Archivio mensile:maggio 2014

Si parte! 10 idee a ridotto budget per sopravvivere a un viaggio

Travel e living? No, non vanno sempre d’accordo.

Forse perché la mia Argentina in macchina si scatena come non mai, probabilmente perché si annoia (o probabilmente perché anche se le dico: “guarda dal finestrino” ancora non ci arriva?). O forse perché anche io sono stata bambina e ho scoperto solo dopo tanti, tanti anni che viaggiare è molto più bello che arrivare a destinazione.

Sono ormai arrivata alla conclusione che l’unico modo per viaggiare con un bambino è ORGANIZZARSI. Questo permette di evitare le situazioni più tipiche, come l’omogeneizzato a bordo carreggiata per gli attacchi di fame non pianificati, le patacche di cibo sui sedili, il pianto isterico proprio mentre il navigatore ti sta dicendo l’uscita corretta (per i papà: rifai la rotonda, fermati a una piazzola, re-imposta il cellulare, rimprovera la mamma perché è colpa sua se la bambina/bambino piange proprio mentre dovevi ascoltare “la seconda uscita a destra”; per le mamme: calma il bambino, calma il papà, respira forte per non mandare a quel paese nessuno dei due ed occupati tu di quale doveva essere l’uscita da prendere), e via dicendo.

Alla ricerca di sempre nuovi gadget (eufemismo per “cose inutili usate una volta e poi mai più”) per ovviare alla situazione, ho iniziato una lunga lista di oggetti dei desideri. Tra tutti (ad oggi sono a 120!) ho scelto di condividervi 10 idee possibili per “viaggiare formati” in compagnia delle nostre rispettive ragioni di vita, ovvero i figli e i loro insostituibili papà!travelling

01

1. GUARDIAN BRACELET Mai più persi in autogrill! Ora potete concedere ai vostri piccoli di esplorare (a debita vicinanza) la zona, senza incorrere in attacchi di panico. Guardian è un braccialetto che permette di tracciare il movimento dei vostri bambini, monitorandoli in ogni situazione tramite il vostro smartphone. Utile per : concerti, parchi di divertimento, etc.

Se il bambino si allontana troppo, il vostro iPhone vi segnalerà dov’è e soprattutto lo segnalerà anche a tutti i vostri amici che possiedono l’app, in modo che chiunque di loro possa aiutarvi a riconoscere dov’è il vostro piccolo o come dice il sito “il tuo bambino possa avere GUARDIANI ovunque”.

02b 2. TRAVEL HUMIDIFIER L’umidificatore a ultrasuoni più piccolo che conosca! Una bomba per umidificare ogni ambient. E’ uno scatolotto intelligente a cui attaccate qualsiasi bottiglietta d’acqua abbiate a disposizione (naturalmente vuota).

 

 

033. PASSEGGINO BACKPACK I passeggini Easy-Fold, quelli facili da piegare, sono un must per il viaggio. Tra tutti ho sempre guardato con un occhio languido questo tre ruote della QuickSmart, in cui il passeggino diventa praticamente uno zaino.

 

 

 

 

044. BUTTLEKEEPER DA VIAGGIO Classica scena in coda al gate o alla fermata: caffè bollente/bibita alla spina in mano, il cellulare, le chiavi, il manico della valigia nell’altra e a un certo punto lui/lei inizia ad arrampicarsi su di voi al grido di “MAAAAMMA, MAAAAAMMA”. Prendetelo in braccio! Questo sistema – che sembra una cretinata –  poterebbe salvarvi la sete (e le magliette, o impedire una catastrofe, a seconda delle ore di sonno che avete)

 

 

5. TRAVEL BAG ALL IN ONE Per i più piccini, questa è davvero un’ottima trovata. Una borsa da viaggio (ma non solo, anche da trasporto in città) che diventa all’occorrenza un morbido lettino per il nostro bebè. Ideale per lunghi viaggi ma anche per il caffè a casa dell’amica ( basta che non diciate “no vengo io, lo piazzo a dormire in borsa, stai tranquilla!”)

 

 

 066. PORTA IPHONE DA VIAGGIO Un’ottima trovata, anche in versione ipad e sotto i 30 euro. Il porta iphone che può funzionare da mini-cinema portatile per i vostri bimbi durante il viaggio in auto. Almeno se non si addormentano si guardano i cartoni!

 

 

 

 


077. IKEA ORGANIZER
 Questa l’ho già fatta mia, anche se non ho materiale documentale a supporto. E’ un organizer dell’Ikea che in realtà funge da portatelecomando e portariviste, e si chiama FLORT, al prezzo di 10 euro. Il signor Flort si può far scivolare sotto il seggiolino del nostro boy per infilarci di fianco tutte le necessità a seconda dell’età (nel mio caso non c’erano pastelli ma: biscotti plasmon, biberon con succo, bicchiere con acqua, salviette, pannolini – certo questi ultimi sono volati per tutto l’abitacolo..)

 

 

088. SEDIA MOBILE Utilità discutibile ma per certe tratte lunghe e se per caso avete voglia di non portare passeggini, questo sistema potrebbe persino risultare utile. Perché tenere la bimba in braccio, la borsa nell’altro e trasportare la valigia quando si può fare tutto insieme e rimane anche un braccio libero per una selfie all’aereoporto?

 

 

 

9. PORTABIBERON IMPERDIBILE Io e i biberon abbiamo un brutto rapporto. Se li lascio in mano a mia figlia, li perdo in strada e non me ne accorgo (2 nuovi biberon comprati in 12 giorni in Sardegna denotano che ho qualche problema?). Questo portabiberon per i più piccoli sembra una vera pacchia, oltre ad essere visivamente accattivante e per niente difficile da applicare a qualsiasi ovetto.

 

 

 

10

10. DIY POPSICLE SAVER  Idea delle idee fai da te, che può servire per il viaggio, per lo stare in casa o in giardino, per evitare le macchie sui loro vestiti e sui nostri: il salvaghiacciolo. Basta salviette, sgocciolamenti, gelati mangiati a 3 chilometri di distanza dalle proprie scarpe sfidando leggi di gravità ed equilibrio. Prendete il sotto-pasticcino (come lo chiamo io) di turno e piazzateglielo sotto il ghiacciolo, appena in tempo per salvare l’ennesimo bucato.

 

 

E voi MOM? Com’è viaggiare con i vostri piccoli e quali insuperabili trucchi utilizzate per muovervi come gazzelle tra passeggini, borse della spesa, valigie, bimbi e soprattutto papà che in tutto questo commentano “Non sei ancora prontaaaaaah?”

2,730 Visite totali, nessuna visita odierna

L’evoluzione dei giochi dei bambini da 0 a 12 anni

Il gioco dei bambini è in stretta relazione con la sua evoluzione percettiva, motoria, cognitiva, somatica e sociale. Questi aspetti, a seconda del loro livello di sviluppo danno una particolare caratterizzazione all’aspetto del gioco.

Foto di Gary Spielvogel

I giochi dei bambini possono essere distinti in giochi individuali, e vengono prevalentemente utilizzati sino ai sei anni, e giochi collettivi che progressivamente si sostituiscono ai precedenti, e in prevalenza hanno carattere motorio e assumono un rilevante significato sociale.
In base alle età di riferimento e agli aspetti funzionali possiamo distinguere:

  • Giochi simbolici e di immaginazione: questi caratterizzano il gioco del bambino fra i 4 e 7 anni.
  • Giochi funzionali: questi si dividono a loro volta in due: fino ai 6 anni circa sono quelli che si identificano nei giochi di esplorazione e di manipolazione, e quelli dai 7 ai 12 anni che assumono sempre più il “carattere di prodezza”, nei quali il bambino cerca sempre di più il confronto con ostacoli e compiti reali, in quanto compare in lui il desiderio di entrare in competizione con gli altri e di confrontarsi.
  • Giochi di regole: questi si chiamano così perchè hanno un significato diverso dagli sport sociali degli adulti. Sono molto ricercati fra i 7 e gli 11 anni ed esigono una ben definita strutturazione del gruppo: senso di solidarietà, senso morale, sentimento di appartenenza alla comunità, rispetto delle regole, capacità di comunicazione, cooperazione, organizzazione.
  • Giochi drammatici e temi musicali: questi rappresentano la naturale evoluzione dei giochi di immaginazione e simbolici verso forme di espressione più socializzate, ovvero la comunicazione si arricchisce di codici gestuali, artistici, estetici propri dell’ambiente sociale in cui il bambini vive.

2,001 Visite totali, nessuna visita odierna

Topini al cioccolato

di Felicia Zuccaro

INGREDIENTI:
300 gr di frollini al cioccolato (tipo pan di stelle)
100 gr di Philadelphia
2 cucchiai di Nutella
1 cucchiaio di marmellata ( a piacere)
Palline di zucchero e Smarties
Liquirizia x la coda

PROCEDIMENTO:
Sbriciolare i biscotti e unire il Philadelphia. Amalgamare bene. Poi unire la Nutella e la marmellata. Mescolare fino ad ottenere un composto non troppo morbido.
Formare con le mani dei piccoli ovali e metterli in una teglia.
Mettere su ogni ovale 3 palline per formare occhi e naso. Con gli Smarties fare le orecchie e con la liquirizia la coda.
Far riposare almeno un’ora in frigo prima di degustare.

1,880 Visite totali, nessuna visita odierna

Giochiamo al ristorante

Ultimamente la mia fantasia nell’inventare giochi per intrattenere i miei bambini è stata messa a dura prova. Chi è di Matera sa che la primavera tarda ad arrivare ed abbiamo avuto intere settimane di pioggia. Persino le uscite fuori porta sono saltate a causa del maltempo e così, chiusi in casa come leoni in gabbia, dovevo per forza fare qualcosa con loro di creativo. In uno di questi pomeriggi l’occhio mi è caduto su uno di quei volantini promozionali dei tanti supermercati e ho attrezzato il seguente gioco.

OCCORRENTE
Forbici, colla vinilica, un pennello, cartoncino o cartone e naturalmente un volantino promozionale di supermercato.

foto 1 (1)

COSA FARE
Occorre scegliere insieme al nostro bambino delle figure che richiamano delle portate, quindi prosciutti, carni, verdure, bevande… che vanno tagliate nel loro contorno. Occorre poi tagliare il cartone in modo da simulare dei piatti. Con la colla, vanno attaccate le immagini ai nostri “piatti”, aiutandoci con il pennello. Ripetendo  queste operazioni tutte le volte che desideriamo, otterremo una serie variegata di portate.

foto 4

IL GIOCO
E’ una sorta di gioco nel gioco, perché finita questa fase creativa e manuale, si passa a divertirsi a simulare degli ordini da impartire al nostro piccolo cameriere che si diverte a prendere le ordinazioni e a servirci riconoscendo le portate che gli abbiamo comandato e soprattutto a portarci poi il conto….salato ovviamente!

 

Ecco un esempio di ordinazione: yogurt e carote. Voglio mantenermi leggera!

foto 2

1,461 Visite totali, nessuna visita odierna

la poesia della festa della mamma

Domenica è la festa della mamma, ogni anno ripenso alla mia prima VERA festa della mamma che è stata il primo anno di asilo di Gaia quando è tornata da scuola con il lavoretto, tutto mio solo per me, sono io la mamma e mi detto la poesia, tutta mia solo per me, sono io la mamma. Sono stata molto orgogliosa quando sin dal primo giorno di scuola è tornata cantando canzoncine imparate a scuola ma quella poesia bellissima tutta per me, per la mia festa mi ha fatto davvero commuovere!!!!!

festa-mamma-abbraccio

 

ALLA MIA MAMMA

Quando apro i miei occhi al mattino
la mia mamma mi viene vicino,
mi accarezza pian piano la testa
poi sorride e i suoi occhi fan festa.
Non ci sono, lo so, mamme brutte,
ma la mia è la più bella di tutte.
Se son triste sa sempre che fare,
sa cantare, ballare e giocare.
Se, correndo, mi faccio un po’ male,
la mia mamma ha un rimedio speciale:
mi dà un bacio e così, per magia,
tutto il male che avevo va via.
Voglio dirle tantissime cose,
regalarle bellissime rose
e una casa che sembra un castello,
col giardino, ma senza il cancello.
Chiamo tutti i bambini del mondo
e facciamo un bel girotondo
con la mamma che ride e poi dice:
“Son contenta se tu sei felice!”

Le poesie dell’asilo sono bellissime bellissime, ti fanno sentire la mamma più importante del mondo e poi detta da quella vocina piccina piccina che ripete ma non sa in realtà come quelle parole che lei ha imparato a memoria sono penetrate nell’animo di una mamma alla prima poesia della mamma!!!! Per me è come se le dicesse per la prima volta dettate dal suo cuoricino.

Io alla prima poesia della festa della mamma mi sono proprio commossa perché era tutta mia solo per me … sono io la mamma!!!!!!

Nel corso degli anni e con il susseguirsi di poesie e di figli, con lo stress della quotidianità, la magia della poesia della festa della mamma è un po’ svanita e si va più all’atto pratico …

 

festa-della-mamma-3

 

allora “ammammma” dimmi la poesia però quest’anno devi farmi anche un regalo: Beeeeeeeeeella la poesia!!!!!! comunque dicevo per la mia festa vorrei che quando ti metti le scarpe le pantofole le metti nello scaffale!!!!!!

anno successivo con figlio successivo:

allora “ammammma” ditemi la poesia però quest’anno dovete farmi anche un regalo: Beeeeeeeeeelle le poesie!!!!!! comunque dicevo per la mia festa vorrei che oltre alle pantofole sullo scaffale … non vi ammazzateeeeeeeeeeeeeeee a ogni discussione!!!!!!

e così dicendo …

quest’anno che di figli ne ho 3 e da qualche giorno ho un gran mal di schiena che zoppico oltre a bla bla bla (come sopra) … vorrei per la mia festa un massaggio di min 1 ora magari in una spa di stralusso DA SOLAAAAAAAAAAA e le poesie si si magari al mio ritorno!!!!!!

spa

Buona festa delle mamme!!!!

W LE MOM!!!!!!!

6,685 Visite totali, 1 visite odierne

I migliori padri della mia generazione

Ho visto le migliori menti della mia generazione distrutte dalla follia affamate isteriche nude trascinarsi nei quartieri negri all’alba alla ricerca di un sollievo astioso.

Ed i migliori padri della mia generazione distrutti dalla stanchezza terribile e profonda e nera e asfissiante.

Che vagavano disperati da una stanza all’altra con in mente le confuse fatiche del lavoro del giorno seguente e di quello passato e di quello prima.

che inseguivano la corretta temperatura di un latte richiesto alle tre del mattino – inutilmente – perchè alle tre del mattino si passa dal troppo freddo al troppo caldo troppo rapidamente

che si trovavano a passare dall’essere ragazzi all’essere vecchi in un passaggio istantaneo, corrispondente al tempo di un vagito

che parlavano oppure stavano muti durante un travaglio, eppur sbagliavano comunque sempre e comunque in ogni caso perchè si può solo sbagliare, in certe occasioni. Anche stando fermi e muti. Ma sceglievano il male minore del mutismo e della sensazione – peraltro vera – di inutilità, pur di assistere al miracolo.

che piangevano o ridevano, o piangevano e ridevano, e comunque sia ridendo o piangendo scoprivano i lati nuovi del proprio essere persone grandi, e non anche necessariamente grandi persone.

e si incazzavano e sempre criticati ci provavano, ma senza riconoscimento e silenziosi rimuginavano e pianificavano rappresaglie ma non per troppo tempo perchè è già il tempo di cambiare un pannolino ed essere criticati nuovamente, e di arrendersi

che uno ad uno dimenticavano i loro interessi, i loro amici e le loro voglie di giovinezza e felici di farlo, qualche volta. Solo qualche volta. Ma sempre desideravano una birra come quella di tanti anni fa, di quella sera che non sai che sera sia ma erano tutte uguali quelle sere. Libere, erano.

che studiavano approcci accademici alla nutrizione dei figli e subivano approcci pragmatici alla malnutrizione propria, se si viene sempre dopo le priorità proteiche di altri.

che smettevano di fumare pur sapendo che da qualche parte è anche un bene fallire, e forse intossicarsi i polmoni sarebbe il male minore rispetto a tanti altri. Ma che smesso di fumare un giorno, si può smettere il secondo e poi il terzo. E poi il seicentesimo, senza mai aver dimenticato il gusto morbido della sigaretta, la prima della giornata, l’ultima della sera. Quella evitabile della notte. Desiderandolo, ogni giorno. Ogni notte.

che si innervosivano per la merda per terra, per quel cucchiaino lanciato e quel bicchiere versato, lordando ulteriormente uno spazio domestico che implora una tregua. Di quel vomito sulla camicia mal stirata pronta per l’ufficio, un attimo prima di uscire per andare in ufficio, in ritardo per una riunione. Ma che accettavano di buon grado e si sforzavano di non dire parolacce che il pupo avrebbe ripetuto, alla presenza della madre.

Che nell’andare in ufficio, sapevano fare mente locale su tutte le bollette, le lettere, le ricevute, i verbali, i contratti, le utenze, le scadenze e le assicurazioni, le penalità le more le parcelle le cartelle, ma se gli chiedevi che mese è non sapevano rispondere immediatamente. Dovevano pensarci.

che venivano fermati dalla polizia per un controllo dei livelli di alcool dopo un concerto suonato ed il poliziotto inquisiva ‘ha bevuto stasera?’ e rispondevano, “a casa ho moglie e figlia di due mesi che mi aspettano, ed ho una macchina carica di strumenti”. Vada pure. Ma due birre se le erano tracannate, tra un pezzo e l’altro. Ma un tempo erano cinque. Almeno.

Che cercavano uno spazio in un letto che un tempo era troppo grande per due persone ed ora era troppo  piccolo per contenere anche loro. Che imparavano a dormire ricevendo nei reni la costante pressione dei piedini di un figlio che dormiva orizzontalmente, con il viso sempre troppo spesso rivolto verso la madre.

Che i figli e la moglie non li vedevano più per via di una qualche ordinanza impietosa di un giudice, troppo saccente ed erroneamente confidente sulla presunta maggiore forza dell’elemento maschile del gruppo. Del lupo. Quei lupi diventavano agnelli. E venivano macellati.

Che giocavano sui letti, e correvano nei corridoi, e saltavano sui divani, e spingavano le altalene, e compravano i regali, e toglievano le rotelle alle biciclette, e riparavano i lumi rotti dal pallone, da loro stessi regalato e calciato durante una finale mondiale disputata nell’ingresso

Che sognavano il giorno in cui si sarebbe vista una partita di calcio in dolce compagnia del proprio figlio, prima di scoprire che il figlio adora che ne so io, il curling.

Che immaginavano con orgoglio il momento in cui il proprio figlio avrebbe avuto la sua prima donna. Prima di avere invece una figlia femmina, vedendo tramutare il concetto di orgoglio in quel vago senso di furto appena avvenuto in casa – con i cassetti rovesciati e quella gran voglia di spaccare grugni.

Che amavano il cinema ma si rendevano conto di non sapere più che film ha vinto l’oscar. E che si consolavano dicendo che in fondo chi vince gli oscar lo avevano sempre snobbato, in favore del vincitore della palma d’oro a cannes. Che non sanno chi è.

Che si trovavano ad essere mariti stanchi di una moglie stanca, ossia padri stanchi di figli con l’argento vivo addosso. Che tremavano all’idea di una doppia linea sul test di gravidanza, ma che esultavano alla scoperta della stessa.

Che sentivano ancora rimbombare come una cassa nella loro mente quell’ultimo urlo urlato urlando in una sala parto dove – come in una sala di rianimazione – il tempo sublima e si può toccare e si può tagliare e si può fermare.

Quell’urlo che fece rabbrividire le città fino all’ultima radio con il cuore assoluto del poema della vita macellato dai loro stessi corpi buono da mangiare per mille anni.

Che Ginsberg mi perdoni – ed anche i miei amici musicisti per aver allegato all’inizio di questo blog – senza chiedere il permesso – quella nostra registrazione di Little Wing. Quando non scrivevo blog mediocri, ma il basso lo suonavo bene.

Maledizione.

Il Duca d’Auge.

1,295 Visite totali, 1 visite odierne

Festa delle Mamme!

10259272_10203431380616297_3443679775738771060_o

E’ il primo anno della nostra associazione di mamme materane e non possiamo perdere l’occasione della festa comandata che ci celebra per divertirci con tutta la preziosissima famiglia che abbiamo messo su.

La famiglia nostra personale e quella di MOM, fuse in un’unica identità.

Tutte le famiglie sono invitate a parteciparvi. Questo il programma:

Ore 10,00 Ingresso
Ore 10,30 start animazione con giochi all’aperto individuali, di gruppo, balli e tanto divertimento libero
Ore 12:30 Lotteria con estrazione premi
Ore 13:00 sosta pranzo facoltativo in sede
Ore 15:00 gran buffet di dolci homemade
Ore 15:30 accesso ai gonfiabili.
Ore 17:00 Saluti

La partecipazione prevede una quota di € 8,00 (ottoeuro) a famiglia e in via facoltativa l’adesione al pranzo con servizio catering di Palatofino (Adulti- lasagne al forno, roast beef con patate al forno, posate e tovaglietta, € 8, 50;
Bambini-lasagne al forno, cotoletta e patate al forno, posate e tovaglietta, € 7,50. Monoporzioni sigillate)

Per una migliore riuscita dell’organizzazione della giornata è richiesta una conferma di adesione entro il giorno 8 maggio, con versamento quota di partecipazione e pranzi presso Sancarlo Infissi, Via Cappelluti, n. 24 a Matera. Per informazioni potete contattare: Arianna Di Trani, tel 3404605579, e-mail: ariannaditrani@hotmail.com, messaggio Fb.

Vi aspettiamooooooooooooooooooooo.

1,386 Visite totali, nessuna visita odierna