veglia di una notte di mezza estate

Sono le 5 di mattina e sono già sveglia da 15 minuti. Lo so con esattezza perché le campane di non so quale chiesa d’estate, con le finestre aperte, suonano ogni quarto d’ora con gli stessi decibel di un evento techno. E non è che fanno solo un rintocco. NO! Fanno tanti rintocchi quante sono le ore. L’orario peggiore è certamente le 00.45 che recita così: DON DON DON DON DON DON DON DON DON DON DON DON (rintocchi grandi) e poi DIN DIN DIN (3 rintocchi “piccoli” ad indicare i 3 quarti d’ora). Per un totale di 15 sfracassamenti di …. Vabbè, lasciamo perdere. In pratica è la stessa sensazione di quando vai in medio oriente (o senza andare lontano in Turchia) e ad un certo punto della notte il muezzin legge un salmo in non so quale minareto ma te lo senti dentro il letto. Trovo che in questi momenti la religione sia leggermente invadente. Anzi, scriverò una petizione e la farò firmare dagli abitanti del centro per zittire dalle 23 alle 7 le campane di questa chiesa che non so manco qual è perché in zona ce ne sono almeno 3.

Mia figlia da subito non è stata una grande fan di questi rintocchi, anzi.. e stamattina alle 4.45 alla fine dell’ultimo DIN ha sclerato. “mamma! Dammilo subito! Pendi in baccio!” “No a mamma, dormi. Tata Lucia alla tv dice che non ti devo prendere in braccio, dai, fai la brava” “MAMMAAAAAA IN BACCIOOOOO SUBITOOOOO!!” “Si certo amore arrivo però zitta senò svegli tutto il palazzo” (tranne tuo padre che continua a dormire come se non esistessero urla né rintocchi….ma come faaaaa???). Le è bastato toccare il materasso del lettone e cavarmi gli occhi 10 minuti per riaddormentarsi, beata lei.

insonnia

Invece io sono qui sul divano e per oggi non dormirò più anzi mo mi alzo, metto a posto che più tardi andremo al mare: faremo cic-ciac, io non mi sdraierò nemmeno un secondo sul mio adorato lettino, non riuscirò a leggere nemmeno una pagina di giornale né di libro, faremo dei castelli di sabbia, faremo merenda e torneremo a casa. Io sarò sfatta e vorrò dormire, ma lei avrà certamente dormito in macchine e una volta a casa sarà iper sveglia pronta a non farmi dormire nemmeno un minuto. Poi  pare che a mezzanotte ci sia anche la partita dell’Italia e noi, da tifosi della Nazionale, non potremo perderla.

È in questi momenti che mi viene in mente la vecchia me. Quella che dormiva fisso 8 ore a notte, che vegetava sul divano ogni pomeriggio post mare, quella che finiva un libro in 2 giorni e aveva una memoria di ferro. La ricordo con affetto quella ragazza e con un pizzico di nostalgia. Oggi non riesco più a leggere nulla, quando apro un libro è solo nei sogni, la mia memoria è andata all’aceto grazie ai 25 mesi di sonno perso e sul divano non riesco a starci mai più di mezz’ora.

Però porca miseria sono felice. Di certo più di allora ma spero meno di domani.

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