Archivio mensile:maggio 2014

femmine contro maschi

comincio questo post con una domanda:
ma se una mamma ha 3 figli e tutti e tre prendono un virus lo stesso virus, la mamma “VINCE QUALCHE COSA?” tipo slot machine sai quando giri la manovella e ti escono 3 figure uguali …

TOT

ok divento seria!

abbiamo passato un inverno favoloso senza febbre e malanni, tutti i giorni a scuola, nemmeno un giorno perso per malattia allora tu pensi olèèèèè siamo in primavera quest’anno sono stata graziata! Primo giorno di mare, la notte tra sabato e domenica Marco è bollente … 39°! Domenica pomeriggio Gaia non mangia e va a letto … 38 e 1/2!!!!! Lunedi sera Danilo 39°! tutti e tre con la stomatite e che cavoloooooooooooooo!

Adesso elimino Marco povero figlio è piccino proprio non sa manco parlare per esprimere dove ha dolore quindi è anche giusto che pianga solo.

Confrontiamo Gaia e Danilo si portano 2 anni e 4 mesi di differenza e hanno lo stesso virus con gli stessi effetti e problemi. Confrontiamoli giusto per dire che le femmine sono femmine dalla nascita e i maschi ahimè sono maschi dalla nascita.

mf

Con Gaia siamo al mare quindi non in casa ma per fortuna siamo in camper. La sera mangiucchia, a colazione pochissimo mi sembra stranissimo le misuro la febbre ma non ne ha lei non rinuncia al costume e primo bagno della stagione, a pranzo non ha appetito e senza dir nulla si mette a letto, le rimisuro la febbre ce l’ha, tachipirina, fa effetto ed è di nuovo come nuova. Lamenta mal di gola, non riesce a mangiare ma comunque cerca di farlo!
Questa è la femmina!

 

SUP

Danilo mi chiede insistentemente come mai i fratelli hanno la febbre e lui no, dice che ha mal di bocca … Lunedì tardo pomeriggio mentre stiamo tutti tranquilli lo vedo rosso rosso lo tocco, scotta, gli misuro la febbre 38°, mi chiede “mamma ma ho la febbre?” e io “si!” e mi sono condannata a vita! da quel momento è ufficialmente malato! Un momento prima schiacciava i semi di sesamo col mortaio con una forza da maciste come pronuncio le due letterine “si” diventa uno straccio! Comincia a piangere, ha mal di bocca, mal di orecchio … non vi sto a raccontare per mettergli la suppostina di tachipirina … Tanto dal pianto si addormenta sfinito! Non mangia ha mal di tutto, gli proponiamo il gelato per cena e lui rinasce il tempo di sdrammarsero in due secondi e poi ricomincia. Il padre lo sistema a letto nel giro di 5 minuti, ma lui non se la sente di stare solo … a troppo mal di tutto!!!! Si riaddormenta ma piange e urla anche nel sonno. Dopo 4 ore la febbre è aumentata ancora allora andiamo di nurofen … la mattina alle prime luci dell’alba comincia a urlare nuovamente … ha mal di orecchio, bocca, pancia no ha solo fame … mentre si avvia in cucina vomita e poi mangia uno yogurt e si sente meglio … la febbre agli altri è durata 1 giorno … a lui ha una durata indefinita!
Questo è il maschio!!!!!

BAMB MAL

allora ditemi quello che volete ma femmine contro maschi non c’è partita siamo sempre noi a portare i pantaloni già dall’infanzia!
lo scorso w.e. ho fatto l’amplein … allora ho vinto qualche cosa?????

W LE MOM!!!!!

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Nuova vita ai colori

Forse per alcuni di voi non sto proponendo un’idea sconosciuta, per altri invece lo sarà, come lo è stato per me quando l’ho letta qui. Per mia figlia invece (Chiara, 4 anni, 2° anno di scuola materna), non è una novità, perchè questa pratica artistica ed ecologica l’ha utilizzata anche in classe.foto 3 (2)

Dunque, di che si tratta: alzi la mano chi non ha in casa pennarelli esausti? Nessuno. Quelli si consumano di continuo e ci ritroviamo ad accumulare colori inutilizzabili in gran quantità. Eppure, come ogni oggetto esistente sulla faccia della terra, anche il pennarello può essere riutilizzato, in svariate forme, ma quella che vi propongo è un modo creativo ed artistico che possiamo proporre ai piccoli per imparare un diverso strumento di colorazione: gli acquerelli.

foto 1 (2)

COSA OCCORRE
– Pennarelli esausti
– Acqua
– Pennelli
– Foglio di giornale
– Bottigliette di plastica
– Fogli da disegno

foto 2 (2)

PREPARAZIONE
Occorre riempire le bottigliette d’acqua per metà e introdurvi il pennarello esausto per intero o solo la sua anima. Quindi lasciare la bottiglietta in posa per alcuni minuti per poi chiedere al nostro piccolo aiutante di agitare le bottiglietta bene bene…e il gioco è fatto!

foto 4 (2)foto 5

L’IMPIEGO
Per agevolare l’utilizzo dei nostri nuovi acquerelli, può essere utile preparare il piano di lavoro ricoprendolo con fogli di giornale, io poi ho versato un po’ di acqua colorata come detto prima in piattini di carta e ho proposto ai miei bimbi fogli e pennelli rimettendomi al loro entusiasmo e fantasia.

Il divertimento è assicurato.

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Approccio educativo per l’ evoluzione e la strutturazione temporale del movimento nei bambini

Foto di Alex Eylar

Intorno ai tre anni il bambino dovrebbe disporre di una motricità globale ben organizzata temporalmente.

La questione dell’evoluzione e della strutturazione temporale del movimento nei bambini può avere vari ambiti di interesse, io mi occuperò dell’approccio educativo. Affinchè questo avvenga è necessario:

  • lasciare esprimere il proprio ritmo al bambino nel corso dei giochi spontanei e delle attività di libera espressione.
  • Fare i girotondi e le danze cantate sono un materiale molto utile per l’educazione ritmica e per la formazione musicale dei bambini, in quanto vi è una stretta relazione corporea che unisce i bambini con il canto e con i movimenti.
  • I giochi motori accompagnati da percussioni permettono l’adattamento e il passaggio dai dati percettivi quali la voce, le battute di mano, ad esempio, che provengono dal proprio corpo a quelli che provengono dall’ambiente circostante.
  • L’aggiustamento su tema musicale è la logica conseguenza delle precedenti esperienze in quanto stimola l’adeguamento dei bambini a condizioni di spazio e di tempo che gli sono esterne.
  • L’espressione su tema musicale, inizialmente libera, successivamente si potrebbe utilizzare produzioni di musica per far esprimere al meglio il bambino, il quale, riascoltando la musica compirà gesti significativi che si adatteranno il più fedelmente possibile alla musica.

Il periodo invece attorno ai sei anni, inizia ad essere favorevole per uno sviluppo più finemente discriminativo della funzione temporale attraverso queste due prospettive:
favorire l’espressione dei ritmi corporei spontanei e la possibilità di sincronizzarli a supporti sonori adatti;

  • educare la percezione uditiva dei ritmi e più particolarmente quella delle strutture ritmiche;
  • apprendimento delle danze;
  • espressione corporea su basi musicali nella sua dimensione di messaggio estetico e gestuale.

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Allattamento? E se fosse un accanimento?

di Tiziana Paradiso

Foto di okylel

E’ il 4 luglio 2013, dopo 23 ore di travaglio, alle 00:40, nasce Giulio, il nostro tesoro!
È stato un parto difficile, stimolato con ossitocina e, sia io che il piccolo, abbiamo sofferto.
Per fortuna stiamo bene entrambi e dopo i controlli di rito ci ritroviamo faccia a faccia nella stanza dell’ospedale che ricorderò per tutta la vita, con quel colore lilla che la caratterizza…

Non l’ho ancora preso in braccio e già ricevo le prime direttive in qualità di “mamma mucca”: ”Signora lo attacchi subito!” “Ma come subito, sono distrutta! Si ma se lo attacco ora, sai quanto latte poi…!” Penso tra me e me.

Per tutta la notte, ogni mezz’ora, ora al massimo, mia madre mi sveglia ed io lo attacco a un lato e all’altro, l’unico momento in cui proprio non riesco a farlo è l’ora delle visite dei parenti.

Con questo ritmo sono passati i due giorni in ospedale. Arrivo a casa e… BOOOOM!!! Montata lattea!!! Peccato che a poco serva, Giulio non ciuccia a dovere, al seno trova la pace sua e si addormenta, ed io non riesco a svegliarlo in alcun modo. Infatti dopo 10 giorni non ha recuperato il calo fisiologico.

Di qui parte il valzer delle mille campane, titolate e non. Per me un solo dilemma: aggiunta si o no? Ma perchè devo far soffrire il piccolo? Piange tutta la notte e si calma solo al seno. Io non riesco a dormire di notte e sto come una disperata! Allora gli do l’aggiunta, l’ha detto pure la pediatra, eppure mi sento in colpa, ma mi massacro regolarmente con il tiralatte per non far andare via il mio latte, oltre a continuare ad attaccare Giulio che continua puntualmente ad addormentarsi alla tetta.

Solo al terzo mese Giulio si attacca bene e rinuncia completamente al biberon. È stata dura ma ce l’ho fatta, contro tutte quelle gufette, che mi dicevano che con l’aggiunta lui non si sarebbe attaccato, ho vinto io, determinata come sempre. Ma questa volta la mia determinazione, la mia imposizione di allattare a tutti i costi, causata dai lavaggi di cervello che ci fanno, non credo abbiano fatto bene a Giulio. Si perchè io non ho mai capito quanto latte lui beva da me, sono convinta di quello che ho imparato:” il vostro latte è sempre sufficiente”.

Ma allora perchè Giulio al quinto mese riprende a piangere la notte? Saranno coliche? Allora milicon… non si risolve. E poi perchè non fa più la cacca? Lui la faceva 4/5 volte al giorno, ora ogni tre giorni sotto tortura cottonfioc! Mia madre dice che potrebbe essere fame, ma io non ci credo e del resto non riesco a dargli il biberon, da me vuole solo il seno.

Arriva il 15 febbraio 2014 ed io sono arrivata ad odiare l’allattamento e tutte le sue promoter, la notte lui piange se non è sotto l’ascella, alla portata di tetta self service. Devo prendere la decisione dello stettamento o mi esaurisco definitivamente! “Che ve lo dico a fare!!”
Magicamente mia madre riesce a dargli il biberon e Giulio riprende a dormire di notte, se pur con due poppate fisse, a fare la cacca ed io a VIVERE!!!

Durante il corso pre-parto la notte sognavo di allattare il pupo, ora mi sento adirata, perchè quando ci hanno raccontano la maternità, non ci hanno mai detto che poteva essere tanto difficile, non ti dicono mai quanti sacrifici farai e non è nemmeno pensabile che possa accadere che il tuo latte sia poco, o poco ciucciato. Non ti dicono mai che l’allattamento potrebbe sfinirti psico-fisicamente e che alla fine ti ritroverai un seno invecchiato.
Non mi ritengo una mamma cattiva, io ho tenuto duro e ho fatto tanti sacrifici per allattarlo, ma, nel mio caso non bastava, Giulio ormai non aveva abbastanza liquidi, tra l’altro non ha mai accettato l’acqua, la cacca era un’impresa, durissima, persino una ragade! Un prossimo figlio, lo allatterei si, ma non mi accanirò se si ripresenteranno le stesse condizioni.

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“Babybedroom DIY”…ovvero la mia idea di cameretta!

Quando ci siamo trasferiti nella nuova casa eravamo molto soddisfatti per tutto…tranne che per il colore dei muri della stanza destinata alla bimba in arrivo…un bell’arancione aragosta!!! Potrei dire improponibile per una camera in cui deve dormire un neonato ma pure se ci deve dormire un adulto…roba da sindrome da deficit di attenzione e iperattività! Appena ci siamo sistemati e organizzati ho dato un’imbiancata…a dire il vero ci sono volute tre mani di bianco osso (perchè il bianco bianco non mi aggrada e poi ci sarebbero volute almeno sei mani!). E così ho cominciato a preparare il nido per la nanetta in arrivo.

Babybedroom1

Ho cercato in lungo e in largo uno stencil che riproducesse un albero ma quelli che trovavo non mi piacevano, erano troppo piccoli, troppo cari, arrivavano dalla Papuasia…e così l’ho dipinto io, che tra l’altro ho fatto il Liceo Artistico ecchecacchio!!! Un DIY ben riuscito direi, e ancora meglio con le gabbiette degli uccellini (Maison du Monde), i passerotti e i gufetti sparsi qua e là.

Babybedroom2

La culletta di vimini è very vintage, nel senso che era di mio marito, ma prima ancora di sua zia..e stiamo parlando della fine degli anni ’60!!! Sistemata un pò, materasso e tessuto nuovo, e ha anche le rotelle. La poltrona è nuova…anzi è di Ikea, presa in uno dei miei innumerevoli viaggi prima del trasloco, e tra l’altro è comodissima. Le bandierine sulla tenda reperite su un sito carinissimo dove compro sempre tante cosucce e vi lascio anche il link che non fa mai male!

Babybedroom3

Per caso si capisce da queste foto che ci piacciono i gufi?! Hehehe…Va bene, se vi serve una mano ve la do volentieri! E ditemi cosa ne pensate che mi fa molto piacere! 😉

Babybedroom4

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Cupcake

Come prepariamo degli squisiti cupcake? Scopriamolo con la ricetta di Felicia Zuccaro.

Foto di Taryn

INGREDIENTI:
4 uova
225 gr di zucchero
225 gr di burro
225 gr di farina
10 gr di lievito per dolci

PREPARAZIONE:
Separa i tuorli dagli albumi e montali a neve. Unisci zucchero e burro. Aggiungi la farina mescolata con il lievito e poi i tuorli. Concludi con il bianco a neve.
Distribuisci il composto nei pirottini da muffin, ne trovi in commercio di colorati con disegni divertenti.
Cuoci nel forno a 180° per circa 15 minuti.

Per il frosting ho usato la Tasca da Pasticciere Cuki, è monouso e ha in dotazione 3 beccucci diversi (riutilizzabili).

INGREDIENTI:
500 grammi di mascarpone
125 grammi di zucchero al velo (nella ricetta originale lo zucchero era di più, 180 gr.,ma x me è troppo dolce)
Zuccherini, brillantini, coloranti per dolci per decorare

PREPARAZIONE:
Monta il mascarpone con lo zucchero a velo per 3/5 minuti.
Suddividi il composto in diverse ciotole e coloralo mescolando pochissimo colorante per dolci (basta una punta di coltello).
Mettilo nelle varie sac à poche e decora ogni cupcake.

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settesettimane

Non sono incinta di settesettimane. Però tra settesettimane mi sposo. Dopo 35 anni di onorata carriera da zitella e 19 con quest’uomo e tanti in lite con lo stesso e tanti separati da lui e tanti appresso a lui, alla fine i cerchi, se sono tali, si chiudono sempre.

A coronare il sogno d’amore di due finti cinici come noi ci sarà Bianca, la nostra ribelle principessa duenne, la ragione per cui tutto ha preso forma, anche le cose che sembravano deformi assai. Prima di lei eravamo sempre noi ma la brutta copia di quelli che siamo ora. E le nostre vite erano uguali ma decisamente più noiose. E i nostri sonni più lunghi, più intensi, più continuativi ma certamente più vuoti di sogni e di speranze. E le nostre rughe meno segnate ma meno vissute.

Lei ci ha insegnato tante cose, inutile dire che ci ha cambiato in meglio dandoci all’improvviso la spinta verso questo passo che prima ritenevamo inutile ( e che un po’ riteniamo ancora formale e forse ancora un filino inutile) ma che abbiamo deciso di intraprendere e ora siamo qui. Cioè sono qui. Perché alla fine tutto bello tutto bellissimo ma me lo sto smazzando tutto io l’ambaradam.

Il futuro sposo si limita nottetempo a fare il censore sui miei infiniti file excel tipo: “troppi invitati, ne ho cancellati una decina a caso tra i tuoi”…”ma CAAAARMINEEEEE quelli che hai cancellato erano mia madre mio padre e i miei fratelliiiiiiii!”….“ah veramente? Vabbù  dai riaggiungi loro e togline altri”.

L’altra sera,  dopo che io avevo nell’ordine fatto le seguenti attività per tutto il giorno: lavare la casa, lavare la bambina, farle fare colazione, vestirla, portarla a scuola, andare in piscina, andare a lavorare, andare a cercare dei cerchietti per le damigelle, parlare al telefono con il prete, leggermi tutti Vangeli del mondo, la Bibbia, il cantico dei Cantici e quindi poi scrivere il libretto della Messa, uscire, andare a consegnare cinque sei inviti (che non fa mai male), nel frattempo giocare con Bianca, leggerle 1 milione di storie, farla cenare ed infine sedermi sul divano, ecco dicevo quella sera lui trovandomi sul divano ha pronunciato la seguente frase: “ho l’impressione che per questo matrimonio non stiamo facendo niente.”

Credo che quando l’ho guardato con odio profondissimo avessi del sangue negli occhi, o comunque qualcosa che gli ha fatto dire “ma è solo una mia impressione però…”

In ogni caso situazioni che già fanno mettere la firma sul foglio del divorzio, ancor prima che su quello del matrimonio.

Ciononostante  non ci arrendiamo. Vogliamo andare fino in fondo a questa nuova esperienza, vedere dove ci porterà questa scialuppa di fortuna sulla quale siamo saliti e provare a dire, alla fine di quella giornata ma in generale di ogni giorno insieme, ne è valsa la pena.

Mi piacerebbe inoltre che lui mi dicesse brava. Semplicemente. ma forse mo sto chiedendo troppo.

 

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