Archivio mensile:dicembre 2014

“E mò che ti regalo?” volume 2. Wishlist dell’ultimo minuto da Amazon e Google.

Come al solito arrivo al Natale in ritardo e a corto di idee, motivo per cui ho trascorso il weekend a farmi una cultura di giocattoli e altre diavolerie tra i best seller di Amazon. Se, come me, brancolate ancora nel buio.. provate a pensare a uno di questi 10 oggetti del desiderio, scelti per voi tra i più amati dalle mamme e i papà di tutto il mondo (o almeno quello che acquistano su Amazon..che guardando i numeri…sono quasi la stessa percentuale!) e raccolti secondo i tre “main trends” del momento (in parole povere: tecnologia come se piovesse, attenzione al sistema solare e sci-fiction, e naturalmente il nostro amato vintage!!)

Kids_XmasGift_2014

A TUTTO TECH_Oltre ai droni, indicati per figli con un minimo di senso della cura e del movimento (non si possono pilotare in casa, pena disastri), e agli iPad e tablet, che cerchiamo invano di tenere lontani dalla portata dei nostri bimbi tranne al ristorante, ecco apparire tra i bestsellers dell’anno alcuni fantastici gadet, a metà tra robotica e design. Tra tutti vi segnalo i seguenti:
– SMART ROBOT_ Con circa 60 dollari potete acquistare ai vostri ragazzi il più piccolo robot intelligente a disposizione, capace di muoversi e interagire su percorsi di carta stampata o su screen digitali. Pare che possa insegnare le basi del coding e della programmazione, che poi a me sembrano la stessa cosa, mentre ai vostri figli sembrerà solamente di “giocare”. Provare per credere.
Schermata 2014-12-14 alle 15.58.10– ZOOMER DINO– Se il vostro bambino porta George nel cuore, la risposta è Zoomer Dino. Salta, balla, si muove per la casa e riconosce ogni tuo movimento. Un perfetto compagno di giochi, è anche la star del momento: compare infatti tra i 10 giocattoli più cercati su google nell’ultimo mese (e se lo dicono loro..).
– RAINBOW IN MY ROOM  se per questioni di tempo o di luce (vedi milano) non potete ricorrere al buon vecchio prisma, questo proiettore di arcobaleni porterà via la pioggia in camera di vostro figlio con un solo clic!
– PASSWORD JOURNAL con questo diario 3.0 i  segreti della vostra bambina saranno protetti da un comando vocale.. per cui scordatevi le forzature dei lucchetti.. il parental control evidentemente esiste anche per loro! Bella idea di Mattel.
– SHOWCAM  A meno di 80 euro potete portarvi a casa questa splendida reflex digitale e proiettore di foto tutto in uno! L’affare, consigliato per bimbi dai 5 ai 7 anni, consente dopo ogni l’aggiunta di filtri simil-instagram e crea persino instant movie dinamici che si proiettano a muro. Non male!

TERRA E COSMO_Se non basta la pubblicità della Twingo che svirgola tra i pianeti, la nail art effetto “galaxy” e i leggings con le comete a farci pensare al rinnovato trend del “cosmo” e della scienza galattica, ci pensano le prossime uscite di film. Dal 2015 al 2017 sono infatti in arrivo ( o in riedizione) alcuni superbi colossal della sci-fiction come il Nuovo Episodio di Star Wars, Avatar II ed altri, ed ecco perché  parecchi genitori hanno inserito in wish-list i seguenti articoli:
Schermata 2014-12-14 alle 15.55.50– BREAK YOUR OWN GEODE  Che la sottoscritta sia ultimamente in fissa con i cristalli è vero, ma questo gioco retrò unisce magia e apprendimento in un colpo. A proposito, cosa rispondono i vostri figli se gli chiedete cos’è un geode?
– SPIROGRAPH KIT Se nessuno si era accorto del ritorno degli anni ‘70 ci pensa Spirograph Kit. Un autentico kit per disegnare spirali di ogni tipo, che ho deciso di regalare a… ME! (Certo lo userà anche Argentina!). Go Sacred Geometry, go!
– STOMP ROCKET  Tra i primi 100 gadget compaiono anche questi missili spaziali, che si illuminano al buio e possono arrivare a 400 piedi di altezza. Una valida alternativa ai bengala di Capodanno, specialmente se avete in casa dei fifoni.

VINTAGE REBOOT_Il filone del vintage prosegue in piena (tra eco-sostenibile e portafogli sempre più a secco) per cui con una quindicina d’euro vi potete salvare con dei set per la frutta in legno o spazzolini primi passi dalle forme più amorevoli (guardate queste foto!)


Ecco invece i due regali più ricercati in questo momento tra le girls, di cui potete naturalmente trovare, nel secondo caso, la versione economica in qualsiasi negozio di giocattoli suppongo:

– BARBIE DREAM’S HOUSE Segnalata anche tra i 10 giocattoli più googlati di novembre, al pari di Peppa Pig, ritroviamo la casa di barbie che tutte avevamo (o abbiamo sognato). 3 piani d’amore per meno 150 euro (e almeno alttettanti metri quadri in casa a disposizione.. )-

Schermata 2014-12-14 alle 16.07.04– MY FIRST PURSE Quando le v-logger come Zoella  hanno inventato il see trough facendo 3 milioni di visite a video, pensavano al gioco dello zainetto di Ambra a Non è La Rai oppure forse a noi mamme? Depredate da fazzoletti, pettini e specchi, finalmente possiamo trovare una sana via d’uscita regalando alle nostre pupe una replica intatta di ciò che andrebbe contenuto nella borsa della mamma.

Io personalmente ho scelto l’ultimo per la mia principessa.. Non vedo l’ora di filmarla che mostra la sua credit card rosa shocking al popolo della rete al grido di (ultima sua moda verbale) “Con questa vado in Califormiii” (=riuscite a indovinare dove?). 

Buon Natale MOMS e POMS!! 

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Babbo Natale, amico mio

E’ il giorno di Natale, siamo tutti li ad ascoltare vecchi brani con il nuovo giradischi-convertitoremmeppitre acquistato su amazon per l’occasione.
Le note di un romantico James Taylor riempiono la stanza. Le luci dell’albero addobbato e le fiamme del camino sembrano seguirne dolcemente la melodia.

Quasi dimenticato il fascino dell’ondeggiare armonioso di una puntina di diamante che scorre nel solco del vinile.
Io penso a quanto emozionante sia il suono sporco della polvere nei solchi e quanto meno calda sia la purezza digitale degli oltre quarantaquattromila campioni al secondo dei compact disc. Lei mi guarda e sembra dirmi: “Sei proprio un tecnico! Invece di osservare la neve fuori dalla finestra ti metti a conteggiare i byte.”

Si perché lei è capace di leggermi nella mente e stava per dirmelo, nel suo modo così spontaneo e diretto di parlarmi.
Ma proprio in quel momento mi accorgo che il bambino diventa triste all’improvviso, appena si rende conto che l’incantesimo della neve si è esaurito. – “Papà, papà non nevica più!”
E quando due occhi grandi e luminosi ti guardano in quel modo ed improvvisamente prendono a luccicare, quando specchiandoti in quegli occhi ti sembra di vedere te stesso quarant’anni prima, diciamocelo, ti senti davvero in colpa di non essere Dio e di non essere capace di comandare il cielo.
Per quegli occhi però tu sei un dio, come fai a deluderli? Come glielo spieghi che per quanto tu sia stato, anche se in minima parte, complice della creazione di una creatura così meravigliosa, ugualmente non hai il potere di far riprendere a nevicare?

Neanche il tempo di provare a dargli una risposta che succedono cose stranissime.
Il diamante, la puntina, per chissà quale oscuro motivo, varca un solco, e poi un’altro fino a saltarli tutti senza più nessuna esitazione.
Alla stessa stregua di un treno che esce fuori dal suo binario.
Io ne ho visti di treni, fin da piccolo ne rimanevo affascinato. Hanno ruote enormi i treni.
Le ruote dei treni hanno un taglio talmente ben definito che è impossibile che sfuggano alla direzione imposta dal binario, altrettanto ben tagliato e preciso nella forma. E poi tutto quel peso a schiacciarlo a terra. E’ impossibile che un treno deragli, che esca fuori dal binario Impensabile.
Eppure succede.
Succede che smette di nevicare all’improvviso. Succede che i treni deragliano. Succede che James Taylor ti scoreggia in faccia.

“Può capitare “ – le dico – “sono dischi un pò vecchi e consumati”.
E le lampadine dell’albero cominciano a scoppiare una dopo l’altra – le fiamme nel camino si affievoliscono in un attimo – lei che mi chiede con voce seriamente spaventata – “Amore ma che succede?”  – il bambino che piange – io che cerco di raggiungerlo per rassicurarlo – il pianto che diventa sempre più distante – la stanza che sembra allargarsi – le pareti che senti scomparire – il buio improvviso.
E io mi sento dannatamente solo.

Voce metallica – “Avvisiamo i signori viaggiatori che siamo in arrivo nella stazione di…ROMA TERMINI”

Cavolo stavo sognando. Ci risiamo. Di nuovo. Sempre quel sogno.
Sono nel solito Frecciargento per l’ennesima, noiosissima trasferta di lavoro.
Ma c’è di peggio. Ad aggravare la situazione c’è la festa bestiale. Oh! Oh! Oh!
Manco a dirlo la stazione Termini ha già il suo mega albero addobbato e la sua schiera di omini rosso-bianco-finto-obesi.
I negozi sono pieni di lucette, angioletti, pacchettini, nastrini, cotechini e manichini.
C’è crisi dicono. C’è recessione. Ma a Natale tutto scompare sotto una pesante coltre di ipocrisia opportunamente confezionata in carta riciclata e un fiocchettino di paglia.
Io vorrei solo andare in letargo e risvegliarmi intorno al dieci di gennaio.
Come ogni anno di questi tempi, puntuali come le tasse, gli stessi odiosissimi discorsi nella mente. L’ennesimo Natale. L’ennesimo anno che se ne va portandosi via speranze e sogni irrealizzati.

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Se cammini a testa bassa e hai la mente intasata di pensieri prima o poi vai a sbattere addosso a qualcosa. O a qualcuno.
Però che sfiga, proprio addosso ad un odiosissimo omino-rosso-bianco-finto-obeso dovevo finire?

– “Mi scusi!”
– “Nessun problema. Tutto bene?”
– “Si si, ero solo preso dai miei pensieri.”
– “Eh si ho notato. Birretta?”

Puoi essere cinico quanto vuoi, ma preso così alla sprovvista se Babbo Natale ti invita per una birra non puoi dire di no.
Un Babbo Natale un pò “sui generis” per la verità. Fumava la pipa e non è dato sapere che diavolo di tabacco ci mettesse dentro e gli facesse produrre quel fumo verdognolo (mi ricorda qualcuno!?!?!)
Accetto – “Andiamo, ma offro io!”
– “Ok, conosco un posto qui vicino”

Una birra, due, tre, un cicchettino, un’altra birra, un altro cicchettino.
Tante chiacchiere, considerazioni sulla vita come quelle che fanno i grandi amici che si conoscono da sempre.
E poi strani racconti su un sacchettino chiuso da un laccetto di cuoio, su delle pietre. Mah!
Credo di essere crollato su un divanetto del locale.
Lui sempre lì, mi fissava. Ad un certo punto tira fuori dalla tasca un foglio e prende a leggere con tono canzonatorio e un pò irritante:

Caro Babbo Natale
chi ti scrive è un bimbo un pò cresciuto.
Si lo so che hai da fare, ma sono quasi vent’anni che non ci sentiamo, quindi vedi di dedicarmi qualche minuto.
L’ultima volta il robot-trasformer-radiocomandato non me l’hai portato e te ne sei venuto con un maglione di lana.
Si era caldissimo, per carità, ma avevo 10 anni! E poi il maglione poteva comprarmelo pure mia madre, mica ci volevi tu!
A questo punto per farti perdonare, cerca di portarmi qualcosa di emozionante. Vedi tu, basta che non mi faccia aspettare troppo!

Avevo dimenticato quella lettera, scritta qualche tempo prima con un pennarello rosso su un thai balloon che aveva preso la via del cielo in direzione nord.
Sentirgli leggere la mia lettera mi fece sorridere. Il tono mi dava ancora un pò sui nervi, ma ero troppo stanco e annebbiato dall’alcool per protestare. Il resto non me lo ricordo più, sono passati diversi anni ormai.

– “AMORE??? AMORE???? SVEGLIATI!”
– “Yawnnnn! Eh? Si? Dimmi tesoro, cosa c’è?”
– “Amore! Le contrazioni! Mi sa che ci siamo!”
– “Si???! OK! Andiamo! Corriamo! La valigia! Le scarpe! Forse è meglio che mi tolga il pigiama!”
– “Stai tranquillo c’è tutto il tempo.”
– “Si lo so che c’è tempo, ho letto tanti libri, sono iscritto a MOM, ho pure la tessera, sono preparatissimo, sono tranquillissimo. DOVE SONO LE SCARPEEEEEE!”

Il 13 dicembre 2014 è nato Lorenzo. Assistere al parto è stata con assoluta certezza l’esperienza più incredibile che della mia vita.  Maria è stata grandiosa, una vera forza della natura, ma non avevo dubbi. Mia moglie è una roccia, lo dico sempre.
Ore di travaglio e poi succede tutto in un attimo. Tutto è frenetico, il bambino che viene messo a contatto con la mamma per pochi attimi, poi subito portato nell’altra stanza, io che faccio la spola tra mamma e figlio. MIO FIGLIO!
Mentre riempio di baci la mamma, lo sento piangere, corro da lui e si calma immediatamente nel sentire la mia voce.
Dopo tutte le ore passate vicino a quella pancia a raccontare storielle inventate sul momento, cavolate di qualsiasi tipo pur di avere la speranza e l’illusione che una volta venuto al mondo sapesse già chi sono, che ci sono, che sono lì pronto a rassicurarlo e a sostenerlo.
Lui si calma. Piango io questa volta.

Due giorni senza dormire e quasi senza mangiare, ma con talmente tanta gioia, tanta adrenalina in corpo che avrei potuto partecipare e vincere la maratona di New York.
Stanotte ho dormito a casa, sul divano con il cane. Mi sono addormentato guardando le foto del nostro miracolo. E ho sognato.

– “AMORE??? AMORE???? SVEGLIATI!”
– “Yawnnnn! Eh? Si? Dimmi tesoro, cosa c’è?”
– “Vi siete addormentati tutti e due. Dai è ora di aprire i regali, chiama Lorenzo!”
– “Ma nevica ancora?”
– “Si! Hai visto che bello? Senti, ci vorrebbe altra legna nel camino”
– “Certo ci penso io.”
– “Anche un pò di musica”
– “James Taylor?”
– “Si perfetto!”
– “Ok, prendo il pc, metto la musica e ne approfitto per inviare un e-mail”
– “Una mail adesso? A chi?”
– “No niente…un amico. Faccio subito”

Caro Babbo N.
sarò breve perché vado un pò di fretta.
Volevo dirti giusto due cose:
Innanzitutto grazie! Ce ne hai messo di tempo, ma mi hai regalato non una, un’infinità di grandi emozioni. Ho una famiglia splendida, Maria è una compagna di viaggio eccezionale, mio figlio è un bambino meraviglioso che continua a sorprendermi ogni giorno e Charlie ha imparato a fare i bisogni fuori.
Poi volevo sapere: nel pacco per Lorenzo hai messo il trenino elettrico? Non è che lo apre e trova un maglione? Ca tu si capasc!  (trad. Perché tu ne saresti capace!)

Speriamo bene.

N.

P.S.: Ah vedi che l’altra sera ho dimenticato di pagare il conto. Ci pensi tu?”

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Le vacanze di Natale della mamma materana “emigrata”

di Annalisa Galeota

Sta arrivando il giorno della partenza: il patato sta già abbandonando le sue O aperte per nuove parole, le cui finali resteranno sospese nel vuoto; mamma e papà contano i giorni che mancano, segnandoli con le pettole avanzate dall’Immacolata… insomma,Matera: stiamo arrivando!

La famiglia emigrata 2.0 e’ pronta ad affrontare un altro Natale nel luogo natìo; un altro Natale di pranzi senza fine, di caffè alle 18.30 nei bar del Centro, di chiacchiere e chiacchierate,di parenti e amici che riappaiono magicamente ogni 365 giorni.

Per affrontare tutto questo pero’, occorre una lunga preparazione psicofisica: si inizia più o meno il 20 agosto, preparando il “PPN” (Piano Pranzi Natalizi). Come durante una partita di Risiko, mamma e papà materani organizzano alla perfezione i luoghi e i tempi delle “mangiate festive”, affinché tutti i nonni godano in piena par condicio,della presenza del loro piccolo nipotino troppo a lungo lontano (non sia mai passi 30 secondi con qualcuno non geneticamente affiliato!).

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Poi si passa allo studio delle frasi di circostanza da usare quando, tutti, parenti/amici/vicini di casa/universomondo, si rivolgeranno alla mamma-materana-emigrata con affermazioni del tipo:

-” Mado’! Come sei sciupata!!”, immediatamente seguita da -” Mado’! Ti sei ingrassata!! Che aspetti il secondo?!?!” (Qui chiedo ufficialmente che mi venga spiegato come posso passare da essere Kate Moss a comprare abiti pre-maman in mezzo minuto!); o ancora -” Com’è ? Uscite da soli? È il bambino?” (e giù con 3/4 d’ora di solfa sulle mamme-milanesi-moderne!)

Tutto questo può far dubitare per una frazione di secondo se non valga la pena di usare i soldi del volo per una vacanza lontano da tutto e da tutti…ma si tratta solo una frazione di secondo.

Tanto dura il senso di paura che ogni rientro ha insito in se’.

Poi, il cuore materano che batte dentro di noi, ci riporta immediatamente alle passeggiate nel Corso e alla tenerezza del fare 2 metri ogni 20 minuti, tanta e’ la gente che sei felice di salutare.

Alle giocate a carte in qualche gelida tavernetta.

Al profumo della focaccia di Paoluccio alle 12.30 di una qualsiasi giornata di fine dicembre,quelle che, quando vuole, solo il cielo di Matera sa regalare.

Alla gioia di poter donare al nostro bambino un Natale almeno “simile” a tutti quelli meravigliosi che noi abbiamo vissuto nella nostra città’, avendolo già privato, a causa delle nostre scelte, dell’amorevole e perenne presenza della famiglia d’origine.

Ed ecco che, intanto che ci pensi, sei già a casa.

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Regalate libri per Natale

Buona Domenica

Mancano 11 giorni al Natale…siete ancora in giro per i regali? Spero che Babbo Natale si ricordi di portare libri per i vostri bimbi, i libri non costano molto e  non annoiano mai.

Oggi vi consiglio un bellissimo albo illustrato che io e la mia bambina leggiamo quasi tutte le sere da quando l’abbiamo scoperto.

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Il Gruffalò di Julia Donaldson e Scheffler

La storia racconta di un simpatico topolino che si aggira in un “bosco frondoso” e per difendersi dagli animali che vorrebbero catturarlo, inizia a raccontare di un fantomatico mostro: il Gruffalò!!!!

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Grazie alle descrizioni spaventose del Gruffalò che ha “zanne tremende, artigli affilati, e denti da mostro di bava bagnati”, il topolino riesce a mettere in fuga le bestie feroci che vorrebbero fargli del male.

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Loro scappano e lui li prende in giro perché “il Gruffalò è una bella menzogna“. Ma ad un certo punto… ecco che il topolino si ritrova davanti proprio lui… “Ma allora esiste il Gruffalò!!!

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E qui mi fermo perché svelerei troppo della storia.

Posso aggiungere che è un libro oramai diventato un classico della letteratura per l’infanzia. Ma cosa più importante, è un libro divertentissimo in rima, da leggere ad alta voce con i vostri cuccioli.

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Io e Letizia ridiamo come pazze facendo le facce buffe per mimare la mostruosità del Gruffalò e gareggiamo nel ripetere le battute che oramai conosciamo a memoria. E aggiungo che trovo sia un bel modo per esorcizzare l’idea del “Mostro” .

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In libreria trovate l’edizione uscita per i 15 anni dalla pubblicazione del libro che contiene anche un altro racconto, anche’esso meraviglioso: “Il Gruffalò e la sua piccolina

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C’è qualcuno tra voi che lo conosceva? Spero di sì, altrimenti mi auguro di avervi dato un utile suggerimento.

Buon Natale a voi e ai vostri piccoli lettori.

Marinella

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Il mio Natale

di Margherita Ninni

Quando penso al  Natale ho solo un’ immagine in mente: la mia famiglia!

Sì, perché sono esattamente 38 anni che passo la vigilia con i miei. Nessuno potrà farmi cambiare destinazione il 24 sera!

Si va a casa di mamma; chi c’è c’è…chi non c’è…pazienza.

Christmas Eve Dinner

Non me lo perderei per niente al mondo. E non per la cena. Il menù è fisso: spaghetti con sughetto alle vongole, pesce arrosto (gamberoni, orate , spigole e l’immancabile capitone), contorni di verdura varia, frutta.

Tutto ottimo e cucinato in perfetto stile pugliese .

Un’oretta di giochi …non la solita tombola,no no…noi giochiamo a tombolicchio,(per i dettagli consultatemi in privato), poi il solito giro a cucù e magari resta il tempo anche per un sette e mezzo veloce veloce.

Sembra tutto normale fin qui…invece in casa c’è una strana atmosfera…in attesa della mezzanotte.

Allora sì che inizia il mio Natale.

Sistemiamo sul tavolo spumante dolce, panettone e pandoro (che nessuno poi mangia) e cartellate con il vincotto e i puccedduzzi al miele che mamma prepara con tanto amore!

Seguiamo in diretta tv la nascita del bambinello… e a mezzanotte precisa a casa di mamma parte il suono melodioso del canto tradizionale…sembra un coro polifonico un po’ stonato…tutti noi che cantiamo “tu scendi dalle stelle”, e in fila indiana camminiamo per tutta la casa senza tralasciare alcuna stanza…tutte le luci sono accese!

Finchè eravamo solo noi era tutto ordinato. Ora siamo8 adulti e 5 bambini/nipotini!!!!!!

Ok finito il giro deve nascere Gesù …da noi nascono 5 gemelli!!!!!!!!!!

Christmas Crèche at St Albert's

Ogni bimbo ha in mano il suo piccolo Gesù bambino e dalla più grande (14 anni) alla più piccola (quasi 4), a turno fanno nascere ognuno il suo.  Una preghiera davanti alla grotta e di nuovo tutti in cucina…non proprio tutti in realtà!

All’appello manca sempre mio padre che da 38 anni non riesce mai a incontrare babbo natale che un po’ in ritardo (verso le 00:15) arriva a casa mia…non capisco perché lui non sia mai presente…mah 😉

E qui il delirio…il salotto è invaso da migliaia di regali…carte dappertutto, pacchi che ci sommergono, bustoni per le carte da buttare e bustoni con i regali da portare a casa….un tripudio di colori, di grazie, di ohhh esterefatti dei bambini e degli adulti….

Ma soprattutto, quando penso alla notte di Natale, ciò a cui non rinuncerei per niente al mondo è  la gioia negli occhi dei miei che dopo 40 anni di matrimonio vedono i loro figli felici e uniti, le loro rispettive famiglie altrettanto unite e felici, vedono i loro sacrifici di una vita dissolversi nel sorriso estasiato dei nipoti, vedo le loro mani stringersi come per dire: “ce l’abbiamo fatta!”.

Questo è il mio Natale!

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Aspettando Santa Lucia

di Monica Filippi

Come alcuni di voi sanno, io sono materana d’importazione, le mie origini sono Venete e precisamente di Verona.
Nella mia città vi è la tradizione di festeggiare Santa Lucia e per i bambini è come aspettare Babbo Natale.
Nel centro di Verona, in piazza Bra, viene allestita, nei giorni che precedono il 13, una grande fiera con bancarelle di dolciumi, giocattoli ed abbigliamento, e nella notte della vigilia si smantella tutto e si dice che la Santa si sia portata via tutto.

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La leggenda veronese narra che, agli inizi di dicembre del XIII secolo, si diffuse una epidemia che colpì gli occhi soprattutto dei bambini. Le mamme si rivolsero quindi con devozione a Santa Lucia, protettrice degli occhi e portatrice di luce, per chiedere la grazia della guarigione; come voto promisero un dono ai bimbi più poveri della città, da portare proprio il 13 dicembre.
Da allora ogni anno i bambini aspettano questa notte magica, in cui è d’obbligo andare a letto presto e non svegliarsi durante la notte, altrimenti la Santa metterà della cenere negli occhi.
Si dice che entri facendo un buco nel tetto e che provveda di gran fretta a richiuderlo dopo aver lasciato i suoi doni. Come ringraziamento i bambini mettono sul tavolo una ciotola con sale o fieno ed acqua per l’asinello, latte e biscotti (le frolle di Verona) per Lucia.

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Ma quel che io vorrei raccontarvi è il mio incontro con S. Lucia in carne ed ossa.
Avevo più o meno 4 anni quando la incontrai.
Era dalla mattina che dal soffitto di casa ogni tanto cadeva una pietrolina (confettini di zucchero detti “la ghiaia dell’Adige”) e si sentivano strani rumori provenire dal tetto.
Nel pomeriggio si fecero sempre più forti, la mia vicina, un po’ intimorita, portò da noi il nipotino, Michele, col quale giocavamo spesso a far le corse sul lungo corridoio di casa mia e scivolavamo di sedere contro la porta d’ingresso.
Stavamo correndo appunto nel corridoio, quando ad un certo punto sentimmo suonare il campanello della porta. Mia madre ci mandò ad aprire e….. sorpresa!!! Davanti a noi una signora un po’ strana.
Aveva una lunga gonna di lana a quadri, un cappotto pesante un po’ logoro, scarpe da uomo, uno scialle sulle spalle ed un fazzoletto sulla testa e grandi occhiali neri. E sulla schiena un sacco.
Io e Michele rimanemmo impietriti come due statuette del presepe, sulla soglia di casa, incapaci di parlare.
La signora posò l’enorme sacco e prese due doni, ce li consegnò, se lo rimise in spalla e si voltò. Il sacco era un po’ bucato e lasciava cadere sul pianerottolo mandarini, patate, noci, caramelle e ….sassolini!!!
Svanì nel nulla delle scale buie verso la soffitta, sentimmo sbattere la porta, un frastuono ed uno scampanellio.
Era ripartita a bordo del suo carretto trainato dall’asinello. In cucina i biscotti erano spariti e anche la paglia, che mia madre aveva preparato per la notte.
Ancora oggi a più di 35 anni di distanza, vado fiera di aver conosciuto veramente S. Lucia!!!!

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Calze e cucito!

Quest’anno la maestra di Chiara ha proposto a noi genitori una novità per Natale: un mercatino con prodotti realizzati dai nostri bambini dalla cui vendita saranno rimpinguate le esigue casse di sezione. Ha chiesto anche a noi genitori di contribuire con nostre realizzazioni e io ho pensato a queste calze della befana, realizzate con materiale da riciclo che ho trovato aprendo i cassetti e le ante dei miei armadi.

COSA OCCORRE

  • Tovaglioli di un servizio vecchio, meglio se dal decoro natalizio
  • Cotone doppio per il ricamo
  • Ago con cruna grossa
  • Forbici
  • Pennarello
  • Caramelle

COSA FARE

Per prima cosa occorre ritagliare la forma di una calza dal tovagliolo.

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La mia tecnica è stata quella di far in modo che un lato della calza sia già unito e ho fatto in modo che dal quadrato del tovagliolo potessi ricavare 4 calze, quindi a voi starà dare le giuste proporzioni alla vostra calza. E’ chiaro che se la dimensione del vostro tovagliolo fosse piccola, potreste ricavarne solo due. Sta al vostro gusto.

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Ho poi scritto con un pennarello il nome di un bambino e mi sono data al ricamo.

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In passato, una delle tante passioni che hanno attraversato la mia vita è stata proprio il ricamo: ho comprato una di quelle raccolte che si trovano in edicola e mi sono fatta l’intero abbonamento quindi quando si parla di punto erba, punto catenella, punto margherita, ecc., so perfettamente di cosa si sta parlando!

In questo blog ho trovato delle immagini esplicative del punto erba:

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Ho ricamato i nomi dei 17 bambini della classe di mia figlia su altrettante calze usando il punto erba, il più semplice.

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Quindi ho passato a macchina i lati aperti della calza e rifinito il bordo superiore all’uncinetto.

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Magari sono cose che non sono propriamente alla portata di tutte, ma se vi va di cimentarvi potreste sempre farvi aiutare da una mamma o una nonna. I miei sono solo spunti creativi. Molte di voi saprebbero fare di gran lunga meglio!

Buon avvento a tutte.

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