Veglie

Qualcuno un giorno ha detto che “amore è restare tutta la notte svegli con un bimbo ammalato o con un adulto molto in salute”. Oggi commenterei la prima, ricordando gli ultimi episodi di influenza dei miei pargoli.

Quando il Leone ha la febbre, accorgersene è facilissimo non solo dall’occhione languido ma anche perché parla con insolita velocità…ed ecco che dopo una lunga assenza, puntuale come una visita non gradita, la febbre si presenta in un torrido venerdì d’estate.

Una febbre intensa, alta, con il suo carico di sudore e pallore sul viso paffuto del Leone, ridotto a micino gnaulante ma comunque logorroico…comincia così la lotta per le medicine e lui preferisce addirittura la supposta allo sciroppo…

Antipiretico somministrato ma la temperatura non accenna a scendere…chiedo consigli alla nonna, ad altre mamme, mi inoltro nel mare magnum di internet… altro antipiretico, le ore passano, è ormai notte fonda e la temperatura non scende…chiamo in Pediatria. La voce giovane e decisa della pediatra di turno mi illumina sull’errore da pivellina…e sì, il Leone è cresciuto, ormai viaggia verso i 25 Kg…ci vuole l’antipiretico per bimbi grandi, ormai…

E fu così, che in una torrida notte d’estate, il papi s’incamminò verso la parte opposta della città per comperare l’antipiretico per bimbi grandi, mentre nel frattempo, per far scendere la temperatura, la mamma si dà alle spugnature: fazzoletti bagnati sulla fronte, polsi, ginocchia e caviglie: “Vedi…sono qui con te…” “Sì ma sei cattiva perché mi fai fastidio con questi stracci freddi”…

Verso le quattro del mattino il pupo dorme. Ci prova anche la mamma..pur essendo sicura che…ecco la culletta che dondola… e il piccolo Comandante è pronto per la sua dose di coccole e per la sua poppata dell’alba…

Il Comandante invece ha avuto la sua prima febbre a tre mesi, a gennaio…è passato indenne alla bufera natalizia, quando la casa dei nonni brulicava di bambini e di adulti raffreddati e febbricitanti e accanto al televisore facevano bella mostra sciroppi, antibiotici, cortisonici, antipiretici mentre a intervalli regolari, si udiva costante il ronzio dell’apparecchio per l’aerosol… Ma una notte –naturalmente!- di metà gennaio, mi accorsi che il Comandante era particolarmente giù di tono…e caldo… Abbiamo passato tutta la notte sul divano..mamma seduta, piedi sul tavolino, bebè accoccolato al seno, cercando calore e conforto tra le mie braccia. Ricordo di non aver dormito un attimo ma in compenso ho guardato una bellissima commedia francese, qualche televendita, ho scoperto che i cartoni animati non vanno mai a nanna ma soprattutto ho dato al mio piccolo tutti gli abbracci e i bacetti di cui aveva bisogno.

Amore è restare tutta la notte svegli con un bimbo ammalato o con un adulto molto in salute…della seconda ne parleremo un’altra volta…

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