D’amore e di libri

Qualcuno insegnerà ai nostri figli a leggere e loro leggeranno bene, con intensità espressiva magari. E i più chic utilizzeranno anche una buona dizione.

Ma sta sicuramente a noi renderli dei buoni lettori.

Come fare?

Di certo non basta regalare loro dei libri o, quel che è peggio, in età scolare, costringerli alla lettura. Credo che i nostri figli saranno dei buoni lettori se stringeranno sin dalla primissima infanzia un rapporto con i libri, vedendo noi leggere e familiarizzando con i libri quanto prima.

Fortunatamente, anche grazie al mio lavoro, i miei figli mi hanno sempre visto in compagnia di libri, a volte sovraccarica di libri. Ergo da subito hanno preso confidenza con loro e non solo con i libri per bambini.

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Il Leone, che ha già un’invidiabile biblioteca, è cresciuto giocando anche con i libri. Per lunghissimi periodi, pasteggiava accompagnandosi con ogni sorta di libro: dal libro adatto alla sua età, al libro indebitamente trafugato dal mio comodino o sgraffignato dalla libreria, al fumetto fino al libro di ricette…. Quando pranzava o cenava a casa dei miei, amava sfogliare –lo ricordo benissimo- un particolare numero de La Cucina Italiana, naturalmente attratto dalle fotografie delle pietanze e dai loro accattivanti colori. Ha sempre amato sfogliare libri e giornali e se mi chiede in regalo un libro, non riesco proprio a dirgli di no.

Pur essendo gelosa di particolari libri, anche in quanto oggetti, ho lasciato che i miei figli li maneggiassero proprio in quanto oggetti, come dei giocattoli. E infatti molto spesso i libri o i giornaletti fanno parte della scenografia dei giochi del Leone: libri che diventano case, capanne, scenari, nascondigli, mari…

Anche il Comandante sta creando il suo personale rapporto con la carta stampata: da “divoratore” – nel senso letterale del termine – di libri, adesso sta diventando un vero e proprio estimatore e dai gusti abbastanza raffinati…quando svuota il ripiano più basso della libreria che si trova in corridoio, mastica la Yoshimoto, allontana Bettelheim e dimostra di apprezzare le saporite pagine di Niccolò De Ruggieri e di Tacito.

Indirizzare i nostri figli alla lettura credo sia per loro un dono d’amore, un’opportunità. Perché leggere è una questione di umiltà: leggere è fidarsi di chi scrive –pur criticandolo, eventualmente -, leggere è affidarsi alla storia, all’esperienza, al vissuto di qualcuno che non conosceremo mai, ma di cui apprezzeremo le scelte o la fantasia. Leggere è saper tacere con rispetto. E’ saper ascoltare. Cosa rara e preziosa ai giorni nostri.

Ogni libro letto è il piolo di una scala che ci porterà in alto ma non in eterei e asettici salotti di dotti dove si parla l’intellettualese o dove la citazione dotta fa figo. Ogni libro porterà a un livello più alto della conoscenza e della consapevolezza di sé e dell’altro, del passato del mondo, del suo presente e del suo futuro.

Naturalmente non ci sogneremmo mai di leggere ai nostri piccoli libri “da grandi”. Ma perché non incuriosirli? Allora potremmo parlar loro di Cosimo di Rondò, il barone che visse sugli alberi, di un uomo bruttissimo e intelligentissimo vissuto in Grecia che, malgrado la sua insopportabile moglie, riusciva a trovare il tempo e la serenità di pensare alla libertà, alla conoscenza, al modo migliore di vivere con gli altri…o ancora potremmo raccontar loro del Signor Poirot, basso e tarchiatello, con il suo cappello nero calzato sempre sul capo che riusciva sempre a scoprire le macchinazioni dei cattivi…

E cerchiamo di non prendercela troppo se, nei loro giochi, i nostri pargoli ci rovinano un bel testo, perché un buon libro è un libro vissuto, con qualche pagina sgualcita o strappata, con note scritte con la penna verde e sottolineature, con macchie di birra o di cioccolata, di tisana o di lacrime.

E magari i nostri figli impareranno anche questo: potrà succedere che alcuni dei loro libri preferiti non saranno più riposti sulla loro libreria…li presteranno a un vecchio amore o a un caro amico senza mai più riaverli…ma poco male…

I libri migliori, quelli li portiamo dentro al cuore.

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7 pensieri su “D’amore e di libri

  1. MarisaMarisa

    Perché leggere è una questione di umiltà: leggere è fidarsi di chi scrive –pur criticandolo, eventualmente -, leggere è affidarsi alla storia, all’esperienza, al vissuto di qualcuno che non conosceremo mai, ma di cui apprezzeremo le scelte o la fantasia. Leggere è saper tacere con rispetto. E’ saper ascoltare.

    quanto mi piace!!!!!!!! Brava Valeria

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  2. mara

    ho i brividi, hai descritto scene di vita quotidiana, di condivisione, meraviglia e scoperte.Mi torna in mente Alice che mi chiede di leggerle “Lo schiaccianoci” fino allo sfinimento, che finge di leggere “Biancaneve” sapendolo ormai a memoria, che mi ruba Dostoevskij, io che le racconto di Santippe e del Barone rampante (pensa che emozione trovare gli stessi personaggi fra le tue righe) e infine Alice e Gaia fra le mie braccia davanti a un libro <3

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  3. Antonella

    Questo post mi è piaciuto tantissimo. Anche io adoro leggere ma a differenza di te sono un consulente informatico quindi mio figlio di due anni sa usare benissimo computer e tablet :). Purtroppo a causa dei tanti impegni giornalieri la lettura ormai sfida la resistenza al sonno della Sera. Nonostante questo ho cominciato con il mio bimbo un bellissimo percorso di lettura di fiabe che mi rende felice. Spero di riuscire a interessarti a lungo. Antonella

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