Archivio mensile:luglio 2014

Metaponto 2019

La capitale mondiale della decadenza – de Il Duca d’Auge

La candidatura è stata fortemente voluta soprattutto dopo gli effetti devastanti del punteruolo rosso, dei ladri di cancelli e gli ultimi allagamenti.

Certo anche senza questi elementi il sogno di Metaponto 2019 si sarebbe potuto tentare, ma adesso si hanno davvero le carte in regola per una vittoria.

La nomina non è scontata vista la presenza in short list di luoghi come Mostar, Beirut e Tripoli, ma va detto che dalla nostra c’è il fatto che noi siamo autentici: Metaponto sta cadendo a pezzi senza aver subito alcun bombardamento.

Mica è facile generare una capitale della decadenza con la sola noncuranza. Di questo ci si dovrà ricordare al momento della nomina.

Ho visto due turisti giapponesi che fotografavano il Bar Ristorante Self Service Lido sul lungomare, reperto di decadenza ormai giustamente transennato per proteggerlo da potenziali ristrutturazioni. Alcuni mattoni caduti sono anche stati portati al British Museum ed apposti accanto alla stele di rosetta.

I venditori ambulanti si sono quasi dimezzati. Uno lamentava: “tanto non c’è nessuno – conviene andare altrove”. E che dire delle giostrine nella piazza centrale che hanno la capacità di ricordare l’infanzia, in quanto sono sempre le stesse (non in senso figurato) da 30 anni.

Per ogni casa abitata ce ne sono 3 disabitate con i cartelli “affittasi” e “vendesi”.

Non è facile, ma ci stiamo riuscendo!

La chiusura dell’Area Picnic è un bel segnale che si sta sostenendo con forza la candidatura! Che brutta cosa che era: un locale all’aperto e per giunta frequentato. Meglio adesso, un richiamo ai deserti dell’Arizona.

Ripeto il sogno Metaponto 2019 ha bisogno di queste cose.

Della desolazione della piazza di ‘Non tutto ma di tutto’, del centro del commercio alla fine del viale, con le sue caratteristiche piante nell’asfalto, le saracinesche abbassate e le opere murarie incompiute.

Un camioncino di prodotti di panetteria di Altamura si è fermato per vendere pane e biscotti all’ingresso di Metaponto. Un bel tavolino invitante ed una insegna sul furgoncino tutta colorata. Che obbrobrio! Per fortuna è stato scacciato dai mercanti locali.

Noi intendiamo difendere il sogno Metaponto 2019: costruire la decadenza è un processo lento e meticoloso. Non riuscirete a fermarci.

Per fortuna le voragini sull’asfalto si stanno riaprendo ed i cassonetti per la differenziata non vengono svuotati da inizio stagione.

Rimangono tuttavia due spunti di riflessione. In merito ai lidi ho notato un timido tentativo di ammodernamento delle strutture rispetto allo scorso anno. Ciò ci penalizza! Spero che si segua il buonsenso e si riprenda la pratica dell’abbandono per i prossimi 5 anni, in modo da farsi trovare in splendida forma per il 2019.

In merito ai frangiflutti: ok che potrebbero tutelare il litorale, ma con la devastazione della costa come faremo? Mi si faceva notare che la visione della chiatta per l’installazione dei frangiflutti contribuiva alla decadenza generale del posto, ma non si sapeva aspettare il 2019 per metterla in opera?

Va detto che non si può pretendere che la amministrazione ed il comitato sostenitore di Metaponto 2019 non compiano alcuni piccoli errori.

Forse con la peste ed una invasione di cavallette, la partita potrà dichiararsi definitivamente chiusa ed il sogno Metaponto 2019 Capitale Mondiale della Decadenza sarà realtà. Impegnamoci tutti. Con un piccolo gesto possiamo contribuire. Una carta gelato buttata per terra, un vetro rotto, una scorza di anguria su un muretto.

Rome wasn’t built in a day.

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i maggiori

Gaia sta crescendo ha 7 anni ma lei da quando è nata ha sempre avuto + 50 quindi ora 57 anni, fa discorsi da danna vissuta da quando ha cominciato a parlare. Danilo ha 5 anni, si lo so che si portano poco più di 2 anni ma tra loro c’è l’abisso! Giocano un pochino insieme se sono soli cioè Gaia starebbe volentieri senza di lui ma Danilo è completamente dipendente da lei!
Sabato ha fatto amicizia con due bambine più grandi di lei e si erano accordate per andare al parchetto con i giochi insieme. Mi ha chiesto il permesso e io sono stata contenta di acconsentire perché lei è sì molto sociale, ma resta sempre un po’ bloccata con i suoi amici storici e quindi il fatto che amplia le sue amicizie mi fa tanto piacere, poi comunque eravamo in un posto dove tutto è sotto controllo! Lei ovviamente si scoccia a portarsi dietro questo “bamboccio”, io sono sorella maggiore e la capisco perfettamente!

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In inverno cerco di dividere i bambini il più possibile nel senso che già a scuola sono separati, poi attività fisiche separate e soprattutto quando qualcuno deve andare da un amichetto/a la maggior parte delle volta l’altro non c’è. Io sono per ognuno deve fare le proprie esperienze perché mia sorella (hiihihhihiih scusa katia) mi rompeva in continuazione quando eravamo piccole, lei diceva sempre “pule io!!!!!” ora non potrei fare a meno di lei!
Tornando a sabato, Gaia era contentissima di andare a 200 mt da noi tutta sola con le sue amiche, mentre Danilo era disperatoooooo! In lacrime “Mamma fammi andare, Gaia mi lascia sola, non mi vuole” parole strazianti da fratello disperato che viene abbandonato!!!! I genitori non primogeniti, tipo mio marito, specie alla “prima volta” ne è uscito sconvolto voleva costringere Gaia a non “escludere” Danilo … ma io forte della mia esperienza già immaginavo le tre “ochettine” belle belle che parlavano tra di loro (non mi viene in mente di cosa si possa discorrere a 7/10 anni)

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e un bamboccio sporco e sudato che corre intorno e si arrampica a ogni palo/rete/fune che trova!

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nooooooooo dopo un’ora di pianto e urla riesco a far ragionare il minore e la maggiore tutta felice corre a “prepararsi”. Si lava, si cambia e si mette una borsettina a tracollo esce a chiamare la sua amichette, un paio di portoni più sotto e viaaaaaaaaaaa!
Dopo manco un quarto d’ora rincasa “Mamma non esciamo più!”

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comeeeeeee dopo tutto sto casinoooooo no vabbè … sto calma! la terza bambina non era in casa e quindi tutto il programma era saltato! Passano la serata in casa a dipingere mentre noi accompagniamo Danilo al parchetto e lì c’è un bel gruppetto di maschietti incalliti che si arrampica ovunque e gioca a pallone … Danilo si diverte tantissimo!
Come è difficile fare i genitori, purtroppo non puoi esulare dal tuo vissuto, torna, le tue esperienze negative o positive non puoi non rigettarle sui tuoi figli.
Ma tanto nella mia esperienza di mamma ormai da 7 anni una cosa mi è veramente chiara:
“COME LA FAI LA FAI … SBAGLI!!!!”

W LE MOM

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50 carte

di Tiziana Paradiso

Io ne ho 50! Una marea di tessere coloratissime… Se fossero carte di credito sarei ricchissima… E invece sono le tessere fedeltà! Ne abbiamo tutti almeno una decina.

Foto di gosheshe

Ormai entri in un negozio e pur di avere un briciolo di sconto ti fidelizzi… Ci sono quelle che ti danno diritto ad uno sconto immediato, le migliori direi, meglio uno sputo di sconto oggi che una gallina domani. Poi ci sono quelle che ti danno lo sconto dopo aver raccolto una quantità infinita di punti, che dopo esserti iscritto alla raccolta ti chiedi: ma quando spenderó mille euro in questo negozio? ( e fai le corna perchè è una farmacia) e magari ti ci sei trovato per caso lì, mentre sei in vacanza, e non hai saputo dir di no alla commessa… Per non parlare delle raccolte punti… Alla fine ti ritrovi sempre a prendere i soliti caccosissimi bicchieri, e non hai mai tanti punti per prenderne più di sei!

Non so quanto tempo fa ho iniziato a non avere più spazio nei taschini del portafogli: era sempre colmo straboccante, esplosivo. Così ho comprato il porta tessere, ma poi si è riempito anche quello e ho cominciato a usare il raccoglitore a modi fronte retro… Ad un certo punto mi sono anche illusa di poter usare una app che memorizza i codici a barre delle tessere, ma ovviamente non tutti i negozi la accettano… E allora mi ritrovo sempre al supermercato con la coda chilometrica che mi guarda storto perchè non trovo la tessera giusta, allora mi ricordo che all’ultima spesa fatta l’ho usata e messa al posto sbagliato! Ma ad oggi mi rifiuto di fare la tessera della coop, non riesco ad accettare di pagare per averla, si lo so, si diventa soci, ma non ci riesco proprio!

Ma io mi chiedo come sia possibile che nell’era digitale non abbiano trovato il modo per non doverti portare dietro tremila tesserine, che ne so: un lettore di impronte digitali o semplicemente potrebbero memorizzare i tuoi dati e riconoscerti senza codice a barre. O forse era meglio quando i punti si raccoglievano a bollini e gli sconti si ottenevano con la frase magica: “e lo sconto non me lo fai? “Eddddaiii” che veniamo sempre da te!”

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trova le differenze..

Torno or ora da un viaggio speciale, e non tanto perché fosse il mio viaggio di nozze, quanto piuttosto per i posti magici che ho visitato.

Da antropologa autoproclamata quale sono ho avuto modo di osservare usi modi e costumi delle mamme con i propri figli non appena varcato il confine delle Alpi. Voglio già premettere che io non sono una mamma apprensiva-ossessiva-compulsiva. Almeno tale mi reputavo fin quando non mi sono confrontata con le mamme nordiche.

Appena arrivata in Scandinavia ho constatato  che il tempo era tutto sommato buono, eccetto il vento e la temperatura a tratti non altissima. Interrogatami su come vestire mia figlia, ho stabilito che la cipolla era  quello che faceva al caso nostro. Ecco, sbagliato! Le mamme scandinave non si pongono questi quesiti. C’è il sole? Tutti in giro senza niente addosso. Facile.

E quindi parchi strapieni di bambini scalzi, senza maglietta, a mollo nelle fontane. Il colmo della nostra abissale differenza l’abbiamo raggiunto sulla nave da Copenhagen a Oslo. Partenza ore 16. Noi ancora eravamo in giro a cercare la stanza con le valigie addosso che già vedevamo scorrazzare bambini nudi alla ricerca di qualcosa. Ho mollato mia figlia al padre e sono andata con i bimbi sapendo che avrei trovato una sorpresa. Ed infatti.. tre piscine cioè tre bagnarole sul ponte del 10 piano già strapiene di bambini nordici che nuotavano in 50 cm d’acqua. Non era tanto il freddone che faceva. Quanto il vento assurdo che un nostro bambino con i capelli ammiddati, senza cappellino ecc. già stava a letto con l’otite. Invece loro niente, manco un brivido, manco un lamento. Dai neonati agli adolescenti tutti a mollo. Mia figlia, arrivata in un secondo momento, alla vista di questo spettacolo ha cominciato a supplicarmi di toglierle il jeans e la maglietta e i calzini e le scarpe per farla tuffare in acqua. “Madonna no a mamma, il viaggio è appena iniziato, ti ammalerai sicuro”. le mamme nordiche mi guardavano come se fossi pazza. Mio marito in crisi d’identità, io peggio. Tutto questo mentre il vento ci strappava i capelli e io mi ero già infilata la giacchetta. Ho resistito sulla mia posizione del no. Da brava mamma terrona. Ma sono diventata lo zimbello della nave e dei nordici tutti.

Da quel momento in poi non ho fatto altro che osservare le differenze tra me e le altre interrogandomi continuamente se sbagliassi io o loro. Cioè neonati solo col pannetto in un pomeriggio ventoso di circa 20 gradi, senza calzini, senza cappellino, senza niente. E mia figlia sempre jeans, maglietta, cappellino, calzini e scarpe e a volte anche giacca. Una tra noi avrà certamente esagerato però la cosa bella è che ognuna di noi  ha agito solo per fare il bene del proprio figlio.

Da questo viaggio non ho imparato a spogliare mia figlia quando non lo ritengo opportuno, però ho osservato che i bimbi lasciati liberi di scorrazzare nei prati e sguazzare nelle piscine e nelle fontane senza nessuna mamma che gli gridi dietro che ha mangiato e non si può fare il bagno, che si deve mettere la giacca, che deve ritirarsi, che se si tuffa nella fontana viene la polizia e lo arresta e altre menate del genere, ecco forse quei bimbi crescono veramente più  liberi e più indipendenti dei nostri. Ma questa è solo una mia teoria…

CIAO MAMME!

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questa è la mia festa!

la città è ancora in fermento, è da poco passata la festa della Bruna ed è ancora tutto in festa! Questa festa è molto particolare o la ami o la odi, non può esserti indifferente o “si mi faccio un giro”!
La cittadinanza si divide in due chi la detesta e quindi approfitta di questo giorno di festa per andare al mare e chi invece la vive a pieno, la assapora da mattina a sera.
Il caos, il traffico, il parcheggio, la calca, il caldo … molta gente odia tutto questo movimento anche perché i problemi principali della città quelli che affrontiamo tutti i giorni in questi giorni si moltiplicano esponenzialmente perché alla Bruna escono tuttiiiiiii!
A me personalmente piace da morire! Mi piace tutto della festa! Mi piace l’aria di festa, le “luminarie”, mi piacciono le ggggiostre, i paninari, le bancarelleeeeeee, il mercato!!!! Mi piace il carro che in particolare quest’anno è uno spettacolo!

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e poi c’è LEI bellissima, così austera, LA MADONNA DELLA BRUNA! io sento di aver avuto la più grande grazia da Lei e le sono molto riconoscente per questo!

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Che bello passeggiare sotto questo trionfo di luci!

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e poi alle bancarelle ci sono gli ambulanti quelli col microfono che ti propongono cose assurde, ogni anno una cosa nuova e assurda … ma indispensabile per la tua casa/vita, un anno la scopa quella rotante che si strizza senza farti bagnare le mani, un altro anno l’affetta verdure che affetta in mille modi senza che ti tagli le dita, questo è l’anno del beccuccio che ti fa uscire il succo da qualsiasi agrume e del lavavetri con calamita che insapona, sciacqua e asciuga il vetro da dentro e da fuori contemporaneamente … ma come ho fatto a vivere senza!!!!
Che bello che cominci a piedi dal centro e arrivi addirittura a PICCIANELLO … via del Corso, Via XX Settembre, Via Annunziatella, Via Rosselli … Piccianello!!!! Egghia!!!! E sto percorso te lo fai da quando arrivano le bancarelle a quando vanno via, tutte le sere! E poi il 2 luglio, la mattina tutti in centro per la sfilata dei cavalli! e poi il pomeriggio percorso al contrario a partire da Piccianello fino a Via del Corso! Con il generale che al suono della tromba esalta gli animi e esplode tutto in un applauso sentito che parte dallo stomaco!
Poi ci sono le leggende sulla Madonna della Bruna (ecco la fonte)

Una di queste narra di una ragazza sconosciuta, apparsa ad un lavoratore della terra al rientro verso la città di Matera. La fanciulla chiese al buon uomo un passaggio sul suo carro e questi, dopo averla accompagnata fino alle porte della città, nei pressi della chiesetta di Piccianello, la vide trasformarsi in statua. La Vergine salutò quindi l’incredulo contadino sussurrandogli queste parole: “così, su un carro addobbato, voglio entrare ogni anno nella mia città”. Una seconda leggenda sul perché della distruzione del Carro trionfale, narra invece di un probabile assalto dei saraceni. I materani, per scongiurare il pericolo che le icone della loro profonda devozione e venerazione cadessero nelle mani degli aggressori, distrussero loro per primi il carro, evitandone il saccheggio. La terza leggenda racconta invece che il Conte Tramontano, signore di Matera, abbia promesso alla cittadinanza di Matera tutto il necessario per lo svolgimento della Festa in onore della Santa patrona, persino un carro nuovo ogni anno. I materani per mettere alla prova il mal sopportato tiranno, assaltarono il Carro trionfale costringendo il Conte a mantenere la promessa fatta.

Poi la misteriosa leggenda delle due statue di cui non ho trovato fonte ma mio nonno ci raccontava che la Madonna della Bruna aveva paura ad andare sul carro e arrivava sempre pallida e piangente e allora fu fatta “la sorella”, diceva lui, che poi è la statua che viene portata sul carro! (se qualcuno ha maggiori notizie ci racconti)

Parlando sempre dei concittadini, perché i forestieri questa festa non la capiscono proprio, molti credono che sia “grezza” io invece credo che non esista al mondo una festa più carica di arte di questa. A partire dai cavalli che sono bellissimi già di loro, poi con quelle criniere acconciate, lo so che poverini passano una giornata difficile, ma vi posso assicurare che sono assistiti per tutto il percorso, perché a Matera il cavallo è venerato e amato! Poi ci sono i cavalieri sotto le corazze molto pittoresche sembrano dei dipinti, la nostra Madonna che è un’opera d’arte e dulcis in fundo il carro così maestoso, un’opera d’arte che si rinnova ogni anno ed è sempre bellissimo!

E’ bello assaporare le vibrazioni di una piazza gremita di gente che è in ansia con la speranza che lo strazzo avvenga in centro!!!

SPERO CHE ANCHE VOI VI SIATE DIVERTITI!!!

Quest’anno in particolare, in quest’aria di festa, faccio gli auguri alla mia collega di questa sezione  ANGELA che oggi SI SPOSAAAAAAA … auguri cara divertiti e la prox settimana ci racconti come è andata!!!!!!!

W LE MOM!

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