Il letto magico

Folletti

Quando ero piccolo avevo un letto magico.
Mi svegliavo al mattino ed era tutto disfatto, andavo a scuola e quando tornavo, magicamente lo ritrovavo tutto bello sistemato.
E’ una cosa che mi ha sempre lasciato di stucco. Ho provato a parlarne con qualcuno, ma nessuno mi ha mai creduto.
Per gli altri era diverso. Gli altri erano costretti a sistemarsi il letto per conto loro.
Il mio era magico.
Ma non c’era solo questo di magico a casa mia.
Il pranzo ad esempio: arrivavi a casa da scuola, oppure ti svegliavi la domenica mattina tardi, e trovavi una serie infinita di prelibatezze. Piatti di ogni tipo, bellissimi, buonissimi…altra magia.
Incredibile abitare in una casa magica! E poi sempre luccicante e splendente.
Credo ci fossero dei folletti o qualcosa del genere che si occupavano di sistemarmi il letto, di cucinare, di pulire. Non riesco a pensare ad altra soluzione.
L’unica persona che avrebbe potuto farlo era mia madre, ma lei già faceva mille lavori per riuscire a crescere da sola tre figli figuriamoci se avrebbe potuto trovare il tempo per sbrigare tutte queste faccende. I folletti, l’unica spiegazione.
C’è stato un momento in cui ho pensato che fosse merito di mia madre, in quel periodo quando l’ho vista in grado di fare doppi e tripli salti mortali in avanti e indietro.
In quel periodo ricordo che sarebbe dovuta andare alle olimpiadi, ma poi quel giorno mi venne la varicella e decise di rimanere a casa. Io tentai di dirle che a me ci avrebbero pensato i folletti, ma lei non volle fidarsi, chissà perché.
Eppure a casa facevano tutto loro. Mah…
Un giorno, all’improvviso, i folletti sono andati via. Chissà, forse ero diventato troppo grande, forse saranno stati chiamati a curare un’altra casa, a rendere magico il letto di qualcun altro.
Un pò stronzi però, proprio nel momento in cui c’era più bisogno di loro. Proprio quando mia madre si è ritrovata costretta in un letto, ormai muta, impotente, incosciente. Proprio in quel momento hanno deciso che era finito per me il tempo delle magie.
E’ stato difficile immaginare la mia vita senza di loro. E’ stato difficile ritrovarsi una una casa vuota, sentire quell’eco, quel rimbombo sordo partire dalle mura e penetrarti nel cuore.
E’ incredibile come non ci si renda conto del valore di certi gesti quando ci vengono donati in maniera gratuita e incondizionata.
Accade poi che per un motivo o per un altro ci vengano tolti e solo allora si realizza quanto importanti e indispensabili fossero.
Non facciamo l’errore di darli per scontato.
Se avete ancora i vostri bravi folletti che girano per casa, imparate ad apprezzarli perché non saranno lì per sempre.
Impariamo a dire grazie, ma non come lo diremmo al cameriere del pub che ci serve una birra.
Impariamo a dire un grazie che comprenda un sorriso, un abbraccio, una carezza, un bacio sulla fronte, un sincero “ti voglio bene”.
Facciamolo quando ancora ne abbiamo la possibilità. Ogni parola non detta, ogni gesto non compiuto, è un rimpianto tremendo che ci porteremo dentro per sempre.
Parlare ad una fotografia non è assolutamente la stessa cosa.
C’è una giornata dedicata alle nostre mamme. Che serva a noi per ricordarci che quella singola, unica persona speciale, e’ stata in grado di regalarci qualcosa di grande come solo la vita sa essere.
E ricordiamocelo anche il giorno dopo, e l’altro, e l’altro ancora.
Teniamo presente che una data per la giornata dei figli non è stata mai scelta perché le nostre mamme ci festeggiano tutti i giorni, da quando siamo nati.

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