Separazione / divorzio “breve”

La Legge 10 novembre 2014 n. 162, che ha convertito il Decreto Legge n. 132/2014 recante “misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell’arretrato in materia di processo civile” ha introdotto nel nostro ordinamento nuove regole applicabili alla separazione e al divorzio.

La disciplina si applica alla separazione consensuale, al divorzio a domanda congiunta, alla modifica delle condizioni di separazione  o divorzio.

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Uno dei nuovi modi per ottenere il divorzio in modo consensuale è la «negoziazione assistita da un avvocato». Non è quindi più necessario passare da un giudice che verifichi l’irreversibilità della crisi coniugale prima di decretare lo scioglimento del legame, ma basta la mediazione di un legale. Il professionista è tenuto a redigere un documento sull’accordo raggiunto dai coniugi, farlo firmare dalle parti e autenticarlo.

L’accordo raggiunto a seguito di convenzione di negoziazione assistita deve essere trasmesso, a cura degli avvocati, al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale competente, il quale quando non ravvisa irregolarità comunica agli avvocati il nullaosta per gli ulteriori adempimenti.

In presenza di figli minori, maggiorenni non autonomi economicamente, o incapaci, o portatori di handicap grave, il Procuratore della Repubblica autorizza l’accordo di negoziazione se ritiene che esso risponde all’interesse dei figli. In caso contrario lo trasmette (entro cinque giorni) al Presidente del Tribunale che fissa (entro trenta giorni) la comparizione delle parti davanti a sé. Ottenuti i suddetti nullaosta o autorizzazioni, l’avvocato della parte è obbligato a trasmettere, entro dieci giorni dalla stipula dell’accordo, una copia autenticata dell’accordo stesso all’ufficiale dello stato civile del Comune in cui il matrimonio è stato iscritto o trascritto.

L’accordo raggiunto con l’aiuto degli avvocati produce gli effetti e tiene luogo del provvedimento giudiziale di separazione personale, di divorzio, di modifica delle condizioni della separazione o del divorzio.

La nuova legge, inoltre, consente ai coniugi che hanno già trovato un accordo su separazione, divorzio, modifica delle condizioni della separazione o del divorzio di concludere una convenzione innanzi all’ufficiale dello stato civile del Comune di residenza di uno di loro o del Comune presso cui è  iscritto o trascritto l’atto di matrimonio.

Tale procedura è prevista solo per i casi in cui non vi siano figli minori, o maggiorenni non autonomi, o incapaci, o portatori di handicap grave.

L’ufficiale dello stato civile riceve da ciascuna delle parti personalmente la dichiarazione che esse vogliono separarsi, ovvero far cessare gli effetti civili del matrimonio, o ottenerne lo scioglimento secondo condizioni tra di esse concordate. Allo stesso modo si procede per la modifica delle condizioni di separazione o di divorzio.

L’accordo non può contenere patti di trasferimento patrimoniale e tiene luogo dei provvedimenti giudiziali che definiscono i procedimenti di separazione personale, di divorzio e di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio.

Rimane dunque il periodo di tre anni tra la separazione e l’ottenimento del divorzio, tale termine decorre, rispettivamente, dalla data certificata nell’accordo raggiunto a seguito di convenzione di negoziazione assistita da avvocato e dalla data dell’atto contenente l’accordo di separazione concluso davanti all’ufficiale dello stato civile.

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Lo chiamano ‘divorzio breve’, ma forse sarebbe meglio definirlo ‘divorzio semplice’ la legge infatti non incide sui tempi per ottenere la rottura del matrimonio, ma agevola il percorso e libera i tribunali di qualche faldone.

Buondì mamma Katia

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