Girls just want to have fun

L’altro giorno, in preda ad una crisi di claustrofobia casalinga che è solo la metà di quella che c’ho oggi (e sono ancora le 9!), a prima mattina ho preso il mio smartphone e, come la più figa delle single milanesi, ho organizzato una serata per sole donne che prevedeva un programma serratissimo di attività ludico-alcolico-ricreative per mamme normalmente stipate in casa h24 (che però si sono rotte le balle di esserlo) mentre vedono i mariti uscire a prendere birre con chiunque a qualunque ora del giorno e della notte “tanto tu c’hai sonno e stai qua”.

Il programma di quella sera  prevedeva che i su citati padri restassero finalmente in casa a fare i baby sitter e noi ce ne andassimo  in giro a sbariare fino a notte fonda. Il gruppo whatsapp pullulava di entusiasmo “SIIIII, FACCIAMOLO DAIIIII. BASTA CON QUESTA VITA DA SCHIAVE, STASERA SI ESCEEEEE, GIRL POWER, MASCHI BABYSITTERRRR!” e altri slogan femministi scemi di questo tipo.

La giornata, trascorsa in attesa febbrile della sera, si è così articolata: studio per il mio esame all’alba, doccia della figlia con lavaggio capelli (una specie di scannamento del maiale con lei che tutta insaponata tenta di fuggire scivolandomi dalle mani e rischiando inconsapevolmente la morte 10 volte in 10 minuti – e con LUI che mentre tutto ciò avviene legge il giornale perché “la rassegna stampa della mattina è importante…”), ancora studio, pulizia casa, pranzo dai miei, riposino mancato del pomeriggio, bambina vogliosa di giocare, studio qua e là, aperitivo con i parenti di mio marito. Non sono manco arrivata alle 19 per rendermi conto che il mio entusiasmo della mattina stava morendo come al solito sotto una coltre di stanchezza accumulata quel giorno e sommata a tutti gli altri. Timidamente sul gruppo whatsapp ho lanciato alle amiche il messaggio della mia sopravvenuta stanchezza e questa mia (prevedibile) defaillance ha provocato due reazioni. Quella dei maschi che hanno cominciato a deridermi: “AUAUAUAU E IL GIRL POWER? E BASTA CON LA VITA DA SCHIAVE?” Ahahahah per svariati commenti. E poi c’è stata la reazione delle femmine: “anch’io sono stanca, anch’io non esco che figlio A c’ha la tosse, io sono uscita già di pomeriggio non vorrei che figlia B sentisse la mia mancanza, cioè è lei a mancarmi” e via dicendo. Oltre al fatto che i messaggi della mattina e quelli della sera sembravano mandati da donne diverse o da donne affette da sdoppiamento della personalità, quello che ho dovuto fronteggiare dopo è stato mio marito che a quel punto voleva costringermi ad uscire: “MO ESCI! NON FA NIENTE CHE SEI STANCA!” ma a me non m’azzecca. C’ho sonno, non mi reggo in piedi. “ESCI, VEDI CHE POI BIRRA FACENDO TI PASSA”. Madonna mia ma non mi va e così fino a che per chiudere la discussione mi sono infilata il pigiama e mi sono schiaffata nel letto per far addormentare baby convinta che tanto di lì a breve sarei riuscita ad organizzare comunque qualcosa con le mie amiche femmine.

Sono passate settimane, anzi è cambiato l’anno nel frattempo (auguri eh!), e io sto ancora qua, stipata in casa, a dosare medicine con siringhe e misurini, a spalmare creme, a soffiarmi il naso e a soffiarlo a lei senza riuscire a vederne la fine.

Avrei dovuto ascoltare gli ordini di mio marito ed uscire quella sera che un’altra chissà quando arriverà.

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