Archivio mensile:dicembre 2014

Un Natale speciale

di Arianna Di Trani

Il nostro sarà un Natale speciale con la nascita di Francesco (nato ieri 09/12/14 alle ore 21.52, ndr), giunto in un periodo di gran movimento, tra viaggi e chilometri in autobus, stravolgimenti lavorativi e voli aerei…una terza gravidanza non me la sarei mai aspettata!

Dedicato a tutte le mamme ed i papà che hanno provato le emozioni dell’attesa…

I tuoi figli non sono figli tuoi,
sono figli e le figlie della vita stessa.
Tu li metti al mondo, ma non li crei.
Sono vicini a te, ma non sono cosa tua.
Puoi dar loro tutto il tuo amore, ma non le tue idee,
perché essi hanno le loro proprie idee.
Tu puoi dare loro dimora al loro corpo, non alla loro anima,
perché la loro anima abita nella casa dell’avvenire,
dove a te non è dato entrare, neppure col sogno.
Puoi cercare di somigliare a loro, ma non volere
che essi somiglino a te,
perché la vita non ritorna indietro e non si ferma a ieri.
Tu sei l’arco che lancia i figli verso il domani.
— Kahlil Gibran

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E’ Natale… vediamoci un bel film

di Marienza Montemurro

Tra le mille cose della giornata apro Facebook e li c’è un annuncio… Vogliamo realizzare una sorta di calendario dell’avvento sul blog delle MOM per Natale… il mio primo pensiero è: è giunto il momento di scrivere anche io… e poi no no non ho tempo… escono il diavoletto e l’angioletto sulla mia testa… Uno dice: “ma si parla di Natale, è la tua festa preferita dopo La Bruna”… L’altro: “ma non hai tempo, c’è la bambina, il lavoro,il vaiinpalestracheichilipostgravidanzasonoancoraassai”… E poi vince lui… l’angioletto con la faccia Di Clara e con quella sua foto del profilo che mi dice… aspettami tra poche settimane vengo da te… ed eccomi qui… a scrivere del natale… di questa atmosfera… e di qualcosa che subito mi è venuta in mente dopo l’articolo del primo dicembre di Angela… i film di natale… lo so che nell’educazione dei nostri figli la televisione dovrebbe essere periferica… i valori sono altri… ma come non ricordare con nostalgia quei momenti da piccoli dove le uniche 2 ore in cui non litigavo con il mio fratellino durante le vacanze di Natale era quando guardavamo rapiti i cartoni animati della Disney… che poi ogni anno erano sempre gli stessi… Aladin, La bella e la bestia, la Sirenetta, il re leone, Dumbo e Bambi.

Quando ero giovane ho sempre pensato che una cosa che avrei voluto fare con i miei figli durante il periodo di Natale sarebbe stata sederci sul pavimento e vedere insieme questi classici. 2 anni fa quando la mia pancia mi accompagnava mi sono ritrovata a vedere Bambi il giorno della vigilia di Natale e li giù lacrime e lacrime perché quello scricciolo che era nella mia pancia avrebbe condiviso con me quello che per anni era stato solo un sogno. Poi lo scorso Natale la mia piccola aveva otto mesi e certo non poteva capire la serenità del vedere un film o un cartone in tv ma io guardando lei ho capito che ogni Natale ora sarebbe stato unico speciale e gioioso, tutto sarebbe passato sotto gli occhi attenti e candidi della mia bimba.
Quest’anno riconosce Babbo (e anche io mi chiedo chi glielo ha fatto conoscere!) ma sono curiosa nel vedere le sue facce davanti a un bel cartone abbracciata a me mentre mi dice che mi ama “taato”. Già vedere la sua faccia stupita quando ha trovato l’albero di natale acceso in soggiorno dopo il sonnellino pomeridiano è stata una gioia. L’ha guardato per un tempo infinito mentre io la osservavo stupita. Ora si è abituata alla sua presenza ma è ancora in dubbio se con quelle palline può giocare a calcio o no. Il prossimo anno capirà sicuramente tante cose in più, farà l’asilo, reciterà la poesia, capirà una parte dei cartoni. ecco se è cosi magari Bambi a Natale lo evito, le faccio vedere Mulan che esprime tutta la forza e la tenacia di noi donne!

Ma oltre ai cartoni animati girando i canali dal primo dicembre in poi il tema è unico anche per i film quelli sdolcinati, pieni di neve e amore ambientati quasi sempre in America tipo “Miracolo sulla 34^ strada”, il “Grinch”, “Love Actually”, “L’amore non va in vacanza”, “Una poltrona per due”, il favoloso “Mamma ho perso l’aereo” anche quello condiviso con mio fratello che vedeva Kevin come il bambino perfetto da imitare (pensate mia madre com’era contenta!) e per finire “Nightmare before Christmas” condiviso con il mio fidanzato di allora, cioè mio marito, il padre del mio amore più grande dove un grande Renato Zero cantava: “Cos’è follia quell’alberello che sta li e io non so più perchè, perchè? lo coprono di luci colorate e poi di stelle ritagliate di sorrisi e di allegria io non capisco cosa sia! mi sembra gioia, sembra gioia o forse il sogno e’ già realtà. Chissà…”.

Sono tutti ricordi di Natali trascorsi e che non torneranno più, ma quelli che arriveranno saranno riempiti dai sorrisi dai gesti e dalle urla dei nostri bimbi e allora per una sera riuniamoci in famiglia, mettiamoci tutti insieme sul divano abbracciati, magari sotto una coperta e godiamoci il calore che può dare un film di Natale da vedere tutti insieme!

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Il pastore della meraviglia

Adoro l’arrivo del Natale, adoro le lucine, adoro il profumo nelle strade che cambia, adoro vedere il diverso passo della gente per le strade, adoro le recite che si fanno a scuola, adoro la novena che si fa in parrocchia.. ma più di tutto adoro osservare i pupi del Presepe. Il loro ordine non è mai casuale, ognuno è al suo posto ad “attendere” la nascita.. chi in maniera attiva, chi in maniera passiva.. chi addirittura dormendo. I miei  personaggi preferiti sono due: un pastore, da qualcuno chiamato “Pastore della Meraviglia” (per intenderci è quel pastore che ha la bocca aperta..e credo sia presente in tutti i presepi) e “Beniamino”, il pastorello che dorme, o meglio sogna.

      Questi due personaggi, da sempre hanno catturato la mia attenzione,sin da piccola, ma li ho amati quando, incuriosita, ho letto il libro “Il pastore della meravigliail romanzo del presepe, edizioni San Paolo, 2007“, di Gennaro Matino.                                                   

Questo libro in maniera piacevole e accattivante, narra la storia del presepe napoletano popolare, servendosi della narrazione che un vecchio fa ad un giovane. A Gennarino, è stato assegnato  come compito una ricerca sul presepe napoletano: su questo argomento nessuno, per  offrire spiegazioni, sembra più indicato del vecchio Peppeappassionato cultore del presepe e di tutto ciò che lo riguarda. Il vecchio non rinuncerebbe mai ad allestire il suo presepe a Natale. Un incontro davvero fortunato: un vecchio, con l’ansia di trasmettere, e un ragazzetto che, dapprima per necessità scolastica, poi per curiosità ed interesse crescente, vuole sapere. Il ragazzo aiuta “zio Peppe” a sistemare i “pastori” sul presepe e il vecchio, mano a mano, va spiegando la storia del presepe, presentando i personaggi, di cui rivela il significato simbolico. Si sofferma su due personaggi “chiave”, il “pastore della meraviglia” e“Benino”. Ed alla fine, si è quasi alla mezzanotte, per Gennarino la ricerca è passata in secondo piano, rispetto alla rivelazione di un mondo per lui del tutto nuovo. Andato lì a raccogliere notizie per un noiosissimo compito scolastico, si è lasciato prendere ed affascinare dalla storia vasta e complessa del presepe: alla fine, ha compreso che il presepe non è solo un più o meno artistico passatempo, ma è soprattutto l’espressione di una concezione del mondo, della vita.

A casa mia il presepe, dall’anno scorso, anno in cui ci siamo sposati, lo costruisce mio marito Giuseppe, si arma di legnetti e colla a caldo e via ..comincia la preparazione a settembre: lo cura nei piccoli dettagli.

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Ogni personaggio viene messo al suo posto. Dall’anno scorso lo scenario è cambiato, le botteghe sono cambiate, la capanna è cambiata. Io ho sistemato solo i due personaggi: mi ricordano tanto la vita. Quest’anno, infatti,  il nostro presepe ha un significato “speciale”: la capanna che attende la nascita di Gesù Bambino è “separata” dalla vita del paese..è su un’altura. Vicino, ma non troppo, vi è lui…il Pastore della Meraviglia: le braccia al cielo e la bocca spalancata.

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Lo stupore di chi, ancora una volta dopo tanti anni, riesce a rimanere a bocca aperta dinanzi alla grotta, davanti alla nascita di un bambino piccolo, davanti a quel Signore che, oggi come allora, nasce in un mondo povero non tanto economicamente quanto di sentimenti, in un mondo in cui i diritti vengono scambiati per piaceri, in un mondo in cui si muore non tanto di vecchiaia ma di malattie. Lo stupore di chi, come me e Giuseppe, riesce a far nascere di nuovo Gesù Bambino dopo un anno che ha stravolto le nostre vite facendo cadere quelle certezze che una giovane coppia a pochi mesi dal matrimonio aveva. Era quasi Natale l’anno scorso, quando la casa-famiglia per minori presso la quale da tanti anni lavoravamo entrambi (con un contratto indeterminato) ha chiuso mandando tutti a casa, senza un minimo segnale, un minimo campanellino d’allarme, un minimo preavviso. Era da pochi giorni trascorso Natale quando mio zio, già ammalato di tumore e operato diverse volte, si è sentito male, lasciando una moglie e due figli dopo qualche settimana. Era agosto quando il nonno di Giuseppe è uscito di casa come ogni mattina per andare a comprare il pane e non ha più fatto rientro, non ha lasciato tracce. E’  scomparso.. anzi, come dicono i vigili del fuoco, è “disperso”..come diciamo noi è sparito senza neanche darci una tomba sulla quale lasciare un fiore. Era settembre quando viene a mancare la mia nonna…Ed è dicembre: è nuovamente Natale. Tre persone care, con due delle  quali ho trascorso tutti e 28 i Natali della mia vita, non ci sono più. La mia mamma non farà i suoi soliti addobbi sempre bellissimi l’8 dicembre. Niente lucine, niente palline. Io e Giuseppe invece no. Da noi è tutto pronto. E’ stato un anno duro, ma voglio essere sotto la capanna a meravigliarmi ancora dell’immensità di questo mistero, che ogni anno mi da la possibilità di “ri- nascere” …nonostante tutto.                                                                                         20141206_182506

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Le pettole

di Massimo Cifarelli

Tra le varie storie e legende che colorano il Natale materano, ce n’è una che racconta di come è nata la tradizione di fare le “pettole”.

C’era una volta, negli antichi rioni Sassi, una donna che viveva in una tipica ‘casa grotta’. Una mattina di dicembre, come ogni settimana, si dedicò ad impastare il pane per la sua numerosa famiglia.

La sera precedente, aveva chiesto alla sua amica di vicinato Bruna,  di prestarle il lievito madre per poter impastare il pane, e lei gentilmente glielo aveva dato con la raccomandazione di trattarlo con cura.

Quella mattina, con il lievito, la semola rimacinata, il sale e l’acqua, la nostra massaia iniziò ad impastare il pane con grande impegno e molta fatica. Le sue mani con vigore affondavano nella pasta che piano piano prendeva consistenza e diventava sempre più compatta e liscia, fino a formare una grande massa profumata. L’ultimo gesto sulla pasta ormai pronta per essere  lasciata a riposare, fu un segno della croce affinché il pane potesse essere benedetto. Dopo aver avvolto la massa in un panno di cotone, la ripose sul letto matrimoniale, lì dove aveva dormito l’uomo perché il suo calore doveva far lievitare il pane. Più tardi sarebbe passato il garzone del forno a ritirare quel pane per cuocerlo.

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Improvvisamente la massaia sentì in lontananza delle voci in preghiera, con curiosità si affacciò sull’uscio della porta di casa e vide una lunga processione di fedeli. Decise di seguire la processione per un po’, e si allontanò da casa. Al suo ritorno, si rese conto che era passato troppo tempo da quando aveva lasciato il pane a lievitare e infatti quella massa era oramai inutilizzabile per fare il pane. Presa dallo sconforto, iniziò a piangere. Ad un tratto apparve un angelo che le suggerì di non gettare quella pasta perché poteva ancora essere utilizzata. L’angelo le disse di mettere sul fuoco un tegame con abbondante olio e non appena fosse diventato bollente, di immergervi piccoli ciuffi di pasta troppo cresciuta! Con enorme stupore la massaia vide che la pasta che oramai sembrava inutilizzabile, nell’olio bollente si gonfiava e si dorava come per miracolo in un ultimo sprazzo di vita, naquero così le “pettole”. Fu tantissima la gioia della massaia e ne parlò con tutto il suo vicinato. La ricetta che l’angelo le aveva dato si diffuse in modo straordinario, infatti in poco tempo tutti gli abitanti dei Sassi incominciarono a fare le pettole.

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Ancora oggi, nel periodo natalizio, nelle case dei materani si continuano a friggere pettole per rendere omaggio a quell’angelo.

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Ricetta per fare la neve artificiale home made

di Laura Giannatelli

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Per far divertire i bambini nei pomeriggi invernali ma anche per utilizzare questa neve artificiale per le decorazioni natalizie o per il presepe è sufficiente disporre in un catino o in una bacinella del bicarbonato di sodio e ricoprirlo con schiuma da barba.

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Potete far mescolare il tutto ai bimbi che saranno sicuramente sorpresi dalla consistenza particolare che ha il nostro miscuglio.

Potete utilzzare questa neve per fare teneri snowman, per decorazioni natalizie o per ricoprire di neve il vostro presepe.

Buon divertimento e Merry snowy Christmas!

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Una lettera dal Polo Nord…

Carissimo Nicolas Leon,

finalmente è arrivata anche la tua letterina! L’hanno trovata i miei elfi sotto i rami del tuo albero di Natale, proprio dove tu e la tua mamma l’avete lasciata l’altra notte.

Sono molto indaffarato in questo periodo, ma cerco sempre di ritagliarmi qualche minuto per rispondere ai bimbi che mi scrivono. Spero di riuscire a soddisfare tutti i tuoi desideri, ma ricorda che il regalo più grande è la felicità e la fortuna di avere una famiglia e degli amici che ti vogliano bene e che ti stiano sempre accanto.

So che sei un bravo bambino, anche se a volte fai qualche capriccio e qualche monelleria…ma, caro Nicolas, alla tua età è normale! Ricordo che anche la tua mamma e il tuo papà da piccoli combinavano qualche marachella! Il tuo papà non voleva mai rimettere i giochi a posto, mentre la tua mamma voleva guardare sempre i cartoni anche quando i grandi seguivano il telegiornale…

Dai sempre ascolto ai tuoi genitori: se ti chiedono di non fare qualcosa è solo per proteggerti, certo, ora a te può sembrare difficile da capire, ma sono sicuro che, quando sarai più grande, lo capirai benissimo. Ricorda sempre che la mamma e il papà ti vogliono un mondo di bene…è vero… li vedi spesso impegnati a seguire il tuo fratellino ma Marcos è piccolino, porta ancora il pannolino e non sa fare tutte le cose che tu fai da solo oramai da molto tempo. Proteggi sempre Marcos Ernesto e non fargli dispetti…per lui sei un eroe! I miei elfi, osservandovi dalla finestra, mi hanno detto che Marcos adora stare con te e che ride tantissimo quando tu giochi con lui…man mano che passerà il tempo, farete sempre più cose insieme, vi divertirete tantissimo e sarete un punto di riferimento l’uno per l’altro.

Conserva sempre la tua spontaneità, la tua curiosità e la tua allegria e continua a sognare di osservare le stelle disteso su un prato! Insegui con tenacia i tuoi sogni: per far avverare un desiderio, non basta esprimerlo e non dirlo a nessuno…ma bisogna impegnarsi per far sì che si avveri! I miei elfi ti hanno ascoltato qualche giorno fa, mentre parlavi con il tuo papà: gli hai chiesto se il cielo finisce o è infinito e poi ti sei risposto dicendo che “il cielo finisce dove ognuno vuole”…caro Nicolas, il tuo cielo è e sarà di sicuro infinito!

Continua a essere appassionato nei tuoi giochi, con i tuoi libri e i tuoi colori e quando fai sport.

Ricorda, ogni anno, di mettere da parte dei giochi e dei vestitini da regalare ai bambini meno fortunati e ricorda di condividere i giochi con i tuoi amichetti e con i cuginetti…devi sapere che un gioco condiviso raddoppia il suo potere magico perché porta allegria e felicità a più bambini!

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Ti auguro di trascorrere un Natale felice, gioca tanto, assaggia tanti cibi nuovi ma, mi raccomando, non esagerare con i taralli e con la cioccolata!

E adesso, caro il mio piccolo Nicolas, voglio chiederti un regalo…sì, proprio io, Babbo Natale, chiedo un regalo a un bambino. Devi sapere che i bambini, quando diventano ragazzi e poi uomini dimenticano Babbo Natale…questo è il regalo che ti chiedo…di conservare, anche quando sarai un uomo, un posticino per me nel tuo cuore!

Adesso devo salutarti,

BUON NATALE, PICCOLO NICOLAS!!!!!!!!!

 

 

 

Babbo Natale

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Le cartellate

Il post di oggi è interamente dedicato a Loro Signorie Magnificenti Le Cartellate, dolce tipico del nostro Natale materano. E che io ADORO!!! E apprezzate tutto questo lavoro che ho fatto: ho impiegato circa 3 ore per prepararle!! Anche se poi tocca a me mangiarle… e a voi NO!!! aaahahahaahahahahahahah 😀

Come si preparano?

INGREDIENTI:
500 gr di farina 0
3 tuorli
1 uovo intero
30 gr di zucchero
50 gr di burro
1 pizzico di sale
1 bicchiere di vino bianco o vermuth
1 cucchiaio di olio
olio per friggere

PREPARAZIONE:
Preparare l’impasto delle cartellate mescolando tutti gli ingredienti tranne il vino che viene aggiunto durante l’operazione per amalgamare il tutto. Lasciare riposare l’impasto per un quarto d’ora circa.

Preparare quindi la sfoglia, servendosi di un matterello o di una macchina per fare la pasta. Tagliare la sfoglia a striscette lunghe e con una larghezza di 2-3 cm. Ogni striscetta va “pizzicata” ad intervalli regolari e poi va arrotolata su se stessa in modo da formare una specie di rosa, attaccando i lati esterni tra di loro durante l’arrotolamento per evitare che la cartellata si apra durante la frittura. Lasciare riposare le cartellate per una ventina di minuti prima di friggerle in modo che si seccano un pochino.

Preparare una pentola con abbondante olio e farlo riscaldare. Ora le cartellate si possono friggere. Bastano un paio di minuti.

Potete tranquillamente prepararle anche qualche giorno prima di servirle. Basta lasciarle raffreddare bene e conservarle in un contenitore di latta. Quando bisogna portarle a tavola, si passa una spolverata di zucchero a velo e cannella tritata o un filo di miele con la codette colorata o un filo di vincotto.

Enjoy your meal!!

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