difficilissimo ma, per quanto fossero profonde le mie occhiaie, dovevo necessariamente andare avanti. Non c’erano altre soluzioni!

Capisco quelle donne, molte delle quali mie amiche, che, non avendo accanto l’aiuto fisico della famiglia, decidono di fermarsi ad un solo figlio. Già così è fin troppo dura da affrontare. E mentre parlo di questa mia grande fortuna, io e mio marito riflettiamo sull’idea di allargare la famiglia. Dare un fratellino o una sorellina al nostro Marco vorrebbe dire dargli un compagno di giochi, qualcuno con cui ridere, piangere e affrontare la vita. Un compagno di viaggio, insomma!

Non ce l’avrei mai fatta in questi 12 mesi senza la vicinanza della mia famiglia: con gli orari di lavoro massacranti di mio marito, avere i miei genitori a 2 Km da me mi ha salvata. Sarò sempre grata a loro…e voglio cominciare così, con questo post: GRAZIE per tutto ciò che avete fatto per noi, quotidianamente, con pazienza ed affetto infiniti. GRAZIE per esserci stati accanto nel cambiamento più grande che un essere umano possa affrontare. GRAZIE per quello che ancora farete per me, per noi e per questa nuova famiglia che, speriamo, possa presto allargarsi con un altro terremoto!!!

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