Il paradiso perduto (post ermetico, ma a suo modo tristemente vero, sulla pasticceria e sugli effetti collaterali dell’allattamento)

de Il Duca d’Auge

Gli uomini eterosessuali si dividono in due categorie. Nella prima ci sono quelli che attribuiscono una certa preferenza estetica al seno delle donne. Nell’altra categoria ci sono quelli del fondoschiena.

Ecco, io non sono qui per parlarvi di fondoschiena, diciamo. Ora seguitemi.

Immaginate che a voi piaccia tanto il tiramisù. Immaginate di averne assaggiati uno, due, tre, o forse dieci, forse venti.

Finalmente, dopo aver girato chi tante o chi solo purtroppo qualche pasticceria, trovate il tiramisù migliore che abbiate mai assaggiato. Si…. lo sapete che certamente sulle riviste dei giornali di cucina ci sono dei tiramisù fantastici ed ottimi, ma in fondo sono ritoccati con photoshop o più semplicemente siete sinceramente contenti di quello che avete trovato.

E’ un tiramisù che davvero vi appaga, perchè cercarne altri? E’ come aprire le carte e trovarsi con un bel full servito in mano. Oppure per chi è poco avvezzo al gioco nobile del poker, avere un sette in mano quando si gioca a sette e mezzo. Perchè cedere al gusto di svelare un’altra carta quando avete un ottimo punto in mano? Perchè cambiare i due K del tuo full d’assi per tentare un poker? Cartaro infame, tieniti le tue carte che io mi prendo il piatto con il mio full.

Quel tiramisù è proprio unico. Non soltanto è buono, ma anche a livello visivo, a livello olfattivo. Che profumo, che perfezione di decorazione.

E poi, sotto il palato, che morbidezza. E’ un insieme emozionale esplosivo che inebria l’anima.

Lo chiameremo il tiramisù perfetto, il tiramisù della vostra vita.

Ora immaginate di avere sempre a disposizione una porzione di quel buonissimo tiramisù. Basta solo aprire il frigorifero e prenderne un po’. Dopo un po’ ci si abitua anche – ma rimane sempre unica quella sensazione nel guardare il tiramisù della vita.

Ma un giorno, come per incanto – il prodigio accade. Mentre pensate che “in effetti è un po’ che non mangio il mio tiramisù”, vi rendete conto che la porzione che avete nel frigorifero si è raddoppiata.

Più crema, più cacao sopra. Non lo assaggiate ma dite – cavoli – è molto meglio di come era prima. E’ come una cosa stranissima, ieri era lì con il solito mascarpone ottimo, i biscotti inzuppati nel caffè buonissimo.

Ma è raddoppiato. E sembra molto più invitante! Lo chiameremo il MEGATIRAMISU’.

Allora – pregustando il sublime – prendete un cucchiaino e vi accingete a provarlo ma –STOP- qualcuno vi ferma.

Qualcuno vi dice che NO, non potete toccarlo.

Voi pensate che è uno scherzo, non è possibile. E riprovate. E qualcuno e vi dice NO di nuovo. Ci riprovate 10 volte in 10 momenti diversi, ma la risposta è sempre ferma. No.

Mentre cercate di capire cosa accade, arriva un bimbo e si mangia tutto il vostro tiramisù. Sotto i vostri occhi. Ne mangia tanto da rimanere sazio.

Fa un rutto, ride e si addormenta. A voi rimangono solo i crampi della fame e quell’immagine di megatiramisù negli occhi sempre più stanchi.

Immaginate che questo incubo si protragga per alcuni mesi, fino al momento in cui il bimbo decide di non volere più il tiramisù. Anzi sembra dirvi ‘beh adesso puoi mangiarlo tu’.

Ma il tiramisù è non più il MEGATIRAMISU’. E’ tornato quello che ricordavate prima della sua espansione.

Il paradiso perduto.

Beh, in fondo rimane sempre un tiramisù eccellente. Beh, in fondo riesce sempre ad emozionare, oggi come allora. Beh, in fondo guardate quel bimbo come è cresciuto. Beh, in fondo è tutto nostro adesso.

We love you tiramisù. Un tempo vantavamo dei diritti di usufrutto su di te. 

Tra qualche mese il bimbo si sarà stufato di te. Allora noi saremo lì con il cucchiaino in mano.

We will always love you, tiramisù.

Anche quando tra 30 o 40 anni non sarai più un gustoso tiramisù, ma una budinosa zeppolaccia fritta.

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3 pensieri su “Il paradiso perduto (post ermetico, ma a suo modo tristemente vero, sulla pasticceria e sugli effetti collaterali dell’allattamento)

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