Il mio smartphone lo sa.

Provate a pensare: chi conosce la risposta a questi quesiti che vi propongo di seguito? Vedrete che inizialmente la cerchia è ampia, ma pian piano si restringe, poi ne traiamo le opportune riflessioni.

Come mi chiamo?

Come si chiamano i miei familiari?

Come si chiamano i miei amici?

Dove vivo?

Quanti anni ho?

Quanti anni ha mio figlio?

Che auto guido?

Che lavoro faccio?

Che scuola frequenta mio figlio?

Cosa farò oggi?

Dove mi trovo in questo istante?

Cosa farò domani?

A queste ne potrebbero seguire davvero tante, personalmente ho scoperto che ciascuna domanda trova risposta nel mio smartphone. LG G Flex review

Trovate i miei dati principali, dai contatti conoscete i miei familiari e miei amici, dall’agenda il mio lavoro, i miei impegni, e se sapete cercare scoprite pure che c’è la riunione alla scuola tal dei tali per mio figlio. E tra le cose più antipatiche, quella che mi sconcerta di più, c’è la possibilità di sapere dove mi trovo in questo preciso istante, ma soprattutto, con la localizzazione attiva lo faccio sapere a tutto il mondo. Si, magari a volte mi fa piacere far sapere a tutti che ho partecipato ad una certa manifestazione o che sono stata in un certo locale, ma per il resto della giornata non trovo piacevole sapere che qualcuno mi può localizzare.

È inevitabile pensare al pericolo che corriamo con l’uso di questi cellulari! Ovviamente penso che se lo perdessi e finisse nelle mani sbagliate saprebbero di me vita, morte e miracoli! Dalle mie ricerche su internet (basta scorrere la cronologia) alle mie conversazioni private. E questo è il minimo, perchè se le mani sono davvero cattive, e magari esperte, si rischia molto di più. Per esempio se affidi codici segreti e password al cellulare qualcuno si può intrufolare nella tua mail o nel tuo internet banking.

Immagine

E poi ci sono le riflessioni sulla privacy di immagini e video che conserviamo sul cellulare. Quanto sono private? Quanto ne siamo gelosi? Se metti una foto su facebook, sai che sarà vista da tutti, oppure imposti la privacy in modo che sia visibile da pochi prescelti, ma se perdi il telefono tutte le tue foto diventano improvvisamente private, chi lo trova vedrà tutti i tuoi momenti personali.

Al rischio accidentale, che può essere la perdita dello smartphone o anche il furto dello stesso, aggiungerei un rischio a cui spesso non pensiamo, legato all’uso della messaggeria gratuita di whatsapp o simili: quanto siamo davvero consapevoli che le nostre conversazioni sono tutte memorizzate dal server? Sappiamo che sono oggetto di studi di mercato? E se un giorno fossero usate per fini fraudolenti.

Personalmente mi fa più comodo non pensare a tutti questi pericoli, non sarei in grado di fare a meno della tecnologia di uno smartphone, ma evito di affidargli informazioni troppo personali e cerco di seguire alcune precauzioni che sono ben illustrate in questa pagina del “garante della privacy”:http://www.garanteprivacy.it/fattismart . E per tranquillizzarvi un pochino vi racconto la mia bella e fortunatissima esperienza: un paio di anni fa, torno a casa dopo aver fatto la spesa all’ipermercato; scese tutte le buste mi rendo conto di non avere la borsa, ovviamente dentro c’era anche il cellulare. Potete immaginare il panico! Telefono al centro commerciale, racconto il fatto e: “signora non si preoccupi, la sua borsa è al sicuro nel punto informazioni, una famiglia l’ha ritrovata nel parcheggio su un carrello e ce l’ha consegnata”. Io farei un mausoleo a queste persone! Questa storia mi aiuta a credere che le mani non sono sempre cattive, specie a Matera!

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