La notte prima del salto nel buio

de Il Duca d’Auge

Il tuo grembiulino rosa appeso all’anta dell’armadio.

Lo zainetto che hai preparato con tua madre, con la merenda per domani.

Il silenzio della notte, amplificato da questi tuoni paurosi. Tuo fratello che dorme.

La pace mentre fuori c’è la tempesta. Per me è sempre stata una notte lunga, quella prima del primo giorno di scuola.

E’ sempre stato un passo troppo grande, quello di crescere.

Un passo compiuto sempre in modo inconsapevole: varcare la soglia di un posto che plasmerà lentamente progressivamente ed inevitabilmente il tuo essere restituendolo migliore, e peggiore allo stesso tempo.

Ora, pare che sia giusto crescere. Addirittura pare sia bello, nella sua inevitabilità. E che si fanno nuovi amici e si imparano nuove cose e che ci si diverte.

Balle.

Ora, vorrei trovare le parole per dirti che io tutto questo – nel profondo – vorrei potertelo evitare. Che il primo giorno di scuola fa schifo a tutti. Maestri, genitori e bambini. Che il cambiamento è amaro da ingoiare per tutti.

Come posso spiegarti in modo semplice che crescere è una fregatura?

Vorrei solo giocare con te senza pensare al domani e come sappiamo fare noi ed andare al mare nuotare nell’acqua alta e bere un’aranciata con due cannucce e sentirti ancora dire che sono il papà più bello e buono e bravo ed intelligente del mondo. Si, ed il più forte.

Ma – sia io che te – dobbiamo camminare ognuno con le proprie gambe e cadere e imparare a rialzarci.

Quando ero piccolo non trovavo mai le parole quando dovevo scrivere cosa provavo. Forse in fondo non le ho mai trovate, e non le trovo neanche oggi.

Ma ho una scusa. Quel grembiulino rosa appeso all’anta dell’armadio mi ha dato un pugno allo stomaco e mi ha tolto il respiro.

E’ meglio che ti accompagni tua madre domani.

Non dimenticare lo zainetto con la merenda.

I tuoi taralli preferiti.

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6 pensieri su “La notte prima del salto nel buio

  1. Marienza

    questa volta invece di farmi sorridere mi hai fatto scendere una lacrima(forse più di una!)quanto è dannatamente vero quello che hai scritto?e a me nn spetta quest’anno ma il prossimo….pensa tu…

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  2. Stefania

    hai proprio ragione: non c’è niente di divertente, di romantico, di emozionante in quel grembiulino appeso all’anta dell’armadio. E’ solo un pugno nello stomaco.

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  3. renata

    anch’io ho sempre sorriso leggendo i tuoi racconti e questa volta aimè la lacrimuccia ci stà tutta!! comunque ancora una volta hai descritto con minuziosa verità!! bravo

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